CROAS Campania, si insedia il nuovo Consiglio: “Una squadra compatta, idee chiare e il coraggio di dare valore alla professione”

Una squadra compatta, una visione condivisa e un’ambizione che va ben oltre l’ordinaria amministrazione: riaffermare la centralità del Servizio Sociale, riconoscendone il valore professionale, culturale e politico nella società contemporanea.

Si insedia il nuovo Consiglio regionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Campania per il mandato 2026–2030. Quindici consiglieri, una squadra unita, idee chiare e la volontà di costruire un’istituzione autorevole, moderna, accessibile e soprattutto vicina alla propria comunità professionale.

Alla guida del Consiglio il Dott. Andrea Di Fiore, Presidente, affiancato dalla Dott.ssa Agnese Marinaro, Vicepresidente, dal Dott. Edoardo Nappa, Segretario, e dalla Dott.ssa Maria Rosaria Astarita, Tesoriere. Il Dott. Felice De Nicola ricopre la carica di Revisore unico.

Un’organizzazione che sceglie di mettersi immediatamente al lavoro attraverso sei commissioni consiliari, quattro permanenti e due strategiche:

  • Gestione, cura e revisione dell’Albo, coordinata dal Dott. Edoardo Nappa;
  • Formazione continua, coordinata dal Dott. Emanuele Amore;
  • Disciplinare e deontologica, coordinata dalla Dott.ssa Giuseppina Rescigno;
  • Tutela e promozione della professione, coordinata dalla Dott.ssa Beatrice Punzo;
  • Coesione territoriale e prossimità dell’Ordine, coordinata dalla Dott.ssa Antonietta Zinno;
  • Cantieri di Servizio Sociale, coordinata dalla Dott.ssa Lorena Liparoti.

A completare questa architettura organizzativa, quindici deleghe tematiche, ciascuna affidata a un consigliere, per costruire una presenza capillare nelle principali questioni che attraversano il lavoro sociale e la società:

  1. Diritti e violenza di genere – Dott.ssa Giuseppina Rescigno
  2. Giovani assistenti sociali – Dott.ssa Lorena Liparoti
  3. Innovazione sociale e libera professione – Dott. Simone Santamaria
  4. Nuove povertà, fragilità familiari ed emergenze sociali – Dott.ssa Antonietta Zinno
  5. Digitalizzazione sociale e nuove forme di governance locale – Dott. Emanuele Amore
  6. Università, ricerca e tirocini – Dott.ssa Maria Rosaria Astarita
  7. Giustizia – Dott.ssa Giorgia Patanella
  8. Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS) – Dott.ssa Beatrice Punzo
  9. Salute – Dott.ssa Valeria Marra
  10. Persone con disabilità – Dott.ssa Federica Mesca
  11. Non autosufficienze, caregiver e riabilitazione – Dott. Nicola Tessitore
  12. Terzo Settore e modelli di cooperazione – Dott. Edoardo Nappa
  13. Aggressioni – Dott.ssa Norina Ferrise
  14. Minori, infanzia e adolescenza – Dott.ssa Agnese Marinaro
  15. Comunicazione – Dott. Andrea Di Fiore

Ma dietro questa organizzazione c’è soprattutto un’idea precisa di Ordine professionale: non un luogo distante dalla vita quotidiana degli iscritti, ma una casa comune, capace di ascoltare, rappresentare e, quando necessario, prendere posizione.

Perché parlare di Servizio Sociale significa inevitabilmente parlare di diritti, disuguaglianze, salute, lavoro e democrazia. Significa riconoscere che gli assistenti sociali non sono semplici esecutori di procedure, ma professionisti che contribuiscono ogni giorno a costruire le risposte pubbliche ai bisogni delle persone.

Ed è proprio qui che si colloca la sfida del nuovo Consiglio: superare ogni visione marginale della professione, rivendicarne il ruolo nei processi decisionali, promuovere condizioni di lavoro dignitose, valorizzare le competenze e rafforzare il dialogo con le istituzioni.

Non basta chiedere agli assistenti sociali di tenere insieme ciò che la società divide, se poi non si riconoscono loro gli strumenti, l’autonomia e il valore necessari per farlo.

Una sfida che, tuttavia, non potrà esaurirsi nelle stanze dell’Ordine. Servirà la partecipazione attiva della comunità professionale, ma anche della società civile, delle associazioni, del mondo accademico, delle istituzioni e delle realtà del Terzo Settore. L’obiettivo è costruire spazi aperti di confronto, laboratori di idee, momenti di politica attiva e di proposta, nei quali le esperienze di chi opera quotidianamente nei territori possano tradursi in indirizzi, iniziative e cambiamenti concreti.

Perché le politiche sociali non possono essere pensate soltanto nei luoghi in cui si decide, ma devono nascere anche nei luoghi in cui si vive, si lavora, si incontrano le fragilità e si costruiscono le risposte. Non una politica di appartenenze, ma una politica delle responsabilità, della partecipazione e delle soluzioni.

Il nuovo CROAS Campania intende partire da questa consapevolezza. Con uno sguardo contemporaneo, radicato nei territori ma capace di guardare al futuro. Con la convinzione che tutelare una professione non significhi difendere un privilegio, ma rafforzare un presidio fondamentale di democrazia e giustizia sociale.

Non sarà sufficiente raccontare ciò che non funziona: servirà costruire proposte, aprire interlocuzioni, assumere responsabilità e trasformare le parole in atti concreti.

Una squadra, una comunità, una direzione. Perché il valore del Servizio Sociale non deve essere inventato: esiste già, ogni giorno, nel lavoro di migliaia di professionisti. Adesso bisogna riconoscerlo, difenderlo e renderlo impossibile da ignorare.