Il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro e il prefetto di Napoli Michele di Bari hanno presentato gli interventi previsti per le due chiese. Al centro anche il ruolo dei giovani nella conoscenza e nella tutela delle radici storiche della città.
NOLA – Restituire valore a due luoghi simbolo della storia religiosa e culturale della città, puntando non soltanto al recupero degli edifici, ma anche alla riscoperta di un patrimonio che appartiene all’intera comunità. È questo il significato dell’iniziativa che si è svolta oggi a Nola, dove sono stati presentati gli interventi di restauro previsti per la chiesa di Sant’Angelo in Palco e per la chiesa di Santa Chiara.
All’appuntamento hanno partecipato il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno con delega al Fondo edifici di culto, Wanda Ferro, accompagnata dal prefetto di Napoli, Michele di Bari. Presenti anche il vescovo di Nola mons. Marino, il sindaco Ruggiero e numerose autorità e rappresentanti delle istituzioni coinvolte nel percorso di recupero. La presentazione degli interventi rappresenta un segnale importante per la tutela di due complessi monumentali che meritano di tornare al centro di una strategia di conservazione e valorizzazione. L’obiettivo è fare in modo che Sant’Angelo in Palco e Santa Chiara possano tornare a essere una risorsa per Nola e per il territorio, rafforzando il legame tra la città e la propria identità storica.
Ma il recupero del patrimonio culturale, nella visione espressa dall’amministrazione cittadina, non può fermarsi al restauro materiale. Accanto alla conservazione degli edifici c’è la necessità di promuovere la conoscenza della loro storia, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni. Conoscere i luoghi in cui si sono sviluppate le vicende della propria comunità significa comprenderne il valore e sentirsi parte di un’eredità da custodire. Perché la tutela diventi davvero efficace, è fondamentale che i giovani possano avvicinarsi al patrimonio della città, riconoscerne le radici e maturare una maggiore consapevolezza della sua importanza.
Un ringraziamento è stato rivolto al sottosegretario Wanda Ferro, al prefetto Michele di Bari, al vescovo Francesco Marino e a tutte le autorità presenti. Un riconoscimento anche alle istituzioni e ai professionisti che contribuiscono al percorso, tra cui Antonia Solpietro, responsabile dell’Ufficio beni culturali della diocesi, e Filomena Russo Del Prete, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli.
La sfida sarà trasformare l’attenzione istituzionale in un percorso concreto e duraturo: recuperare i monumenti, renderli nuovamente una risorsa per il territorio e trasmetterne il valore a chi rappresenta il futuro della città. Perché proteggere la storia di Nola significa anche dare alle nuove generazioni gli strumenti per conoscerla e sentirla propria.
