Scontro Maiello-Russo, Consiglio di Stato conferma annullamento permesso edilizio

POMIGLIANO D’ARCO – Una sentenza del Consiglio di Stato aggiunge un nuovo elemento alla lunga contrapposizione che negli ultimi anni ha visto su posizioni differenti il sindaco Lello Russo e l’ex comandante della Polizia Locale Luigi Maiello, anche sul tema dei controlli urbanistici effettuati in città.La decisione, numero 7070/2026, pubblicata il 24 settembre, riguarda uno specifico intervento edilizio e conferma, respingendo gli appelli, le precedenti decisioni del Tar.

In sostanza, resta valido l’annullamento in autotutela disposto dal Comune di Pomigliano su un permesso di costruire e sulle successive varianti. La vicenda assume rilievo nel dibattito cittadino perché proprio l’attività di controllo sull’urbanistica è stata uno dei terreni del durissimo confronto sviluppatosi attorno a Maiello.

Lo scontro tra l’ex comandante e Russo è documentato da anni ed è arrivato anche all’attenzione parlamentare. La pronuncia affronta tre aspetti importanti. Sul piano urbanistico, il Consiglio di Stato ritiene non corretta la rappresentazione dell’intero lotto come zona B1: una parte era infatti soggetta alla disciplina derivante dalla decadenza di un precedente vincolo stradale. Secondo i giudici, nelle condizioni esaminate l’intervento di demolizione, ricostruzione e ampliamento non poteva essere realizzato come progettato.

C’è poi il capitolo antimafia. La società interessata era stata destinataria di un’interdittiva e il Consiglio di Stato ha respinto la tesi secondo cui tale misura non avrebbe inciso sul titolo edilizio per l’attività imprenditoriale.Infine, viene chiarito un passaggio particolarmente significativo: il dissequestro disposto in sede penale non equivaleva a una dichiarazione di legittimità urbanistica dell’intervento. Il provvedimento cautelare penale, dunque, non cancellava automaticamente le contestazioni amministrative.

La sentenza non stabilisce che Maiello avesse ragione su ogni controllo effettuato a Pomigliano, né giudica le dichiarazioni politiche di Russo. Stabilisce però un dato preciso: in questo specifico caso l’annullamento amministrativo contestato ha superato anche il vaglio definitivo del Consiglio di Stato. Gli appellanti sono stati inoltre condannati a versare complessivamente 13mila euro di spese al Comune.

È questo il dato destinato ora a inserirsi nel confronto politico sui controlli urbanistici e sulla loro valutazione da parte dell’amministrazione Russo.