Il giornalista Sigfrido Ranucci e Arianna Meloni, sorella della presidente del Consiglio, figurano nelle liste dei testimoni depositate nel processo a carico di Maria Rosaria Boccia, aperto il 6 ottobre a Roma dopo l’esposto presentato dall’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Tra i nomi indicati dalle parti compaiono anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli e l’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi.
La prima udienza, davanti al giudice monocratico, ha definito i primi appuntamenti del dibattimento e portato all’attenzione le richieste di testimonianza che coinvolgono esponenti delle istituzioni e dell’informazione. La presenza nelle liste costituisce una richiesta di ascolto: per Ranucci, Arianna Meloni, Giuli e Rossi non sono state indicate, nelle informazioni rese note, date di audizione.
A chiedere di sentire in aula Arianna Meloni sono state le pubbliche ministere Giulia Guccione e Barbara Trotta, titolari dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini. Il nome della sorella della premier compare dunque nella lista depositata dalla procura, mentre quello di Ranucci figura tra i testimoni indicati dalle parti.
A Maria Rosaria Boccia vengono contestati i reati di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata e diffamazione, oltre a una contestazione riguardante false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di eventi. Le accuse saranno esaminate nel corso del dibattimento.
Nel procedimento si sono costituiti parte civile Gennaro Sangiuliano, sua moglie e Francesco Gilioli, ex capo di gabinetto del ministero della Cultura.Il giudice ha fissato la prossima udienza per il 15 gennaio, quando saranno ascoltati Gilioli e la moglie dell’ex ministro.
Il successivo appuntamento è in calendario per il 5 febbraio, data prevista per la testimonianza in aula dello stesso Sangiuliano. I legali dell’ex ministro e della moglie hanno già chiesto che le audizioni dei loro assistiti si svolgano a porte chiuse. Il giudice si è inoltre riservato di decidere sulla richiesta di effettuare riprese audio e video del processo.
Al termine della prima udienza sono intervenuti gli avvocati di Sangiuliano, Silverio Sica e Giuseppe Pepe, richiamando il rispetto del procedimento giudiziario: «I processi si fanno nelle aule rispettando il lavoro e l’autonomia della magistratura, nel rispetto anche del dolore di chi ha subito violenza».
I due legali hanno quindi ribadito la posizione dei propri assistiti: «Al momento le posizioni sono chiare: ci sono tre persone che sono parte lesa e la signora Boccia che è imputata, in questo come altri processi».Infine, hanno annunciato che le ragioni delle parti civili saranno illustrate durante il dibattimento, accompagnando la dichiarazione con un avvertimento: «Tutto questo la parte civile lo dirà nel dibattimento, attenti che certi comportamenti non configurino ulteriori condotte illegali che saranno denunciate immediatamente».
