

I temi erano famiglia, sicurezza ed impresa, per la convention del centrodestra che ieri ha visto schierati in prima fila tutti i consiglieri comunali di opposizione di Somma Vesuviana che, dalla connotazione elettorale “civica” o meno, fanno comunque riferimento a Forza Italia o alleati: Pasquale Piccolo, Vincenzo Piscitelli, Umberto Parisi, Celeste Allocca, Antonio Granato. E la capogruppo di Fi, Lucia Di Pilato, cui è toccato aprire la manifestazione moderata da Simona Cerbone. Tutti ad accogliere l’onorevole Domenico De Siano, arrivato puntualissimo e andato via prima che l’evento iniziasse, il già onorevole Nunzio Testa (Noi con l’Italia) candidato per l’uninominale al Senato e acclamato dalla platea senza che però ci fosse in sala nemmeno uno dei suoi riferimenti politici sul territorio (il simbolo di partito è saldamente nelle mani di esponenti di maggioranza e una consigliera comunale, Luisa Carmen Feola, è in lizza nel listino proporzionale), il capogruppo regionale Armando Cesaro, accolto dagli organizzatori ma intrattenutosi qualche minuto fuori dal Summarte con il sindaco della città Salvatore Di Sarno, la candidata alla Camera per l’uninominale Elisa Russo e il deputato Paolo Russo che ha strappato il più lungo applauso alla platea ricordando che, negli stessi giorni e nello stesso luogo, cinque anni fa, era sullo stesso palco insieme al compianto sindaco Ferdinando Allocca, a scrivere una pagina della storia di Somma Vesuviana.


Un dato di fatto è emerso chiaro dalla convention del centro destra che ieri ha aperto a Somma Vesuviana la campagna elettorale per le politiche 2018, ed è lo stesso che si avvalora giorno dopo giorno nell’agenda politica, sui giornali, nelle piazze, quello che vien fuori da tutti i sondaggi: l’avversario da battere è il Movimento 5 Stelle. Del centrosinistra, pare, nessun timore. La capogruppo di Forza Italia Lucia Di Pilato ha dato il via all’evento con un intervento breve, preciso e mirato all’appello al voto su temi nazionali, quelli previsti: famiglia, sicurezza ed impresa. Lasciando poi la parola ad Armando Cesaro il quale si è soffermato sui temi del giorno: i finti rimborsi di alcuni pentastellati. Facendo notare che il gruppo regionale campano di Forza Italia, pur senza strombazzarlo in giro, ha presentato tempo fa una proposta di legge affinché i fondi assegnati per i rimborsi elettorali siano destinati ad attività sociali. «E aspetto ancora di sapere – ha proseguito Cesaro – quanto spendono i grillini in Regione Campania». «Da un lato ci sono le promesse di incompetenti – ha detto ancora Cesaro – dall’altro chi ha già dimostrato di saper fare. Silvio Berlusconi ha promesso che aumenterà a mille euro le pensioni minime e sappiamo tutti che lo farà».
Per la candidata Elisa Russo, il “battesimo” a Somma Vesuviana è stato all’insegna della rivendicazione territoriale. «Io non sono una forestiera, come qualcuno mi ha definito – ha esordito – sono una vesuviana, nata a San Giorgio a Cremano e che vive a San Sebastiano al Vesuvio. Questi territori mi appartengono, il mio Vesuvio è il vostro Vesuvio». Imprenditrice “prestata” alla politica, per usare alla lettera le sue parole, la Russo è presidente dell’associazione “La forza delle donne”. «Io sono qui e ci resterò, sempre attenta alle vostre esigenze, sarò la voce di questi territori». E pure la candidata alla Camera sembra aver chiaro l’avversario da battere, anzi gli avversari: quelli che lei ha definito “Senza Stelle”. Per ben marcare la differenza tra chi è “senza meriti” e chi ha già con “storia politica, coerenza e concretezza, ha già dimostrato di saper fare bene”. Poi, i punti programmatici che alla candidata sembrano più cari: la sicurezza, con poliziotti e carabinieri di quartiere, la tutela delle forze dell’ordine, le pari opportunità, la lotta alla povertà e gli incentivi per le imprese, la sburocratizzazione, un sistema fiscale equo.
«Mi sento in famiglia –ha iniziato invece il candidato al Senato per l’uninominale, Nunzio Testa. Pomiglianese, chirurgo maxillofacciale e già deputato della Repubblica, in arrivo dall’Udc e oggi sotto il simbolo di Noi con l’Italia cui il suo partito ha aderito. Ha preferito lasciare i punti programmatici al successivo intervento del deputato Paolo Russo e si è invece cimentato sui “numeri”. «Stiamo per affrontare un’elezione epocale che ci porterà verso il baratro nel caso in cui non dovessimo riuscire a governare, oppure ci condurrà alla salvezza della nazione». Il rischio è sempre quello: il “fantasma” del M5S che in Campania si sente più forte che altrove. «Ogni voto in meno ai grillini è un voto utile per governare – ha proseguito Testa – perché se non saremo noi a vincere tra sei mesi si dovrà tornare alle urne. Chiariamoci: o sarà governo del centrodestra o non sarà, noi non siamo per gli inciuci. In ballo c’è il futuro dei nostri giovani».

L’ultimo intervento è spettato a Paolo Russo, deputato di Forza Italia, che ha ben chiarito gli intenti, gli obiettivi. A Somma Vesuviana come altrove, Forza Italia non vuole solo vincere. «Non ci accontenteremo di essere il primo partito, dobbiamo dettare anche la linea». Per cui, messaggio chiaro e diretto: «Nunzio Testa è il nostro candidato al Senato qui, va votato, anzi supervotato». Ma, è il messaggio arrivato a destinazione, la ics (x) andrà tracciata sul simbolo azzurro. «Forza Italia, dappertutto, anche qui a Somma Vesuviana». E i temi di Russo sono quelli di sempre, quelli per cui negli ultimi anni, sia dalla maggioranza di governo, sia dall’opposizione, si è battuto in Parlamento. Due, per esempio: il diritto negato dei cittadini campani di usufruire del condono edilizio del 2003 e il grande divario che esiste tra chi stipula una polizza di assicurazione automobilistica al Sud rispetto ad uno stesso cittadino, magari virtuoso, che vive altrove. Nelle parole di Russo passa una certezza: il centrodestra è primo nei sondaggi. Il rischio è tutto e soprattutto campano. «Il rischio è quello di avere un governo di centrodestra a trazione nordista, noi invece dobbiamo capovolgere questo dato per poter incidere, per esprimere al meglio le politiche della nostra terra. Gli aggettivi utilizzati per gli antagonisti grillini rendono l’idea: «ribellisti, populisti, nichilisti, giustizialisti, diversamente pericolosi da quella sinistra del ’94 che Berlusconi riuscì ad arginare, noi abbiamo il compito di fermare chi non saprebbe amministrare nemmeno il proprio condominio». «Loro odiano il ceto medio, odiano il mercato, il risparmio, la voglia di arrivare – ha proseguito Russo – c’è chi tra queste persone ci accusa di non mettere il Sud al primo piano. Io ricordo solo che l’ultimo ad aumentare le pensioni minime è stato Berlusconi. Non è una cosa pro nord o pro sud, è una cosa giusta».



