Solidarietà tra scuole: il Masullo Theti accoglie gli studenti del Liceo Carducci

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Striscione di benvenuto e porte aperte agli studenti del Carducci, ospitati in via eccezionale a causa delle criticità strutturali del loro istituto.

 

 

Un gesto semplice ma dal forte valore simbolico, capace di trasformare un momento di difficoltà in un esempio concreto di comunità e collaborazione. A Nola, l’Istituto Masullo Theti ha aperto le proprie porte agli studenti del Liceo “Giosuè Carducci”, attualmente costretti a lasciare la loro sede a causa delle condizioni non ancora ottimali della struttura scolastica.

Ad accogliere i ragazzi del Carducci, uno striscione chiaro e significativo: “All’Istituto G. Carducci il nostro benvenuto”. Un messaggio esposto dagli studenti del Masullo Theti che racconta, meglio di qualsiasi parola, lo spirito di accoglienza e solidarietà che sta caratterizzando questi giorni.

Dopo le proteste e lo sciopero degli studenti del Carducci per il malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento e per le difficili condizioni ambientali, è arrivata una risposta concreta dal territorio. In via eccezionale, il Masullo Theti ospiterà gli studenti del Liceo Classico, permettendo loro di riprendere le lezioni in un ambiente sicuro e adeguato.

Un segnale importante, che va oltre l’emergenza logistica. In un momento in cui il diritto allo studio rischiava di essere compromesso, la scuola diventa ancora una volta luogo di educazione non solo sui libri, ma nei gesti. Accogliere significa riconoscere l’altro, farsi carico di una difficoltà comune e trasformarla in occasione di crescita collettiva.

La risposta degli studenti è stata immediata e carica di emozione: gratitudine, rispetto e la consapevolezza di non essere soli. In attesa che il Liceo Carducci possa tornare pienamente operativo nella sua sede storica, l’esperienza vissuta al Masullo Theti resterà come un esempio positivo di scuola che funziona, che unisce e che educa anche attraverso la solidarietà.

Una pagina bella per Nola, che dimostra come, quando le istituzioni scolastiche fanno rete, anche le emergenze possono diventare lezioni di civiltà.

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