Il consigliere comunale e metropolitano denuncia presunte anomalie nella gestione dell’appalto e punta il dito contro l’amministrazione Rega. Al centro della vicenda la scelta dell’affidamento diretto e le incertezze sulla continuità del servizio educativo. Un servizio pubblico destinato ai più piccoli, interrogativi sulla gestione delle risorse e una vicenda amministrativa che finisce all’attenzione dell’autorità giudiziaria. È destinata ad alimentare il dibattito politico a Castello di Cisterna l’iniziativa del consigliere comunale e metropolitano Domenico Esposito Alaia, che ha trasmesso una dettagliata segnalazione alla Procura della Repubblica di Nola e ai Carabinieri, contestando le modalità con cui è stata affidata la gestione dell’asilo nido comunale.
Un intervento che si inserisce nell’attività di controllo e vigilanza istituzionale portata avanti dall’esponente politico, deciso a ottenere chiarimenti su una procedura che, a suo giudizio, presenta criticità meritevoli di approfondimento.
La ricostruzione degli atti amministrativi
La vicenda prende le mosse dalla deliberazione del Consiglio comunale del 31 luglio 2025, con la quale veniva approvata la relazione istruttoria per l’esternalizzazione del servizio. Il documento individuava nella gara pubblica la modalità di selezione del gestore, prevedendo un affidamento iniziale di 24 mesi, prorogabile per un ulteriore anno scolastico, per un valore complessivo triennale stimato in 436.426,84 euro.
A distanza di poco più di due mesi, tuttavia, la determina dirigenziale del 14 ottobre 2025 disponeva un affidamento diretto di nove mesi, per un importo di 113.005,03 euro.
È proprio su questo cambiamento che si concentra la contestazione di Alaia. Secondo il consigliere, la contrazione della durata contrattuale e del relativo valore economico potrebbe integrare un’ipotesi di frazionamento artificioso dell’appalto, con il risultato di ricondurre l’operazione entro i limiti economici consentiti per l’affidamento diretto.
Si tratta di rilievi formulati nella segnalazione, la cui fondatezza dovrà essere eventualmente accertata dagli organi competenti.
Il nodo della programmazione e le responsabilità politiche
Ulteriori perplessità vengono sollevate sulla gestione delle scadenze. Con la deliberazione di Giunta n. 72 del 18 settembre 2026, l’amministrazione ha infatti previsto la possibilità di ricorrere a una soluzione contrattuale temporanea, qualora la procedura ordinaria non venga completata nei tempi necessari.
Una circostanza che, nella lettura di Esposito Alaia, evidenzia una gestione poco lungimirante di un servizio la cui necessità era già nota da tempo.
Il consigliere chiama così in causa le responsabilità politiche dell’amministrazione guidata dal sindaco Aniello Rega, chiedendo di fare piena luce sulle decisioni adottate e sulle ragioni che hanno determinato il percorso amministrativo contestato.
Al centro della vicenda il diritto delle famiglie
La questione, tuttavia, non si esaurisce nelle procedure di affidamento e nelle contrapposizioni consiliari.
L’asilo nido rappresenta un’infrastruttura sociale fondamentale, soprattutto per i genitori che lavorano, per le giovani coppie e per le famiglie che non dispongono di una rete di sostegno. Garantire stabilità al servizio significa tutelare il percorso educativo dei bambini e favorire la partecipazione dei genitori, in particolare delle madri, al mercato del lavoro.
A rendere più delicato il quadro sono anche le condizioni previste per l’utilizzo delle strutture. L’attivazione della sede temporanea presso la scuola primaria Leonardo Sciascia è subordinata alle necessarie verifiche, mentre l’apertura dei 30 posti nella sede definitiva richiede il completamento dei lavori e degli adempimenti autorizzativi.
Con la scadenza delle iscrizioni fissata al 30 settembre, resta dunque centrale la necessità di fornire alle famiglie informazioni certe sull’organizzazione del servizio per l’anno educativo 2026/2027.
La richiesta di trasparenza
Attraverso la segnalazione agli organi competenti, Domenico Esposito Alaia intende portare la vicenda oltre il confronto politico locale, sollecitando verifiche sulla regolarità delle procedure e sulle scelte compiute.
L’iniziativa non equivale all’accertamento di responsabilità, ma apre un fronte di confronto istituzionale che investe direttamente il governo del territorio.
Sul tavolo rimane una questione di interesse collettivo: assicurare che la gestione dei servizi educativi avvenga nel rispetto delle regole, con una programmazione capace di garantire continuità e risposte concrete ai cittadini.
Perché, al di là dello scontro politico, il futuro di un asilo nido riguarda prima di tutto il diritto dei bambini all’educazione e quello delle famiglie a poter contare su servizi pubblici affidabili.









