La lettera: “Il primo cittadino è un accentratore: non c’è collegialità e condivisione”.
Fino a otto anni fa era la capitale degli abusi edilizi, l’epicentro dello scandalo cementizio più eclatante dal Dopoguerra: decine e decine di palazzi realizzati senza uno straccio di licenza. Ora però Casalnuovo di Napoli sembra essere diventata la summa di tutti i mali della politica incerta e squilibrata. Qui infatti ieri il gruppo consiliare del Partito Democratico, composto da 4 consiglieri municipali, ha protocollato nel comune l’uscita dalla maggioranza, dopo che il presidente del consiglio democrat, Giovanni Nappi, era stato offeso con un post di Facebook da un fedelissimo del sindaco Massimo Pelliccia, il consigliere comunale Giuseppe Crispo. Intanto tutta questa situazione sta costringendo il primo cittadino a trovare una qualche soluzione forzata volta a impedire le elezioni anticipate, visto che adesso si ritrova con soli 10 consiglieri comunali su 24 in suo appoggio all’interno dell’assemblea cittadina. E questo capita a soli sei mesi di distanza dalle elezioni del giugno di quest’anno.”Il sindaco non può rilasciare dichiarazioni su una posizione politica rilasciata da Facebook”, ha dichiarato ieri pomeriggio la vice sindaco Nicoletta Romano. Eppure il documento del Pd è stato consegnato in municipio già nella tarda mattinata. “Siamo arrivati al capolinea – hanno scritto i democratici nel documento protocollato nel comune – una dichiarazione contenente offese ed insinuazioni gravi da parte di un consigliere eletto nella coalizione dei “volontari del cambiamento”, dichiarazione da cui oggi non è stata presa alcuna distanza, non ci consente più di proseguire il percorso intrapreso”. Domenica scorsa in un commento pubblico scritto sul più importante e diffuso social network il consigliere comunale dei “volontari per il cambiamento”, Crispo appunto, ha scritto che “Nappi e i suoi accoliti inseguono interessi di bottega”. Parole sufficienti ad aprire via web la clamorosa crisi politica di questa tormentata città di 51mila abitanti. Intanto a questo punto la situazione sta così: il sindaco Pelliccia non ha più i numeri per governare, visto che lo sostengono 6 consiglieri comunali della sua coalizione originaria, i “volontari del cambiamento”, più altri 4 cosiddetti “responsabili”, cioè transfughi della coalizione dell’ex sindaco Antonio Peluso, battuto a giugno al ballottaggio da Pelliccia, nonostante il 53 % dei consensi ottenuto dalla sua compagine elettorale. Del gruppo dei “responsabili” fa parte l’architetto Katia Iorio, moglie di uno dei più importanti costruttori e proprietari immobiliari di Casalnuovo, Camillo De Luca, la cui famiglia è da sempre inquadrata nell’ambito politico di Forza Italia. Anche l’ex sindaco Peluso e l’attuale primo cittadino Pelliccia hanno gravitato nell’orbita di Forza Italia. Pelliccia è stato un sostenitore di Mara Carfagna. Lo scontro che si sta consumando sembra dunque tutto segnato dal colore azzurro del partito di Berlusconi, o di quel che ne rimane. Nel frattempo per evitare le elezioni anticipate il sindaco Massimo Pelliccia deve trovare almeno due consiglieri comunali in grado di riempire il vuoto creato dal Pd. Sembra che le attenzioni puntino sulla lista civica Giovanni Romano, l’ex vicesindaco dell’Udc all’epoca dello scandalo dei palazzi abusivi.
(Fonte foto: Rete internet)



