America’s Cup, Napoli fa già festa: Luna Rossa conquista il Golfo, ma la partita vera è in politica

La seconda regata preliminare si è chiusa domenica 27 settembre con gli italiani che battono i neozelandesi campioni in carica. Intanto, sul 2027, il confronto tra governo e opposizioni si accende: “la sinistra alimenta polemiche inutili”, rispondono i dem. E Forza Italia ci mette la faccia, con Librandi in prima fila

NAPOLI — C’era chi, venerdì 25 settembre, guardava il Golfo sferzato da un vento debole e incostante e temeva l’incubo di ogni velista: mare piatto, vele gonfie di nulla. La prima giornata di regate è stata neutralizzata proprio per mancanza di vento nel campo di gara, e per un pomeriggio Napoli ha trattenuto il fiato.  Poi il maestrale è tornato a fare il suo mestiere, il Lungomare Caracciolo si è riempito di gente al Race Village — a ingresso gratuito — e l’America’s Cup ha ripreso il suo cammino.

Quando domenica 27 settembre è calato il sipario sulla seconda Louis Vuitton Preliminary Regatta, il verdetto era netto: Luna Rossa ha battuto Emirates Team New Zealand nel match race conclusivo, ripetendo il successo della tappa d’apertura in Sardegna.  Una vittoria che suona come una dichiarazione d’intenti, a due anni esatti dalla sfida che conta: per la prima volta nella storia di 175 anni del trofeo, Louis Vuitton Cup e America’s Cup Match si disputeranno in Italia, dal 22 maggio al 19 luglio 2027.

La rivendicazione della destra: “Un successo del governo”

Se si chiedesse alla maggioranza chi ha portato la Coppa a Napoli, la risposta sarebbe una sola: il governo. Ed è innegabile che l’annuncio ufficiale dell’assegnazione sia arrivato il 15 maggio 2025 dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con le coppe presentate alla città pochi giorni dopo a Castel dell’Ovo, davanti al sindaco Manfredi, al ministro dello Sport Andrea Abodi e al CEO di Emirates Team New Zealand Grant Dalton. 

La gestione è centralizzata: Sport e Salute copre oneri per 7,5 milioni di euro nel 2025, e il Comune di Napoli ha ottenuto una deroga per utilizzare accantonamenti fino a 30 milioni di euro annui per i lavori collegati. Il comitato organizzativo conta 11 membri: 6 designati dagli organizzatori, 5 dall’Italia — tre dal Governo, uno da Sport e Salute, uno dal Comune. Regione Campania e Città Metropolitana? Fuori. 

A difendere questa architettura è scesa in campo Forza Italia. «La sinistra alimenta una polemica inutile», ha tuonato il segretario regionale Fulvio Martusciello, precisando che «non è inserendo un componente nel comitato che la Regione rivendica di partecipare all’evento: ci aspettiamo che la Regione finanzi ciò che serve». Il senatore Franco Silvestro ha promesso che le designazioni «saranno espressione della Campania». 

La controreplica della sinistra: “Esclusi perché siamo il Sud”

Dall’altra parte dell’aula, il 24 luglio 2025, la Camera ha respinto tre emendamenti al decreto legge sport — di Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra — che chiedevano un rappresentante regionale nel comitato.  E la sinistra non ci sta: la deputata dem Valeria Valente denuncia un «principio di leale collaborazione» compromesso; Antonio Caso, del M5S, sostiene che il governo «si nasconde dietro ragioni tecniche quando è chiaro che si tratta di una scelta soltanto politica»; e l’esponente di Avs Francesco Emilio Borrelli la butta sul piano nord-sud, chiedendo se la Campania sia stata esclusa, «a differenza di Veneto e Lombardia, perché è una regione del Sud». 

C’è poi chi, come le opposizioni locali, pur escluso dal tavolo di gestione non rinuncia all’immagine: alla presentazione delle squadre a Nisida erano infatti presenti il sindaco Gaetano Manfredi e il presidente della Regione Campania Roberto Fico.  Un segnale, dicono i loro, che l’evento è della città prima ancora che del governo.

Librandi, il forzista che ci mette la faccia

In questo scacchiere, il nome che ricorre con insistenza è quello di Gianfranco Librandi (FI), che è tra i più vocali difensori della linea governativa sull’America’s Cup. Fu lui, nel luglio 2025, a lanciare l’avvertimento più netto contro gli emendamenti dell’opposizione: «se i neozelandesi venissero a conoscere degli emendamenti proposti, potrebbero perfino riconsiderare la scelta di Napoli».

Il suo intervento più recente risale alla fine di settembre, quando è tornato a parlare di America Cup e di Napoli a Radio Capri, in un’intervista dedicata anche alla «polemica contro il patron del Napoli De Laurentiis».  E qui la cronaca politica si intreccia con quella sportiva, in una scena che vale da sola un capitolo: il 7 settembre scorso, in un hotel del centro storico, De Laurentiis si avvicina al tavolo di Forza Italia — sedevano proprio Martusciello, Librandi e Silvestro — e definisce la segretaria del Pd Elly Schlein «inguardabile».  All’uscita, secondo la ricostruzione della stampa, è Librandi in persona a provare a consegnare al patron una spilla azzurra, rifiutata da De Laurentiis, che indica quella del Napoli sul proprio bavero.  Il patron ha poi precisato che il riferimento era «inteso esclusivamente da un punto di vista politico», ma dal Pd campano — con il segretario Piero De Luca che parla di parole «gravemente offensive» — la replica non si è fatta attendere. 

La sfida del 2027, e quella delle bonifiche

Resta la partita che si giocherà dentro il perimetro delle acque di Bagnoli-Coroglio: bonifica, rigenerazione urbana, protocollo di legalità sottoscritto in Prefettura per i lavori. La regata di settembre è stata un prova generale tutta sommata riuscita. Ma quando tra meno di un anno il Golfo ospiterà la sfida per il più antico trofeo dello sport mondiale, la sfida più affollata potrebbe essere quella in tribuna: governo e opposizioni remano nella stessa barca, ma in direzioni opposte. A Napoli, si sa, non è una novità.