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Acerra, sequestro dei Nas: 25mila uova con scadenze false e codici illegali

Sicurezza alimentare: i carabinieri denunciano per frode il titolare di un’azienda avicola.          

 

Secondo i carabinieri del Nas di Napoli, il nucleo anti sofisticazioni, 25mila uova di gallina da distribuire come fresche ma con la data di scadenza falsificata stavano per prendere la strada che porta dritta alle nostre tavole e, soprattutto, ai nostri stomaci. Insomma, non c’è che dire: si tratta di una di quelle notizie che come minimo allarmano. E a ben ragione. Si perché quando si tratta di uova la questione è parecchio delicata. I rischi derivanti dall’ingestione di uova crude andate a male è infatti legato alla possibilità di contrarre la salmonella o altri problemi virali per cui i protocolli legali e sanitari sul controllo di questi prodotti sono particolarmente rigidi. Cautele e prevenzioni normative che però, stando alle accuse degli investigatori, non avrebbero allertato più di tanto la ditta “fratelli C.”.

In base all’ultima operazione dei militari del Nas messa a segno nella nota azienda locale di produzione e distribuzione avicola, ubicata nella campagna di Acerra, in contrada Pagliarone, decine di migliaia di uova, 25mila appunto, riporterebbero date di scadenza false. Risultato del blitz: le uova, già confezionate e pronte all’invio nei supermercati, sono state sequestrate ( valore complessivo 5mila euro)mentre il legale responsabile della società avicola e centro di imballaggio, G.A.C., 59 anni, di Acerra, è stato denunciato a piede libero. Reato contestato: frode in commercio. I carabinieri sostengono che la ditta avrebbe apposto sulle uova fresche date false di deposizione e di termine minimo di conservazione. Timbrati sui prodotti – sempre stando ai risultati dell’indagine – anche codici identificativi aziendali diversi da quelli che si sarebbero dovuti mostrare sui prodotti.

“Apponevano sulle uova – spiegano i carabinieri del Nas di Napoli – una data di deposizione non veritiera per allungare il periodo di utilizzazione del prodotto. In pratica – specificano i militari – una volta deposto dalla gallina l’uovo deve essere consumato entro 28 giorni ma loro, se l’uovo viene deposto oggi, pongono una data postuma”. C’è inoltre la questione dei codici identificativi diversi.” Si – confermano dal Nucleo Anti sofisticazioni – poiché non solo producono ma acquisiscono anche uova da altre industrie adoperavano estremi di una ditta che allo stato non può produrre,  per questioni legate a cambi irregolari di animali”. La situazione, dunque, si presenta come di quelle delicate. Le 25mila uova imballate e sequestrate si presentano in confezioni insospettabili, praticamente perfette, pronte a salire sugli scaffali dei supermercati. Riportano anche la scritta “uova di gallina allevata a terra”, un’indicazione di garanzia che fa aumentare il prezzo della merce.

Resta però la questione delle conseguenze  più gravi della falsificazione delle date di deposizione e di scadenza delle uova. Sull’argomento la sanità pubblica si è più volte espressa facendo capire che i rischi sono elevati sul fronte della diffusione della salmonella ma tutto sommato prevedibili e circoscrivibili. Il virus della salmonella muore infatti a 60 gradi, pertanto mangiando un uovo cotto non si corre nessun rischio. Diversamente bisogna evitare di mangiare uova crude e di realizzare cibi a base di maionese o semifreddi come il tiramisù. Il virus della salmonella è molto fastidioso. I sintomi si manifestano entro le 24/36 ore e sono subito acuti: dolori intestinali, febbre alta, diarrea, debilitazione complessiva.

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