Sanità campana a rischio crac. Dopo l’appello di Caldoro arrivano le repliche dei sindaci vesuviani

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Allocca (Somma Vesuviana): “Caldoro convochi la consulta dei sindaci Asl e ci ascolti”. Esposito (Sant’Anastasia): “Il governatore ha ragione, in questo momento dobbiamo stare al suo fianco”.

La sanità campana cola a picco e, nei giorni scorsi, il governatore Stefano Caldoro aveva bacchettato i sindaci definendoli «sempre pronti a difendere i propri orticelli, a far sentire la loro voce quando si tratta di difendere gli interessi del proprio Comune». Ma, sembra, restii a fare squadra. La questione cui si riferisce Caldoro è grave, a rischio ci sono oltre dodicimila stipendi di medici, infermieri e amministrativi delle Asl Na 1 e Na 3, ma le circostanze in evoluzione potrebbero far collassare l’intero sistema. Il Presidente Caldoro, nelle sue ultime esternazioni pubbliche ha detto a più riprese di essere rimasto solo nella sua battaglia a difesa delle Asl contro il pignoramento dei beni. E ce l’ha soprattutto con i sindaci, quei sindaci sempre pronti a mettersi alla testa di cortei, a cavalcare le proteste.

Quei sindaci che oggi non si vedono quando c’è da combattere una battaglia vitale, quella per salvare il sistema sanitario campano. Certo, il governatore si riferisce al sindaco di Napoli, dal quale si attendeva se non un braccio, almeno una mano tesa. Così come dai sindaci che negli ultimi anni sono scesi in piazza a difesa di ospedali da chiudere o riconvertire. Le banche hanno intanto congelato i beni in via cautelativa, dopo la sentenza della corte costituzionale che ha bocciato la legge sull’impignorabilità dei beni delle aziende sanitarie. E se gli stipendi di luglio 2013 sono salvi, ora occorre una situazione che da oggi in poi consenta alle Asl di pagare i dipendenti e garantire i livelli di assistenza. Le repliche al governatore arrivano dal vesuviano, precisamente da Somma Vesuviana e Sant’Anastasia e sono diverse tra loro.

Arrivano dai sindaci delle due città alle falde del Monte Somma, entrambi medici. «Stefano Caldoro ha ragione – dice il sindaco di Sant’Anastasia, Carmine Esposito – in questo momento di crisi che riguarda tutti noi dobbiamo farne una questione politica e non di potere. I sindaci che tengono al loro territorio, al loro Comune, devono stare ora accanto al presidente e lottare con lui. Per quanto mi riguarda, su questa battaglia, sarò al suo fianco». Distinta e distante la posizione del sindaco di Somma Vesuviana, Raffaele Allocca che in queste ore ha messo nero su bianco la sua replica al governatore campano. Eccola: «Signor Presidente, apprendo con rammarico il disappunto da Lei manifestato e da me condiviso circa l’assenza dei sindaci nel sostenerla contro il pignoramento beni Asl.

La salute è un bene pubblico e va tutelata nelle sue varie forme ed espressioni. Pertanto colgo l’occasione per ricordare a me come a Lei che i sindaci ormai da troppo tempo non sono più gestori dei bei pubblici ricadenti sui propri territori, così come la legge vorrebbe, ma meri controllori chiamati come capro espiatorio per eventuali mancanze, vedi gestione dei rifiuti, reti idriche, fogne, regi lagni, manutenzione e messa in sicurezza del territorio. Il tutto per il semplice motivo che il sindaco “va condannato” per omesso controllo di un qualcosa, di cui, il più delle volte, non ha né competenza né fondi per intervenire». Una lettera che va letta tra le righe e che in pratica rispedisce le bacchettate al mittente. Tradotta in politichese andrebbe letta così: è vero che ingaggiamo battaglie campanilistiche, ma è vero anche che quando abbiamo bisogno delle istituzioni sovra comunali queste ultime latitano.

La lettera però continua, con un «suggerimento» a Caldoro. «Tornando al pignoramento dei beni delle Asl – scrive il sindaco Allocca – le suggerisco di convocare quei tanti sindaci, compreso me, che fanno parte della cosiddetta consulta dei sindaci delle Asl, da loro potrà avere consigli e forse soluzioni, ai tanti problemi che attanagliano la sanità campana, a partire dal piano di rientro al quale con tanta abnegazione e professionalità stanno lavorando i suoi collaboratori, l’onorevole Calabrò e il dott. Morlacco». Due sindaci, due posizioni diverse. Anche se nemmeno tanto, leggendole da differenti punti di vista. L’intenzione di collaborare di sicuro c’è da parte di entrambi, pure se Allocca tiene a sottolineare con garbo l’importanza di principi fondamentali. I prossimi mesi ci diranno se sarà crac nel panorama sanitario regionale, con risvolti sociali deflagranti e quale ruolo avranno i sindaci destinatari della «tiratina d’orecchi» da parte del governatore.

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