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lunedì, Gennaio 24, 2022

San Vitaliano, amministrative 2013: priorità a scuola e Puc

In vista delle prossime consultazioni, l’assessore Giovanni Malesci si dice pronto a dare ancora una volta il suo apporto al paese nella compagine del sindaco Falcone, anche quest’anno candidato alla carica di primo cittadino.

A poco meno di un mese dalle prossime elezioni, l’assessore all’Urbanistica Giovanni Malesci ripercorre in un’intervista i risultati raggiunti negli ultimi quattro anni e presenta un programma di rinnovamento in cui il piano urbanistico e la manutenzione scolastica avranno priorità assoluta.

Questione PUC. La prima critica mossa contro il suo assessorato riguarda proprio lo strumento urbanistico, responsabile di un’eccessiva cementificazione del territorio.
“Non è un’impressione. La cementificazione a San Vitaliano c’è ma è in realtà derivante dal Piano Casa, che è legge nazionale. Uno scempio nazionale, un terremoto urbanistico da me sempre criticato. La scorsa campagna elettorale ci accusavano che con questo Puc avremmo cementificato il territorio. Con questo Piano Casa, senza il PUC, San Vitaliano non sarebbe stata più la stessa. Il Puc è uno strumento urbanistico soggetto alla vigilanza dell’Ente: abbiamo vigilato sul consumo del territorio, per assicurarci che gli effetti del PUC non si sommassero a quelli del Piano Casa. E comunque, ho sempre detto che il nostro Puc è correggibile”.

In che modo?
“Il PTCP, il piano provinciale, è in fase di conclusione del suo iter decennale. Alla conclusione i comuni dovranno adeguarsi alle linee guida e potranno attuare piccole correzioni. Noi lo faremo sicuramente. Solo così possiamo correggere gli errori di un PUC che, comunque e ribadisco, se non ci fosse stato, ci avrebbe esposto allo tsunami del Piano Casa”.

La scuola presenta ancora delle criticità molto forti.
“ Lo stato dell’edilizia scolastica per quanto grave non è tragico. Non si corre alcun pericolo. Noi possiamo spendere in manutenzione straordinaria il 25% di quanto incassiamo come oneri di urbanizzazione, cioè 300 mila euro all’anno, quindi con poco più di 75 mila euro occorre provvedere a strade, fogne, pubblica illuminazione, plessi scolastici e case popolari. Tanto è stato fatto e tantissimo c’è ancora da fare. La scuola ha sempre avuto priorità assoluta. Alcuni interventi sono stati, per forza di cose, degli interventi tampone ma non risolutivi. La strategia dell’amministrazione Falcone è quella di dire basta agli interventi tampone, che erano una prassi. Preferiamo diventare impopolari e attendere le condizioni migliori per risolvere i problemi una volta per sempre.

Un intervento così massiccio come quelli programmati sui due lastrici solai di via Green e via Roma, non sono mai stati fatti e li faremo. Non dico che abbiamo fatto tutto bene ma abbiamo sicuramente fatto tutto il possibile. Data la situazione, abbiamo cercato fondi altrove. Il Cipe ci darà 200 mila euro per progettualità che abbiamo fatto noi. La convenzione è stata stipulata a dicembre 2012 quindi dovrebbero arrivare quest’anno. Abbiamo partecipato alle progettualità messe in atto dal Ministero dell’Istruzione e siamo ottimisti, ci aspettiamo dei buoni risultati”.

Cosa è stato fatto ad oggi e quali interventi sono previsti per i prossimi tempi?
“Noi abbiamo circa seicento alunni distribuiti in quattro plessi scolastici, una vera anomalia. Ciò ci pone un onere tremendo per la manutenzione ordinaria e straordinaria di quattro plessi. Su uno ci siamo fissati e focalizzati, quello della scuola materna in via Appia e ci siamo riusciti perché il piano terra è ben vissuto dalla scuola materna. Al piano superiore invece abbiamo messo apposto l’intera struttura perché ospitasse la biblioteca, il centro disabili e il forum dei giovani. Non siamo invece riusciti ancora a sistemare la guaina della palestra di Via Risorgimento, ma per sfavorevoli condizioni meteo: tutto è pronto. Ciò non toglie l’enorme criticità che presenta il plesso di via Roma: c’è un problema del blocco di ricongiungimento delle due scuole, “fatto coi piedi” e un problema di pendenza solai. C’è bisogno, inoltre, di rifare interamente la guaina sia del plesso di via Green che di via Roma”.

Il problema della scuola a San Vitaliano non è solo strutturale. In che modo il suo assessorato può incidere anche sull’elemento didattico e pedagogico?
“Il mio assessorato crea contenitori chiamati ad ospitare contenuti inerenti lo sport e/o le politiche sociali. In questa ottica, ci stiamo impegnando sia per la mensa scolastica che per il trasporto urbano. A ciò teniamo in particolar modo, sia io che l’Assessore alle Politiche Sociali Aurora Spiezia. Un’altra nostra idea è quella di trasformare il plesso scolastico Padre Pio in un centro laboratoriale in cui concentrare gli eventuali bulli e disturbatori delle lezioni di classe. In questo laboratorio potranno imparare a svolgere attività guidati dalle “eccellenze” locali.

A San Vitaliano si fa il miglior pane e la migliore mozzarella della zona, oltre che una buona pizza. Questi ragazzi “vivaci”, potrebbero imparare a pensare al loro futuro facendo sintesi tra lezioni di aula ed attività di laboratorio. Così si collega il mondo scuola alle piccole eccellenze artigianali della zona. E’ un’ idea a cui stiamo lavorando ancora”.

Negli ultimi anni si sta assistendo a uno spostamento delle attività commerciali dal centro a via Nazionale. Quali sono i piani per arrestare questa delocalizzazione?
“San Vitaliano rischia di perdere la sua identità perché le attività commerciali si stanno delocalizzando sulla più attrattiva via Nazionale, le piazze del nolano si svuotano per la presenza del Vulcano Buono, c’è poi la delocalizzazione forzata delle attività parrocchiali dalla chiesa madre alla congrega di via Ariosto. E questi movimenti, se aggiunti alla questione scuola e circumvesuviana, possono mettere in crisi gli elementi identitari del paese, perché un paese piccolo come questo si riconosce sostanzialmente intorno a cinque elementi: la parrocchia, il comune, la scuola, la stazione, la caserma. Di questo l’amministrazione è ben conscia e se ne è fatta carico e continuerà a farlo. Bisogna essere creativi, bisogna importare qui delle best practices messe già in atto in alcune città del centro-nord: detassazione dei servizi commerciali del centro, creazione di un centro commerciale distribuito. Insomma, idee da concordare con i commercianti ”.

C’è chi ritiene, anche tra la compagine di Raimo, che il paese abbia bisogno di più giovani al servizio della cittadinanza.
“La storia amministrativa è piena di esempi in cui la gioventù non è stata la soluzione a tutti i mali. L’intelligenza è nel fare un mix tra esperienza e novità, non è il giovanilismo che salverà San Vitaliano”.

Cosa si aspetta da questa campagna elettorale?
“Ciò che temo di questa campagna elettorale è che ci si rinfacci e si discuta sempre e solo del passato e non di come si vuole costruire il futuro del paese. Le responsabilità politiche delle vecchie amministrazioni sono adesso nostre come lo saranno le nostre per quanti ci seguiranno. Io come amministratore devo risolvere i problemi che l’oggi amministrativo mi pone. Solo uno sciocco direbbe di aver fatto tutto bene, così come solo uno sciocco direbbe di aver fatto tutto male”.

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