San Giuseppe Vesuviano. Forte flessione al ballottaggio

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Hanno votato 9597 elettori pari al 44,04% degli aventi diritto. Un calo netto di 12 punti percentuali rispetto al primo turno del 28/29 ottobre scorso.

Fin dalla mattina di ieri, domanica 11 novembre, il flusso di elettori diretto ai seggi è stato molto lento: alle 12 aveva votato solo il 9,16% degli aventi diritto,complice anche la bella giornata di sole ma forse è mancata la pressione psicologica dei 262 candidati al consiglio comunale del primo turno.

Solo dopo la partita Genova – Napoli terminata alle 17 vi è stata un inversione di tendenza che ha portato al voto oltre il 25 % degli elettori. Facendo il giro dei seggi è stato come attraversare il film di Fellini Amarcord, si sono viste scene di tutti i colori. Al seggio dei Rossilli gli agenti in forza al seggio avevano chiuso l’uscita di emergenza con una catena e per sicurezza ci avevano infilato una sedia nel maniglione antipanico, ma poi per assicurarsi che nessuno potesse aprire, l’uscita di sicurezza, hanno parcheggiato una loro auto davanti. Solo su sollecitazioni di un cittadino la catena è stata rimossa, l’auto no.

All’Istituto Capoluogo di piazza Risorgimento, sempre gli agenti di scorta ai seggi, vietavano ai cittadini l’accesso ai bagni della scuola motivando: “Sono per i bambini, non li potete usare.” Il presidente di un seggio a cui è stato sottoposto il problema ha dichiarato: “Non sono mica il guardiano dei bagni, io”. Visto che il cittadino insisteva facendo presente che nessun locale pubblico in Italia può essere aperto senza servizi igienici, un altro presidente con fare infastidito ha detto: “Senta faccia la denuncia e ci lasci perdere”. Era uno dei 22 dipendenti del Ministero di Grazia e Giustizia mandato a San Giuseppe Vesuviano per verificare la regolarità del voto.

Al seggio di S. Leonardo il parcheggio era chiuso al pubblico, il vigile presente ci ha detto che potevano entrare solo i diversamente abili, mentre ai Marciotti l’accesso al parcheggio era permesso a tutti. Questo paese sembra sempre di più una confederazioni di stati dove ognuno si regola in base al proprio umore e non nel rispetto delle leggi nazionali. L’unica nota positiva è stata la totale assenza delle decine di rappresentanti di lista che 15 giorni fa affollavano i seggi. Solo i professionisti del voto occupavano i seggi di riferimento. Il papà di un candidato era in agguato sotto le piante antistanti il seggio dell’Istituto Pace in attesa di elettori a cui ricordare come votare.

Si stima che in questa giornata sarà un miracolo superare la soglia del 50% di elettori facendo diventare ogni previsione su chi diventerà il futuro sindaco un vero terno al lotto. Mentre la politica è impegnata a scegliere il futuro sindaco, montagne di rifiuti tracimano in ogni strada.

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