In mostra alle Scuderie Aldobrandini di Frascati le opere di 25 artisti contemporanei ispirate al Caravaggio. Un’iniziativa che dimostra come il maestro lombardo continui a “lavorare” per il mondo dell’arte.
Provocatorio, irriverente, dissoluto, innovativo, audace, tanti gli aggettivi che la critica prima e i media poi hanno ricamato sulla figura del Caravaggio, così da farlo divenire oggi, agli occhi di tutti, l’icona dell’artista scapestrato ma geniale.
Eppure, più di cent’anni fa, Michelangelo Merisi era uno degli artisti più sottovalutati di tutti i tempi. Solo un lavoro durato oltre un secolo ha permesso di restituire al maestro il giusto posto nella storia. Soggetto di numerosi studi e ricerche, mostre ed eventi, Caravaggio vive ora, quattrocento anni dopo la sua morte, la sua epoca d’oro, godendo di una attenzione mai raggiunta in vita. Fino al 7 aprile 2013, nelle Scuderie Aldobrandini di Frascati, una mostra sottolinea, ancora una volta, l’inestimabile valore del genio lombardo. Una selezione di trenta opere, tratte dalla produzione artistica di venticinque artisti contemporanei, ci guida alla scoperta di Caravaggio in un modo totalmente nuovo.
“About Caravaggio. Visioni & Illusioni Contemporanee” è il titolo scelto per l’iniziativa, promossa dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici del Lazio in collaborazione con il Comune di Frascati e Munus e curata da Anna Imponente. Lo scopo dell’esposizione è quello di mostrare come il mondo dell’arte, e in generale la società moderna, ha percepito la figura di Caravaggio negli ultimi 50 anni.
Tra le opere in mostra spicca La stiratrice e ragazzo di Caravaggio, di Renato Guttuso (foto 1), degli anni ’70, in cui fa la comparsa il ragazzo spaventato del Martirio di San Matteo. Una presenza che, se da una parte sancisce il ritorno del Caravaggio nel Pantheon degli artisti, dall’altra, trasforma le creazioni del pittore secentesco in un patrimonio iconografico da cui poter attingere senza riguardo. Lo dimostrano le altre opere in mostra, dall’iper-realistica cesta di frutta di Luciano Ventrone (foto 2), la più recente conseguenza del Naturalismo caravaggesco, al Narciso dormiente di Elina Brotherus (foto 3), sagace analisi dell’attività artistica del maestro lombardo (allo stesso tempo ritratto e citazione di un’opera del Caravaggio).
Provocatorie e tuttavia dissacranti anche le opere di Marco Perego (foto 4), dallo sconclusionato titolo Lei: Jack non avrebbe mai funzionato tra noi. Jack: Dillo a te stessa, versione attuale, audace e pop del caravaggesco Bacchino malato, e Renato Meneghetti, la cui radiografia del corpo del Cristo della Deposizione in Vaticano, trasporta l’opera caravaggesca nel terzo millennio.
Una mostra che palesa, più che l’attualità dell’artista lombardo, la strumentalizzazione di cui, negli ultimi decenni, Caravaggio è stato vittima. Perché, se nella coscienza collettiva della società moderna Caravaggio resta uno dei più grandi artisti della storia, un genio ribelle che ha mutato per sempre il modo di fare arte, per il mondo dell’arte Caravaggio è oggi, soprattutto, un nome, un marchio, che nobilita un’opera, una mostra o un museo. Un utile strumento per curare l’immagine di un’artista o di una azienda. Segno di quanto in questo campo, come altrove, anche il passato può aiutare i businesses del presente.
(Fonte foto: Rete Internet)





