Volla. Lettera aperta di una bambina diversamente abile.

“… Mi chiamo C.M., ho sette anni, frequento, o meglio dovrei frequentare, la seconda classe elementare … Il fatto che io non possa parlare, non vuol dire che io non abbia nulla da dire. Attorno a me, per il mio bene e per i miei diritti, gravitano tante persone: i miei genitori, la mia famiglia, i miei compagni di scuola, i miei educatori, le istituzioni, la comunità. Se potessi, direi che io sono una bambina. Non spaventatevi se sono diversa, potrei farlo anch’io, perché siete in tanti e sembrate tutti uguali. E’ come se io fossi un po’ disordinata, non malata. I miei sensi non si sincronizzano, ecco qua! Per cui, vi prego di distinguere ciò che non voglio fare, da ciò che non posso fare. Sappiate che, anche se non vi è chiaro, io interpreto letteralmente il linguaggio e in più ho un pensiero visivo. Tenetelo in considerazione! Vi invito a fare attenzione a tutti i modi con cui cerco di comunicare. Basta rammaricarvi! Concentratevi di più su ciò che posso fare, e non su ciò che non posso fare. Aiutatemi nelle interazioni sociali, cercate di capire cosa innesca le mie varie crisi. Aiutatemi, non so come giocare. Non ditemi le cose, perché le dimentico. Insegnatemi e mi ricorderò. Coinvolgetemi e imparerò. Io non vi ignoro, sono “autistica”, e non soffro di autismo, soffro se non sapete come trattarmi …”

La mamma di C.M. ci racconta che all’età di un anno e mezzo, circa, ha scoperto che la sua bambina era affetta da “Autismo Autolesionismo e ritardo mentale”.

“… E’ un dono del Signore che mi ha cambiato la vita …” ci dice commossa, ma con tanta amarezza, e con il cuore di una mamma che soffre l’enorme disagio della propria figlia. L’autismo, è considerato dalla comunità scientifica internazionale un disturbo neuro-psichiatrico che interessa la funzione cerebrale. La persona affetta da tale patologia esibisce un comportamento tipico caratterizzato da una marcata diminuzione dell’integrazione socio-relazionale e della comunicazione con gli altri, ed un parallelo ritiro interiore. La situazione della piccola C. M. è aggravata dalla presenza di comportamenti fortemente problematici come le stereotipie (dondolarsi, muovere le mani, ecc.) e anche drammatici, come l’autolesionismo (battere la testa, morsicarsi, ecc.), e l’aggressività diretta verso persone o cose. A tutto ciò si aggiunge un ritardo mentale. La mamma di C.M. ci spiega di aver accettato con amore e dedizione questa prova, cercando di trasmetterci le numerose difficoltà che un’esperienza di vita del genere comporta. Ci racconta di vari episodi nei quali la bambina ha rischiato davvero di mettere in pericolo se stessa e altri. Ci fa notare una rete di protezione metallica ai balconi, necessaria per evitare tragedie, poiché la piccola è iperattiva e incontrollabile.

C.M. frequenta la seconda elementare dell’I.C.S. “V. De Sica” di Volla. La Dirigente Scolastica ha dichiarato che delle 27 ore settimanali totali “… alla bambina è stato assegnato dall’ufficio regionale un insegnante di sostegno per 11 ore settimanali … il medico dell’ASL avrebbe disposto il sostegno per 22 ore … questo aumento potrebbe essere concesso solo dopo ricorso legale e con sentenza favorevole del TAR, così come avviene per altri casi … che in questo caso non è stato fatto dalla famiglia … nel frattempo la scuola si è adoperata con le sue risorse garantendo le 22 ore … ”. Ciò nonostante, questo affiancamento di custodia, alla piccola non basta per un inserimento nella scuola. Dalle “Politiche Sociali” del Comune (Ambito territoriale n. 10), che dovrebbero sostenere la scuola e la famiglia fornendo l’assistenza materiale, sembra che non sia ancora partita la gara. Questo aumenta le criticità che si ripercuotono sia sulla piccola, sia sul resto della classe.

La mamma di C.M., non negando l’incontrollabilità della bambina, dice che “… l’insegnante di sostegno non riesce da sola ad occuparsi e a vigilare su di lei … Inoltre, l’impegno costante e faticoso la porta ad assentarsi facilmente dal posto di lavoro …e di conseguenza mi viene richiesto continuamente di non portare C. M. a scuola o prenderla prima della fine dell’orario scolastico…”. La Dirigente Scolastica riferisce che il “sistema” non consente di essere tempestivi con la sostituzione delle assenze.

Conseguenza di tutto ciò è anche che gli insegnanti di ruolo devono necessariamente dedicarsi alla bambina, distogliendo energie, risorse e attenzioni alla classe, allarmando i genitori degli altri bambini. Questi, preoccupati per la situazione pericolosa, per la bambina e per i loro figli, dopo aver sollecitato più volte una soluzione del caso, hanno addirittura “minacciato” un trasferimento in massa ad altro istituto scolastico. Dalla testimonianza di alcuni di essi, alleati con la famiglia di C.M., è emerso che il problema, presente anche l’anno scorso, e tutt’ora irrisolto. Il dirigente scolastico con lo scopo di fare chiarezza sui vari punti critici e le relative scelte, ha convocato una riunione il giorno 8 Ottobre alle 10,30. Alla riunione, tenuta presso l’istituto, sono stati invitati i terapisti del Centro “Le ginestre”, la famiglia di C.M., gli insegnanti della classe, la rappresentante di classe, e il rappresentante del comune di Volla. Poiché il comune inadempiente e assente la riunione non ha dato nessun esito.

“… ehi, al centro di tutto questo ci sono sempre io, mal equipaggiata, ma la mia personalità è rimasta intatta. A proposito di come trattarmi … io vorrei andare a scuola come gli altri bambini, ma non riesco a stare molto tempo nello stesso posto … non riesco a comunicarlo … mi agito … vorrei non far preoccupare per le mie esigenze, per la salute mia e dei miei compagni … se solo esistesse un posto più adatto a me … concedetemi la dignità di essere come desidero non danneggiando nessuno… vorrei … vorrei …”

C.M. non vorrebbe creare tutti questi problemi alla politica, allo stato, alla regione, al comune, all’ASL, alla scuola, alla comunità, alle famiglie dei suoi compagni, alla sua famiglia … Se solo esistesse un luogo più adatto a lei, se tutti insieme questi “attori” fossero consapevoli della gravità del caso (di casi simili e della loro gestione) e del suo trattamento.

Si potrebbe consentire a questa bambina diversamente abile, e a tutti i bambini come lei, un’inclusione sociale adeguata.

2 commenti a “Volla. Lettera aperta di una bambina diversamente abile.”

  1. Salve, il mio commento e’ rivolto al giornalista che ha “utilizzato” la storia commovente e fragile della minore autistica CM della scuola ICS DE SICA di Volla -alunna di una seconda classe primaria , ritenendolo poco professionale . E’ vero forse sono di parte dopo aver svolto il mio lavoro da direttore amministrativo dal 2002 e fino ad agosto 2015 data del mio pensionamento. E’ strano che il “giornalista” non si sia limitato a dare la notizia di un fatto sociale come tanti ce ne sono in giro , ma ha colpito il cuore e il sentimento di chi legge che fra se’ e se’ nel leggere avra’ inveito mille epiteti contro l’istituzione e il personale docente che per scienza e conoscenza tanto da’ fra mille difficolta’ e assenteismo totale da parte di tutte le altre istituzioni che invece dovrebbero facilitare l’integrazione scolastica. Difatti ha fatto in modo da impietosire il lettore ( me compreso che so punto punto i fatti figuriamoci chi ne e’ fuori ) ipotizzando lo scritto di una povera infelice sulla quale ” la scuola ” inveisce e tartassa e le nega il diritto allo studio …. chissa’ perche’ la scuola dovrebbe fare questo ! Lo stesso pseudo-giornalista, si contraddice , assieme alla mamma della minore che tutto vuole ( e forse nell’incoscio di non accettare la realta’ cio’ le e’ dovuto) ma solamente dalla scuola. Il giornalista credo sia un medico,coniuge di un insegnante,impegnato politicamente che conosco e mi rincresce che abbia potuto fuorviare una storia burocratica non per dolo della istituzione che fa piu’ di quanto dovrebbe dando alla minore 11 ore in piu’ ore di quelle che le sono state assegnate dal CSA portando la copertura dell’insegnante di sostegno a 22 ore su 27! Se la mamma la venisse a prendere 1 ora al giorno prima del finis si direbbe che la ragazza e’ totalmente coperta. Le ore in piu’ che vengono date a questa sfortunata alunna ( 11 per l’esattezza) vengono in parte tolte agli alunni meno bisognosi ma pur sempre in diritto. La mamma potrebbe ,per il buon senso comune ma soprattutto per il bene della ragazza , che non ha la stabilita’ di stare tutto il tempo a scuola , ritirarla un ‘ ora prima e contemporaneamente produrre ricorso legale avverso l’ufficio scolastico regionale che alla minore ha riconosciuto 11 ore anzicche’ 22 come decretato dall’asl competente…. ma non lo fa e mi viene il dubbio che forse e’ meglio che stia a scuola che …a casa ! I diritti sono diritti ma in un paese come questo dove niente si rispetta ma tutto si vuole l’istituto VF.De Sica piu’ di quanto fa non puo’.In riferimento al comportamento delle altre mamme , la minore a cui avete fatto scrivere una lettera , che io mi auguro possa domattina svegliarsi e poterlo fare ,ma Lei dottore – giornalista sa bene che questo non potra’ avvenire, come stesso lei e la mamma comunica :”…..la piccola C. M. è aggravata dalla presenza di comportamenti fortemente problematici come le stereotipie (dondolarsi, muovere le mani, ecc.) e anche drammatici, come l’autolesionismo (battere la testa, morsicarsi, ecc.),…… e continuate nel riportare “……. e l’aggressività diretta verso persone o cose……. ” le mamme dicevo , nel tutelare i propri figli che comunque a ” ragione ” hanno anch’essi diritto allo studio al giuoco , preoccupati per la situazione pericolosa, per la bambina e per i loro figli,… intendono allontanare in massa i bambini dalla classe ma chiariamoci per questa motivazione! Resta ovvio che pubblicamente e a colloquio con la stessa mamma nessuno lo dira’ mai! A questo, caro giornalista-dottore , la mamma ha omesso di infomarla sulle ” scenate” che in piu’ occasioni i bambini della classe,il personale ata e docente ha dovuto sopportare dalla sstessa con irruzioni a scuola e in classe in qualche occasione dovendosi ricorrere alle forse dell’ordine per ripristinare la serenita’ ! Infine caro dottore(o giornalista se preferisce ma fa lo stesso) premesso che le elezioni sono ancora lontane e non e’ certo il modo questo di fare voti ( ma non credo sia il suo stile) e’ doppiamente sbagliato dare addosso alla docente di sostegno che ha tutto il diritto contrattuale di ammalarsi ( per quanto mi ricordi non e’ un abitue’) ma scrivere quello che lei ha riportato ( anche se detto dalla mamma , e’ penoso e discriminante nei confronti di una classe di lavoratori che e’ costretta a lavorare male …anzi malissimo e in totale solitudine, e potrebbe anche essere oggetto di ” querela per diffamazione ” ! La’ manca l’assistente materiale e l’educatore caro dottore la scuola e’ presente come sempre dica al genitore di andare a fare casino anzicche’ a scuola come da due anni fa , rompendo anche gli equilibri , ma presso l’asl,il comune,l’Ufficio scolastico Regionale ! …. Lei ha anche omesso la pacatezza del discorso fatto con la dirigente , esaltando le” pseudo esigenze scritte dalla minore ” e le cose dette dalla mamma che ha tutto l’interesse a non risolvere la problematica che dura oramai da due anni e passa …… ! Per onesta’ me la dovrebbe anche pubblicare questa nota ! Grazie e saluti alla prof. Gerardo Di Rosario gia’ direettore amministrativo

  2. Gentile lettore, ilmediano è un giornale libero e l’ onestà , le assicuro, non ci è mai mancata. Il nostro giornale da ben dieci anni è presente sull’area vesuviana e nolana e ha sempre cercato di dar voce a chi non l’ha mai avuta. Non solo. Abbiamo dato e daremo sempre spazio ai commenti dei nostri lettori purchè non siano offensivi. Ho pubblicato il suo commento soprattutto per invitarla a non offendere il nostro lavoro e i nostri redattori. Se non è capace di esprimere semplicemente la sua opinione, cosa che in democrazia è del tutto legittimo, le ricordo che il web è pieno di notizie e di giornali online: c’è solo l’imbarazzo della scelta.
    Il Direttore
    Carmela D’Avino

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