Giudicate gli Amministratori di Ottaviano pensando a San Paolo, non a Orso Orsini

San Paolo ammonisce: “La lettera uccide, è lo Spirito che vivifica”. Orso Orsini, diceva: “Non fatevi ingannare dal polverone”. Dove trovo il bilancio consuntivo della festa di San Michele? Una licenza edilizia rilasciata nell’88 d.C. vale ancora?

L’Amministrazione Comunale ha un programma chiaro e semplice: far ripartire Ottaviano. Ora, un paese intero di 23.000 abitanti che esce dal letargo e riparte è fatale che faccia un po’ di confusione. Può capitare nel bailamme della festa che il presidente del consiglio comunale convochi il consiglio usando la carta intestata del sindaco, non è un lapsus, quello del prof. Simonetti.

Se andiamo a scomodare Freud per una cosa del genere, stiamo freschi. Il sindaco e il presidente sono amici: amici veri. Credo, invece, che si tratti di un atto simpaticamente irrituale con cui il prof. Simonetti ha voluto ricordare, ancora una volta, che questa amministrazione e questa maggioranza vanno giudicate non tanto per la forma, quanto per la sostanza. Che fa pure rima. Mi dicono che il presidente è stato rimbrottato, per questa sua spassosa trovata, da un consigliere comunale di Poggiomarino, o di Terzigno. Mi auguro che il prof. Simonetti, messa per un momento da parte la sua mitezza, prima abbia svelato la verità e poi abbia risposto per le rime: perché non deve dimenticare che egli comunque, e in ogni caso, e tuttavia, e nondimeno, e peraltro, rappresenta Ottaviano: e sarà pure mal combinata Ottaviano, ma è sempre Ottaviano. Non lo dimentichi, il mite prof. Simonetti.

Dunque, quando giudichiamo i primi passi di questa Amministrazione, ricordiamoci di quello che San Paolo dice ai Corinzi: “La lettera uccide”. Chi si ferma alla superficie dell’arida forma, all’involucro delle parole, all’anonima violenza dei numeri che sembra che dicano tutto, ma poi non dicono niente, chi fa tutto questo, non coglie la vitalità delle intenzioni, la forza organica del progetto, e si fa uccidere dalla “lettera“. Direbbe qualcuno: fa il correttore di bozze. Chi lo dice ignora – dovrei usare un altro verbo, ma voglio essere educato – ignora, dicevamo, che correggere bozze è un mestiere difficile, affascinante, per intelletti agili e maliziosi: a patto che le bozze meritino di essere corrette. Ma ci sono in giro bozze che non hanno né capo, né coda. Non fanno nemmeno ridere. Non sono buone nemmeno per accendere il fuoco. E mi fermo qui. Voglio essere educato.

Dunque, voliamo alto, cogliamo il senso positivo delle cose. Mi dicono, con una smorfia di disappunto, che il sindaco ha assegnato a un consigliere tre deleghe pesanti: tre a uno solo. Embé? C’erano ufficiali a cui Cesare non avrebbe affidato nemmeno il comando di una quadriglia di Carnevale, e c’erano soldati semplici a cui chiese consiglio nei momenti decisivi delle battaglie più importanti. ‘O cavallo camminatore ‘o vanta ‘a via nova: vediamo l’opera, anzi, vediamo le opere, insomma, aspettiamo. Mi auguro che il sindaco costituisca uno staff corposo, perché quesiti e domande e richieste si ammucchieranno sul suo tavolo, a partire da settembre: tra un mese, il paese si sarà già messo in moto, almeno con l’avanguardia, e un paese vivo e in movimento ha bisogno di tante cose.

Lo staff provvederà a pubblicare sul sito del Comune i verbali di seduta di tutti gli organi e le determine, e provvederà, soprattutto, a tenerli fermi, questi atti, perché può capitare che certi siti siano esposti a venti informatici, che “ammiscano“ le notizie, le confondono, e le fanno volare via. Spero che lo staff mi indichi dove posso trovare una copia del bilancio consuntivo della festa di San Michele 2013: perché questo bilancio ci deve essere, da qualche parte. O no?

Gli eserciti in movimento – a piedi, a cavallo, con i carri – alzavano uno smisurato polverone: che spesso fasci di sterpi trascinati da animali e da soldati incrementavano ad arte, per ingannare i nemici sulla consistenza delle truppe e sulla direzione di marcia. Orso Orsini, capitano di ventura e conte di Nola, anche di Nola, fu un teorico dell’arte della guerra, tenuto in grande considerazione da Alfonso d’ Aragona e da Lorenzo de’ Medici. Orso diceva ai giovani condottieri: non fatevi ingannare dal polverone, aspettate che il vento renda limpida l’aria: allora i vostri occhi vedranno quanti sono veramente i fanti del nemico, e quanti i cavalli, e quante le bombarde. E anche allora siate prudenti, perché i condottieri esperti le squadre di soldati scelti le fanno avanzare non insieme con il grosso, ma lungo un’altra linea di marcia, attraverso i boschi, per i sentieri montani.

Ho visto all’opera amministrazioni di Ottaviano schierate come la legione romana: davanti i veliti, ad alzar polvere e a far casino, e poi le tre file: nella prima, là dove i Romani mettevano le reclute , c’erano gli assessori; nella seconda linea c’era qualche consigliere comunale più potente di tutti gli assessori messi insieme, e dietro ancora, la squadra scelta, il comitato di privati cittadini che, stretti intorno al sindaco, prendevano le decisioni definitive sugli affari più importanti. Quale tipo di schieramento userà l’amministrazione Capasso? Vedo che il sindaco si muove a piedi per le vie di Ottaviano e non evita la folla. Onore al merito.

P.S. Il sacco edilizio di Ottaviano iniziò alla fine degli anni ’60,. Spostarne l’incipit ai primi anni ’80 è una grossolano falso storico. Se negli archivi comunali ci sono ancora le carte, se il vento non le ha fatto volar via, lo dimostrerò: per quello che possono valere, in certe situazioni, certe carte. Bisogna poi capire cosa è successo dal 2006 al febbraio 2012, quando arrivò all’Ufficio Tecnico di Ottaviano la lettera della Soprintendenza n. prot. 3575. Capita che stia ancora aspettando la licenza edilizia qualche ottajanese che ha pagato tutti gli oneri che il Comune gli ha detto di pagare: e capita che questo infelice, mentre aspetta – aspetta ormai da venti anni – veda nascere e crescere in poche settimane, accanto al suo rudere, di fronte al suo rudere, una casa a più piani, una villa, e forse anche i giardini di Babilonia: il tutto su licenza autentica, a cui non manca un bollo e non manca una firma.

Finché non sarà chiaro cosa è successo, finché non verranno pubblicate le fotografie catastali delle variazioni del panorama di Ottaviano negli ultimi dieci anni il discorso sull’abusivismo parte da premesse false. Mi auguro solo che nella questione degli abbattimenti la oggettiva saggezza della magistratura e delle istituzioni centrali sia riuscita a impedire che ancora una volta – quante volte è capitato nella storia napoletana e vesuviana… – il povero cristo paghi per tutti i “galantuomini“ che hanno saputo e potuto mettere a posto le carte.

A proposito: se uno possiede un castagneto alla Carcava, può costruirvi una piscina per il nuoto, con annesso laghetto per l’allevamento delle tinche e delle trote? La licenza edilizia c’è: fu firmata dal duumviro Antistio Celere, nell’88 d.C. Vale ancora?

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