Il Pd di Sant’Anastasia ha chiesto all’amministrazione Abete di prendere parte al bando, in scadenza il prossimo 12 Marzo, per poter fornire a Sant’anastasia un servizio che consenta un risparmio sulle spese di smaltimento dei rifiuti e, conseguentemente, sull’imposta comunale dei rifiuti.
Il giorno 23 Febbraio 2017, in seguito al decreto del Ministero dell’Ambiente e del Territorio e del Mare, in esito alla legge 28 Dicembre 2015, n. 22, la giunta Regionale guidata da Vincenzo De Luca ha stanziato finanziamenti per la localizzazione su territorio comunale di impianti di compostaggio per il trattamento della frazione organica dei rifiuti urbani. L’attività di compostaggio di “comunità” riguarda l’utilizzo di macchine di dimensioni ridotte, adatte al trattamento in loco di frazioni organiche; tali macchine, si collocano tra il grande impianto e quello domestico (compostiera). Il costo dell’impianto è a carico della Regione Campania.
Il Pd di Sant’Anastasia ha chiesto all’amministrazione Abete di prendere parte al bando, in scadenza il prossimo 12 Marzo, per poter fornire a Sant’anastasia un servizio che consenta un risparmio sulle spese di smaltimento dei rifiuti e, conseguentemente, sull’imposta comunale dei rifiuti.
“Si conferma l’interesse della Regione Campania su temi importanti come la raccolta differenziata – dice il presidente Ciro Liguoro – che dà ai cittadini anastasiani la possibilità di poter avere un servizio di compostaggio per l’organico. Così riusciremo anche a poter ottenere un risparmio sulla tassa dei rifiuti”. Si tratta di un intervento di notevole importanza sul territorio e che offre una grande opportunità ai comuni che decideranno di aderire alla manifestazione di interesse.
“E’ un’occasione ghiotta per Sant’Anastasia. – commenta il consigliere comunale Giuseppe Maiello – Si tratta di un finanziamento considerevole che va a integrare il ciclo di smaltimento dei rifiuti. Chiediamo all’amministrazione Abete di partecipare al bando e non perdere l’occasione”

Prima di adottare una data soluzione andrebbe qunato meno fatto uno studio di fattibilità.
Nel caso di specie, pur volendo adottare la compostiera di comunità da 130 ton./anno (che poi il rendimento effettivo è certamente più basso), porterebbe ad un risparmio economico dell’ente di ciirca €21.000,00.
Per gestire 130 tonnellate di umido l’anno, occorrerranno 4/5 cicli. Il relativo compost prodotto (circa 13 ton.) sarà distrubuto gratuitamente ai contadini della zona o ad associazioni varie per utilizzarlo come fertilizzante.
Di contro, bisogna considerare che la macchina ha necessità di essere gestita e manutenuta quotidianamente e, se non se ne occupa un’associazione di volotariato a titolo gratuito, sarà un costo che il Comune deve tenere in debita considerazione, oltre ai costi per la fornitura elettrica ed idrica, che sommati sono dello stesso ordine di grandezza del risparmio economico prospettato.
Oltre a questo aspetto bisogna altresì consderare delle problematiche sulle zone limitrofe come le emissioni odorigene.
Solo sulla base di queste considerazioni, caso mai sviluppandole più in dettaglio, si può ragionevolmente decidere la soluzione più appropriata.