Napoli, scandalo assenteismo al Loreto Mar: 99 indagati, 55 dipendenti ai domiciliari

Tra i “furbetti del cartellino”, scoperti loro malgrado dalla scia lasciata dai propri cellulari,  anche un aspirante chef, che nell’orario lavorativo prestava servizio presso il ristorante “Villa Minieri” di Nola.

A mettere nei guai i cosiddetti “furbetti del cartellino” dell’ospedale “Loreto Mare” di Napoli, dove lo scorso venerdì 55 dipendenti sono stati raggiunti da un’ordinanza di arresti domiciliari (quasi tutti però dovranno recarsi al lavoro) è stata anche la tecnologia.
Non solo attraverso i tradizionali appostamenti, pedinamenti e intercettazioni telefoniche i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità sono riusciti a stabilire che alcuni degli indagati non erano in ospedale, dove però la loro presenza era stata “certificata” invece da altri colleghi che avevano ‘strisciato’ i loro badge.
I militari hanno ricostruito gli spostamenti seguendo la ‘scia’ lasciata dai loro telefonini, che nel corso della giornata hanno agganciato diverse celle telefoniche. L’inchiesta è partita nel 2014 a seguito di un esposto anonimo contro tre medici che erano impiegati in ospedale con il “regime di esclusività”, che non consente di poter svolgere attività privata.

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