Piazzolla si tinge di mistero con l’atteso romanzo di Felice Romano dal titolo “La Taverna della Pelonga”

Sabato 7 novembre la presentazione del nuovo giallo – storico di Felice Romano all’Auditorium Parrocchiale

Un appuntamento con la cultura e la narrativa locale attende la comunità di Piazzolla. Sabato 7 novembre 2026, alle ore 19:00, la cornice dell’Auditorium Parrocchiale di via XX Settembre ospiterà la presentazione ufficiale di La Taverna della Pelonga, l’atteso romanzo firmato da Felice Romano.

L’evento, organizzato dall’Associazione Pro Piazzolla, si preannuncia come un importante momento di condivisione culturale per il territorio. A guidare il pubblico tra le pagine e le atmosfere dell’opera sarà un parterre di relatori d’eccezione. La presentazione, moderata dal giornalista Alessandro Masulli, vedrà la partecipazione del prof. Vincenzo Ammirati, del prof. Carmine Cimmino e dell’architetto Luigi Polisi, che offriranno diverse chiavi di lettura e approfondimenti sul testo. Il primo documento – curiosità storica – che fa riferimento al termine Taverna della Pelonga è un documento dell’Archivio di Stato di Napoli che si colloca all’interno della II Serie degli Allodiali: sono i fascicoli specifici relativi all’amministrazione di Albertini e il toponimo Cacciabella che coprono gli anni dal 1789 al 1803 [Archivio di Stato di Napoli, Intendenza Generale degli Allodiali, busta 91].

Felice Romano è uno stimato storico locale che si è dedicato in modo viscerale allo studio di Piazzolla, frazione e importante snodo territoriale compreso tra l’area nolana e il versante interno del Vesuviano. Sin dalla giovinezza, ha sempre coltivato una profonda passione per la storia patria, trascorrendo lunghi periodi di ricerca all’interno dell’Archivio Storico di Napoli e in altri archivi pubblici e privati. In un contesto rurale strutturato attorno ad una folta rete di masserie con i loro antichi profumi di terra, fulcro dell’economia agraria locale, sospeso tra superstizioni, memoria e povertà del dopoguerra, l’opera di Romano intreccia il fascino del romanzo storico con la tensione del giallo classico, conducendo il lettore in un mistero fatto di simboli, passioni e ombre del passato. Un’indagine da thriller, ricca di tanta tensione emotiva e suspense, con ritmi serrati e colpi di scena continui. Due cadaveri, due messaggi criptici e una voce senza volto che si insinua nell’ombra, lasciando dietro di sé una scia di scritte inquietanti. Il tutto alle spalle del Monte Somma con la sua aria fresca, lì dove le colate più antiche hanno inciso nella pietra lavica una geografia capricciosa.  Felice Romano fa coesistere la metodica ricerca sulle fonti con l’emozione del nostos, regalando ai lettori un giallo storico che è, prima di tutto, un viscerale atto d’amore per le proprie radici. Tra le sue produzioni letterarie e storiografiche ricordiamo:

  1. La terra di Piazzolla nel catasto onciario di Nola (2016);
  2. Vecchia Piazzolla (2025).

TRAMA

Piazzolla, frazione del territorio nolano, la vicenda è nel 1953: un anno cruciale con l’Italia che si trova nel pieno della ricostruzione post-bellica, le ferite della Seconda Guerra Mondiale sono ancora fresche, dove la modernità inizia a scontrarsi con il mondo contadino e le sue antiche tradizioni. Il maresciallo dei carabinieri, Ferdinando Riccio, ritorna nel luogo dove era cresciuto, stavolta per comandare la locale stazione. Ritrova i volti della sua gioventù spensierata, le strade segnate dal dopoguerra e la vecchia Taverna della Pelonga: cuore silenzioso di un mondo contadino che sembra sempre lo stesso. All’improvviso, una lettera anonima lasciata nella cappella dei Sette Dolori nella parrocchia dell’Immacolata Concezione, e precisamente sull’altarino contenente la nicchia del Gesù Morto, rompe la quiete del paese. E’ l’annuncio di un primo delitto, che si compirà con modalità feroci ed inspiegabili. Il villaggio precipita, allora, nello sconforto più assoluto. La paura è forte tra i vicoli. Sul corpo della vittima, l’assassino lascia simboli oscuri, messaggi enigmatici che sembrano provenire da un sapere antico e da segreti custoditi troppo a lungo. Segue un secondo assassinio, entrando così nell’ambito del modus operandi di un serial killer. Tra passioni clandestine, avidità nascoste, e misteriosi riferimenti letterari, il maresciallo Riccio si addentra nell’indagine dove nulla è ciò che appare. Ad aiutarlo ci sarà Gabriella, una giovane ragazza intelligente e coraggiosa, legata alla taverna della Pelonga e ai segreti che il paese tenta di nascondere. Tra la scoperta dell’assassino, la confessione e la resa, il caso di Piazzolla poteva dirsi definitivamente chiuso. Ma la vita, a Piazzolla, continuava. E da qualche parte, […], una nuova storia stava già aspettando di essere raccontata.