Giovani, diritti sociali e futuro: al Borgo Casamale il confronto tra studenti e forze progressiste

Ieri sera, nel giardino dell’Arci al Borgo Casamale, si è tenuto un confronto tra le forze progressiste della città e gli studenti sui diritti sociali, sul lavoro e sul futuro delle giovani generazioni. Un momento di partecipazione e dialogo che ha messo al centro il diritto dei ragazzi a esprimersi, a protestare e a immaginare un futuro diverso, senza essere etichettati o repressi.

Tra gli interventi, quello di Ludovica Gentile, dei Giovani Democratici, che ha espresso solidarietà alla generazione che oggi sceglie di mobilitarsi: «Mi dispiace che ancora oggi il dissenso e la volontà di esprimersi e di esporsi di una generazione, a cui io personalmente sono grata, vengano repressi da chi dovrebbe dare loro l’esempio».

Gentile ha sottolineato l’importanza della crescente partecipazione politica dei giovani, distinguendo tra impegno civile e appartenenza partitica: «Sono contenta che si stia politicizzando una generazione, perché essere politicizzati non significa essere partitizzati». Rivendicare il diritto a una vita dignitosa, denunciare il costo della vita e chiedere prospettive per il futuro, ha spiegato, non significa necessariamente aderire a un partito, ma esercitare consapevolmente il proprio ruolo di cittadini.

Il tema del futuro e della possibilità di restare nella propria terra è stato al centro anche dell’intervento di Davide Esposito, dei Giovani Democratici, che ha raccontato di aver rifiutato una proposta di lavoro a Vienna per non rinunciare all’idea di contribuire al cambiamento del proprio territorio.

«Se tutti noi che siamo qui domani decidiamo di imbarcarci sul primo volo, nessuno lotterà più in futuro per il nostro diritto a restare», ha affermato Esposito, evidenziando come la fuga dei giovani sia anche il risultato della mancanza di opportunità concrete. Nel suo intervento ha criticato la risposta del governo alle difficoltà delle nuove generazioni, richiamando il ricorso ai decreti sicurezza, e ha posto l’accento sulle politiche di rigenerazione urbana e sociale. «Il modello Caivano non funziona, quello Scampia sì», ha dichiarato, indicando nella Vela H, destinata a diventare un polo universitario, e nelle nuove abitazioni realizzate coinvolgendo gli abitanti un esempio di intervento capace di coniugare riqualificazione e partecipazione.

Dalla mobilitazione studentesca è arrivata anche la voce di Selenia Ambrosio, di Città Cambia, che ha contestato le narrazioni che riducono le proteste a un semplice pretesto per saltare le lezioni. «Ridurre le lotte e la voce degli studenti a un banale pretesto per saltare le lezioni è un errore grave, oltre che una profonda mancanza di rispetto», ha sottolineato.

Ambrosio ha criticato chi invoca la repressione o invita a disinteressarsi delle mobilitazioni quando le condizioni individuali sembrano soddisfacenti, individuando nell’individualismo una delle principali criticità del presente. «Educare alla cittadinanza significa insegnare a guardare oltre il proprio banco, a sentire i problemi degli altri come propri e a lottare per i diritti di tutti, non solo per i propri privilegi», ha concluso, ribadendo il valore della solidarietà e della partecipazione collettiva.

Arianna Secondulfo del centro vita è intervenuta a sostegno dei giovani del territorio

Al confronto hanno preso parte anche i ragazzi dell’ITIS, protagonisti del corteo, insieme a ex studenti del liceo, rappresentanti di Legambiente e lavoratori della DEMA. Presente anche Andrea Morisco, che, intervenendo per la DEMA, ha ribadito la vicinanza dei lavoratori agli studenti, sottolineando che, qualora i ragazzi dovessero essere fermati, i lavoratori sarebbero i primi a schierarsi al loro fianco.

Un messaggio che ha rafforzato il senso dell’incontro: le battaglie per il diritto allo studio, per il lavoro, per condizioni di vita dignitose e per un futuro possibile non sono questioni separate, ma rivendicazioni che attraversano generazioni e mondi diversi.

Dal Borgo Casamale è emersa così la volontà di costruire un dialogo tra studenti, lavoratori, associazioni e forze progressiste, nella convinzione che il dissenso non debba essere represso, ma ascoltato, e che il futuro dei giovani non possa essere affrontato senza riconoscere loro spazio, voce e possibilità concrete di restare e vivere dignitosamente nel proprio territorio.