È il dossier «Monreale legge il mondo» a portare Monreale, città in provincia di Palermo, al titolo di Capitale italiana del libro 2027. La proclamazione è avvenuta oggi, 23 ottobre, alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, presso il Ministero della Cultura a Roma.
Tra le sette città finaliste c’era anche Pomigliano d’Arco, con il dossier «Pomigliano d’Arco – Città officina del leggere». Il progetto era stato presentato dall’assessore alla Cultura Giovanni Russo e proponeva una visione della lettura che superasse la dimensione tradizionale degli eventi letterari, trasformando il libro in uno strumento di relazione tra cittadini, generazioni e luoghi. Nel dossier erano illustrate attività e laboratori finalizzati al coinvolgimento di cittadini, studenti e istituzioni.
La mancata vittoria di Pomigliano è stata da alcuni collegata alla vicenda del FLIP, il Festival della Letteratura Indipendente, trasferitosi a Casalnuovo per l’edizione 2026 a seguito del contrasto tra gli organizzatori e l’amministrazione comunale.
Non è tuttavia possibile stabilire se e in quale misura questa vicenda abbia influito sulla decisione finale della giuria. Il dossier era stato presentato ad aprile, prima del trasferimento del festival, ma il percorso di valutazione è proseguito nei mesi successivi. Durante le audizioni pubbliche di settembre, inoltre, la commissione ha chiesto chiarimenti all’assessore alla Cultura proprio in merito alla vicenda del FLIP. Russo ha ricondotto il contrasto a una questione di «sensibilità diverse».
Il FLIP rappresenta una realtà culturale legata alla promozione della lettura sul territorio e la sua vicenda si inserisce nel dibattito sul ruolo delle iniziative indipendenti nella vita culturale della città. Sulla base delle informazioni disponibili, tuttavia, non è possibile considerare il trasferimento del festival la causa della mancata vittoria di Pomigliano.
Per quanto riguarda la città vincitrice, Monreale è stata premiata per la capacità di coniugare identità locale e dimensione internazionale, per l’attenzione al plurilinguismo e al dialogo tra culture e per un progetto capace di trasformare il visitatore in un lettore in viaggio.
Per Pomigliano d’Arco si chiude così il percorso verso il titolo di Capitale italiana del libro 2027, dopo aver raggiunto la fase finale della selezione. Resta da capire quale seguito avranno, sul piano locale, il progetto culturale presentato e il dibattito sul ruolo delle realtà indipendenti nella promozione della lettura.
