Contrastare la povertà educativa significa riuscire a garantire ad ogni studente uguali opportunità di crescita, andando ben oltre la sola frequenza scolastica e i risultati strettamente didattici.
È questa la visione dell’Assessora all’Istruzione del Comune di Ottaviano Vriginia Nappo, recentemente nominata rappresentante dei Comuni campani nel percorso sperimentale regionale promosso da ANCI Campania circa il tema dell’inclusione scolastica e del contrasto alla povertà educativa. In questo caso, l’Assessora avrà il delicato compito di evidenziare le diverse esperienze dei Comuni “che sono il primo presidio a cui si rivolgono le famiglie quando un figlio fatica a scuola o non ha le stesse opportunità dei compagni.”
Una delega importante, che sottolinea anni di impegno sul territorio di Ottaviano dopo un percorso durato anni accanto alle scuole; allo stesso tempo, è un’enorme responsabilità viste le problematiche che questa delicata tematica comporta. Secondo l’Assessora, infatti, la povertà educativa non si riduce soltanto alla mancanza di risorse economiche, ma è “la mancanza di opportunità per imparare, sperimentare, scoprire i propri talenti. Un ragazzo può frequentare la scuola con regolarità e restare comunque escluso da tutto ciò che la scuola, da sola, non riesce a offrire: lo sport, la musica, un libro letto per piacere, una visita a un museo, un pomeriggio passato con gli altri invece che davanti a uno schermo.” Il primo ostacolo riguarda spesso fattori economici, fragilità familiari, carenza di servizi e di spazi di aggregazione per i giovani che, negli ultimi anni, si sono ritrovati sempre più spesso a vivere il fenomeno dell’isolamento sociale, favorito anche dall’uso eccessivo e non controllato delle tecnologie digitali, che “impoverisce le relazioni prima ancora delle competenze.”
Quando si parla di dispersione scolastica, non si può non fare riferimento al Mezzogiorno e, in particolar modo, all’area Metropolitana di Napoli. Per affrontarla, spiega l’Assessora, è necessario riuscire ad individuare i piccoli campanelli d’allarme saltuari per prevenire l’abbandono scolastico prima che esso si verifichi. Basti pensare ad un graduale aumento di assenze scolastiche, all’isolamento all’interno del gruppo classe, ai voti che iniziano a crollare: queste potrebbero essere già le prime avvisaglie di un disagio giovanile che potrebbe trasformarsi in abbandono scolastico. Per cogliere tempestivamente i segnali di difficoltà è importante che vi sia una stretta collaborazione tra scuola, famiglie e servizi sociali. Inoltre, spiega Nappo, determinante è anche il ruolo di una scuola aperta oltre l’orario delle lezioni offrendo, ad esempio, la possibilità di partecipare a laboratori, attività sportive ed educative, al sostegno allo studio, trasformandosi così in un autentico punto di riferimento per gli studenti non solo da un punto di vista educativo, ma anche sociale.
In un mondo sempre più rumoroso, ricco di stimoli continui ma poca attenzione, è fondamentale riuscire a garantire pari opportunità di accesso all’istruzione e, dunque, di crescita a tutti gli studenti. In merito, Virginia Nappo ha affermato: “I Comuni hanno in mano gli strumenti che rendono possibile frequentare la scuola: il trasporto scolastico, la mensa, le cedole librarie e il buono libro, la manutenzione e la sicurezza degli edifici, l’assistenza specialistica per gli alunni con disabilità. Sono servizi che spesso diamo per scontati, finché non vengono a mancare. Garantirli con regolarità, con costi proporzionati al reddito delle famiglie e con procedure semplici è già una forma concreta di pari opportunità.”
Nonostante ciò, si può sempre intervenire per migliorare. Secondo l’Assessora il primo passo deve essere la programmazione, che permette di creare obiettivi condivisi con le scuole intervenendo dall’inizio dell’anno scolastico e seguendo ogni passo per non dover risolvere un problema una volta esplosa l’emergenza. Inoltre, Nappo ha dichiarato quanto sia importante riuscire ad intercettare i finanziamenti regionali, nazionali ed europei, i quali richiedono però lavoro, tempo e competenze in cui spesso i comuni più piccoli faticano, sfociando in una problematica reale che deve essere portata all’attenzione del tavolo regionale per riuscire a smuovere e migliorare anche le realtà più piccole.
Un’importanza particolare viene poi attribuita all’inclusione scolastica. L’assessora ha spiegato che tra le criticità ancora presenti figurano la discontinuità degli insegnanti di sostegno, i ritardi nell’attivazione dei servizi dedicati ad alunni con disabilità e le difficoltà vissute dagli studenti con bisogni educativi speciali che non sempre sono certificati nonostante vivano “difficoltà di apprendimento, svantaggio linguistico, situazioni familiari complesse. In questi casi, “il rischio è che restino invisibili. Servono tempi più rapidi per le diagnosi, formazione per i docenti e un accompagnamento delle famiglie, che spesso si sentono sole davanti a un percorso complicato.”
Virginia Nappo, ha anche sottolineato che unitamente all’inclusione, cresce l’attenzione verso il benessere psicologico degli studenti che spesso va ad influire sulla decisione di abbandonare il proprio percorso scolastico: “Ansia, isolamento, bullismo e cyberbullismo incidono sempre più frequentemente sul percorso scolastico dei giovani. A Ottaviano l’Amministrazione comunale, in collaborazione con gli istituti scolastici, ha già avviato servizi di supporto psicologico ed educativo, destinati a essere ulteriormente rafforzati. Lo sport, le attività di gruppo e i percorsi di peer education vengono considerati strumenti essenziali per favorire la crescita personale e relazionale degli studenti.”
In questi processi la collaborazione tra scuola, famiglia ed enti locali rappresenta uno degli elementi centrali dell’azione amministrativa. Come ha spiegato l’Assessora, infatti, è proprio da questa rete che ad Ottaviano sono nati interventi concreti come il supporto psicologico condiviso con gli istituti scolastici, la tempestiva erogazione dei buoni libro e il progetto “Scuola dopo scuola”, pensato per offrire agli studenti occasioni di apprendimento e socializzazione al di fuori dell’orario scolastico. Inoltre, oggi i ragazzi utilizzano le nuove tecnologie come sussidio allo studio rappresentando una grandissima opportunità, ma al tempo stesso anche una possibile fonte di nuove disuguaglianze. È proprio per questo che, come spiegato dall’Assessora Nappo, i Comuni devono contribuire riducendo il divario digitale attraverso la fornitura di dispositivi, spazi pubblici con connessione gratuita, percorsi di alfabetizzazione digitale per le famiglie e iniziative educative volte proprio all’utilizzo consapevole della rete.
Il lavoro affidato dall’Anci all’Assessora Nappo, in questo senso, ha l’obiettivo di raccogliere e valorizzare le esperienze dei diversi presidi territoriali della Campania affinché si possano trasformare in modelli replicabili anche in altri Comuni. Serve dunque una rete solida tra tutti i Comuni della regione affinché si riesca a lavorare all’unisono con continuità.
L’Assessora ha infine affermato: “Il Comune c’è e continuerà ad esserci.” Ed è con queste parole, rivolgendo un messaggio di fiducia e continua apertura nei confronti di studenti, famiglie e personale scolastico, che Nappo ha ribadito l’impegno costante nel costruire una scuola che sia sempre più inclusiva e vicina ai bisogni delle nuove generazioni.
