“Quante cose pensiamo di sapere di una persona prima ancora di aver ascoltato la sua storia? Non si giudica il libro dalla copertina”.
È questo il messaggio che ha accompagnato la Biblioteca Vivente organizzata presso l’Istituto Comprensivo Statale “Aldo Moro” di Casalnuovo di Napoli in occasione della Settimana Nazionale della Dislessia. Un’iniziativa coordinata dalla professoressa Luisa Ciccone a cui va riconosciuto il valore del lavoro portato avanti con impegno e condiviso con altri docenti dell’Istituto, grazie al quale la scuola si è tramutata in uno spazio di confronto e sensibilizzazione sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Le testimonianze dirette hanno avuto il compito di superare stereotipi e pregiudizi. Al posto delle pagine stampate, infatti, i protagonisti sono diventati “libri umani”, raccontando la propria esperienza, le difficoltà incontrate, le risorse scoperte e il valore di una diversità che non deve mai tradursi in esclusione. Dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia e disturbo della comprensione del testo (DCT) non definiscono il valore di uno studente, né autorizzano a ridurne le possibilità.
«La nostra scuola ha aperto le porte a un’esperienza straordinaria con l’iniziativa “Una biblioteca che respira”, organizzata con il patrocinio dell’AID, di cui abbiamo l’onore di ospitare uno sportello con l’aiuto e la professionalità della dott.ssa Simona Visone. – Ha dichiarato la dirigente Maria Rosaria Visone sottolineando come il percorso intrapreso abbia in realtà un respiro ampio e articolato, grazie a un protocollo siglato con AID per l’apertura di uno sportello informativo dedicato ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Un passo concreto per avvicinare scuola, famiglie e associazione, offrendo un punto di riferimento per l’informazione e l’orientamento. – Valorizzare il talento, le attitudini e gli interessi di ogni alunno, solo così la scuola include davvero. – Ha aggiunto – L’invito che abbiamo rivolto all’intera comunità scolastica è stato quello di superare le apparenze e non giudicare mai un libro dalla copertina: ascoltare senza pregiudizi e con autentico rispetto è il primo, fondamentale passo per scoprire le infinite risorse di ogni ragazzo.».
Quindi, riconoscere le diverse modalità con cui i ragazzi e le ragazze apprendono significa promuovere condizioni più adeguate per la partecipazione, la motivazione e il successo formativo. Dal confronto è emerso come avere una maggiore consapevolezza, strumenti adeguati, collaborazione tra le figure educative e attenzione alle esigenze individuali, siano le chiavi per migliorare. La Biblioteca Vivente, dunque, ha portato al centro del dibattito pubblico le voci di chi vive direttamente i DSA e dei familiari che li accompagnano.
Particolarmente suggestivo il momento ideato da don Rocco Lombardo, sacerdote della Parrocchia San Nicola di Bari, che ha scelto di avvicinare al tema della dislessia attraverso un’esperienza interattiva, semplice e ricca di significato. Coinvolgendo gli alunni direttamente, li ha guidati in un gioco con le note musicali e le parole, trasformando un’apparente difficoltà di lettura, in un’occasione di scoperta. Il passaggio da “la, mi, re” alla parola “l’amore” ha dato vita a un momento di grande intensità, mostrando ai presenti come le lettere possano essere percepite e interpretate in modi differenti, ma non venga mai meno la capacità di sentire. Un invito a guardare oltre l’errore e a riconoscere, prima di ogni diagnosi, la persona.
Hanno preso parte al dibattito, altre figure importanti, in particolari: la dottoressa Simona Visone, consigliera del Direttivo nazionale dell’Associazione Italiana Dislessia (AID), impegnata nella promozione dei diritti delle persone con DSA e nella diffusione di una maggiore consapevolezza sul tema; professoressa Katia Iorio, consigliera comunale con delega ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento; la scrittrice, giornalista e promotrice culturale, Sonia Sodano; la scrittrice, pedagogista ed educatrice Viviana Hutter, che ha raccontato la propria esperienza come madre di Francesco (anche lui già scrittore giovanissimo), offrendo uno sguardo sul vissuto delle famiglie e sulle sfide che accompagnano il percorso scolastico di chi ha DSA.
In definitiva, la Biblioteca Vivente dell’Istituto Comprensivo Aldo Moro lascia alla comunità scolastica una lezione che va oltre la Settimana Nazionale della Dislessia e, torna alla mente Gianni Rodari, che nella sua riflessione sul valore democratico del linguaggio scriveva: «Tutti gli usi della parola a tutti, non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo». Ogni ragazzo e ragazza deve poter trovare il modo di esprimersi, senza essere definito dai suoi “errori”. Un impegno che richiama il messaggio di don Lorenzo Milani: «I care».
Due parole che diventano simbolo del “mi importa”, ” mi sta a cuore”, perché, come ha mostrato il momento di condivisione guidato da don Rocco Lombardo, a volte basta una parola per ricordarci che comprendere l’altro è il primo passo per accoglierlo.
