Stellantis: Panda salva Pomigliano dalla Cig, male la Tonale. Attesa per le elettriche

POMIGLIANO D’ARCO – La Fiat Panda continua a sostenere la produzione dello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco, che nei primi nove mesi del 2026 registra segnali incoraggianti, pur dovendo fare i conti con il ricorso agli ammortizzatori sociali e le difficoltà dell’Alfa Romeo Tonale.

Secondo i dati diffusi dalla Fim Cisl, nello stabilimento Giovan Battista Vico sono state assemblate complessivamente 103.500 vetture, delle quali 92mila Fiat Panda e 11.500 Alfa Romeo Tonale. Rimane invece sospesa la produzione della Dodge Hornet, destinata al mercato nordamericano. Pomigliano, che occupa circa 3.590 lavoratori, conserva così il primato produttivo tra gli stabilimenti italiani del gruppo automobilistico.

Una ripresa inserita nel miglioramento nazionale di Stellantis, che registra un incremento complessivo del 28,3% rispetto ai primi nove mesi del 2025.

Restano tuttavia importanti criticità occupazionali. Nello stabilimento campano è operativo un Contratto di Solidarietà che coinvolge mediamente 520 dipendenti al giorno. Le linee Tonale e Hornet hanno accumulato 68 giornate di fermo collettivo, interessando circa 1.050 lavoratori per giornata. Per la Panda si contano invece 34 giornate di riduzione dell’attività.

Le prospettive industriali sono legate soprattutto ai nuovi investimenti annunciati dall’azienda. Stellantis ha confermato la permanenza della Pandina almeno fino al 2030, mentre entro il 2028 dovrebbe arrivare la piattaforma e-Car, destinata alla realizzazione di tre nuovi modelli elettrici di piccole dimensioni.Il segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, sollecita un’accelerazione del programma industriale, ritenuta indispensabile per contrastare il calo produttivo della Tonale, limitare gli ammortizzatori sociali e garantire maggiore stabilità occupazionale.

Segnali positivi arrivano anche dall’altro stabilimento campano di Stellantis, quello di Pratola Serra, in provincia di Avellino. Nei primi nove mesi sono stati realizzati circa 380mila motori, prevalentemente destinati ai veicoli commerciali. Il sito, che conta circa 1.450 addetti, non utilizza attualmente ammortizzatori sociali e dal 2029 dovrebbe avviare la produzione di un nuovo propulsore ibrido-diesel.Per Pomigliano, invece, la sfida resta trasformare l’attuale ripresa in una crescita duratura, capace di assicurare continuità produttiva e occupazionale.