Ajax – Napoli ha il sapore di passato, ci viene presentata in maniera romantica ricordando due protagonisti delle epoche d’oro delle due squadre, ai quali le due società hanno dedicato il proprio stadio. E sogniamo pensando che Maradona e Cruijff abbiano guardato e commentato la partita.
Ma torniamo con i piedi per terra, sul campo, e ci godiamo la partita. I giochi non iniziano bene per il Napoli, che si fa bucare, un po’ di rimpalli e fortuna aiutano gli olandesi e Kudus. Ma gli azzurri non si abbattono, nonostante il gol arrivi abbastanza presto e lo stadio non sia favorevole. Non c’è scampo per gli avversari, con due colpi di testa il Napoli passa in vantaggio. Prima Raspadori raccoglie un cross di Olivera, e poi è il sempre presente Di Lorenzo a svettare. Zielinski chiude il tempo scappando nella voragine creatasi tra i difensori avversari. Nella ripresa il Napoli chiude subito i giochi con il secondo gol di Raspadori. L’Ajax è tolamente perso, tira i remi in barca, è annichilito. Ma la partita è ancora lunga e c’è tempo per altri due gol e l’espulsione di Tadic. Kvara fa il quarto di giustezza e Simeone chiude i giochi sfondando la porta avversaria. La partita finisce con un solido e tennistico 1 – 6.
In uno stadio che ci ricorda il calcio totale di Cruijff e compagni, il primo passo verso il calcio moderno, l’aggettivo “totale” viene associato ad una vittoria azzurra, unica nei modi, nella forma e nel risultato finale. Bravi gli azzurri a conquistare la terza vittoria nel girone, ed indirizzare la qualificazione, bravi a non perdersi d’animo, bravi a seguire le idee e portarle a compimento, bravi i singoli nel capitalizzare le gestione tattica. In questo momento non c’è scampo per nessuno, speriamo che duri, per trasformare questa vittoria totale in qualcosa di ancora più bello. Ma calma ragazzi, c’è ancora tanta strada da fare.

