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Tutelare i boschi dagli incendi … ma da chi?

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“Tutelare i boschi dagli incendi” il convegno per invito organizzato dai carabinieri, un’occasione per riflettere o  l’ennesima occasione persa?

L’impressione del convegno di lunedì al Palazzo Reale di Napoli è stata quella della recita di un mantra lungo, trito, ritrito e ampiamente diffuso dai media sin dai primi giorni dell’incendio: “è stato messo in atto un attacco criminale contro il parco e c’è stato il mancato utilizzo del Corpo Forestale dello Stato a causa del suo assorbimento nei carabinieri.” Nulla di nuovo insomma, l’unica ragion d’essere di questo convegno pare sia stata invece quella di sancire definitivamente questa teoria e dare lustro all’arma, presente nello splendido teatro di corte del Palazzo, con grande spiegamento di forze.

Titolo del convegno (foto di C.Teodonno)

Va comunque detto che, le alte autorità, quelle che avrebbero dovuto ribadire con la loro presenza, concetti e fiducia alla fedelissima, hanno praticamente disertato l’incontro. Quei nomi erano di tutto rispetto ed avrebbero potuto dire, volendo, la loro opinione a riguardo. Avremmo infatti gradito ascoltare di persona il cardinale Sepe, il presidente della Regione De Luca e i due ministri Martina e Galletti, recitare quella litania mista di complotto e cambio climatico alla quale, forse, neanche loro credono più .

È dunque mancata la critica che, tranne in rari casi isolati, ha segnalato alcune inadempienze del sistema, ma chi lo ha fatto, lo ha fatto sottovoce, senza creare clamore e talvolta solo in camera caritatis. È mancata la volontà di voltarsi indietro, dimenticando errori, ritardi e mancanze del passato remoto e prossimo all’incendio del luglio scorso, senza farne tesoro per il futuro.

Gli invitati prima del convegno.

Il presidente del parco Agostino Casillo ha annunciato anche in questa sede il Grande Progetto Vesuvio ma stavolta con una variante, ha escluso, dal computo delle priorità, la bonifica delle discariche vesuviane, annunciata il 15 settembre scorso; avrà forse capito che con quei 7 milioni e dispari non avrebbe coperto neanche le spese per gli studi preliminari?

Un altro andante del convegno è stato quello del maggiore raccordo tra le istituzioni, ma non doveva essere già scontata questa cosa? Non è normale che i vari organi dello stato comunichino tra di loro? Sì, lo so, non casco certo dalle nuvole, so che la realtà è purtroppo questa ma, sentirlo dire così candidamente da chi ci dirige, amministra e controlla, fa un certo effetto.

Quasi nessuno ha poi accennato all’incendio del 2016, allorquando, all’indomani di quel pur disastroso evento, si sarebbe potuto fare tanto, anche un convegno del genere e, se non evitato, almeno si sarebbe potuto ridurre il disastro vesuviano.

La pineta della Riserva Tirone-Alto Vesuvio bruciata lo scorso luglio (foto C. Teodonno)

Infine, in molti hanno parlato sommariamente di catasto dei terreni soggetti ad incendio, quell’azione alla quale non tutti i comuni ottemperano e per tanto rimane pericolosamente disattesa. Un dubbio però ci sovviene, a quali terreni si faceva riferimento, a quelli comunali o a quelli comunali in area parco? No, perché, in un Parco Nazionale, per giunta in zona rossa, non credo che si possa costruire, e, bruciato o meno che sia, quel terreno, a meno che non pensassero tutti ad un catasto conoscitivo per le bonifiche, non può essere toccato ma, chissà perché, questo non pare sia venuto fuori durante gli interventi.

Tronchi abbandonati sul sentiero n°4 e bruciati durante l’ultimo incendio.

Conclude la giornata il Comandante Generale dei Carabinieri Del Sette il quale avrebbe affermato che: “Dalle indagini che fino ad ora abbiamo svolto, non ci sono riscontri su responsabilità della camorra, anche se di sicuro ci sono degli interessi quando gli incendi sono dolosi e nascono da attività illegittime.” Non sarà che poi alla fine esce fuori la verità di tutta questa storia?

I ragazzi di Stop biocidio che manifestano

Fuori il palazzo reale, la vita reale, quella della gente che non capisce e di quella che invece ha capito fin troppo bene quello che stava accadendo e per questo manifestava in cerca di un dialogo con chi il dialogo non vuole. I giovani e meno giovani di “Stop biocidio” erano là per far sentire la loro voce.

Il convegno è stato suddiviso in cinque momenti nell’ordine che segue: Saluti istituzionali; 1°Seminario “Il bosco, gli incendi, il dissesto idrogeologico”; Tavola rotonda “L’incendio boschivo tra norma, prevenzione e tutela.”; 2°Seminario “Progetto Vesuvio”; Conclusioni.

I primi quattro momenti sono stati moderati rispettivamente dal Generale dei CC. S. Costa; dal Prof. P. Corona; dal Prof. Di Gennaro; dal Gen. B. N. Palmieri; con la supervisione generale del Gen. A. Marciano.

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