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Tombola, nascita e storia di una tradizione partenopea

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Foto: Pixabay

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La tombola è sicuramente uno dei giochi più classici e tradizionali. Specie dalle parti di Napoli, si tratta anche di un’occasione aggregante per trascorrere insieme momenti di giovialità in coincidenza delle feste natalizie. La tombola è un gioco molto semplice e non presenta delle vere e proprie regole, il che consente anche ai bambini di sedersi al tavolo con gli adulti, senza escludere nessuno. Tutto è lasciato un caso. C’è un tabellone di 90 numeri che a loro volta sono distribuiti in maniera casuale in varie cartelle, che possono essere acquistate dai partecipanti alla partita. A turno, uno dei giocatori si occuperà del tabellone e giocherà con le stesse regole degli altri, avendo parimenti accesso ai premi in palio.

È il costo delle cartelle a contribuire alla formazione dei premi, vale a dire l’ambo, il terno, la quaterna, la cinquina e la tombola. I primi premi si ottengono marcando due o più numeri presenti sulla stessa fila orizzontale di almeno una delle cartelle in proprio possesso. La tombola, invece, si effettua quando vengono chiamati tutti i numeri di una singola cartella. Solo il primo giocatore che rispetta i requisiti per il conseguimento di un premio può ricevere lo stesso. Dopo che uno dei partecipanti effettua la tombola, la partita termina.

La tombola fu inventata in seguito ad un diverbio tra Re Carlo III di Borbone e il frate Gregorio Maria Rocco nella prima metà del XVIII secolo. Il Re intendeva ricavare una percentuale dalle puntate della gente nel lotto, ma ovviamente in molti si sarebbero opposti a questa decisione. I napoletani crearono così la tombola per continuare a divertirsi in un contesto casalingo ad un gioco molto simile a quello che erano soliti praticare ufficialmente. In origine i numeri erano incisi sul legno, poi si passò ai cestini veri e propri per i panieri e alle cartelle di cartone.

A caratterizza e rendere nota la tombola è anche il riferimento a particolari significati legati alla cultura popolare. Ogni numero ha una sua identità: la “paura”, ad esempio, è associata al 90 proprio grazie alla tombola. Nonostante la sua forte matrice regionale, il gioco si espanse facilmente in tutta Italia, soprattutto in Toscana e in Liguria. Ciononostante, il significato del termine “tombola” non è mai stato chiarito del tutto. Il gioco è noto a milioni di persone, eppure nessuno ha mai sentito il bisogno di indagare più di tanto sulla radice etimologica di quel nome.

A dispetto del passare degli anni, la tombola non ma hai smarrito il suo fascino. Stiamo pur sempre parlando di un gioco che porta sulle spalle il peso di centinaia di anni, ma sembra che sia proprio il suo lato tradizionale a favorirne l’apprezzamento. Solo l’avanzare dei progressi tecnologici della rete ha provato a cambiare qualcosa in tal senso. Come il bingo giocabile sul web, anche la tombola ha visto venire alla luce una propria controparte online. Di certo, l’atmosfera che si viene a creare con una partita dal vivo, però, non potrà mai essere replicabile dietro a uno schermo.