Tokyo chiama Pomigliano: da Leonardo una flotta area per il Sol Levante

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Leonardo Pomigliano Atr in costruzione
Leonardo Pomigliano Atr in costruzione

Ordini in aumento per la grande fabbrica aeronautica. Annunciato uno sviluppo positivo anche per l’impianto di Nola produttore di sezioni di fusoliera .    

 

Tokio chiama Pomigliano, aziende giapponesi che scendono in campo per il potenziamento del trasporto aereo nel Paese del Sol Levante coinvolgendo la grande fabbrica aeronautica Leonardo in un processo virtuoso di rilancio produttivo. Lo sta rendendo possibile la stipula di un’intesa firmata tra la holding nipponica Feel Air e ATR, il consorzio europeo controllato da Leonardo e Airbus, che produce l’omonimo velivolo turboelica regionale a corto raggio, in buona parte realizzato nello stabilimento partenopeo, a partire dalla fusoliera completa. Intanto Feell Air ha chiesto al consorzio un’intera flotta di ben 36 ATR. Non è finita. C’è una seconda compagnia giapponese, la Oriental Air Bridge, che ha chiesto un altro ATR: velivolo numero 37 dunque. Le lettere d’intenti delle società nipponiche sono state finalizzate da ATR in questi giorni, durante l’Air Show di Farnobourogh, il mercato aeronautico globale che si svolge nello storico aeroporto londinese e che quest’anno ha ripreso le attività in grande stile dopo il rallentamento dovuto alla pandemia. Un volano di sviluppo mondiale di cui sta beneficiando anche il nostro Paese. Perché c’è un principio inopinabile: la ripresa economica passa soprattutto attraverso la grande industria e i suoi rapporti internazionali. E la richiesta nipponica di una flotta così consistente determinerà un ulteriore impulso produttivo nell’impianto di Pomigliano. L’esigenza del Giappone di potenziare i collegamenti tra le varie isole dell’arcipelago, unita alla ripresa economica che già sta facendo sentire i suoi effetti nella terza potenza economica mondiale, dopo USA e Cina, delinea prospettive notevoli per la produzione aeronautica partenopea tanto che l’amministratore delegato di ATR, Stefano Bortoli, prevede un potenziale di ordini sino ad almeno 100 velivoli. “I giapponesi – spiega il manager – considerano l’ATR l’aereo ideale per i collegamenti tra le isole dell’arcipelago grazie alle sue caratteristiche di economicità, efficienza ed ecosostenibilità”. Non solo. La maneggevolezza e la capacità del velivolo di adattarsi molto bene alle piste più piccole lo rende più che adeguato agli aeroporti minori delle tante isole del Sol Levante. Attualmente ci sono già 15 aerei ATR che volano in Giappone. “Sono notizie che stanno circolando da alcuni giorni nelle nostre fabbriche aeronautiche e che stanno infondendo un notevole ottimismo – commenta Giuseppe Raso, segretario generale di Napoli del sindacato Fismic –  questi processi dovranno essere accompagnati da una compartecipazione tra azienda e lavoratori del tutto indispensabile”. Ma le buone notizie per la grande industria aeronautica nostrana non sono terminate. Sempre all’Air Show inglese è stato chiuso un altro importante accordo con un nuovo operatore multinazionale, Abelo. Il patto prevede la fornitura di 10 ATR 72-600 e, in prospettiva, di 10 ATR 42-600S. Produzioni subito in moto: le prime consegne inizieranno nel 2023. L’obiettivo è di mettere alle spalle la crisi pandemica. ATR stima che nei prossimi 20 anni il mercato avrà bisogno di circa 2500 aeroplani, fino al 2041. E Leonardo è pronta ad intercettare questa prospettiva guardando al futuro dei siti campani. Dall’azienda fanno sapere che “già da tempo si lavora al progetto NEMESI (New Engineering & Manufacturing Enhanced System Innovation), un nuovo modo di concepire le strutture aeronautiche che ha come protagonisti gli stabilimenti di Pomigliano e Nola e che mira a fare dei due siti campani un vero e proprio centro di eccellenza per la realizzazione di strutture aeronautiche per velivoli regionali (come l’ATR) e “narrow body” (a fusoliera stretta come l’Airbus A321). Nemesi si basa su nuovi ed avanzati criteri di digitalizzazione e automazione produttiva in grado di garantire un’elevata ottimizzazione dei processi”.