Casalnuovo: la scuola “Note d’Arte” vola a Casa Sanremo Performer

La scuola Note d’Arte di Casalnuovo, diretta da Mia Mele, supera le selezioni del 23 novembre: il corso avanzato, con le coreografie di Naomi Bonanno e Doroty Diomaiuta, rappresenterà la Campania a Casa Sanremo Performer il 13 e 14 febbraio 2026. Nel team anche il danzatore Matteo Castro, già attivo con il GTN di Pomigliano d’Arco.

La scuola di danza Note d’Arte di Casalnuovo di Napoli, diretta da Mia Mele, raggiunge un importante traguardo: il corso avanzato ha superato le selezioni ufficiali per Casa Sanremo Performer e parteciperà alle sessioni dedicate alla danza il 13 e 14 febbraio 2026, durante la settimana del Festival di Sanremo.

Un risultato prestigioso per l’intera realtà artistica di Casalnuovo, ottenuto in occasione delle selezioni del 23 novembre 2025, grazie alle coreografie firmate da Naomi Bonanno e Doroty Diomaiuta. Nel gruppo selezionato figura anche Matteo Castro, danzatore già noto per la sua attività teatrale con il GTN – Gruppo Teatrale Napoletano di Pomigliano d’Arco.

Cos’è Casa Sanremo Performer

Casa Sanremo Performer è la vetrina ufficiale dedicata alla danza, al musical e alla recitazione coreografata all’interno di Casa Sanremo, la Casa Ufficiale del Festival della Canzone Italiana.
Durante la settimana del Festival, performer da tutta Italia hanno l’opportunità di esibirsi, farsi conoscere e rappresentare le eccellenze delle proprie scuole e territori.

Le selezioni si svolgono in tutta Italia tramite Partner ufficiali coordinati dalla Direzione Artistica di Casa Sanremo Performer e suddivisi in tre categorie principali: Danza, Musical e Recitazione Coreografata.
La Direzione Artistica seleziona le scuole più meritevoli e organizza incontri direttamente nelle loro sedi per conoscere docenti e performer.

Orgoglio per il territorio

Per la scuola Note d’Arte, questa selezione rappresenta un momento di grande soddisfazione e un riconoscimento del lavoro portato avanti quotidianamente da docenti, allievi e direzione.
Un traguardo che dà visibilità non solo alla scuola, ma anche al territorio dell’area vesuviana, confermando la vitalità delle sue realtà artistiche e formative.

La partecipazione al Festival 2026 offrirà ai giovani ballerini un’esperienza unica: misurarsi in un contesto nazionale di altissimo livello e rappresentare la propria scuola su uno dei palcoscenici più importanti del Paese.

TMA, Auriemma(M5S): “Licenziato rappresentante sindacale, comportamento inaccettabile dell’azienda”

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Riceviamo e pubblichiamo “La notizia del licenziamento del lavoratore Michele Madonna da parte della nuova proprietà TMA (ex Jabil) è semplicemente inaccettabile. Si tratta di un provvedimento che colpisce un dirigente sindacale dell’USB che, fin dal primo momento, aveva espresso profonde perplessità sul passaggio dello stabilimento da Jabil a TMA, chiedendo garanzie solide a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti legati a quel sito industriale da oltre vent’anni”. A dichiararlo è la deputata del M5S Carmela Auriemma, Vicepresidente vicaria del gruppo del M5S alla Camera dei Deputati e Coordinatrice della provincia di Napoli. “Una vicenda preoccupante che mette in discussione un principio fondamentale: il diritto sacrosanto di un lavoratore di manifestare il proprio dissenso e di segnalare criticità che riguardano il futuro di centinaia di famiglie. Le testimonianze sul clima instaurato dalla nuova proprietà, fatto di pressioni e tentativi di zittire ogni voce critica, destano estrema preoccupazione e non possono essere ignorate. Michele Madonna – continua Auriemma – nonostante le difficoltà e le pressioni denunciate, ha continuato con coraggio a difendere i diritti dei lavoratori e a evidenziare come la proposta della nuova proprietà apparisse fumosa, priva di basi concrete e, in sostanza, una scatola vuota costruita per scaricare responsabilità e lasciare il sito in una condizione di grave incertezza. Questa vertenza la seguiamo da tempo: siamo stati fuori ai cancelli dello stabilimento insieme al presidente del M5S Giuseppe Conte e al presidente della Regione Campania Roberto Fico; siamo stati al Ministero accanto ai lavoratori e ai sindacati, senza mai arretrare di un passo. È però doveroso denunciare anche un altro aspetto gravissimo: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il ministro Urso hanno completamente lasciato i lavoratori soli, senza fornire alcuna reale garanzia sulla tutela dei livelli occupazionali e senza mettere in campo quel ruolo di vigilanza e protezione che sarebbe stato indispensabile in una fase così delicata. Ribadiamo con forza che il comportamento della nuova proprietà è inaccettabile e l’inerzia del Ministero non è più tollerabile. Per questa ragione, nelle prossime ore presenterò un’interrogazione parlamentare per chiedere chiarimenti urgenti sulla grave vicenda accaduta al lavoratore Madonna, affinché episodi come questo non passino sotto silenzio”, conclude la deputata del M5S Carmela Auriemma.

Parchi, rioni e strade: maxi operazione di pulizia del verde a Casoria

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Il Comune di Casoria comunica il completamento di una serie di interventi fondamentali per la cura del territorio, realizzati grazie alla collaborazione con SMA CampaniaCasoria Ambiente e l’Ufficio Ambiente comunale. SMA Campania ha portato a termine operazioni mirate in due aree molto frequentate: Parco dei Pini e Parco Dalla Chiesa, punti di aggregazione quotidiana per famiglie, bambini e residenti. Ulteriori interventi, già programmati, interesseranno il Parco Buontempo e Parco Fontana, che saranno oggetto di una riqualificazione completa. Completati anche gli interventi al complesso Erp di via Bissolati. Casoria Ambiente ha concluso una significativa attività di bonifica nell’area del doppio senso, occupandosi del diserbo e del ripristino del decoro urbano. Allo stesso tempo, il nostro Ufficio Ambiente è impegnato su più fronti con lavori di potatura e abbattimento degli alberi in condizioni critiche, al fine di garantire sicurezza ai pedoni e migliorare la vivibilità degli spazi pubblici. Sono stati completati anche gli interventi presso l’area esterna di Carlo La Catena, riconsegnata alla comunità più ordinata e fruibile, e i lavori in via Risorgimento, area su cui era necessario intervenire per migliorare condizioni igieniche e funzionali. Il Sindaco Raffaele Bene dichiara: “Questi interventi dimostrano che il lavoro di squadra tra Comune, SMA Campania e le nostre strutture interne sta producendo risultati concreti. Siamo intervenuti nei luoghi più vissuti, dove i cittadini ci chiedevano presenza e risposte. Continueremo su questa strada, con un’azione quotidiana e capillare.” L’assessore all’Ambiente Maria Crispino aggiunge: “Abbiamo seguito ogni intervento con attenzione e tempestività, rispondendo alle criticità segnalate dai residenti. Il nostro obiettivo è rendere Casoria una città più curata, più sicura e più vivibile. E questi risultati lo dimostrano.” Il Comune conferma che ulteriori interventi seguiranno nelle prossime settimane, con un piano di manutenzione diffusa in tutti i quartieri.

Carabinieri a passeggio per svago, lo beccano con la droga

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San Giorgio a Cremano: Carabinieri liberi dal servizio arrestano giovane Siamo a San Giorgio a Cremano, sono le 22 circa e due carabinieri della locale stazione stanno passeggiando per le strade del centro cittadino. I militari sono liberi dal servizio ma notano un gruppo di ragazzi e si avvicinano. Tra questi c’è anche il 27enne Giorgio Sbrescia che, già noto alle forze dell’ordine, riconosce quei due carabinieri e tenta di allontanarsi. I militari fermano il 27enne e lo controllano. Perquisito, viene trovato in possesso di 15 grammi di hashish già suddivisa in dosi e pronte alla vendita. La perquisizione viene estesa anche nell’abitazione dell’uomo e lì vengono rinvenuti altri 8 grammi della stessa sostanza stupefacente, un bilancino di precisone e diverso materiale per il confezionamento. Il 27enne è stato per detenzione di droga a fini di spaccio e ora è in attesa di giudizio.

Auto cannibalizzate, Pomigliano sotto assedio: ecco le auto più cercate dai ladri

Negli ultimi giorni a Pomigliano D’Arco sono stato messi in atto furti di pezzi di alcune autovetture. Negli ultimi anni, il territorio di Pomigliano D’Arco si è visto protagonista di vicende di violenza, furti e sparatorie trasformandosi in un comune indubbiamente poco sicuro. in questi giorni alcuni residenti si sono ritrovati con le proprie auto danneggiate. Si tratta del solito furto di pezzi di autovetture, presumibilmente da rivendere come pezzi di ricambio per poche centinaia di euro o meno. La tecnica è la stessa di sempre: si individua un’auto su cui è facile lavorare, che sia soprattutto molto richiesta sul territorio per poter subito rivendere ipezzi rubati. Panda vecchie e nuove, smart, lancia ypsilon, le vittime sono di solito proprietari di modelli di automobili utilitarie, pratiche e veloci e per questo sempre a rischio da parte di chi si occupa quotidianamente di queste tipologie di mestiere. I danni per i proprietari a volte possono arrivare anche a migliaia di euro, sia per auto utilitarie, sia per quelle di segmento più alto. Non si sa di chi siano opera questi furti, ma pare che qualcuno abbia visto accanto una smart deturpata a cui era sto rimosso uno dei due fanali posteriori, un uomo all’opera, che è poi prontamente fuggito via a bordo di uno scooter appena è scattato l’allarme di sicurezza. Il colpo, però, era ormai stato messo a segno e il ladro è riuscito a scappare con il suo bottino. Pare che insieme all’uomo ci fosse un ragazzo, probabilmente minorenne, o comune molto giovane. I residenti di Pomigliano, come capita ormai da un bel po’ di tempo, sono stanchi di doversi guardare sempre le spalle e richiedono, ancora una volta, un aiuto da parte delle forze dell’ordine con maggiori controlli e interventi tempestivi qualora ce ne fosse bisogno.

Da Somma Vesuviana a Singapore: l’impresa di Sveva Romano

L’atleta della Somma Skating School conquista un prestigioso quinto posto, affermandosi come la migliore tra tutte le europee in una specialità dominata dall’Asia. Singapore ha fatto da palcoscenico per il Campionato Mondiale di pattinaggio Inline Freestyle, e l’Italia ha potuto contare sulla determinazione e il talento di Sveva Romano, della Somma Skating School, in trasferta con la Nazionale Italiana. Sveva ha gareggiato nella difficile e velocissima specialità dello Speed Slalom Senior Women, scontrandosi direttamente con l’élite mondiale del pattinaggio, composta principalmente da atlete provenienti dalla Cina, China Taipei e Iran. Queste nazioni asiatiche hanno confermato il loro dominio, monopolizzando il podio in tutte le categorie di questa disciplina. Un Risultato da Record Nonostante la concorrenza spietata, l’azzurra ha dimostrato nervi saldi e grande preparazione. Dopo aver superato brillantemente la fase di qualifica, Sveva Romano ha gareggiato con grinta nelle finali, conquistando un eccezionale quinto posto assoluto. Questo risultato assume un valore ancora più straordinario se si considera il contesto: Sveva Romano è, di fatto, la prima atleta europea nella classifica finale! Un traguardo di cui essere fierissimi, dato che la maggior parte delle altre pattinatrici europee non è riuscita a superare il taglio delle qualifiche iniziali. Sveva ha lottato fino all’ultimo con onore, portando in alto i colori italiani e diventando la punta di diamante del pattinaggio europeo in questa specialità. Il Futuro è Azzurro Dietro questi successi c’è il lavoro meticoloso del CT della Nazionale Italiana, Andrea Ronco. Sotto la sua guida, la squadra azzurra sta crescendo in maniera esponenziale, schierando atleti di tutto rispetto, capaci di dare del filo da torcere anche ai giganti asiatici. Il valore del team si era già palesato con forza ai Campionati Europei, dove gli atleti italiani hanno sbaragliato la concorrenza, facendo man bassa di medaglie e dimostrando una superiorità tecnica e agonistica inequivocabile. Il risultato ottenuto da Sveva Romano è l’ennesima riprova che il pattinaggio Inline Freestyle italiano ha raggiunto un livello di eccellenza e punta dritto verso i vertici globali. Complimenti a Sveva per averci regalato una vera lezione di tenacia e orgoglio sportivo, e ad Andrea Ronco per  aver plasmato una nazionale sempre più forte!

A Cimitile si terrà un convegno su tutela e valorizzazione delle Basiliche Paleocristiane

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Riceviamo dall’associazione “S.A.V.E. Saverio Carillo” e pubblichiamo

Cimitile. Si parlerà di architettura e di valorizzazione del territorio mercoledì 3 dicembre nelle Basiliche di Cimitile, nel corso del convegno di Studi dal titolo “Materia Desco Cathedra. Saverio Carillo nel complesso basilicale di Cimitile”. Ad organizzare l’evento l’Associazione “S.A.V.E. Saverio Carillo”aps. Il tema dell’incontro è l’impegno del Professore Saverio Carillo, cui l’Associazione è intitolata, per la conoscenza e valorizzazione dell’importante centro paleocristiano e medievale. Per diversi anni infatti lo studioso aveva curato la manifestazione “Materia Cimitile”, in occasione della Settimana scientifica e tecnologica del M.I.U.R., e la pubblicazione dei relativi atti, raccolti in due volumi, editi da La Scuola di Pitagora, casa editrice di Napoli specializzata in testi di architettura.

I saluti istituzionali saranno affidati al Sindaco di Cimitile, Filomena Balletta, all’Assessore alla cultura del medesimo Comune, Anna Mercogliano, all’architetto Ferdinando Natale Giampietro, rappresentante dell’Ordine degli Architetti di Napoli e provincia, alla professoressa Maria Carolina Campone, presidente dell’Associazione “S.A.V.E. Saverio Carillo”, ed ad Antonia Solpietro, direttrice dell’Ufficio beni culturali della Diocesi di Nola. A ricordare invece l’attività del professore Carillo e il suo lavoro a Cimitile la professoressa Ornella Zerlenga, Direttore del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e Ordinario nelle discipline della rappresentazione; i professori della medesima Università Pasquale Argenziano e Nicola Pisacane, entrambi Associati di Disegno, Danila Jacazzi, Ordinario di Storia dell’architettura, e Maria Dolores Morelli, Associato di Design. Ci sarà infine l’architetto Pasquale Petillo, vicesindaco di Nola e collaboratore del professore Carillo.

L’incontro sarà anche l’occasione per fare il punto sulla ricerca e sugli studi dedicati a Cimitile e a Paolino di Nola con gli interventi del Professor Carlo Ebanista, Ordinario di Archeologia presso l’Università degli Studi del Molise, del dott. Dario Luciano dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e del dottor José Alberto Dìaz Valero, della Scuola Normale Superiore di Pisa. Quest’ultimo ha dedicato gran parte della sua attività di ricerca al concetto del tempo nel corpus letterario di Paolino. Introdurrà e modererà la discussione il giornalista Antonio Russo.

L’incontro, che ha ricevuto il patrocinio morale del Comune di Cimitile e dell’Ordine degli Architetti PPC di Napoli e provincia e che vede la partecipazione dello Slow Food-Condotta dell’Agro nolano, rientra fra le attività riconosciute dall’Ordine stesso ed è valido ai fini dell’acquisizione di crediti formativi e professionali per architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori. L’appuntamento è nelle Basiliche Paleocristiane di Cimitile mercoledì 3 dicembre alle ore 17.30.

La Stazione Centrale di Napoli si accende di rosa: arriva il temporary store di Barbie per il Natale

La Stazione Centrale di Napoli accoglie un temporary store dedicato a Barbie, aperto dal 28 novembre al 17 febbraio.

Con l’inizio del periodo natalizio, la Stazione Centrale di Napoli cambia volto e accoglie un nuovo, scintillante ospite: un temporary store interamente dedicato al mondo di Barbie. Lo spazio, frutto di una collaborazione tra Retail Group e Grandi Stazioni Retail, sarà aperto dal 28 novembre al 17 febbraio, trasformando uno dei principali snodi ferroviari italiani in una vetrina tutta rosa.

Un tuffo nel mondo di Barbie, nel cuore della città

Il temporary store nasce come punto di riferimento per chi vuole immergersi nell’universo della bambola più famosa al mondo, approfittando delle festività per scegliere un regalo originale o per collezionare nuovi articoli del brand. La scelta della Stazione Centrale non è casuale: un luogo di passaggio continuo, ideale per intercettare famiglie, pendolari e turisti in arrivo in città.

Un’occasione speciale per lo shopping natalizio

Con l’avvicinarsi del Natale, lo store offrirà un’ampia selezione di prodotti a tema Barbie: dal mondo fashion agli accessori, fino agli articoli più ricercati dai collezionisti. Un’iniziativa pensata per arricchire l’offerta commerciale della stazione e allo stesso tempo per celebrare un’icona pop che continua a rinnovarsi e a conquistare generazioni diverse.

Un’idea regalo tra tradizione e tendenze

Dopo il successo globale del film dedicato al famoso personaggio, l’universo Barbie ha vissuto una nuova ondata di popolarità, diventando un vero fenomeno culturale. Il temporary store arriva proprio in un momento in cui il brand è tornato centrale nell’immaginario collettivo, rendendolo una delle scelte regalo più gettonate del 2025.

Dal 28 novembre al 17 febbraio, il colore rosa sarà quindi protagonista nella stazione simbolo della città: un appuntamento imperdibile per grandi e piccoli, tra nostalgia, tendenze e magia natalizia.

Da A. Ranieri a don Luigi Saviano: i primi ottavianesi che scrissero pagine sulla storia di Ottaviano

Bisogna sottolineare il fatto che nessuno di essi, eccezion fatta del prof. Francesco D’ Ascoli, mostrò interesse e attenzione per la storia della famiglia Medici, e qualcuno confuse date e nomi. D’Ascoli suggerì al preside Capotorto di intitolare a Luigi de’ Medici l’Istituto Alberghiero, e mi auguro che gli alunni sappiano chi fosse questo Luigi de’Medici. Anni fa il Comitato per la Toponomastica propose di intitolare le strade di un intero quartiere a quei principi che diedero un concreto contributo allo sviluppo della città. Ma la proposta è rimasta una proposta. Correda l’articolo l’immagine del quadro che Nicola Spinosa attribuì a J. Volaire e Mario Praz a P. Fabris.

L’avv. Adolfo Ranieri, figlio del farmacista Amilcare che fu protagonista della storia sociale di Ottajano nella seconda metà dell’Ottocento, pubblicò nel 1907 un volumetto intitolato “Il Vesuvio e Ottajano attraverso la storia”. Inizia così la storiografia ottajanese: e inizia tardi, troppo tardi per una comunità in cui già nel ‘600 c’era un numero cospicuo di uomini di toga e di penna. Ma si sa che noi Ottavianesi coltiviamo, da sempre, le virtù della discrezione e della riservatezza. L’avvocato tentò a lungo di convincere gli amministratori a far qualcosa che ricordasse il rapporto tra le origini della città e Augusto: ma nessuno gli diede ascolto. Il tempo e l’ingratitudine condannarono la sua opera e il suo nome all’oblio. Mi parve giusto proporre, qualche anno fa, che una strada della città portasse il nome di Adolfo Ranieri, primo storico di Ottaviano: e il sindaco dott. Michele Saviano approvò. Anche Silvio Cola fu persuaso che il Vesuvio svolgesse un ruolo fondamentale nel definire l’identità degli Ottajanesi.

Del libro di Silvio Cola, “San Giuseppe Ves.no nella storia- Il Vesuvio e le sue eruzioni” ho letto la seconda edizione, pubblicata nel 1958: la prima era stata stampata nel 1911, e nella prefazione l’autore aveva scritto: “non ho potuto fare a meno di dare notizie su Ottaviano, su Terzigno e su San Gennarello”, poiché, “quantunque non facciano parte del nostro Comune, pure hanno uniformità di tradizioni e di vita con la nostra terra natale”. Il lavoro del Cola è di grande sostanza. Egli consultò, parzialmente, ma con metodo, gli archivi statali, gli archivi comunali e quelli delle famiglie importanti, fece buon uso delle fonti orali, ebbe una solida conoscenza della storia di Napoli. La battaglia per l’autonomia di San Giuseppe è il tema centrale della sua opera: egli lo tratta con sobrietà, poiché sapeva che, se avesse descritto quella lunga battaglia con toni garibaldini, o come se fosse una crociata, avrebbe suscitato polemiche chiassose. Originale è stato il contributo che Francesco D’ Ascoli ha dato alle ricerche sulla storia di Ottajano. I suoi articoli di storia, pubblicati su quotidiani e riviste, suggerivano approfondimenti, aprivano prospettive, indicavano all’ indagine temi e argomenti, offrivano lezioni di quel metodo che egli applicò magistralmente raccontando, con Michele D’ Avino, la storia di Napoli attraverso i suoi sindaci.

La storia di Ottaviano, diceva, non è storia “locale”, perché parte nel nome di Augusto. Inoltre egli intuì che non solo i Medici, ma anche le famiglie di imprenditori che governarono la città nel primo Novecento, i Galliano, gli Scudieri, i Mazza, i Menichini, i Bifulco, i Ranieri, avevano contribuito a creare l’immagine di quello “stile” ottajanese che incominciò ad appannarsi solo nella seconda metà del Novecento. Don Luigi Saviano, parroco della chiesa dell’Annunziata, è l’autore della sola storia di Ottaviano che possa considerarsi, almeno formalmente, un lavoro organico. Egli consultò gli archivi della Curia nolana, gli archivi di alcune famiglie, i manoscritti del Ranieri, l’opera del Remondini e prestò attenzione alla tradizione orale, spesso attendibile, talvolta fantasiosa. Ma non lesse nessuno dei documenti dell’archivio comunale, e non aprì nessuno dei fasci -sono migliaia – di carte “ottajanesi” conservati negli archivi statali a Napoli, a Caserta, a Salerno. I volumi più interessanti della sua opera sono il III e il IV, dedicati alla storia religiosa e ai personaggi di Ottaviano. Preziose sono le pubblicazioni sulle congreghe.

Giustizia per Francesco Pio Maimone, confermato l’ergastolo per il giovane assassino

È stata confermata in Appello la condanna all’ergastolo per Francesco Pio Valda, il ragazzo che ha ucciso Francesco Pio Maimone il 20 marzo 2023

La Corte di Assise di Appello di Napoli ha confermato, oggi 1 dicembre, la condanna all’ergastolo per Valda. Il ragazzo ha ucciso Francesco Pio Maimone il 20 marzo 2023 a Mergellina per una scarpa sporca.

Il tutto è iniziato allo chalet, mentre stava mangiando un panino e una semplice lite per una scarpa sporca, nella quale Francesco Pio Maimone non c’entrava niente, è sfociata in un tragico evento. Valda ha esploso un colpo che ha colpito in pieno petto Francesco.

La decisione dei giudici è stata accolta dalla famiglia del 18enne in lacrime. Al tribunale di Napoli erano presenti i genitori del giovane, Tina e Antonio Maimone e la madre, commossa, ha raccontato quanto il figlio sia un simbolo per Napoli: “Pio è un simbolo di tutta Napoli. I magistrati hanno capito il dolore di mamma. Oggi più che mai portiamo in gloria Pio”.

Sono state confermate anche le condanne per Pasquale Saiz, Giuseppina Niglio e Alessandra Clemente. Per Salvatore Mancini è stata esclusa l’aggravante mafiosa e la pena è stata rideterminata a 2 anni e 6 mesi.

Alessandra Clemente, cugina di Valda, venne condannata a 2 anni e 6 mesi in primo grado; la nonna di Valda, Giuseppina Niglio, venne condannata a 4 anni e 6 mesi; Saiz, invece, venne condannato a 4 anni come Mancini.

L’avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia Maimone, ha commentato la condanna dichiarando che questo è un segnale per i giovani per stare lontani dalla strada che ha intrapreso Valda: “La sentenza rende giustizia alla famiglia ed è un chiarissimo segnale rivolto ai giovani a cui viene detto che la strada da intraprendere è lontana da quella che ha preso Francesco Pio Valda”.

I genitori di Francesco Pio Maimone sono usciti dal tribunale in lacrime e il padre ha ammesso che loro credono fortemente nella magistratura e che la giustizia alla fine esiste: “Eravamo sulle spine. Abbiamo sempre creduto nella magistratura, che si è fatta sentire, chi commette questi delitti, paga. La giustizia esiste, ringraziamo i giudici per averci dato giustizia per nostro figlio”.

Il 6 novembre scorso, alla vigilia del processo di secondo grado, i genitori avevano scritto una lettera commossa: “La vita di Francesco Pio Maimone, un ragazzo per bene, lavoratore instancabile, generoso e con tanta voglia di vivere e di amare, si è spenta per sempre a causa di una scarpa sporca. Per noi un dolore atroce, una condanna a vita. Quella notte si è fermato anche il nostro respiro”.

Il giorno prima della sentenza di appello, Valda ha dichiarato di provare pentimento per l’accaduto e ha lanciato un messaggio per i giovani: “Credete in me ora che ho preso coscienza di quello che ho determinato, non sono un fenomeno. Non vado fiero di quello che ho fatto, non ho chiesto scusa perché non avevo il coraggio, non sono un fenomeno, la vita non va sprecata. Uscite andate a divertirvi, credete in me ora che ho preso coscienza di quello che ho fatto”.

Il Papà di Francesco, Antonio Maimone, dopo aver sentito queste parole ha risposto respingendo le scuse di Valda: “Non posso accettare le parole di Valda che giungono dopo 32 mesi di sofferenza, dopo averci fatto un video sfottò con una pizza in mano e ferendoci nuovamente. Oggi non si può presentare in aula e chiederci scusa. Il perdono deve chiederlo a Dio, e alla città di Napoli, non a me. Io sono un semplice cittadino, non ho questa forza per accettare. Sui social diceva che si sarebbe fatto la carcerazione forte come un leone, ma dopo 32 mesi non ha più quella forza. Ringraziamo tutti, perché Pio è entrato in tutte le case napoletane e italiane”.