Il nuovo spazio dedicato ai giovani nella trasmissione Rai Uno Mattina in Famiglia per la stagione 2025/26
Dopo “Ragazzi Fuori”, “Maturandi”, “Generazione Tzunami” e “Generazione P” – format dedicati alle nuove generazioni nati da una brillante intuizione di Giovanni Taglialavoro, capo-autori della trasmissione Rai Uno Mattina in Famiglia – la prossima edizione del programma, in onda da settembre 2025, proporrà un nuovo spazio rivolto ai giovani adolescenti di tutta Italia.
L’attenzione sarà puntata sulle attività scolastiche pomeridiane, autentico specchio dell’universo creativo, dinamico e multiforme che caratterizza i ragazzi del nostro tempo.
Come nei format degli anni passati, verrà mantenuta la formula vincente dell’intervista agli studenti direttamente nelle loro scuole, durante le attività del pomeriggio. Lo spazio sarà condotto dallo psicologo e psicoterapeuta Stefano Pieri, in arte “Lo Psicologo della Strada”, mentre la regia sarà affidata ad Andrea Rispoli, capace di valorizzare al meglio sia le location sia le attività degli studenti: una vetrina preziosa per le giovani generazioni e per i territori che le ospitano.
“Nelle mie interviste – racconta Stefano Pieri – cerco sempre di stimolare gli studenti a esprimere stati d’animo, emozioni e lo sguardo verso il futuro, personale, professionale e sociale. Da oltre vent’anni entro nelle scuole italiane con progetti di prevenzione psicologica, incontrando insegnanti motivati, genitori desiderosi di un dialogo autentico e ragazzi assetati di strumenti che sappiano decodificare le loro emozioni più profonde e dare forma alla loro visione del domani. Credo sinceramente che la Scuola, specie attraverso attività che vanno oltre il semplice nozionismo, sia il luogo ideale in cui ogni giovane può costruire il proprio futuro come individuo autonomo e affettivamente equilibrato”.
La nuova rubrica vuole dedicare tempo, spazio e ascolto a ragazze e ragazzi che oggi vivono una realtà complessa e in continua trasformazione, e che meritano uno sguardo attento da parte del mondo adulto. In questa direzione la Rai rinnova il proprio impegno di servizio pubblico con un contenuto dal forte valore educativo.
Le riprese si tengono il lunedì mattina (o il martedì, in base alle esigenze di spostamento). Il servizio va in onda il sabato all’interno della nuova stagione di Uno Mattina in Famiglia, con la conduzione di Beppe Convertini, Monica Setta e Ingrid Muccitelli, in palinsesto ogni sabato dalle 8:30 alle 10:35 e la domenica dalle 6:30 alle 9:35, su Rai 1, fino a giugno 2025.
Il servizio dedicato all’ISIS “L. Da Vinci” di Poggiomarino
Sabato 6 dicembre 2025 alle ore 10:05 sarà trasmesso il servizio dedicato all’ISIS Leonardo Da Vinci di Poggiomarino, istituzione che da anni rappresenta un perfetto equilibrio tra tradizione solida e una vivace spinta verso l’innovazione.
L’impegno nello studio rigoroso delle discipline si intreccia con un ricco ventaglio di attività pomeridiane che aprono la scuola al territorio e pongono lo studente al centro del percorso formativo, valorizzandone talenti e potenzialità.Tra le esperienze più significative spiccano:
• Laboratorio Teatrale, dove la rilettura creativa dei classici si trasforma in performance coinvolgenti.
• Educazione alla gentilezza, un percorso per coltivare rispetto, empatia e relazioni positive.
• Laboratorio “L’Arco e le Emozioni”, a cura del Rotary Club Poggiomarino Vesuvio Est, progetto ideato dal Presidente Giuseppe Auriemma e realizzato insieme al Presidente eletto Pasqualina Nappo, che accompagna gli studenti alla scoperta del proprio mondo emotivo attraverso attività pratiche, momenti di confronto e laboratori guidati.
La giornata ha previsto anche un incontro con la dirigente scolastica, prof.ssa Antonella Luisa La Pietra, che ha condiviso la visione educativa dell’Istituto, sottolineando l’importanza di una scuola capace di formare cittadini consapevoli, competenti e sensibili.
Spazio inoltre all’arte e al talento: le note del giovane cantante Vincenzo Gallo hanno arricchito il servizio con un momento di grande intensità musicale, espressione dell’energia creativa degli studenti.
Non è mancata, infine, una finestra sulla storia del territorio con la scoperta del sito archeologico di Longola, un luogo unico nel suo genere che permette agli studenti di avvicinarsi alle proprie radici culturali attraverso un’esperienza viva e coinvolgente.
Preparatevi a immergervi nella passione, nell’impegno e nella creatività incontenibile degli studenti del Liceo Classico dell’ISIS Leonardo Da Vinci di Poggiomarino: tra teatro, emozioni, musica, giovani talenti e storie del territorio, loro sono i veri e indiscussi protagonisti della “scuola dopo le lezioni”.
La CONFIAL FAILMS esprime forte preoccupazione per la situazione che sta emergendo alla Mibex di Somma vesuviana,dove ai lavoratori è stata comunicata una grave crisi economico-produttiva.
Una comunicazione che lascia sgomenti: da un lato si parla di esuberi e cassa integrazione, dall’altro si richiede lavoro straordinario nei sabati di dicembre. Intanto, l’azienda annuncia anche ritardi nel pagamento della mensilità di dicembre e della tredicesima, ipotizzando lo slittamento alla seconda decade di gennaio 2026.
Questa contraddizione evidenzia una gestione aziendale confusa e fallimentare. Le responsabilità vanno chiarite, perché a pagare non possono essere sempre e solo i lavoratori.
La Mibex ha inoltre dichiarato: “Per il periodo gennaio-marzo 2026, in assenza di nuove commesse, l’azienda avvierà la procedura per la richiesta di Cassa Integrazione Guadagni (CIG) per tutti i dipendenti. In considerazione della situazione finanziaria, non sarà possibile per l’azienda procedere all’anticipazione del trattamento.”
Come CONFIAL FAILMS, dichiariamo che non basteranno blocchi degli straordinari o scioperi ordinari, la vertenza va portata fuori dai cancelli della Mibex. È necessario coinvolgere le istituzioni locali, regionali e nazionali, perché sono a rischio posti di lavoro e redditi familiari.
Segretario Provinciale; Raiola : “Non possiamo permettere che il nostro territorio sia travolto da un’altra crisi aziendale”.
Il Palapartenope di Napoli apre le sue porte alla solidarietà!
Giovedì 18 dicembre alle ore 20:45 si unirà spettacolo e impegno sociale con musica e cabaret, in una serata interamente dedicata al sostegno dell’Associazione Africaintesta. L’obiettivo sarà contribuire in maniera concreta ai progetti destinati ai bambini più vulnerabili del continente africano.
L’incasso della serata sarà devoluto completamente all’associazione, che sin dalla sua nascita ha fatto dell’Africa il centro di ogni azione.
Il nome Africaintesta, non è “solo” un nome, ma è un inno alla missione, quella di garantire ai bambini un’infanzia dignitosa e accompagnarli nel loro percorso di crescita attraverso istruzione,
accoglienza e cura quotidiana.
Al centro del progetto c’è il Villaggio San Francesco, nato nel 2013 in Tanzania, nel distretto di Bunda (regione Mara), a circa 120 km dalla città di Mwanza. Con la posa della prima pietra ha preso vita il sogno di un villaggio destinato ad accogliere minori orfani, albini e in condizioni di forte svantaggio. Nel 2018 dopo la sua inaugurazione il Villaggio, gestito dalla Diocesi e affidato alle Piccole Missionarie Eucaristiche, ha accolto i primi 28 bambini. Oggi le suore, insieme ad Aspiranti e Postulanti, dedicano anima e corpo alla cura dei piccoli ospiti e alla gestione dell’intera struttura e accoglie circa 60
minori, garantendo loro vitto, alloggio, istruzione e tutte le cure necessarie.
Le scuole interne — primaria e secondaria di primo grado — ospitano inoltre altri 150 bambini provenienti dalle zone limitrofe, diventando un punto di riferimento per l’intera comunità.
L’Associazione Africaintesta è attualmente impegnata nella costruzione di nuovi laboratori destinati ad attività extrascolastiche e formative, fondamentali per assicurare ai bambini nuove opportunità di crescita personale e professionale.
Operazione ad ampio raggio della Polizia Metropolitana di Napoli, che negli ultimi quindici giorni ha intensificato i controlli sulla circolazione dei veicoli e sulla regolarità dei documenti, ottenendo risultati significativi. Il caso più rilevante arriva da Pomigliano d’Arco, dove gli agenti della sezione ambiente/stradale – coordinati dalla Comandante Lucia Rea – hanno intercettato e sequestrato una Peugeot 2008 con targa polacca, risultata rubata e ritargata. Un controllo di routine si è trasformato così in un intervento decisivo per contrastare la circolazione di mezzi illecitamente reimmatricolati, un fenomeno che negli ultimi mesi sta destando crescente attenzione.
L’azione a Pomigliano è parte di una più ampia attività di monitoraggio svolta in tutta la provincia. A Villaricca, sulla Provinciale SP1, la Polizia Metropolitana ha fermato una Renault Captur, anch’essa con targa polacca e risultata rubata e ri-targata, confermando un vero e proprio filone investigativo legato a veicoli esteri utilizzati per eludere i controlli.
Due interventi importanti anche nel capoluogo. Nel quartiere Pianura, gli agenti hanno rintracciato una Fiat Panda con targa polacca: anche in questo caso l’auto era stata rubata, ma è già stata restituita alla legittima proprietaria. Nei pressi del Museo Archeologico Nazionale, invece, è stata individuata una Jeep Renegade con targa italiana, ricercata per appropriazione indebita.
L’operazione non si è limitata al recupero di veicoli. In piazza Matteotti, a Napoli, è stato denunciato un uomo di Poggiomarino sorpreso a utilizzare un contrassegno disabili falso per sostare negli stalli riservati. Un gesto che la Polizia Metropolitana ha stigmatizzato con fermezza, richiamando l’importanza della tutela dei diritti delle persone con disabilità.
L’intervento coordinato testimonia l’impegno costante della Polizia Metropolitana nel contrasto alle condotte illecite, nella difesa della legalità e nella sicurezza stradale, con particolare attenzione al territorio di Pomigliano e alla tutela dei cittadini.
Riceviamo e pubblichiamo dal Centro Commerciale Campania
Il Centro commerciale Campania si prepara a vivere un Natale indimenticabile con l’iniziativa “Il Panariello della Fortuna”, un concorso che trasforma ogni acquisto in un’occasione di vincita e divertimento. Dal 12 dicembre al 2 gennaio 2026, i visitatori potranno partecipare a questa emozionante iniziativa e provare a vincere Gift Card del Campania del valore fino a 3.000 euro.
Per partecipare, basta effettuare un acquisto minimo di 5 euro nei negozi del Centro e ritirare la propria cartolina presso l’Infopoint o il desk dedicato in Piazza Centrale. Con gli scontrini del giorno, i partecipanti potranno ricevere fino a 3 cartoline e prepararsi così all’estrazione finale, che si terrà il 3 gennaio 2026 alle 17.30 in Piazza Campania. L’evento sarà accompagnato da un momento spettacolare dal vivo, rendendo il Natale ancora più magico.
I premi in palio sono cinque Gift Card spendibili nei negozi del Centro (escluse poche eccezioni come da regolamento):
• Superpremio: 3.000 euro
• Cinquina: 1.000 euro
• Quaterna: 500 euro
• Terno: 300 euro
• Ambo: 200 euro
Il montepremi complessivo ammonta a € 5.000.
Il meccanismo di gioco è semplice e coinvolgente: nel corso dell’estrazione verranno pescati uno alla volta i 90 numeri del panariello e i premi verranno assegnati in ordine crescente — dall’Ambo al Superpremio — al primo partecipante che completerà sulla propria cartolina la combinazione prevista. Un format innovativo che celebra il classico gioco natalizio in una versione moderna e interattiva, perfetta per vivere lo spirito delle feste.
Per partecipare basta scaricare l’App “IO & CAMPANIA”, l’app che premia la fedeltà con promo esclusive e premi mensili.
Vivi la magia del Natale, lasciati coinvolgere dal divertimento e lasciati sorprendere dalla fortuna!
Per il regolamento completo e ulteriori informazioni, visitare il sito: www.campania.com
Centro Commerciale Campania – S.S. Sannitica, 87 Località Aurno81025 Marcianise (CE)
Nuovo intervento sul fronte della tutela ambientale da parte del Nucleo di Polizia Giudiziaria del Comando di Polizia Locale di Marigliano. Durante un controllo ispettivo programmato per verificare la presenza di abusi edilizi, gli agenti hanno individuato una vasta area, circa 250 metri quadrati, completamente invasa da rifiuti di ogni genere. Una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto, dove erano presenti materiali eterogenei: dossi stradali dismessi, scarti provenienti da cantieri edili, attrezzature inutilizzate e persino veicoli abbandonati.
Di fronte allo scenario riscontrato, gli operatori hanno immediatamente proceduto al sequestro dell’area, attivando tutte le procedure previste dalla normativa vigente. Le prime ricostruzioni condotte dagli investigatori hanno permesso di risalire all’utilizzatore del fondo, un uomo che – secondo quanto emerge – lavorerebbe proprio nel settore dell’edilizia. Sarà ora la magistratura a valutare le responsabilità penali legate allo smaltimento illecito dei rifiuti e all’occupazione incontrollata dell’area.
Il comandante della Polizia Locale, Giuseppe Nacar, ha evidenziato come questi interventi rappresentino solo una parte del lavoro avviato negli ultimi mesi sul territorio. “Queste attività proseguiranno – ha dichiarato – perché con l’arrivo di nuovi agenti abbiamo potenziato il Nucleo di Polizia Commerciale e rafforzato la Polizia Giudiziaria, ottenendo risultati immediati e tangibili”.
Nacar ha inoltre ricordato che verrà ripreso il filone investigativo avviato a giugno relativo alle omissioni di atti d’ufficio da parte di alcuni uffici comunali, un tema particolarmente delicato perché legato anche alle speculazioni edilizie sul territorio. “Sono omissioni che non passeranno sotto traccia”, ha concluso il comandante, ribadendo l’impegno dell’intero corpo di Polizia Locale nel contrasto alle irregolarità ambientali e amministrative.
L’operazione segna un nuovo tassello nel percorso di controllo, prevenzione e repressione delle condotte illecite che danneggiano l’ambiente e la vivibilità della città.
Una 28enne della provincia di Napoli è stata sequestrata e violentata da tre uomini dopo essere stata sorpresa nel parcheggio del Parco Commerciale Grande Sud, a Giugliano. Il fatto è avvenuto mercoledì, in un orario in cui il centro era ancora frequentato da clienti e dipendenti. Secondo la denuncia, la giovane era appena scesa dall’auto quando tre sconosciuti l’avrebbero intimidita, minacciando di ucciderla se non avesse obbedito.
La donna sarebbe stata trascinata verso un veicolo e costretta a salire a bordo. Da lì è iniziato un sequestro durato diverse ore: l’auto si sarebbe allontanata dal centro commerciale dirigendosi verso una zona rurale, in località Licola, dove i tre avrebbero abusato sessualmente della vittima, dopo averla maltrattata e terrorizzata. La violenza, secondo la ricostruzione degli investigatori, si sarebbe consumata lungo una stradina isolata di campagna.
Terminato l’incubo, i tre avrebbero abbandonato la 28enne in una zona non lontana dal centro abitato. Scioccata e in stato di forte agitazione, la donna è riuscita a chiedere aiuto. Soccorsa e trasportata in ospedale, è stata sottoposta alle cure necessarie. Solo più tardi, tra dolore e paura, ha trovato la forza di raccontare ogni dettaglio agli agenti di polizia.
Le indagini, coordinate dal Commissariato di Giugliano, sono in pieno svolgimento. Le forze dell’ordine stanno esaminando le registrazioni delle telecamere presenti nell’area del parco commerciale e nelle vie di accesso e di uscita, con l’obiettivo di individuare l’auto e i tre responsabili. Gli inquirenti stanno inoltre verificando altre possibili fonti di riscontro, comprese testimonianze e segnalazioni arrivate nelle ore successive.
Il grave episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle grandi aree commerciali, dove si chiede un potenziamento della vigilanza e dei sistemi di controllo. Associazioni e cittadini hanno espresso vicinanza alla vittima e condannato con fermezza la brutale aggressione.
Venerdì 12 dicembre, 11:00, la cerimonia alla Fondazione Banco di Napoli
Disabilità, inclusione sociale, accessibilità, i temi; favorire il cambiamento e la formazione di un’adeguata cultura sulla disabilità gli obiettivi. Francesco Gravetti e Andreana Balletti ex aequo per il miglior articolo e Valerio Tramontano per il miglior contenuto web sono i vincitori del “Premio sulla comunicazione sulla disabilità”, ideato dal Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Campania Paolo Colombo, sostenuto dal Corecom Campania, dall’ordine dei giornalisti della Campania, dal TGR Campania e dalla Fondazione Banco di Napoli.
Venerdì 12 dicembre alle 11:00 alla Fondazione Banco di Napoli, via dei Tribunali 213, la premiazione. Partecipano: l’avvocato Paolo Colombo, il Presidente della Fondazione Banco di Napoli Orazio Abbamonte, la Presidente del Corecom Campania Carola Barbato, il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli, il Direttore del TGR Campania Oreste Lo Pomo.
Francesco Gravetti ex aequo, per la categoria “Miglior articolo giornalistico”, ha vinto con l’articolo “Angela Procida, la campionessa che nuota oltre le barriere” perché ha ben evidenziato il valore dello sport come fattore di benessere, di autonomia e di socializzazione per le persone con disabilità.
Andreana Balletti ex aequo, per la categoria “Miglior articolo giornalistico”, ha vinto con l’articolo “Il potere delle parole” perché ha ben espresso il messaggio che le parole sono fondamentali per l’inclusione delle persone con disabilità.
Valerio Tramontano, per la categoria “Miglior contenuto web e social”, ha vinto con il video “Oltre la Rampa – L’Architettura come Linguaggio di Libertà e Inclusione – Parlami”, perché con il suo progetto fa ben comprendere che le barriere architettoniche sono barriere totalizzanti e che per essere superate occorre una nuova cultura sulla disabilità che favorisca l’inclusione.
«Sono fermamente convinto dell’importanza della comunicazione come fattore di inclusione per le persone con disabilità, – commenta Colombo – per questo motivo ho ideato il premio comunicazione sulla disabilità. Un modo per promuovere il cambiamento, migliorare la formazione, diffondere un’adeguata cultura della disabilità».
Il premio infatti mette al centro i temi della disabilità, dell’inclusione sociale e dell’accessibilità, e viene assegnato a chi, attraverso la propria attività giornalistica o di scrittura o di produzione editoriale, si sia particolarmente distinto nel produrre inchieste, redigere articoli, testi, pubblicazioni di ogni genere, servizi, programmi radiofonici o televisivi, opere letterarie, contenuti per il web, prodotti video, reportage fotografici e podcast.
Riceviamo dal consigliere regionale del M5S Gennaro Saiello e pubblichiamo
Il consigliere regionale: “Il Sud abbandonato dal governo Meloni”
“Nonostante l’accordo firmato lo scorso 3 ottobre al Ministero del Lavoro, la proroga della cassa integrazione per i lavoratori dell’ex Whirlpool di Napoli resta bloccata. È l’ennesima, inaccettabile conferma dell’abbandono del Sud e delle sue imprese da parte del governo Meloni. L’esecutivo garantisca subito l’operatività della proroga della Cig fino al 2026, tutelando un percorso di reindustrializzazione avviato nel 2018, che prevede l’ingresso strategico di Invitalia. Ogni giorno di ritardo pesa sulle famiglie e sul futuro produttivo della città e della regione”. Dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Gennaro Saiello.
“Chiediamo al governo un triplice impegno. Innanzitutto, sbloccare immediatamente la vicenda Whirlpool, garantendo continuità al progetto industriale di TeaTek. In secondo luogo, adottare un Piano Straordinario per il Sud, con misure concrete, risorse certe e reale semplificazione burocratica, per attrarre investimenti e creare occupazione stabile. Infine, superare una visione centralista dello sviluppo, assicurando pari opportunità a tutte le regioni. Le criticità che colpiscono gli ex lavoratori Whirlpool, infatti, non sono un caso isolato: riflettono una visione miope e sbilanciata del Paese. Sembra che il governo voglia sostenere lo sviluppo solo al Nord – continua Saiello – dimenticando che la vera forza del Made in Italy risiede nella sua capacità di esprimere eccellenze in tutto il territorio nazionale”.
“Sulla vicenda, la nostra parlamentare Gilda Sportiello ha presentato un’interpellanza per sollecitare i ministri Calderone e Urso. Il Movimento 5 Stelle, in Regione e in Parlamento, continuerà a difendere i diritti dei lavoratori e a promuovere uno sviluppo equo e sostenibile per tutto il Mezzogiorno. Il Sud è la più grande riserva di futuro del Paese. È tempo che il governo lo riconosca”.
Il fascino nascosto del Cilento in inverno un viaggio tra natura e cultura, castelli, trekking, storia, sapori e borghi da riscoprire: Lustra, Rutino, Sessa Cilento, Stella Cilento, Caselle in Pittari e Camerota dove il tempo scorre con un ritmo più lento
“Cilento stizze re sango asciute ra lu core“: Cilento schizzi di sangue usciti dal cuore. Località della Campania conosciuta principalmente per le spiagge più belle d’Italia è una destinazione che affascina in ogni stagione, in inverno acquista un’attrazione unica. Il Cilento in inverno risplende di una nuova luce, è un rifugio ideale per chi cerca tranquillità, natura e cultura. I borghi storici hanno un fascino particolare e magico dove si respira la pace e la bellezza dei luoghi. In questa fortunata terra si può fare un turismo esperienziale in modo che i visitatori non siano “solo turisti” ma desiderosi di vivere insieme agli abitanti del posto i luoghi che visitano, conoscere i prodotti enogastronomici ed artigianali, la natura e i monumenti dei centri storici. Recentemente si è concluso un Press Trip alla scoperta dei borghi antichi organizzato dall’Associazione Cilentomania – comunicazione integrata per il turismo, senza finalità di lucro. Il Press Tour rientra nelle strategie di comunicazione per promuovere la rete territoriale di 6 comuni uniti per realizzare il progetto “La Congiura dei Baroni e .. altre storie” finanziato dalla Regione Campania attraverso il fondo Fsc 2021/2027. Il partenariato è composto dai comuni di Lustra, Sessa Cilento, Rutino, Stella Cilento, Caselle in Pittari e Camerota. Si tratta di un evento itinerante tra i borghi delle aree interne e della costa del Cilento con tanti spettacoli di musica, teatro e rievocazioni storiche, un viaggio nella natura e nelle tradizioni del Cilento alla scoperta della vera identità locale per la promozione culturale, naturalistica ed enogastronomica del Cilento.
Cilentomania punta sui viaggi esperienziali per lo sviluppo turistico del CilentoOrlando Di Scola, presidente dell’Associazione Turistica Cilentomania APS chiarisce gli obiettivi dell’associazione che da oltre vent’anni si occupa di promuovere il Cilento in Italia e all’estero attraverso svariate iniziative e tramite gli uffici di informazione che sono lungo la costa del Cilento. ≪L’obiettivo di questo tour, che è un progetto che nasce all’interno di un Fsc della Regione Campania, è di far conoscere le potenzialità d’inverno del Cilento interno con i piccoli borghi, tra cui: Lustra, Rutino, Sessa Cilento, Stella Cilento, Caselle in Pittari e Camerota. Far conoscere le aziende vitivinicole, quello che possono essere le esperienze e le emozioni da vivere all’interno dei borghi, come le passeggiate naturalistiche che hanno il loro perché. Cilentomania sta cercando di sviluppare questo tipo di progetto perché è vero che abbiamo il mare più bello d’Italia e quindi siamo ricchi di turismo estivo, però abbiamo anche tantissime risorse ancora sconosciute, paesaggi inesplorati e emozioni da vivere a tutto tondo≫.
I Borghi storici avvolti in inverno nella pace e nel silenzio: riti religiosi e contadini, paesaggi naturalistici, artigianato localeLustra e il castello di Rocca Cilento
Il borgo conserva il fascino delle sue radici storiche, immerso nella natura, con stradine in pietra e case in stile tradizionale. Gli ulivi secolari consentono la produzione di un olio extravergine pregiato, che si può degustare nei frantoi della “Strada dell’Olio del Cilento”. La frazione di Rocca Cilento è nota per il Castello medievale oggi dimora di charme, dove si è svolto il banchetto nuziale di Ellea Taylor, figlia del batterista dei Duran Duran Roger. Incastonato sulla cima di una collina da cui si gode un panorama spettacolare con una vista che spazia da Capo Palinuro a Punta Campanella. Il Castello è di origine longobarda e risale alla fine del IX secolo a difesa del borgo dalle invasioni saracene. Il Maniero fu centro delle attività giudiziarie ed amministrative, feudo dei Sanseverino fino al 1552. Il Castello è stato restaurato dall’Architetto Stefano Sgueglia, custodisce intatta l’identità e il fascino di un tempo, in una veste moderna e dal design contemporaneo. Stefano Sgueglia è stata una figura carismatica, concreta e lungimirante, ha dedicato la sua vita a realizzare le iniziative che ha sempre sognato, con il costante sostegno della famiglia che si è impegnata a continuare i progetti che con passione e coraggio ha sognato e realizzato. Nella splendida cornice del Castello di Rocca si tiene un’importante rassegna dedicata all’olio EVO per valorizzare e comunicare l’extravergine di oliva, esaltando le produzioni e i territori.
Rutino riti religiosi e vino buono che “ogni male stuta”
San Michele Arcangelo è la principale chiesa da visitare, deve l’aspetto attuale alla ristrutturazione ottocentesca voluta da Don Antonio Verdoliva che la trasformò radicalmente, allungandola ed alzandola, eliminando la parte inferiore. Di rilievo le dodici vetrate policrome che raffigurano i sette Sacramenti; nella cripta sono custoditi preziosi oggetti sacri, un vero patrimonio religioso. Fa parte del Cammino di San Nilo, un itinerario spirituale che attraversa il Cilento interno. Molto sentita la “Via Crucis vivente” del Venerdì Santo. A Rutino si respira ancora il fascino delle antiche tradizioni e dei ritmi naturali della vita di un tempo. Si può visitare il Parco Palustro per passeggiate e escursioni, con sentieri immersi nel verde da percorrere a piedi o in bicicletta per raggiungere zone panoramiche, ideale per gli amanti del birdwatching. Un luogo ricco di storia, tradizioni e spiritualità a misura di coloro che ricercano cultura, natura o la gastronomia cilentana. A Rutino si producono i famosi vini che hanno un’ottima sapidità non dovuta alla salsedine del mare ma ai sali minerali presenti nel terreno cilentano. I vigneti della cantina Barone si estendono su dodici ettari di terreno, a volte difficili e spesso indomabili, ma generosi quanto l’impegno che vi è stato dato.
Sessa Cilento e la Valle dei MuliniSessa Cilento scultura del Maestro Antonio Massanova
Sorge sul versante del Monte Stella, riserva naturale ricca d’acqua, da cui si gode una vista che abbraccia tutto il Cilento e parte del golfo di Salerno. Lungo il torrente Sorrentino, da San Mango a valle, sono stati costruiti nel secolo XIII 23 mulini ad acqua, attivi fino a metà ‘900, che fanno parte della Valle dei Mulini lunga due chilometri. Testimonianza di un’attività caratteristica del territorio basata sullo sfruttamento delle ingenti risorse idriche. Esiste un progetto per il recupero degli antichi mulini e dei grani cilentani. I terreni comunali saranno affidati a giovani agricoltori e startup per coltivare varietà autoctone di grano e stimolare nuove economie locali. Il progetto mira a contrastare l’abbandono delle aree interne, favorendo la nascita di imprese nei settori culturale, agricolo e turistico, per riportare lavoro, competenze e visione nei piccoli borghi. Una chicca nel centro storico: il museo Casa della Musica con strumenti e banchi di scuola dell’epoca. Fuori del centro di Sessa vi è un vero gioiello: Il Palazzo Coppola, a pianta quadrata con torre interna e una torre medievale del ‘400, costruito tra il 1750 e il 1800, è diventato il simbolo della memoria e della storia del Cilento, ospita la sede dell’Ecomuseo del “Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni” ed è destinato a diventare il motore di una ripresa per dare nuova vita all’intero territorio. Gli ultimi “vuttari” del Cilento sono qui: riparano tini e botti per la fermentazione e l’invecchiamento dei pregevoli vini autoctoni cilentani come: Falanghina, Piedirosso e Primitivo.
Stella Cilento “U’ Paese re i Maistri re cofana e canistri”Stella Cilento la Cappella S. Antonio
Un tempo chiamato Porcili, il nome derivava dal greco “pro kyrios“, ovvero “davanti al signore”, in quanto sul Monte Stella era posta la residenza del Guastaldo, il delegato ad operare in ambito civile, militare e giudiziario di cui sono ancora visibili i resti in località Castelluccio. La denominazione del nome attuale probabilmente è a causa della posizione panoramica del paese, quasi “sospesa tra cielo e terra”. Il Monte Stella è meta di pellegrinaggi i cui pellegrini percorrono il “Sentiero del Monte Stella”, con antiche cappelle e panorami mozzafiato. La cima del monte ospita un piccolo santuario dedicato alla Madonna del Monte Stella, a cui si può arrivare anche con autovetture, il cui edificio risale intorno all’anno 1000 ed è stato restaurato nel 1993. Il santuario appartiene alle sette chiese mariane maggiori del Cilento ribattezzate le “Sette Sorelle”, il culto delle “Sette Sorelle” ha una matrice arcana e risulta strettamente connesso a credenze magico-simboliche pre-cristiane. La frazione di Droro negli anni ’50 era nota per l’attività artigianale di ceste. Ora è rimasto solo l’artigiano Antonio Di Benedetto che non ha apprendisti che vogliano imparare l’arte dell’intreccio per creare vari oggetti intrecciando materiali.
Caselle in Pittari il “Palio del Grano” e il festival “Fiori alle Porte”
Il nome deriva da “casellae” (piccoli casali) e “pittari” (dal greco pietra, roccia).
Il paesino è arroccato su di una collina con alla cima una torre medievale, nei pressi del fiume Bussento, dove vi sono le spettacolari Grotte. Conosciuta per l’accoglienza diffusa e per il recupero dei borghi rurali. Per gli amanti della natura vi sono numerosi sentieri e percorsi per poter fare delle passeggiare nei boschi ricchi di sorgenti con panorami mozzafiato. Percorrendo il Cammino di San Michele dell’omonimo monte – dove il culto di San Michele è presente fin dall’VIII secolo d.C. – si raggiunge un luogo incantevole: l’Eremo di San Michele vicino al punto in cui il fiume Bussento scompare nel suo inghiottitoio. L’acqua ha scavato la roccia calcarea dando origine ad un fenomeno di grande interesse. Per la comunità di Caselle in Pittari, San Michele non è solo un’immagine da venerare, nel giorno a lui dedicato gli abitanti salgono in processione fino all’eremo, rinnovando un rito antico che tiene unite le generazioni. In agosto si celebra la “Festa dell’Emigrante” con l’intento di rendere omaggio a tutti coloro che hanno lasciato la propria terra in cerca di nuove opportunità, mantenendo vivo il legame con il proprio paese d’origine. Sempre ad agosto si tiene il festival “Fiori alle Porte”, un evento di arti performative ideato e diretto dall’artista Ramona Pisano. Il Festival è anche l’occasione per riscoprire le vecchie serenate popolari dette Fiori, quelle d’amore e quelle a ingiuria. Le serenate dispregiative venivano fatte per denigrare una donna che aveva lasciato un uomo. Il “Palio del Grano” si tiene nell’ultima settimana di luglio, con l’intento di far conoscere alle nuove giovani generazioni la pratica contadina della mietitura del grano, una rievocazione storica per celebrare le antiche tradizioni agricole del territorio coinvolgendo la comunità in gare e festeggiamenti che richiamano numerosi partecipanti e turisti.
Camerota stupende Grotte e il racconto delle Strambaie
Marina di Camerota, perla del Cilento, custodisce nelle famose Grotte un patrimonio naturalistico e storico di straordinaria bellezza. Si può prendere l’aperitivo al tramonto su di una barca con bagno alla Grotta degli Innamorati, all’Occhio di Venere e all’incantevole Grotta Azzurra… oppure partecipare alle suggestive Lamparate (pesca notturna seguita da cena a bordo con pesce appena pescato) cosa si può volere di più dalla vita ! La leggenda racconta che Palinuro, il nocchiero di Enea, si innamorò perdutamente di Kamaraton senza essere ricambiato, la fanciulla venne perseguitata e trovò la morte in fondo al mare. Venere trasformò Kamaraton in una roccia che diventò l’altura su cui sorge oggi Camerota. La Marina di Camerota è una destinazione ideale per gli amanti del mare, la storia e la natura, offrendo un’esperienza autentica tra acque limpide, cultura millenaria e una cucina ricca di sapori tradizionali. A Camerota vi sono le spiagge più belle: come Baia degli Infreschi, che è stata “la spiaggia più bella d’Italia nel 2014” di Legambiente; Cala Bianca; Spiaggia del Troncone dove l’acqua del mare prende una varietà di colori dal verde al blu cobalto. Secondo la leggenda nella Grotta degli Innamorati due amanti trovarono rifugio per sfuggire a un destino avverso, da allora è considerata un simbolo d’amore eterno. Alcune Grotte sono accessibili dalla spiaggia come la Grotta della Cala, al suo interno sono stati rinvenuti reperti risalenti a circa 45.000 anni fa che testimoniano la presenza sia dell’Homo di Neanderthal che dell’Homo Sapiens. La “Festa del Mare e dei Pescatori” evoca atmosfere del borgo antico, rappresentazioni teatrali, dove arti, mestieri, la musica e la poesia riproducono e ricordano il borgo di un tempo, attraverso il racconto delle Strambaie, donne del vicolo, che raccoglievano l’erba spartea e la lavoravano trasformandola in funi per i pescatori.
La parola ai protagonisti Francesco Barone dell’Azienda Agricola Vitivinicola Barone di Rutino, che accoglie numerosi visitatori, fondata nel 2004 da Giuseppe Di Fiore, Francesco Barone e Perrella ama profondamente la sua terra: ≪ Il Cilento era una zona arretrata agli inizi dell’Ottocento, veniva considerata la zona più arretrata d’Italia, dove i moti cilentani hanno favorito il brigantaggio, ma perché questo? Perché era una zona dove veramente si soffriva la fame a causa di una geologia complessa, per lavorare i terreni diventa molto molto complicato. Quando si riesce a impiantare la vite da vino può dare delle grandi soddisfazioni perché è un terroire fatto apposta per la vite dove le radici affondano nella roccia micronizzata. I vini del Cilento e di Rutino in particolare hanno un’ottima sapidità non dovuta alla salsedine del mare ma ai sali minerali presenti nel terreno cilentano≫.Vincenzo Vaccaro vice sindaco di Stella Cilento, così illustra la cittadina:
≪Dal punto di vista turistico il nostro paese ha un’offerta importante, anche perché noi siamo attualmente seicento persone e riusciamo ad avere, quasi trecento posti letto fra B&B e agriturismi. Abbiamo tre frantoi attivi e un frantoio storico da visitare inserito nel progetto La Via dell’Olio. Sul Monte della Stella c’è un’area attrezzata, “Il Vivaio” raggiungibile anche con percorsi di trekking. Vi sono numerosi sentieri, fra cui uno circolare che unisce Stella con tre delle quattro frazioni, l’antico sentiero per il pellegrinaggio alla Madonna della Stella, dove si partiva dalla chiesa e si arrivava fin su in montagna. Tanti gli eventi durante l’arco dell’anno, soprattutto nel periodo estivo, il principale è “Cuntaria”, un festival nella frazione di Droro che si svolge nella terza settimana del mese di agosto, negli anni ’50 vi era la produzione artigianale e la lavorazione di ceste e utensili in legno, alcuni artigiani mantengono ancora viva questa tradizione. Per una settimana Stella Cilento si trasforma tra installazioni artistiche, teatro di strada, attori, narrazioni, la popolazione e i ragazzi del luogo sono consapevoli che l’obiettivo è quello del recupero della nostra identità culturale. Siamo arrivati all’ottava edizione, quest’anno siamo riusciti ad avere delle presenze molto importanti superando le diecimila persone. In tale occasione organizziamo un campo di volontariato internazionale con degli studenti che vengono da tutta Europa. Abbiamo poi la “Festa del Borgo” nella frazione San Giovanni, dedicata alla notte magica del Cilento antico. Nella frazione Amalafede (originariamente Bonafida) proprio per il suo nome aleggia un’antica leggenda che parla delle Janare, streghe della tradizione popolare del Sud Italia, legate principalmente all’area di Benevento, che per secoli ha caratterizzato la paura. Quando avvenivano delle cose senza poterle spiegare, si dava sempre colpa a qualcosa di magico. L’evento ogni anno si rinnova intreccia leggenda, arte e tradizione popolare, evocando la figura della janara, strega custode di saperi antichi e protagonista di racconti tramandati da padre in figlio≫.Stella Salomone del comune di Caselle in Pittari è la delegata ai rapporti con la scuola e alle pari opportunità, così presenta il piccolo centro.
≪Noi siamo inseriti in un contesto che è più ampio di quello del nostro comune e abbiamo sicuramente tantissime caratteristiche che ci accomunano a tutti i paesi del nostro territorio. Caselle ha però delle caratteristiche che secondo noi sono interessanti, una tra tutte è l’accoglienza. Chiunque giunge a Caselle, da un giorno a dieci giorni a un mese, va via con quel senso di essere stato accolto. Caselle è come una mamma che quando ti vede ti abbraccia, facendoti innanzitutto mangiare e ospitandoti nel modo più autentico. Questa è l’immagine che vogliamo dare del Paese, ma è questa l’immagine che Caselle e il Casellese dà a chiunque viene da fuori. Lo stare a Caselle è determinato da tantissime cose, da un albergo, da un B & B e dal turismo di ritorno, l’accoglienza nelle famiglie originarie da coloro che tornano da noi, cosa che ancora è molto praticata nel nostro Paese. Fra le attività vi è una manifestazione molto importante legata al grano, il “Palio del Grano” che si tiene nell’ultima settimana di luglio, una manifestazione che oltre ad una festa è una partecipazione comunitaria sulla ripresa delle coltivazioni che non erano più praticate. Si tratta proprio di un riappropriarsi di un’identità – che è quella contadina di questi nostri territori – facendola approdare nell’enogastronomia. Vi è poi un altro evento importante il festival “Fiori alle Porte”, che noi portiamo avanti nel nostro Paese. Inoltre abbiamo riscoperto il canto a fiore cilentano proprio della nostra tradizione≫.
Per conoscere la natura del canto a fiore, quale caratteristica aveva e come si è trasformato nel tempo in arte, sentiamo Ramona Pisano, direttore artistico del festival “Fiori alle Porte” di Caselle in Pittari. ≪Il festival Fiori alle Porte è un festival di arte e arti visive, l’ispirazione è nata dai fiori, che sono le vecchie serenate che si cantavano nel paese. Dalle ricerche fatte abbiamo evinto che c’erano due tipi di serenate: i fiori d’amore e i fiori a ingiuria. I fiori a ingiuria erano quelle serenate che per esempio venivano fatte per denigrare, richieste da un uomo lasciato da una donna. Erano delle serenate dispregiative dedicate alle donne provocando dissapori delle famiglie a cui venivano destinate. Mio nonno Domenico è stato l’ultimo banditore di Caselle, si occupava di portare delle comunicazioni alle persone del paese che fondamentalmente erano analfabete e non riuscivano a leggere eventuali manifesti, suonava tre volte la trombetta e poi leggeva il bando. Il progetto “Fiori alle Porte” ha come obiettivo quello di recuperare i vecchi portoni del centro storico attraverso opere pittoriche di artisti contemporanei oppure di ragazzini. Ogni anno diamo un tema per raccontare la tradizione della serenata. L’idea è quella di trascrivere il nostro patrimonio orale. Da dieci anni cerchiamo di far conoscere alle nuove generazioni quella che era una forma comunicativa ormai in disuso ma che fa parte della nostra cultura, soprattutto del Sud Italia. Attraverso la porta possiamo comunicare ed esprimerci≫. Serena Palumbo è un’accompagnatrice turistica per la grotta della Cala che lavora all’ufficio turistico di Marina di Camerota.
≪ A Camerota in inverno cerchiamo di ampliare l’offerta turistica anche grazie al Museo del Mare e alla grotta della Cala con i suoi reperti preistorici, fa parte di un complesso di siti e grotte preistoriche, come anche la grotta del Poggio che si trova poco più avanti. La grotta della Cala ha una grande importanza, al suo interno troviamo reperti che riguardano sia l’Homo Neanderthal che l’Homo Sapiens. Gli studi condotti dall’Università di Siena proseguono ancora. Nella grotta della Cala sono collocati dei pannelli che illustrano lo scavo con la stratigrafia e la riproduzione dei reperti che sono stati ritrovati, come per esempio i ciottoli dipinti del Mesolitico, gli ami in osso dell’Età del Rame, l’amigdala con le punte in pietra e il giavellotto. Nella parte più interna, che però purtroppo non è visitabile, sono state rinvenute delle tombe dell’Età del Bronzo, delle ossa umane, del vasellame e delle perle in pasta vitrea e ambra. È una scoperta molto rilevante perché la pasta di vetro ci indica i commerci di questo periodo probabilmente con i Micenei e sono le uniche di questo tipo in Campania e sono ancora oggetto di studio≫.Harry di Prisco
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