Somma Vesuviana, “Itinerari del Gusto e dell’Anima”: animazione e accensione delle luminarie

Riceviamo e pubblichiamo
Oggi, 7 dicembre, Somma Vesuviana ospiterà una giornata dedicata ai bambini e alle famiglie nell’ambito del progetto regionale “Itinerari del Gusto e dell’Anima: Cultura, Natura e Sapori nei Borghi Campani”, finanziato dal Piano strategico Cultura e Turismo 2025 della Regione Campania.
Le attività animeranno Piazza Vittorio Emanuele III fin dal mattino, con scenografie gonfiabili natalizie, giochi e momenti di intrattenimento per i più piccoli. Nel pomeriggio sono previste nuove attività di animazione con mascotte e figure a tema, che accompagneranno il pubblico fino alla tradizionale accensione delle luminarie, fissata alle ore 19, che segnerà l’avvio ufficiale delle festività natalizie in città.
L’iniziativa rientra nelle azioni realizzate dal Comune di Somma Vesuviana all’interno del progetto intercomunale che coinvolge Scisciano (capofila), Saviano, Castello di Cisterna, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana e Camposano.

I Domenicani di Madonna dell’ Arco e l’economia di Sant’ Anastasia  tra ultimo Settecento e primo Ottocento

Per tutto il  Settecento  fu continuo il flusso dei forestieri che investivano capitali nell’acquisto di masserie e di case tra Sant’ Anastasia e  Madonna dell’ Arco, attratti dalla fertilità della terra, dall’ordine sociale, dalle dimensioni della folla di devoti che accorrevano a visitare il Santuario.  Un anonimo cronista dell’eruzione del 1794, che tra l’altro distrusse  la maggior parte dell’abitato di Torre del  Greco,  dice che micidiali “ proiettili “ e una lunga pioggia di cenere colpirono anche il “ ricco casale di Santo Nastaso “.    I “ capitalisti “ più importanti furono i borghesi napoletani, i quali fecero delle loro  “ ville “ deliziosi luoghi di villeggiatura, ma anche  centri di quell’ agricoltura  moderna e razionale che i Domenicani andavano sperimentando nelle loro masserie, da Barra a Ottajano. Alla fine del Settecento Elisabetta De Angelis,  che aveva ereditato i  beni di una grande famiglia napoletana, i Della Riccia,  possedeva a Capodivilla  un palazzo con cappella pubblica a fronte di strada, e con giardino di due moggia, e poco più lontano, una taverna con due bassi data in fitto a Francesco Sbrescia. Sempre a Capodivilla la signora napoletana  aveva comprato anche un comprensorio di tre bassi, un cellaro grande, e un altro piccolo con palmento, che servono per comodità della vendemmia, e una masseria  di circa 12 moggia, da cui traeva una rendita netta annua notevole, più di 150 ducati, che solo un vigneto di alta qualità poteva garantire. Infine, nel luogo detto Sant’ Antoniello, la De Angelis possedeva un’altra taverna, affittata a Nicola Stefanile. Nell’ultimo scorcio del Settecento alcuni nobili napoletani vendettero quote anche estese delle loro masserie a “ massari “ di Casalnuovo,  che vi trasferirono residenza e impresa, cominciarono a sostituire i vigneti, in parte o in tutto, con i frutteti e avviarono la storia trionfale dell’albicocca di Sant’ Anastasia. Da  Casalnuovo venivano Filippo Castiello, che possedeva una masseria di 36 moggia in località Cavaliere;  i Romano affittuari delle masserie di Sellaro grande, di Santa Caterina, di San Martino; Filippo Romano, a cui la principessa di Roccella aveva concesso in gestione la masseria Carafa: di Casalnuovo erano anche i due garzoni, Vincenzo e Filippo Barone.  I fratelli Michele e Pasquale De Mattheis, di Resina,  avevano comprato 88 moggia di terra ai  Terracciani, in parte    “ arbustati “ con peschi e albicocchi: nella vasta  parte “ selvatica “ c’era il recinto che ospitava per sei mesi all’anno circa trecento pecore, protagoniste, con altre greggi, di quella transumanza interna tra Sant’ Anastasia e il Partenio, su cui si innestò la storia del capretto di Sant’ Anastasia, e di cui già abbiamo dato qualche notizia in un articolo precedente. Le trasformazioni del modello dell’economia locale vennero sostenute dai capitali che i Domenicani di Madonna dell’ Arco prestavano generosamente, o investivano nella manutenzione di case, botteghe e selve entrate nel patrimonio del Santuario attraverso oculati acquisti, lasciti e donazioni:  la masseria Borrelli, con bassi e camere, data in fitto a Gaetano Dati; un casino e una selva a Fontanarosella,  affidati alla cura di Francesco Maione, detto Quattrova; un territorio  paludoso in luogo detto Purchiano, locato a Domenico Incarnato; un comprensorio di case ai Portali,  in cui Antonio Coppola detto Codella  si era messo a vendere ricottelle, caci e salumi;  il palazzo dato in fitto ai Marigliano; un comprensorio di case a Capodivilla, in cui  Domenico Aliperta, detto Nottamponta, aveva aperto un negozio di zagarellaro, cioè di merciaio. L’osteria presso il Convento venne affidata prima a Domenico Pone, e dal 1807, a Andrea Liguori. Ovviamente,  non c’era, nel territorio, un ordine religioso che  potesse gareggiare con il potere finanziario dei Domenicani di Madonna dell’ Arco. Dalla Masseria ricavavano, in media, 500 ducati all’anno, e altri 10 dalla vendita di minestra verde prodotta nel giardino grande annesso al Santuario. Nella prima metà del  1791 il Bancone della Spezieria, tenuto dallo speziario maggiore  fra Domenico Oliverio incassò 60 ducati dalla vendita di pomate e di erbe medicamentose, che venivano raccolte sul Somma- Vesuvio e poi lavorate nell’ officina. Nel 1792 il Bancone della Chiesa, amministrato dal sacrestano maggiore Giovanni Battista Carpano, incassò 2200 ducati, metà dei quali vennero spesi sul territorio: 450 ducati  per 800 messe, celebrate nel Santuario dai sacerdoti locali,  38 ducati per le caraffine dell’olio santo fornite in grande quantità dal carrafaro  Mariano Foglia, 36 ducati per le 20000 figure della Beata Vergine stampate dal figuraro  Tommaso Palumbo, 256 ducati per la rifazione e la doratura  delle lampade avanti alla Cappella della Vergine. L’ orefice e indoratore di fiducia era Costanzo Mellino, napoletano, che però aveva aperto bottega anche a Sant’ Anastasia, nella casa di Vincenzo Maione, detto Abate Fummo. Ma  furono cospicue anche le spese fisse e le imprevedute: mezzo ducato al garzone Giorgio che portò le candele al vescovo di Nola; 3 carlini al servitore della contessa Anguissola che aveva portato un’ elemosina di 20 ducati; 2 ducati  a Giuseppe De Luca detto Picione  per due frasche di seta;  5 ducati a Mastro Gerardo il Marmoraro  che ogni anno interveniva sui marmi della Cappella;  2 ducati alla lavannara  dei corredi di sacrestia, e 2 a  mastro  Ciccio Scarpinelli, addetto alla pulizia del Santuario; 10 ducati per le consuete regalie  ai tribunali di Napoli; altri 10 per la squadra di campagna  che manteneva l’ordine durante la  Settimana Santa.  Cinque ducati vennero versati all’ incantatore per la vendita di oro, argento, granatelli e coralli. Circa 400 ducati venivano investiti ogni anno per la manutenzione ordinaria del patrimonio immobiliare, affidata, a rotazione, a tutti i mastri muratori e a tutti i pozzari, gli esperti di pozzi, di Sant’ Anastasia. Nei primi anni dell’ ‘ 800  la crisi istituzionale, l’arrivo dei Francesi e il tracollo dell’economia gettarono sul lastrico grande parte della nobiltà napoletana. Anche le entrate del Santuario si ridussero. E tuttavia nel 1807 un duca, un marchese e un principe, tutti di grande nome, erano debitori dei Domenicani di Madonna dell’ Arco per una somma complessiva di 4200 ducati: una somma di poco inferiore agli introiti  che il Comune di Sant’ Anastasia  registrò, pochi anni dopo, nel secondo bilancio della sua storia autonoma.  

Weekend dell’Immacolata a Napoli: concerti, mercatini, spettacoli e magia natalizia in città

Dal 6 all’8 dicembre Napoli accoglie l’arrivo del Natale con spettacoli teatrali, concerti, visite culturali, laboratori per famiglie e mercatini diffusi tra musei, chiese e luoghi urbani.

Il fine settimana dell’Immacolata dà ufficialmente il via al periodo natalizio a Napoli, che anche quest’anno propone una fitta serie di appuntamenti culturali e ricreativi. La città si trasforma in un grande palcoscenico dove vivere musica, teatro, arte, laboratori per bambini e atmosfere luminose, offrendo occasioni per tutte le età e per ogni gusto.

Tanti Natali a Piazza Mercato

L’8 dicembre parte la rassegna “Tanti Natali: Napoli, la città che accoglie”, inserita nel programma comunale “Altri Natali”. Ogni appuntamento si terrà presso la chiesa di Santa Croce e Purgatorio al Mercato e permetterà di scoprire musica, teatro e narrazioni dedicate alle tradizioni natalizie, con ingresso gratuito.

L’evento inaugurale sarà il concerto “Pre Sepe Natale” di Daniele Sepe, accompagnato da Simona Boo, Marcello Squillante e i Pastori del Pre Sepe: un viaggio sonoro attraverso le melodie della natività tratte da culture diverse, tra spiritualità popolare e atmosfere espressive.

Canto di Natale – Teatro Il Pozzo e il Pendolo (8 dicembre)

L’8 dicembre, al Teatro Il Pozzo e il Pendolo, torna uno degli spettacoli più amati del periodo: “Canto di Natale”, tratto dal romanzo di Dickens. In scena Paolo Cresta e Carlo Lomanto, che uniscono narrazione e musica per dare vita a una performance intensa, con atmosfere sospese tra memoria, magia e redenzione.

Tradizionale Concerto dell’Immacolata – 8 dicembre

Alle 19.30, nella splendida chiesa di Santa Maria della Mercede in via Chiaia, si terrà il concerto “Ave Maria per l’Immacolata”, appuntamento storico della tradizione culturale napoletana curato dall’Associazione culturale Noi per Napoli APS. L’evento è guidato dai maestri Olga De Maio e Luca Lupoli e unisce musica e solidarietà: il contributo di partecipazione sarà devoluto all’acquisto di beni alimentari per famiglie in difficoltà.

Un Magico Natale con Carolina – Palapartenope (8 dicembre)

Per le famiglie con bambini, l’8 dicembre il Palapartenope ospita lo spettacolo “Un Magico Natale con Carolina”, tra canzoni, danza e storie natalizie ambientate in una scuola. La narrazione accompagna i piccoli spettatori alla scoperta del valore della collaborazione, trasformando un imprevisto in una piccola avventura da ricordare.

INIZIATIVE PER TUTTO IL PERIODO NATALIZIO

La Scienza Illumina il tuo Natale – Città della Scienza

Dal 6 dicembre al 6 gennaio, Città della Scienza inaugura un programma dedicato alla sostenibilità, all’innovazione e alla creatività. Il weekend dell’Immacolata ospita “Natale in costruzione”, tre giornate di laboratori e attività educative dedicate al riuso e al pensiero ecologico.

Natale in Bella Piazza – area nord di Piazza Garibaldi

Fino all’8 gennaio, l’area nord di piazza Garibaldi diventa uno spazio urbano dedicato a bambini, famiglie e residenti, con laboratori artistici, letture, spettacoli, attività musicali e momenti di animazione condivisa.
L’iniziativa è parte del progetto Bella Piazza, nato per rendere la piazza un luogo più vissuto e partecipato, anche nei mesi invernali.

Mercatini di Natale al Museo di Pietrarsa

Tornano i suggestivi Mercatini di Natale al Museo Ferroviario di Pietrarsa, tra casette in legno, melodie di strada, luminarie e stand enogastronomici con prodotti tipici campani.
Un’esperienza ideale per vivere la magia del Natale in un contesto storico unico, tra locomotive d’epoca e atmosfere romantiche.

Mercatini di Natale al Castello di Lettere

Per un’esperienza panoramica fuori città, il Castello Medievale di Lettere continua ad accogliere visitatori nei weekend con mercatini, street food, artigianato locale e spettacoli nella cornice delle mura antiche illuminate.

Domenica al Museo – 7 dicembre

Per gli amanti dell’arte e della cultura, il 7 dicembre torna Domenica al Museo, con ingresso gratuito nei musei statali e nei siti archeologici. È l’occasione perfetta per visitare luoghi iconici come il MANN, il Palazzo Reale, il Museo di Capodimonte o le aree archeologiche di Pompei ed Ercolano.

Le vie del cuore, dall’emergenza alla guarigione

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Un caro amico, nei tempi in cui  scrivevo per il sociale, mi defini “la voce del disagio”, perché le mie osservazioni si riferivano ai disagi  cittadini, dovuti al malcostume e l’incuria  che giornaliermente ci coinvolgono, senza mai trascurare di sottolineare, le carenze amministratve dei servizi sociali preposti. Tutte realà che riscontravo, come ogni napoletano credo,  quotidianamente sul territorio e la mia voce graffiante aveva lo scopo di indignare il popolo e stimolare azioni concrete degli amministratori, senza mai mancare di evidenziare in situazioni speciali,  soprattutto il bello e il buono della mia amata NAPOLI e la carnalità del suo popolo. Ho imparato in questi anni a fare tesoro di ogni esperienza, anche in luoghi tartassati da sterili pregiudizi che travolgono indistintamente pure il prestigioso lavoro di chi opera bene in prima linea. Parlo dei luoghi di sofferenza, degli Ospedali e della bistrattata Sanità locale. Non voglio passare per paladino difensore di questi temi, ( non mi compete e tantomeno sarei competente ), ma in quanto coinvolto in prima persona in una delicata vicenda di salute, non posso far mancare il mio contributo  ed evidenziare il buono riscontrato nel  nostro circuito sanitario per le emergenze cardiache e l’eccellente sistema riabilitativo di cui disponiamo in contrapposizione alle numerose e sopravvalutate strutture private. “LE VIE DEL CUORE “, è il titolo che ho scelto per la narrazione, distinguendo in una doppia interpretazione il termine scientifico “il cuore”, dal rinomato e appassionato termine  dialettale…”o’core” : – la prima, per il valore vitale di questo delicato organo e gli interventi curativi per esso predisposti; – la seconda invece  per il sentimento accorato ed empatico che anima l’operato di ogni singolo addetto del settore. Per le vie del mio cuore, ho già avuto modo di elogiare la pronta efficienza in emergenza, dell’unità cardiaca U.T.I.C. all’Ospedale del Mare, affermando che è  una ECCELLENZA ITALIANA a 360 gradi, avendo avuto esperienza diretta di confronto, anche se per motivi diversi,  con rinomate strutture sia di Milano, che Roma. Ma sempre il mio cuore,  nel percorso di guarigione mi ha regalato un’altra esperienza positiva, proprio nel ventre di Napoli, in una struttura ospedaliera di interesse storico-artistico, la più antica della città, risalente addirittura al 1735 con Carlo III di Borbone… dove mai avrei immaginato di trovare accoglienza, professionalità ed un servizio strumentale di prim’ordine. Parlo della RIABILITAZIONE CARDIACA, dell’Ospedale San GENNARO dei poveri, nel quartiere Sanità di Napoli, diretto dal dr. MARIO MALLARDO e condotto con estremo rigore professionale ma altrettanto garbo, dai dottori specialisti cardiologi SORRENTINO Regina e RUVOLO Antonio, dalle dr.sse fisioterapiste ELENA, FLAVIA ed ALESSANDRA che mi hanno accolto e seguito per tutto il percorso di guarigione,  senza però trascurare, il lavoro dei  pazienti infermieri  Mariangela e Beniamino che quotidianamente hanno  rilevato e monitorato i parametri utili al protocollo sanitario. Quando nelle mie narrazioni, (ed è forse l’aspetto di rilievo) cito il personale, ci tengo a precisare che non è solo per il  quotidiano lavoro che svolgono…sarebbe banale, ma è per l’empatia che instaurano, il sentimento con cui approcciano, che fanno  sentire i pazienti a proprio agio e spontaneamente affermare: “queste persone, non  praticano il lavoro… (e consentitemi l’espressione dialettale) …FATICANO CO’ CORE”, dando cosi senso alla seconda ma non meno importante interpretazione, che intendevo dare al racconto. Di Napoli, non mi nascondo dietro al dito mignolo, tante cose, vere o false,  ne  macchiano la reputazione, ma ad onore del vero,  tante altre invece  – ma purtroppo se ne parla poco – la fanno BRILLARE ed io sono onorato di esserne testimone, prim’ancora di essere grato  per l’affetto ricevuto da ogni singola figura professionale, che mi ha seguito in questo percorso :  “GRAZIE  di CUORE”(appunto!)… e soprattutto GRAZIE al primario, dr. Mario MALLARDO per la diligente direzione di questo ulteriore fiore all’occhiello della nostra CITTÀ. Con stima per #Legatialfilo Ciro NOTARO autore #PerStradaPerCaso Il Mediano.it

Sant’Anastasia, “Itinerari del gusto e dell’anima”: l’ iniziativa culturale

Riceviamo e pubblichiamo: “Itinerari del gusto e dell’anima: cultura, natura e sapori nei borghi della Campania”: parte da Sant’Anastasia il cartellone di eventi per promuovere l’identità dei territori Progetto finanziato dalla Regione Campania: in rete i Comuni di Scisciano, Sant’Anastasia, Saviano, Castello Di Cisterna, Somma Vesuviana e Camposano Con l’accensione delle luminarie a Sant’Anastasia prende il via ufficialmente il cartellone diffuso “Itinerari del gusto e dell’anima: cultura, natura e sapori nei borghi della Campania”. Finanziato dalla Regione Campania, nell’ambito del Piano Strategico Cultura e Turismo – annualità 2025” , il programma punta alla valorizzazione dell’identità di un territorio accomunato dalla storia dei luoghi dalle tradizioni e dalle vocazioni specifiche. Con Scisciano, Comune capofila, a far parte del progetto sono Sant’Anastasia, Saviano, Castello Di Cisterna, Somma Vesuviana e Camposano. Una sinergia che si tradurrà in eventi in grado di calamitare l’attenzione delle comunità e soprattutto di mostrare il meglio dell’eredità culturale di ciascun luogo. Si parte domani con l’accensione delle luminarie: l’appuntamento è a Sant’Anastasia dove, alle 18, da piazza IV novembre si farà luce su un Natale che sarà all’insegna dell’inclusione, della partecipazione e della condivisione. Alle 20, invece, sarà la chiesa di Santa Maria la Nova a rendere ancora più magico il concerto delle Ebbanesis, il duo al femminile che promette di deliziare gli ospiti con un repertorio che va dai grandi classici della canzone napoletana ai successi internazionali di tutti i tempi. “Il 6 dicembre – dice il sindaco di Sant’Anastasia Carmine Esposito – segna l’inizio delle celebrazioni natalizie con l’accensione delle luminarie che faranno brillare la nostra città fino all’Epifania. Un momento magico che darà il via a una serie di eventi ricchi di musica, cultura e tradizione”. “È un’occasione di grande gioia, perché – aggiunge il primo cittadino – l’accensione delle luminarie, ormai una tradizione, è un simbolo di speranza e di voglia di rafforzare il sentimento di comunità. Vogliamo che tutti, residenti e visitatori, possano unirsi a noi in questo periodo di festeggiamenti. Abbiamo pianificato una varietà di eventi pensati per coinvolgere ogni cittadino, grande e piccolo del nostro territorio. Con il progetto realizzato in sinergia con gli altri Comuni puntiamo, tra l’altro, ad esportare oltre i confini di Sant’Anastasia le nostre eccellenze e il nostro modo di fare accoglienza”.

“L’atmosfera natalizia è un momento di condivisione e cultura – spiega l’assessore alla Cultura ed agli Eventi, Veria Giordano – abbiamo preparato una programmazione ricca di iniziative, concerti e attività culturali che si svolgeranno per tutto il periodo delle feste. È fondamentale promuovere la nostra cultura e la nostra tradizione che rendono Sant’Anastasia un luogo dove il Natale possa essere celebrato in modo speciale. Invitiamo tutti a partecipare ai festeggiamenti e a vivere insieme questo periodo di gioia e convivialità”.

 

Pomigliano, al via l’edizione invernale de: “I nostri Miti”

Riceviamo e pubblichiamo: Partirà martedì 9 dicembre, alle 20:30, nella Congrega della Chiesa di San Felice a Pomigliano d’Arco (Napoli), “I Nostri Miti – Winter Edition” con la cerimonia di consegna del Premio “I Nostri Miti” alla carriera all’attrice Caterina Murino. L’ingresso sarà libero fino ad esaurimento posti. L’evento, fanno sapere gli organizzatori, si configura come una serata d’onore dedicata a un’artista che “ha saputo coniugare intensità interpretativa e forza evocativa”, aprendo simbolicamente il nuovo percorso della rassegna invernale. La scelta della Congrega di San Felice risponde alla volontà di valorizzare uno dei luoghi storici più suggestivi della città e, in prospettiva, di avviare un crowdfunding destinato alla sua futura ristrutturazione. A Caterina Murino verrà consegnato il premio e nella stessa serata sarà protagonista di una intervista a tutto tondo con il giornalista Paolo Picone. “Murino, con la sua presenza scenica – ha spiegato il direttore artistico del Teatro Festival “I Nostri Miti”, Francesco Maria Cordella – rappresenta un ponte tra le radici culturali della tradizione e lo sguardo aperto del teatro e del cinema contemporanei. La sua carriera è segnata da scelte coraggiose e da un rigore professionale ammirevole. La celebriamo non solo come interprete, ma come figura capace di esprimere un respiro umano e culturale che continua a ispirare il nostro territorio”. Secondo il patron del Festival, Totò Caprioli, “i Nostri Miti è una kermesse che sta crescendo ogni anno e la sua forza è l’identità che non è replicabile. La Congrega di San Felice è stata una scelta voluta, perchè è un luogo che merita attenzione e tutela. Per questo il Festival sosterrà un crowdfunding dedicato alla sua ristrutturazione. Aprire questa edizione con Caterina Murino significa ribadire che la cultura, quando è autentica, lascia un segno duraturo”.  

Brusciano, assalto notturno alla banca: due esplosioni fanno tremare il quartiere

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    Brusciano si è svegliata di soprassalto dopo una notte segnata da forti boati e da un tentativo di colpo ai danni della Banca di Credito Popolare. L’episodio si è verificato intorno alle 3:40 in via Camillo Cucca, dove un gruppo di malviventi – ancora in fase di identificazione – ha tentato di scardinare il bancomat utilizzando la cosiddetta “tecnica della marmotta”, un metodo ormai noto alle forze dell’ordine per la sua estrema pericolosità.   Stando a una prima ricostruzione, i ladri avrebbero introdotto nello sportello ATM un ordigno artigianale progettato per far saltare la cassa e accedere al denaro contenuto all’interno. La deflagrazione è stata violentissima: due esplosioni distinte sono state udite da numerosi residenti della zona, svegliati di colpo dal fragore. La prima, in particolare, ha fatto vibrare infissi e muri delle abitazioni situate sopra la filiale, generando notevole paura tra le famiglie del quartiere.   Sul posto sono immediatamente arrivati i Carabinieri della stazione locale, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato i rilievi tecnici. Il bancomat è risultato completamente distrutto, con danni evidenti anche alla facciata dell’edificio e ad alcune strutture interne della filiale. Al momento non è chiaro se i responsabili siano riusciti a portare via parte del denaro o se il colpo sia fallito a causa della rapidità dell’intervento.   Gli investigatori stanno analizzando le telecamere della zona e raccogliendo testimonianze per risalire agli autori dell’azione criminosa. L’episodio riaccende l’allarme sulla diffusione di tecniche esplosive nel territorio, modalità non solo violente ma anche potenzialmente devastanti per la sicurezza pubblica. La comunità di Brusciano resta in attesa di aggiornamenti, ancora scossa da una notte che poteva trasformarsi in tragedia.      

Volla, in età da pensione è ancora nel contrabbando: fermato mentre vende ai passanti

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  Volla, sequestrate 150 stecche di sigarette di contrabbando: arrestato 68enne Poco dopo le 14, in una zona centrale di Volla, i Carabinieri della stazione locale hanno individuato un episodio di contrabbando di tabacchi lavorati esteri che ha portato all’arresto di un uomo già noto alle forze dell’ordine. A finire in manette è stato Antonio Romano, 68 anni, residente in città, sorpreso mentre esponeva e vendeva ai passanti due stecche di sigarette di contrabbando. I militari, impegnati in un servizio di controllo del territorio finalizzato proprio al contrasto delle attività illecite, hanno notato l’insolito movimento nei pressi dell’uomo e sono intervenuti per verificare la situazione. Il 68enne, secondo quanto ricostruito, avrebbe mostrato senza particolari cautele le confezioni, attirando l’attenzione dei potenziali acquirenti e, di fatto, rendendo evidente la natura dell’attività illecita. Dopo averlo fermato, i Carabinieri hanno ritenuto necessario estendere gli accertamenti alla sua abitazione. La perquisizione domiciliare ha confermato i sospetti degli investigatori: all’interno dell’appartamento erano infatti occultate ulteriori 149 stecche di sigarette di contrabbando, pronte per essere immesse sul mercato illegale. Il totale rinvenuto ammonta a 1.510 pacchetti, pari a poco più di 30 chili di tabacco, un quantitativo significativo che lascia intuire un’attività ben più ampia della semplice vendita occasionale. Tutto il materiale è stato sequestrato, mentre per Romano è scattato l’arresto. L’uomo, considerata la flagranza e il quantitativo complessivo di merce illegale, è stato accompagnato in caserma per le formalità di rito ed è ora in attesa di giudizio. Il contrasto al contrabbando di sigarette resta un fronte caldo per le forze dell’ordine dell’area metropolitana di Napoli, dove il fenomeno continua a rappresentare una fonte di finanziamento per reti illegali e un danno economico per lo Stato. L’operazione di Volla conferma l’impegno dei Carabinieri nel presidiare il territorio e colpire le attività illecite radicate nella quotidianità dei quartieri.

Storytelling per leader: raccontare per coinvolgere

Lo storytelling è un’infrastruttura cognitiva ed emotiva: nato attorno al fuoco, oggi la scienza lo spiega con sincronizzazione cerebrale, ossitocina della connessione e memoria potenziata da trame e immagini. In questo articolo: tecniche operative per leader, esempi per change management, lancio prodotto e cultura interna, più un training da 60 secondi per allenarti: racconta per coinvolgere, trasformando numeri in decisioni e persone in squadra.   Un leader può convincere con i numeri, ma coinvolge davvero quando sa raccontare. Lo storytelling è infrastruttura cognitiva ed emotiva, non un ornamento. Nasce attorno al fuoco, quando i gruppi umani trasmettevano conoscenze e regole con miti e racconti. Quanto ci piace ancora adesso – se gliene diamo l’opportunità – ascoltare un nonno ed i suoi racconti? Per questo il cervello è predisposto alla narrazione: la memoria episodica aggancia meglio storie che elenchi, i dettagli sensoriali creano immagini mentali, le emozioni marcano i ricordi. La scienza lo conferma. Gli studi di Uri Hasson mostrano che, durante un racconto, cervello di chi parla e di chi ascolta si sincronizzano, facilitando comprensione e fiducia. Paul Zak evidenzia che una trama con tensione e risoluzione aumenta l’ossitocina, la chimica della connessione, rendendo più probabile l’azione. Jerome Bruner stimava che un fatto inserito in una storia venga ricordato molte volte di più rispetto allo stesso dato presentato in forma astratta. E, infine cito, la ricerca di Chip e Dan Heath su ciò che resta nella mente indica gli ingredienti chiave: semplicità, inaspettato, concretezza, credibilità, emozione, storie.  

Storytelling: perché funziona così bene

– attiva più canali: linguaggio, immagini mentali, emozioni, memoria. – riduce lo sforzo cognitivo: struttura e ritmo guidano l’attenzione. – crea significato condiviso: collega dati a scelte, valori a comportamenti.

Tecniche operative per leader

Struttura in tre atti: contesto, conflitto, cambiamento. In breve: da dove partiamo, cosa ci ostacola, cosa facciamo ora. – Formula “and but therefore”: noi vogliamo X e il mercato chiede Y, ma oggi abbiamo Z che ci frena, quindi scegliamo A con questi passi e misure. La regola “and but therefore” è una tecnica di sceneggiatura che utilizza la struttura and (e), but (ma) e therefore (quindi) per creare una narrazione più dinamica e avvincente – Eroe e alleati: il cliente o il cittadino è il protagonista, l’azienda è l’alleato che offre strumenti per superare l’ostacolo. – In medias res: entra nella scena con un momento concreto invece di una definizione astratta. – Dati con volto: numero, caso, impatto. Alza la credibilità, mantiene l’umanità. – Dettagli sensoriali essenziali: uno o due particolari che fanno vedere la scena, senza appesantire. – Chiusura con “call to action”: cosa facciamo da domani, chi fa cosa, quando.

Storytelling: esempi d’uso in azienda

Annunciare un cambiamento: la scorsa primavera abbiamo perso tre settimane in passaggi manuali. Era come correre con lo zaino pieno di sassi. Da oggi automatizziamo due fasi chiave: liberiamo 12 ore a persona a settimana e le investiamo in relazione con i clienti. Ogni team ha tre azioni da attivare entro venerdì. – Lancio prodotto: Marta cercava di monitorare la terapia del figlio su cinque App diverse. Con il nuovo servizio ha un’unica vista, promemoria automatici, chat con il pediatra. Il risultato nei test è meno 30 per cento di errori. È questo il valore che portiamo sul mercato. – Sicurezza e cultura: due anni fa un infortunio ci ha fermati per un mese. Oggi iniziamo ogni turno con un minuto sicurezza e tre regole semplici. Abbiamo ridotto gli incidenti del 40 per cento. Continuiamo così: ognuno è responsabile di segnalare un rischio a settimana.
Storytelling per il pubblico interno
Kick off di team: da presentazione di processi a racconto di missione con tre episodi concreti dell’ultimo trimestre. – Retrospective: tre scene, non tre slide. Cosa è successo, come abbiamo reagito, cosa cambieremo. – Employer branding: storie brevi di colleghi che mostrano crescita, non solo benefit elencati.
Storytelling per ragazzi e giovani collaboratori
Progetto a scuola: eravamo in ritardo e ognuno lavorava per conto proprio. Abbiamo scelto tre ruoli chiari e un file condiviso. In due giorni abbiamo recuperato e preso 8. Cosa ci insegna per la prossima volta. – Sport: al quinto minuto abbiamo preso gol e ci siamo spenti. Abbiamo ripreso ritmo con due passaggi semplici provati in allenamento. Pareggio al 70. La prossima gara iniziamo con quel ritmo da subito. – Volontariato: avevamo pochi iscritti. Abbiamo raccontato la storia di amir e del suo primo giorno di doposcuola. In una settimana, 25 nuove adesioni. Le storie accendono il perché. Storytelling: come allenarsi – Biblioteca personale di storie: raccogli 10 episodi veri di cliente, team, qualità, rischio, successo, errore. Tienili essenziali. – Template di 60 secondi: problema, azione, risultato, cosa chiedi ora. – Ritmo e voce: frasi brevi, pause, una immagine per atto. Prova ad alta voce e registra. Raccontare per coinvolgere è dare forma al senso. Un leader che sa usare lo storytelling non sostituisce i dati, li rende memorabili e azionabili. Perché le persone non seguono solo un piano: seguono una storia in cui riconoscersi e a cui contribuire.

Nola in crisi, assessori si dimettono: sindaco alle strette

A Nola è scoppiata una crisi che sembra portare ad un punto di non ritorno. Diversi assessori hanno rassegnato le dimissioni e il sindaco è stato messo alle strette

Questa crisi giunge a pochi giorni da un botta e risposta tra il sindaco Andrea Ruggiero e 14 consiglieri che hanno chiesto una svolta al capo dell’amministrazione.

Questa mattina arriva la decisione inaspettata: diversi assessori si sono dimessi dal proprio incarico a pochi mesi dall’elezione e altri hanno rimesso le deleghe nelle mani di Ruggiero.

Sembrerebbe una decisione che potrebbe cambiare le carte in tavola nel quadro politico nolano.

In particolare, a lasciare l’incarico sono stati il vicesindaco Pasquale Petillo e i due assessori Andrea Manzi e Florinda Aliperta. Invece, sono state revocate le deleghe a Enzo De Lucia, Giusy La Marca e Claudia Mauro.

Questi nomi si trovano tutti sotto i tre gruppi politici che precedentemente hanno inviato un documento al sindaco Ruggiero, ricevendo un esito negativo da quest’ultimo.

È una situazione delicata quella che sta vivendo in questi momenti il primo cittadino, a poco più di 6 mesi di mandato, eletto a maggio scorso con una maggioranza su tutti i fronti.

Ma a quanto pare questo non è bastato per non far vivere una crisi che potrebbe rivoluzionare la situazione amministrativa di Nola.