Somma Vesuviana, servizi cimiteriali: il Comune convoca i sindacati

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Si riaccende la speranza per i dipendenti dei servizi cimiteriali che, qualche giorno fa, hanno ricevuto la lettera di fine rapporto lavorativo dalla ditta che gestisce i servizi al Cimitero di Somma Vesuviana.
È stato convocato un incontro sindacale per affrontare la situazione dei lavoratori cimiteriali del Comune di Somma Vesuviana. La riunione si svolgerà giovedì 18 dicembre 2025 alle ore 10.30 presso l’ufficio del Commissario Prefettizio, in piazza Vittorio Emanuele, Palazzo Torino, primo piano.
La convocazione, emanata dall’Ufficio del Commissario Prefettizio del Comune,  è stata indirizzata alle organizzazioni sindacali FAILMS e S.I.N.A.L.P.. Per conoscenza, la nota è stata trasmessa anche alla Prefettura di Napoli e alla società Somma Servizi.
Al centro del confronto ci sarà la delicata questione legata ai lavoratori impegnati nei servizi cimiteriali comunali, un settore che negli ultimi mesi è stato oggetto di attenzione per le ricadute occupazionali e organizzative. L’incontro rappresenta un passaggio importante per chiarire lo stato della vertenza e valutare eventuali soluzioni condivise.
Il tavolo sindacale si svolgerà alla presenza del Commissario Prefettizio, d.ssa Ida Carbone, nell’ambito delle attività di gestione commissariale dell’Ente.
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Due scrittrici “vesuviane”, Rosamaria Mughetto e Imma Giugliano

Rosamaria Mughetto ha pubblicato con “Il quaderno edizioni” il romanzo “La baia incantata”, secondo volume della trilogia ambientata sull’isola della Gaiola e aperta dal romanzo “Una vela azzurra”. Con la stessa casa editrice Imma Giugliano ha pubblicato una raccolta di “carmi”, “Le Vesuviane”, che è un seguito, nella ricerca e nella struttura, di “Voci Vesuviane”. Correda l’articolo l’immagine di un quadro di Pietro Fabris “Il golfo di Napoli con il Vesuvio”.

 

Franco Bruno Vitolo che ha firmato la prefazione ha sottolineato l’aspetto fondamentale dei carmi di Imma Giugliano: “ La poesia è nelle cose che (la poetessa) racconta e nell’alone di realismo magico con cui la Giugliano colora personaggi e situazioni di ogni genere, nella capacità di creare un’atmosfera da caminetto di una volta”. In quel mondo che non c’è più c’era una magica relazione tra le donne e gli oggetti: questi traevano vita dalle mani che li toccavano e diventavano “cose” nel senso profondo che Remo Bodei ha dato alla parola “cosa” , e le cose “parlavano” alle donne e le trasformavano in sacre interpreti della realtà, in sacerdotesse: e perciò ho “sentito” di dover chiamare “carmi” i componimenti della Giugliano: le “cannacche” della signora nel carme “Nennella”, “’o panaro”e “’e fascine” di Speranza, “’a spasella” di Maruccella, “’o maccaturo” di Antonio – il Sole e tutto il corredo di “cose” che la “pendolara” porta con sé quando parte per i lidi di Rovigliano e di Torre Annunziata consiglio al lettore di percepirli attraverso il confronto con le fotografie del tempo che fu, con gli sguardi luminosi di quelle donne – sguardiche hanno sconfitto il tempo – : e coglierà, il lettore attento, nella sua interezza la magia di questo prezioso volume.

Coglierà la musica profonda che la Giugliano ha saputo modulare: non ha avuto bisogno degli strumenti tradizionali della poesia, delle rime, della variazione dei toni e della retorica delle “figure”, perché la musica viene da ogni parola della lingua napoletana, e la traduzione in lingua italiana serve soprattutto a dimostrare che i “concerti” evocati dalle parole napoletane non sono traducibili. Nel carme “Speranza” i versi “fascine, sprocche, sorve pilose / efenucchielle sarvateche” diventano, nella sola traduzione consentita dalla lingua italiana, “fascine, rami secchi, sorbe pelose/ e finocchietti selvatici”: ma si sente chiaramente che non è la stessa cosa, e la Speranza che raccoglieva sul Vesuvio “rami secchi” e “sorbe pelose” non è la stessa Speranza che “p’’a muntagna cuglieva  sprocche e sorbe pilose”. E Carmela è, in lingua italiana, “tonda tonda”, ma la Carmela “vesuviana” è “tonna tonna”: quella dentale “d” e il suono “’ntruppecuso” di “nd” cancellano ogni nota di fascino nelle piene forme della Carmela italiana. In questo prezioso volume Imma Giugliano ha approfondito e ha impreziosito, nei contenuti e nel linguaggio, il discorso avviato con il volume “Voci Vesuviane”.

Il valore del romanzo di Rosamaria Mughetto sta anche nello sfondo mitico e archetipico su cui tutto si muove: Napoli, il suo mare, la Gaiola, il Vesuvio, la Villa Pausilypon, sono luoghi reali che diventano scenari del sogno. C’è in queste pagine una Napoli viva, intensa, oscura e luminosa al tempo stesso, antica come un canto perduto, moderna come un’urgenza che ci abita. Una città che è madre e abisso, grembo e minaccia, come le donne che popolano il romanzo”. Lo ha scritto Stefania Spisto nella prefazione al romanzo di Rosamaria Mughetto “La Baia incantata”: e se aggiungessi qualcosa, sarei presuntuoso.  Il termine “scenari” usato dalla Spisto mi ha spinto a ricordare quegli scrittori che hanno paragonato Napoli a un teatro: sosteneva Gennaro Parrino che la Natura stessa ha voluto che Napoli fosse il palcoscenico di una recita perenne, perché ha dato al golfo la forma di un teatro, il cui il Vesuvio fa da quinta di scena.

E Domenico Rea ci spiegò che in realtà ci sono due Napoli “teatrali”: una “recita a mettere”: è la Napoli del barocco che tracima, degli stereotipi impastati con la luce, con le lacrime, anche con i sospiri, che abbiano però un timbro tenorile; l’altra è la “Napoli che recita a levare”, che è un esercizio di stile non meno difficile e complesso, anche perché il lessico essenziale e la sintassi scarna non chiamano immediatamente l’applauso, ma poi lo sollecitano e vogliono che sia ancora più intenso. Una caratteristica preziosa del romanzo della Mughetto è la variazione dei punti di vista di una narrazione, che, pur nella sua coerenza stilistica, segue i moti psicologici e esistenziali dei personaggi e ne rende con sapienza la complessità. E perciò il romanzo si apre con periodi “poetici” che descrivono “la notte dei sospiri degli astri e dei sogni ad occhi aperti”, una notte in cui “ognuno, se solo avesse potuto, avrebbe desiderato perdersi tra le braccia di quelle ombre silenziose, per ritrovarsi a pochi passi da uno spirito etereo, celeste e profondo come il mare”.

E invece un dialogo concitato tra Marco e Rosa (pagg.44-45) viene descritto con periodi brevi, dal ritmo incalzante, un ritmo da copione da film, in una prosa che mi permetto di classificare come “semplice”, dopo aver ricordato che quel “semplice” non deve trarci in inganno, che lo stile “semplice” è, diceva William Faulkner, lo stile più complesso. Complimenti alle due scrittrici “vesuviane”.

Morto sul lavoro un autotrasportatore di Cercola

Questa mattina, in un cantiere di Via Gianturco, è morto un autotrasportatore residente a Cercola

Intorno alle 12 di questa mattina, in Via Gianturco 100, è avvenuta l’ennesima morte sul lavoro. Infatti, i carabinieri della Compagnia di Poggioreale sono intervenuti in un cantiere, allertati dal 112.

In questa zona adibita a cantiere e deposito per container è stato rinvenuto il cadavere di Giacomo Burtone, uomo 49enne di Cercola.

Stando alle prime ricostruzioni l’uomo sarebbe deceduto a seguito di alcune operazioni di carico di un container sul suo camion, ma è ancora tutto da chiarire.

Le circostanze che hanno portato alla morte di Giacomo non sono ancora chiare. Gli investigatori sono a lavoro per raccogliere tutti gli elementi che possano ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità. L’area è stata delimitata per effettuare i rilievi tecnici.

Sono in corso indagini e accertamenti da parte dei miliari e delle autorità competenti per far luce sul caso.

Terzigno, “Oro e Mosaico”: il MATT rinnova il racconto del territorio

Terzigno. Riceviamo e pubblichiamo: “Oro e Mosaico. La nuova magnificenza del MATT”. 

Il Comune di Terzigno annuncia l’inaugurazione di “Oro e Mosaico. La nuova magnificenza del MATT”, il nuovo allestimento del Museo Archeologico Territoriale di Terzigno (MATT), in programma giovedì 18 dicembre 2025 alle ore 10.00, presso la sede museale di Corso Luigi Einaudi 69.

Un evento di grande rilevanza culturale e istituzionale che segna un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione del patrimonio archeologico vesuviano e del ruolo del MATT come presidio culturale, scientifico e civile della comunità terzignese.

Il nuovo percorso espositivo mette al centro gli straordinari ori e argenti provenienti dalla Villa 2 di cava Ranieri, tra cui monili, oggetti da toeletta e preziosi manufatti che raccontano la vita, il gusto e la raffinatezza della società romana alle soglie dell’eruzione del 79 d.C., noti come “Il Tesoro di Terzigno” Accanto a questi capolavori, sarà esposto per la prima volta un prezioso mosaico proveniente dalla Villa 6, testimonianza di altissimo valore artistico e storico, che arricchisce ulteriormente il racconto del territorio e delle sue stratificazioni culturali.

L’iniziativa nasce da una sinergia istituzionale tra il Ministero della Cultura, il Parco Archeologico di Pompei, il Museo Archeologico Territoriale di Terzigno, il Parco nazionale del Vesuvio e il Comune di Terzigno, a conferma di come la collaborazione tra enti rappresenti una leva fondamentale per la tutela e la promozione del patrimonio culturale.

Nel corso della cerimonia inaugurale sono previsti gli interventi di:

Francesco Ranieri, sindaco di Terzigno

Genny Falciano, vicesindaco di Terzigno con delega alla cultura ai beni archeologici

Angelo Massa, direttore del museo Matta

Gen. Giovanni Capasso, direttore generale Grande Progetto Pompei

Paola Ricciardi, architetto Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Napoli

Raffaele De Luca, presidente del Parco nazionale del Vesuvio

Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei

E altri rappresentanti dell’amministrazione comunale e delle istituzioni

«Con “Oro e Mosaico” – dichiara il sindaco Francesco Ranieri – il MATT si conferma non solo luogo di conservazione, ma spazio vivo di narrazione, conoscenza e partecipazione. Restituire questi reperti alla fruizione pubblica significa rafforzare il legame tra la comunità e la propria storia, offrendo alle nuove generazioni strumenti per riconoscersi nel valore della memoria e della bellezza».

L’evento è aperto alla cittadinanza, alle scuole, agli studiosi e agli operatori culturali.

Pagano il canone ma restano al gelo: caos riscaldamenti negli alloggi del Comune

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Famiglie costrette a vivere al freddo, termosifoni spenti da mesi e nessuna risposta concreta da parte del Comune. È la situazione denunciata dal consigliere della IX Municipalità di Napoli, Ugo Patierno, che accende i riflettori sulle condizioni degli alloggi comunali di via Lattanzio e via Orazio Coclite, nel quartiere di Soccavo.   Secondo quanto riportato, gli impianti di riscaldamento condominiali risultano inattivi da tempo, nonostante le segnalazioni formali inviate dagli inquilini. Il caso più emblematico è quello del civico 27 di via Orazio Coclite, dove il riscaldamento non funzionerebbe addirittura da oltre un anno.   «Parliamo di persone che pagano regolarmente il canone e che, tra quelle voci, versano anche la quota per la manutenzione degli impianti – spiega Patierno – ma che non ricevono alcun servizio. È una situazione profondamente ingiusta».   Il consigliere sottolinea come il problema assuma una dimensione ancora più grave considerando il profilo degli inquilini: anziani, famiglie con minori, cittadini in condizioni economiche fragili. «Il diritto a una casa dignitosa è un diritto fondamentale – aggiunge – e il riscaldamento in inverno non è un optional».   A preoccupare è anche l’assenza di comunicazioni ufficiali. «Nessuno spiega cosa stia accadendo, quali siano i tempi di intervento o chi sia responsabile – denuncia Patierno –. Solo silenzi e scaricabarile».   Il consigliere parla apertamente di una gestione del patrimonio comunale che necessita di chiarimenti immediati. «Continuare a incassare canoni senza garantire servizi essenziali mina la credibilità delle istituzioni e alimenta un senso di abbandono».   Per questo, Patierno annuncia che, se non arriveranno risposte in tempi brevi, saranno avviate segnalazioni formali agli organi competenti. «È doveroso accertare eventuali responsabilità e tutelare i cittadini che stanno subendo un danno reale».   «Non è una battaglia personale – conclude – ma una battaglia di civiltà. Chiediamo solo ciò che è dovuto: rispetto, trasparenza e riscaldamenti funzionanti».

Marigliano, ripristinato e potenziato il sistema di videosorveglianza: 88 impianti attivi in città

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È stato completamente ripristinato e riportato in piena efficienza l’impianto di videosorveglianza della Polizia Locale di Marigliano. Un intervento strutturale e capillare che oggi consente il funzionamento di 88 apparati di controllo, in grado di coprire l’intero centro urbano e le principali aree sensibili della città.

Le telecamere risultano operative lungo Corso Umberto, via Isonzo, l’intero perimetro della Villa comunale, oltre a via Roberto De Vita lato parcheggio e a tutta l’area dell’ex scalo FFSS. È stato inoltre potenziato il sistema di videosorveglianza presso il parcheggio della Circumvesuviana, nodo strategico per la mobilità cittadina.

Un lavoro significativo ha riguardato anche l’area PIP, dove sono stati recuperati ben 44 impianti finalizzati al contrasto degli sversamenti illeciti di rifiuti, fenomeno che negli ultimi mesi ha registrato un sensibile calo.

«Abbiamo fatto un grandissimo sforzo per fronteggiare una situazione davvero critica e completamente priva di presidi di sicurezza – dichiara il comandante della Polizia Locale, Nacar –. Al mio arrivo, il 9 maggio, gli impianti funzionanti erano appena dodici, praticamente solo quelli di Pontecitra. Non riesco a comprendere cosa sia stato inaugurato nell’aprile 2025, visto che non vi era nulla di realmente operativo».

Il sistema attuale mette a disposizione delle forze dell’ordine 88 apparati di alto livello, ai quali si aggiungeranno altri sei impianti grazie a un finanziamento ottenuto dal Ministero dell’Interno, destinati a coprire tutti i varchi di accesso alla città.

«Abbiamo puntato con decisione sulla sicurezza urbana – conclude il comandante – rendendo visibili aree dove si concentrano reati predatori e fenomeni di degrado. All’inizio del 2026 sperimenteremo anche l’uso delle fototrappole, con risultati sugli sversamenti già oggi quasi azzerati».

 

Alto Impatto ad Acerra, oltre 100 identificati

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ACERRA – Prosegue l’attività di prevenzione e controllo della Polizia di Stato sul territorio di Acerra. Nella giornata di ieri è stato infatti attuato un servizio straordinario finalizzato al monitoraggio delle aree urbane e al contrasto di fenomeni di illegalità, con particolare attenzione alla sicurezza dei cittadini.

L’operazione è stata condotta dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Acerra, che hanno operato in sinergia con il Reparto Prevenzione Crimine Campania. Una collaborazione che ha consentito di rafforzare il dispositivo di controllo e garantire una presenza più capillare delle forze dell’ordine nelle zone della città.

Nel corso delle verifiche sono state identificate 105 persone. Tra queste, 9 sono risultate avere precedenti di polizia. I controlli hanno riguardato anche la circolazione stradale: gli agenti hanno infatti fermato e controllato 44 veicoli, accertando il rispetto delle normative vigenti e la regolarità dei documenti di guida e di circolazione.

L’attività rientra in una strategia più ampia di prevenzione, che mira non solo alla repressione dei reati, ma anche al controllo del territorio come strumento di tutela della legalità e dell’ordine pubblico. I servizi straordinari permettono di intercettare situazioni potenzialmente a rischio e di mantenere alta l’attenzione su contesti urbani complessi.

La Polizia di Stato sottolinea come questi interventi rappresentino un segnale concreto di vicinanza alle esigenze della cittadinanza. Il presidio costante del territorio, unito alla collaborazione tra i diversi reparti, costituisce un elemento fondamentale per garantire sicurezza e tranquillità.

I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni, nell’ambito di un programma di monitoraggio continuo volto a rafforzare la prevenzione e a contrastare ogni forma di illegalità sul territorio comunale di Acerra.

Allarme furti nel Vesuviano, fermati 3 di Cercola armati di arnesi e coltello

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Un’intensa attività di controllo del territorio ha interessato nella notte l’area vesuviana, con particolare attenzione ai comuni di San Sebastiano al Vesuvio, Cercola e Volla. I carabinieri della Tenenza di Cercola hanno effettuato un servizio straordinario a largo raggio, volto a rafforzare la sicurezza e a prevenire i reati contro il patrimonio.

Nel corso delle operazioni, i militari hanno fermato un’auto sospetta che transitava per le strade di San Sebastiano al Vesuvio. A bordo della Fiat 500X si trovavano tre uomini, rispettivamente di 40, 33 e 36 anni, tutti residenti a Cercola e già conosciuti dalle forze dell’ordine. Il controllo ha portato alla scoperta di diversi arnesi atti allo scasso, rinvenuti sia all’interno del veicolo sia nella disponibilità degli occupanti.

Alla luce degli elementi raccolti, i tre sono stati denunciati all’autorità giudiziaria. Per uno di loro, il 36enne, è scattata anche una seconda denuncia: durante la perquisizione personale, infatti, i carabinieri hanno trovato un coltello a serramanico lungo 21 centimetri, detenuto senza giustificato motivo.

L’intervento dell’Arma si inserisce in una strategia di prevenzione mirata a contrastare i furti, in particolare quelli in abitazione, che spesso avvengono nelle ore notturne e nelle zone periferiche o residenziali. La presenza costante delle pattuglie sul territorio rappresenta un deterrente fondamentale e consente di individuare situazioni sospette prima che possano trasformarsi in reati consumati.

Le indagini sono attualmente in corso per verificare eventuali collegamenti tra i tre denunciati e furti avvenuti recentemente nell’area vesuviana. I carabinieri stanno inoltre acquisendo ulteriori elementi utili a ricostruire i movimenti del gruppo nelle ore precedenti al controllo.

Scandalo a Pomigliano: 326 lampioni privati attaccati sulla rete pubblica, indagati 4 funzionari

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Nei giorni scorsi, la Procura Regionale della Corte dei Conti per la Campania, guidata dal Procuratore Antonio Giuseppone, ha notificato un atto di citazione nei confronti di 4 soggetti, funzionari pro-tempore del Comune di Pomigliano d’Arco (NA), per aver cagionato un danno erariale di oltre 60 mila euro, derivante dalla cattiva gestione dell’illuminazione pubblica.   In particolare, all’esito delle indagini di polizia erariale condotte dai finanzieri della Compagnia di Casalnuovo di Napoli e coordinate dal sostituto procuratore Raffaele Cangiano è emerso che 326 lampioni benchè installati presso cortili interni di abitazioni private, e non in spazi di accesso pubblico o nella pubblica via, venivano alimentati, da diversi anni, da illuminazione pubblica. Tali plessi, di fatto, hanno beneficiato di illuminazione notturna, benché le relative spese di alimentazione e manutenzione fossero poste a carico delle “casse comunali”. Uno spreco di risorse pubbliche che si è così protratto fino all’inizio del 2024, quando, proprio a seguito dell’iniziativa della Procura regionale e delle indagini condotte dai finanzieri della Compagnia di Casalnuovo di Napoli, l’azienda municipalizzata ha provveduto alla progressiva disalimentazione degli impianti.   Le indagini hanno consentito di accertare, altresì, che la decisione politica di alimentare, a spese della collettività, impianti di illuminazione serventi cortili chiusi risaliva agli anni ottanta e non è mai stata più rimeditata, nonostante, negli ultimi anni, fosse stata portata all’attenzione degli amministratori locali dalla segnalazione di un cittadino.   Per tale motivo, è stato quantificato un danno erariale, per un totale di 62.822 euro, calcolando, nei due anni di indagine (2022 e 2023), il periodo complessivo di illuminazione artificiale giornaliera, stimato in oltre 8.200 ore e il costo dell’energia consumata all’ora, pari a 7 euro, ottenuto sulla base delle fasce medie d’acquisto del prezzo PUN (acronimo per Prezzo Unico Nazionale espresso in €/MWH).    

A Mariglianella la Maratona Telethon 2025

Riceviamo e pubblichiamo dalla Pro Loco Mariglianella

Mariglianella- Domenica 14 dicembre 2025 la Pro Loco Mariglianella A.P.S. ha rinnovato il consueto impegno di solidarietà Telethon allestendo un colorato stand nei pressi dello Sweet Dreams, sito alla Via Marconi n. 81 in Mariglianella (NA), volto alla distribuzione e vendita di prodotti solidali, il cui ricavato sarà interamente devoluto alla Fondazione Telethon.

Non sono mancate forti emozioni per i bambini che sono stati accolti da un sorridente Babbo Natale, con il quale hanno scattato le foto ricordo e spedito la letterina per i regali.

Ancora una volta Mariglianella ha fattivamente sostenuto la ricerca scientifica grazie alla grande partecipazione della Comunità, dimostrando grande sensibilità. Pertanto, desidero fortemente ringraziare chi ci ha onorato con la sua presenza contribuendo per la causa ed i soci che hanno dedicato tempo ed energie all’iniziativa.” ha dichiarato il Presidente Giovanni Maddaloni.