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Pollena Trocchia, mensa scolastica: la replica dell’amministrazione alle critiche sul servizio
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Frutta bacata e cibo in ritardo, segnalazioni in una scuola di Nola
Mense scolastiche. Cibo scadente e in ritardo, le mamme del Merliano-Tansillo/Tommaso Vitale di Nola e dell’ I.C. “Franco Imposimato” di Maddaloni inviano foto e video al deputato Borrelli: “Verifiche immediate su quanto denunciato, tutela della salute dei bambini sia priorità”
Scrivono al deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, le mamme degli alunni dell’istituto comprensivo Merliano-Tansillo/Tommaso Vitale di Nola. Segnalano anche attraverso materiale video che “nell’ultimo periodo hanno riscontrato diversi problemi con il servizio mensa senza mai ottenere alcun riscontro da parte dell’azienda fornitrice del servizio. I pasti – lamentano i genitori – arrivano spesso in ritardo, sono di scarsa qualità e i bambini del tempo pieno oltre ai bambini dell’ infanzia si ritrovano costretti a restare digiuni fino alle ore 16:00, orario di uscita. Siamo preoccupate, ne va della salute dei bambini”, precisano le mamme che chiedono l’intervento del deputato Borrelli. Un altro episodio gravissimo è stato segnalato dalla madre di un alunno che frequenta la scuola statale I.C. Franco Imposimato di Maddaloni, in provincia di Caserta. Secondo la denunciante a mensa sarebbero stati distribuiti a tutti i bambini dei Babbo Natale di cioccolato forniti da una cooperativa incaricata del servizio di refezione scolastica. All’interno di uno dei prodotti, come si evince dalle foto allegate alla segnalazione, sarebbero state rinvenute delle larve.
“La salute dei bambini va tutelata prima di ogni cosa e chiedo verifiche immediate su quanto denunciato dai genitori delle due scuole – dichiara il deputato Francesco Emilio Borrelli – soprattutto perché riguarda alimenti destinati ai più piccoli. Parliamo di scuole, di mense scolastiche, di luoghi che devono essere sinonimo di sicurezza e tutela della salute. Chi effettua il servizio mensa ha una responsabilità enorme. Bisogna controllare la filiera di produzione e distribuzione”.
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Amore e linguaggio del corpo: cosa diciamo con un gesto
Comunicazione verbale, paraverbale e non verbale: cosa cambia
– Verbale: sono le parole che usiamo. Il “cosa” diciamo. – Paraverbale: è “come” lo diciamo. Tono, volume, ritmo, pause, sospiri, risatine. Un “tutto bene” può suonare gelido o rassicurante solo cambiando il tono. – Non verbale: è il linguaggio del corpo. Postura, distanza, contatto fisico, sguardo, micro-espressioni, mani, gambe, persino il modo in cui respiriamo. Nelle relazioni affettive, paraverbale e non verbale sono spesso “più potenti delle parole” perché: – sono in gran parte istintivi e quindi più difficili da controllare; – vengono percepiti prima delle frasi; – quando sono in conflitto con ciò che diciamo, il cervello tende a credere al corpo, non alle parole. Perché il corpo è così potente in amore L’innamoramento attiva aree del cervello legate all’istinto, alla paura, al desiderio. In quelle frazioni di secondo in cui decidiamo se una persona ci attrae o ci respinge, non stiamo facendo un ragionamento razionale: stiamo “leggendo segnali”. Esempi tipici: – Ti piace qualcuno, ma dici: “No, tranquillo, non sono gelosa” Il corpo però: sguardo sfuggente, mascella serrata, voce più tesa. – Dici: “Sono felice di vederti” Il corpo però resta rigido, braccia conserte, niente sorriso vero. In questi casi l’altro, anche senza rendersene conto, percepisce l’incongruenza e qualcosa “non torna”.Pro e contro della comunicazione non verbale in amore
Pro – È autentica: rivela emozioni vere, anche quelle che non sappiamo nominare. – È rapida: un gesto comunica in un secondo ciò che una spiegazione richiederebbe minuti. – È universale: un abbraccio rassicurante o un sorriso sincero sono compresi ovunque. Contro – Può essere fraintesa: una persona introversa può sembrare fredda, chi è espansivo può sembrare invadente. – È culturale: distanza, contatto, toni di voce vengono interpretati diversamente a seconda del contesto. – Se non se ne è consapevoli, si rischia di mandare messaggi opposti a quelli che vorremmo. Se vuoi dire: “Mi interessa davvero quello che provi” Evita: – Guardare il cellulare mentre l’altro parla – Incrociare le braccia e sospirare Prova così: – Parole: “Raccontami, voglio capire meglio come ti senti.” – Paraverbale: tono calmo, volume medio, poche interruzioni. – Non verbale: corpo leggermente inclinato verso l’altro, sguardo negli occhi, cenni del capo. Se vuoi dire: “Ti desidero, ma rispetto i tuoi tempi” Evita: – Avvicinarti troppo, troppo in fretta – Tocchi improvvisi e non concordati Prova così: – Parole: “Mi piaci molto, ma voglio che tu ti senta sempre a tuo agio con me.” – Paraverbale: voce morbida, ritmo lento. – Non verbale: stai vicino ma non addosso, movimenti lenti, chiedi il permesso con lo sguardo prima di un contatto (mano, abbraccio). Se vuoi dire: “Sono arrabbiato, ma voglio trovare una soluzione” Evita: – Urlare, puntare il dito, invadere lo spazio dell’altro – Sbattere porte, alzarti di scatto Prova così: – Parole: “Sono molto arrabbiato, ma per me è importante che ne parliamo senza ferirci.” – Paraverbale: tieni la voce ferma, non urlare, usa pause per calmarti. – Non verbale: piedi ben piantati a terra, mani aperte (non a pugno), mantieni una distanza rispettosa. Se vuoi dire: “Ti voglio bene anche quando litighiamo” Evita: – Volgere le spalle e sparire senza dire nulla – Tenere il broncio per giorni Prova così: – Parole: “Sono ancora un po’ agitato, ma ci tengo a te. Possiamo riparlarne più tardi?” – Paraverbale: tono sincero, non freddo. – Non verbale: un tocco leggero sul braccio, un abbraccio breve, uno sguardo tenero prima di allontanarti. Vademecum di piccole azioni subito applicabili – Rileggi i tuoi ultimi litigi: – cosa hai detto con la voce e – cosa hai detto con il corpo? – Nei prossimi giorni, prova a: – rallentare il tono di voce nelle discussioni; – usare almeno un gesto coerente con ciò che senti (un abbraccio, una mano, uno sguardo); – chiedere: “Come ti è arrivato quello che ti ho detto? Ti sono sembrata/o fredda/o, arrabbiata/o, distante?”. Il punto non è recitare una parte, ma allineare corpo, voce e parole per rendere l’amore più leggibile e sicuro per entrambi.Elezioni a Melito, Forza Italia prepara la corsa: “Basta spartizioni, apriamoci a professionisti e associazioni”
Operaio precipita dal ponteggio di un cantiere nel centro di Acerra
ACERRA – Un grave infortunio sul lavoro si è verificato ieri ad Acerra, dove un operaio di 53 anni è rimasto seriamente ferito dopo essere precipitato da un’impalcatura mentre stava svolgendo attività edili. L’uomo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Villa dei Fiori, dove è tuttora ricoverato in condizioni critiche.
Stando alle prime informazioni, la caduta sarebbe avvenuta all’interno di un cantiere situato nella zona di corso della Resistenza. Dopo l’incidente, anziché chiamare immediatamente il 118, alcuni colleghi avrebbero deciso di accompagnare il ferito in ospedale utilizzando un’auto privata. Una scelta che ora è al vaglio degli inquirenti e che potrebbe aver rallentato l’intervento dei soccorsi specializzati.
All’arrivo al pronto soccorso, il 53enne presentava un quadro clinico complesso: trauma cranico, lesioni multiple e una frattura alla mano sinistra. Dopo i primi trattamenti, i sanitari hanno disposto il trasferimento in Neurochirurgia per ulteriori cure e monitoraggi.
La Procura ha disposto accertamenti approfonditi sull’accaduto. I carabinieri, affiancati dagli ispettori del lavoro, stanno verificando se nel cantiere fossero rispettate tutte le prescrizioni in materia di sicurezza, dall’uso dei dispositivi di protezione individuale alla corretta installazione del ponteggio. Sono in corso sopralluoghi e audizioni dei presenti per ricostruire minuto per minuto quanto accaduto.
Emergono inoltre dubbi sulla versione iniziale fornita sull’origine delle ferite, circostanza che ha rafforzato l’attenzione investigativa. Gli inquirenti intendono chiarire se vi siano state omissioni, negligenze o irregolarità contrattuali.
L’episodio riaccende i riflettori sul tema degli infortuni sul lavoro e sulla necessità di garantire condizioni di sicurezza adeguate nei cantieri, soprattutto in un periodo dell’anno in cui l’attività edilizia resta intensa nonostante le festività. La famiglia dell’operaio resta in attesa di aggiornamenti sulle sue condizioni di salute.

