Torna il Presepe Vivente a Pomigliano d’Arco

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Riceviamo e pubblichiamo: Tra gli appuntamenti più attesi del Natale pomiglianese torna il Presepe Vivente, realizzato dal Gruppo Teatrale I Jocundi sotto la direzione artistica di Luigi De Simone. L’evento si terrà domenica 21 dicembre alle ore 19:00, lungo Corso Vittorio Emanuele, ed è organizzato dalla Pro Loco con il finanziamento dell’Amministrazione della Città Metropolitana di Napoli. Un percorso scenico e narrativo capace di coinvolgere cittadini e visitatori in un’esperienza suggestiva, rievocando atmosfere, tradizioni e valori profondamente radicati nella comunità. Un invito a partecipare e a condividere uno dei momenti più simbolici e identitari delle festività natalizie. Pomigliano si illumina di gioia. «Andrà in scena un presepe fortemente legato all’evento religioso della Natività. Il percorso, composto da sei scene prevalentemente bibliche, accompagnerà il pubblico nel Cammino di Betlemme attraverso la figura di Maria, l’attesa, la nascita e l’incontro dei Magi. Un racconto essenziale e intenso che richiama il cuore del Natale cristiano: un momento di raccoglimento e contemplazione, pensato per restituire il senso autentico dell’Attesa e della Venuta», ha dichiarato in conferenza stampa, svoltasi questa mattina nella prestigiosa Sala delle Capriate, il dott. Luigi De Simone, direttore artistico e anima della manifestazione. «Il Presepe Vivente di Pomigliano si arricchirà di ulteriori scene, ampliando lo sguardo sul significato universale dell’Incarnazione: un Dio che viene per tutti, calato nella storia e nella vita reale di un popolo fatto di persone semplici, di uomini e donne che soffrono, lavorano, sperano e gioiscono. Scene di vita quotidiana, di mestieri, arte e relazioni si intrecciano alla dimensione sacra per raccontare un messaggio che attraversa i secoli», afferma Giovanni Russo, vulcanico Assessore alla Cultura. «Accanto a questo, una scena di denuncia pone lo spettatore di fronte a una riflessione attuale e necessaria: in un mondo che spesso fatica ad accogliere il messaggio di salvezza, il presepe diventa strumento di interrogazione, mostrando come oggi, più che mai, quel messaggio venga talvolta ignorato o rifiutato», sono le parole del dott. Ferdinando Rasino, impegnato nel supporto organizzativo e nella gestione amministrativa dell’evento. A chiudere, l’intervento di Nicola Manna, instancabile presidente della Pro Loco: «Il Presepe Vivente dei Jocundi non è solo una rappresentazione, ma un atto collettivo di memoria, fede e identità. Un’esperienza che coinvolge l’intera comunità e trasforma il borgo in un teatro a cielo aperto, dove il sacro incontra la storia e il presente».

Pollena Trocchia, mensa scolastica: la replica dell’amministrazione alle critiche sul servizio

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Riceviamo e pubblichiamo È innegabile che ci siano stati disservizi nella refezione scolastica, ma è altrettanto vero che l’Ufficio Scolastico, in concerto con l’Amministrazione comunale, non è stato affatto fermo rispetto alle segnalazioni ricevute, sia formali che informali. Al ricevimento di lagnanze di genitori e insegnanti tramite messaggi WhatsApp e telefonate, l’Ente infatti aveva già inviato una prima pec di contestazione alla ditta affidataria del servizio, ribadendo la rilevanza dello stesso e l’impatto diretto sul benessere degli alunni, e invitando pertanto la ditta a provvedere con urgenza alla risoluzione delle criticità evidenziate. A questa prima pec ha fatto seguito una seconda, più dura e circostanziata, inviata mercoledì, a seguito di ricevimento di formale contestazione dell’istituto scolastico cittadino. Ciò, dunque, ben prima che sui social e sulla stampa comparissero diverse lagnanze rispetto alle mancanze rilevate sul fronte mensa scolastica – qualità e quantità del cibo, ritardi nella distribuzione dei pasti, gestione complessiva del servizio. «Oltre agli atti formali non è mai mancata, sull’intera vicenda, come è consuetudine di questa Amministrazione comunale e degli uffici municipali preposti, un’attenzione costante e una costante disponibilità all’ascolto delle giuste lamentele della cittadinanza, in orario lavorativo e non solo. È comprensibile l’agitazione dei genitori sulla questione e la volontà sacrosanta di ottenere il miglior servizio possibile per i loro figli, ma ciò non può giustificare ricostruzioni fantasiose e critiche ingenerose sulla questione, come quelle di chi parla di indisponibilità all’ascolto e stanze dei bottoni» hanno fatto sapere il sindaco di Pollena Trocchia Carlo Esposito e l’assessore delegato alla Pubblica Istruzione, Arturo Cianniello.

Il “San Michele” della Chiesa di San Gennaro in San Gennarello restaurato da Umberto Maggio

Trascrivo alcuni importanti “passaggi” della relazione sul restauro che il dott. Umberto Maggio mi ha cortesemente trasmesso: vorrei che tutti leggessero il documento che è una ulteriore testimonianza della sua sapienza profonda e raffinata e condividessero la mia certezza che Umberto Maggio è un protagonista assoluto dell’arte non solo vesuviana.   Scrive il Maestro restauratore:” La scultura raffigurante San Michele che sconfigge Lucifero è stata realizzata con l’assemblaggio di differenti elementi lignei soprattutto per l’esecuzione delle parti aggettanti. Non è possibile in questa fase identificare l’essenza lignea utilizzata. Probabilmente lo scultore ha utilizzato legno di tiglio o albero da frutto più facile da intagliare e con minore presenza di imperfezioni nella struttura e nella fibra. Gli strati preparatori sono costituiti sicuramente da gesso di Bologna e colla animale. La pellicola pittorica è stata realizzata probabilmente con colori ad olio. L’elmo e l’armatura sono stati decorati con l’applicazione di frammenti vitrei. Nella parte inferiore dell’armatura si osservano degli elementi aggettanti realizzati con un supporto in metallo con dorature. La spada e le piume dell’elmo sono in metallo argentato. La tavolozza cromatica è composta, prevalentemente, da terre, vermiglione e blu oltremare. Sui bordi dell’elmo, dell’armatura, del manto, dell’abito e del gonnellino si osservano dorature eseguite su bolo rosso. Gli occhi del Santo e del demonio sono stati realizzati in vetro dipinto. Sulle maniche dell’abito e sui calzari sono stati applicati dei gioielli realizzati con pietre colorate inserite in cassoni metallici. Lo strato protettivo è costituito, probabilmente, da resine naturali. Il basamento a cui è ancorata la scultura presenta una doratura in argento meccato “(Ricordo che il bolo rosso, detto anche bolo Armeno, è una preziosa argilla ricca di ossido di ferro che protegge e potenzia il tono luminoso delle dorature. La mecca è una vernice a base di alcool, gommalacca, resine naturali e ossidi, che dona all’argento in foglia varie tonalità di colore oro). “Le braccia del San Michele e le braccia e le gambe del demonio sono fessurate e distaccate nei punti in cui erano state imperniate. Sollevamenti e cadute di preparazione e colore sono localizzati, prevalentemente, nella parte inferiore della scultura. Le corna del diavolo, mancanti delle punte, sono parzialmente distaccate e sono andate perdute le dita del piede sinistro”. Nel suo studio di Ottaviano il dott. Umberto Maggio ha inizialmente operato “una spolveratura molto attenta della superficie con pennellesse di setola morbide per rimuovere i sedimenti incoerenti presenti, facendo attenzione alle parti sollevate e decoese.” Ha consolidato prima di tutto il materiale ligneo del supporto e gli strati pittorici anche con varie diluizioni di colla di coniglio. Dopo aver rimosso le ridipinture e, con un intervento di alta precisione, le stuccature non originali il restauratore ha pulito la pellicola pittorica originale e ha verniciato la scultura “ a pennello limitatamente alle parti policrome con vernice mastice diluita al 50% in essenza di petrolio”. Rimossa la vernice depositata nelle lacune, il dott. Maggio ha steso lo stucco preparato con gesso e colla di coniglio, e quando lo strato di stucco si è asciugato, lo ha livellato “con il bisturi e con l’ausilio di luce radente”. Dopo altri interventi sulla superficie della scultura sono stati realizzati prima il “collegamento pittorico delle lacune” e poi, in più riprese, la verniciatura integrale del “San Michele” con “vernice mastice molto diluita”. I colori a vernice hanno creato il tono definitivo. La scultura, infine è stata protetta “nelle parti non policrome con uno stato finale di cera e resina disciolte in essenza di petrolio a cui è stato aggiunto del biocida per prevenire futuri attacchi biologici”. Tutte le fasi di restauro sono state “ampiamente illustrate con un esauriente corredo fotografico.”. Mi comunica il dott. Umberto Maggio che, secondo alcuni studiosi, il “San Michele” può essere stato realizzato, nei primi trenta anni dell’’800, nella bottega di Arcangelo Testa o in quella dei fratelli Verzella, e entrò a far parte dei tesori della chiesa di San Gennarello tra il 1835 e il 1837, dopo che la chiesa venne ampliata e vi vennero “aperte” nuove nicchie. E’ utile ricordare che proprio in quegli anni, grazie alla saggia politica di Giuseppe IV Medici, la borghesia di San Gennarello incominciò a svolgere un ruolo importante nell’amministrazione di Ottajano e sempre più consistente divenne il “peso” della famiglia Di Prisco. E oggi sempre più prezioso risulta il lavoro di don Raffaele Rianna, parroco della chiesa di San Gennaro in San Gennarello.

Frutta bacata e cibo in ritardo, segnalazioni in una scuola di Nola

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Mense scolastiche. Cibo scadente e in ritardo, le mamme del Merliano-Tansillo/Tommaso Vitale di Nola e dell’ I.C. “Franco Imposimato” di Maddaloni inviano foto e video al deputato Borrelli: “Verifiche immediate su quanto denunciato, tutela della salute dei bambini sia priorità”

Scrivono al deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, le mamme degli alunni dell’istituto comprensivo Merliano-Tansillo/Tommaso Vitale di Nola. Segnalano anche attraverso materiale video che “nell’ultimo periodo hanno riscontrato diversi problemi con il servizio mensa senza mai ottenere alcun riscontro da parte dell’azienda fornitrice del servizio. I pasti – lamentano i genitori – arrivano spesso in ritardo, sono di scarsa qualità e i bambini del tempo pieno oltre ai bambini dell’ infanzia si ritrovano costretti a restare digiuni fino alle ore 16:00,  orario di uscita. Siamo preoccupate, ne va della salute dei bambini”, precisano le mamme che chiedono l’intervento del deputato Borrelli. Un altro episodio gravissimo è stato segnalato dalla madre di un alunno che frequenta la scuola statale I.C. Franco Imposimato di Maddaloni, in provincia di Caserta. Secondo la denunciante a mensa sarebbero stati distribuiti a tutti i bambini dei Babbo Natale di cioccolato forniti da una cooperativa incaricata del servizio di refezione scolastica. All’interno di uno dei prodotti, come si evince dalle foto allegate alla segnalazione, sarebbero state rinvenute delle larve.

“La salute dei bambini va tutelata prima di ogni cosa e chiedo verifiche immediate su quanto denunciato dai genitori delle due scuole – dichiara il deputato Francesco Emilio Borrelli – soprattutto perché riguarda alimenti destinati ai più piccoli. Parliamo di scuole, di mense scolastiche, di luoghi che devono essere sinonimo di sicurezza e tutela della salute. Chi effettua il servizio mensa ha una responsabilità enorme. Bisogna controllare la filiera di produzione e distribuzione”.

Casa esplosiva ad Acerra e botti nella ditta di logistica a Nola: in provincia è già allarme Capodanno

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Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dell’intensificazione delle attività di contrasto del fenomeno della fabbricazione e della vendita di fuochi d’artificio illegali e pericolosi, hanno sequestrato oltre 300 mila artifici pirotecnici, per un peso complessivo di 2 tonnellate e mezzo, nonché denunciato 7 responsabili, a vario titolo, per ricettazione, fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti, omessa denuncia di materie esplodenti e inosservanza delle norme in materia di pubblica sicurezza, di cui 2 sono stati tratti in arresto in flagranza di reato. Gli interventi sono stati eseguiti dai finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria Napoli, Gruppo Pronto Impiego Napoli, Gruppo Frattamaggiore, Gruppo Nola, Compagnia di Casalnuovo di Napoli e Compagnia di Ottaviano e hanno riguardato rispettivamente le zone di Casoria, Ercolano, Nola, Acerra, San Giuseppe Vesuviano e Napoli. In particolare, i Baschi verdi di Napoli hanno fermato un giovane di Ercolano che trasportava al seguito un artifizio pirotecnico di evidente manifattura artigianale, occultato all’interno di una busta da spedizioni. La successiva perquisizione ha consentito di sequestrare 61 ordigni esplosivi artigianali e privi di qualsiasi etichettatura conforme, replicanti i noti “COBRA 11”, per un peso di circa 3 kg. di materiale pirotecnico, accuratamente celati tra le sterpaglie di un cortile nella disponibilità del giovane. Gli stessi ordigni sono risultati “micidiali” e in grado di causare gravissimi danni a persone, edifici e strutture abitative in caso di esplosione. Il responsabile è stato così tratto in arresto per detenzione illegale di artifizi esplosivi, giudicato con rito direttissimo e condannato dal Tribunale di Napoli a un anno e quattro mesi di reclusione. Oltre 460 pezzi artigianali tra cipolle, candelotti e batterie napoletane, anch’essi dotati di carica esplosiva “micidiale”, sono stati sequestrati nella soffitta di un’abitazione, in pieno centro di Acerra, in assenza di ogni condizione di sicurezza, con conseguente pericolo per l’incolumità pubblica, in caso di improvvisa deflagrazione. A carico del proprietario è stata disposta la misura degli arresti domiciliari. Ulteriori artifizi pirotecnici illegali, detenuti in assenza delle prescritte autorizzazioni di pubblica sicurezza, sono stati rinvenuti all’interno di plichi anonimi presso un centro di spedizioni a Nola, in libera vendita presso un esercizio commerciale a Napoli, nonché all’interno di locali adibiti a deposito di materiale esplodente, a Casoria e a San Giuseppe Vesuviano. Con l’approssimarsi del Capodanno, continueranno le attività ispettive dei finanzieri del Comando Provinciale di Napoli, al fine di tutelare i consumatori e renderli consapevoli dei gravi rischi derivanti dall’utilizzo improprio degli artifizi pirotecnici.

Operazione antidroga a Nola, 28enne fermato dopo perquisizione

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Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio nel comune di Nola. In particolare, gli agenti del Commissariato di Nola, con il supporto della Squadra Cinofili dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, hanno identificato 24 persone, di cui 9 con precedenti di polizia, e controllato 10 veicoli. Inoltre, gli agenti hanno controllato l’abitazione di un 28enne nolano, dove hanno rinvenuto 29 dosi di cocaina del peso complessivo di circa 17 grammi, 28 stecche di marijuana del peso di circa 55 grammi e 5 bustine contenenti circa 74 grammi di hashish, un bilancino di precisione, diverso materiale per il confezionamento della droga e 115 euro, suddivisi in banconote di diverso taglio. Per tali motivi, l’indagato è stato tratto in arresto dal personale operante.

Botti illegali nel negozio, arrestato fruttivendolo di Pollena Trocchia

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POLLENA TROCCHIA: 29 chili di Cobra in un’ortofrutta, il sequestro dei Carabinieri. 21enne arrestato Botti in un’ortofrutta, la scoperta dei Carabinieri di Cercola. Durante una perquisizione, i militari hanno rinvenuto 630 candelotti di Cobra, per un peso complessivo di 29 chili circa. Nel locale anche 11 bengala illegali, non omologati. Il titolare del negozio, 21enne di Pollena Trocchia, è stati arrestato ed è ora ai domiciliari, in attesa di giudizio.   I fuochi sono stati sequestrati e neutralizzati da carabinieri artificieri del comando provinciale di Napoli    

Amore e linguaggio del corpo: cosa diciamo con un gesto

Il corpo parla d’amore prima delle parole: uno sguardo, un tono di voce, un gesto valgono più di mille “ti amo” scritti in chat. In questo articolo ti mostro perché comunicazione paraverbale e non verbale sono così potenti (e a volte pericolose) nelle relazioni e come usarle in modo più consapevole.  In amore, le parole arrivano per ultime. Prima di un “ti amo”, c’è uno sguardo che si ferma un secondo in più, una mano che cerca l’altra, il corpo che si avvicina o si ritrae. Il nostro corpo parla continuamente, spesso molto prima che ce ne rendiamo conto. Capire questo linguaggio – paraverbale e non verbale – significa leggere meglio noi stessi e l’altro, evitando molti fraintendimenti emotivi.

Comunicazione verbale, paraverbale e non verbale: cosa cambia

– Verbale: sono le parole che usiamo. Il “cosa” diciamo. – Paraverbale: è “come” lo diciamo.   Tono, volume, ritmo, pause, sospiri, risatine. Un “tutto bene” può suonare gelido o rassicurante solo cambiando il tono. – Non verbale: è il linguaggio del corpo.   Postura, distanza, contatto fisico, sguardo, micro-espressioni, mani, gambe, persino il modo in cui respiriamo. Nelle relazioni affettive, paraverbale e non verbale sono spesso “più potenti delle parole” perché: – sono in gran parte istintivi e quindi più difficili da controllare; – vengono percepiti prima delle frasi; – quando sono in conflitto con ciò che diciamo, il cervello tende a credere al corpo, non alle parole. Perché il corpo è così potente in amore  L’innamoramento attiva aree del cervello legate all’istinto, alla paura, al desiderio. In quelle frazioni di secondo in cui decidiamo se una persona ci attrae o ci respinge, non stiamo facendo un ragionamento razionale: stiamo “leggendo segnali”. Esempi tipici:  – Ti piace qualcuno, ma dici: “No, tranquillo, non sono gelosa” Il corpo però: sguardo sfuggente, mascella serrata, voce più tesa. – Dici: “Sono felice di vederti” Il corpo però resta rigido, braccia conserte, niente sorriso vero. In questi casi l’altro, anche senza rendersene conto, percepisce l’incongruenza e qualcosa “non torna”.

Pro e contro della comunicazione non verbale in amore

Pro – È autentica: rivela emozioni vere, anche quelle che non sappiamo nominare. – È rapida: un gesto comunica in un secondo ciò che una spiegazione richiederebbe minuti. – È universale: un abbraccio rassicurante o un sorriso sincero sono compresi ovunque. Contro – Può essere fraintesa: una persona introversa può sembrare fredda, chi è espansivo può sembrare invadente. – È culturale: distanza, contatto, toni di voce vengono interpretati diversamente a seconda del contesto. – Se non se ne è consapevoli, si rischia di mandare messaggi opposti a quelli che vorremmo. Se vuoi dire: “Mi interessa davvero quello che provi” Evita: – Guardare il cellulare mentre l’altro parla – Incrociare le braccia e sospirare Prova così: – Parole: “Raccontami, voglio capire meglio come ti senti.” – Paraverbale: tono calmo, volume medio, poche interruzioni. – Non verbale: corpo leggermente inclinato verso l’altro, sguardo negli occhi, cenni del capo. Se vuoi dire: “Ti desidero, ma rispetto i tuoi tempi” Evita: – Avvicinarti troppo, troppo in fretta – Tocchi improvvisi e non concordati Prova così: – Parole: “Mi piaci molto, ma voglio che tu ti senta sempre a tuo agio con me.” – Paraverbale: voce morbida, ritmo lento. – Non verbale: stai vicino ma non addosso, movimenti lenti, chiedi il permesso con lo sguardo prima di un contatto (mano, abbraccio). Se vuoi dire: “Sono arrabbiato, ma voglio trovare una soluzione”  Evita: – Urlare, puntare il dito, invadere lo spazio dell’altro – Sbattere porte, alzarti di scatto Prova così: – Parole: “Sono molto arrabbiato, ma per me è importante che ne parliamo senza ferirci.” – Paraverbale: tieni la voce ferma, non urlare, usa pause per calmarti. – Non verbale: piedi ben piantati a terra, mani aperte (non a pugno), mantieni una distanza rispettosa. Se vuoi dire: “Ti voglio bene anche quando litighiamo” Evita: – Volgere le spalle e sparire senza dire nulla – Tenere il broncio per giorni Prova così: – Parole: “Sono ancora un po’ agitato, ma ci tengo a te. Possiamo riparlarne più tardi?” – Paraverbale: tono sincero, non freddo. – Non verbale: un tocco leggero sul braccio, un abbraccio breve, uno sguardo tenero prima di allontanarti. Vademecum di piccole azioni subito applicabili – Rileggi i tuoi ultimi litigi: – cosa hai detto con la voce e – cosa hai detto con il corpo? – Nei prossimi giorni, prova a: – rallentare il tono di voce nelle discussioni; – usare almeno un gesto coerente con ciò che senti (un abbraccio, una mano, uno sguardo); – chiedere: “Come ti è arrivato quello che ti ho detto? Ti sono sembrata/o fredda/o, arrabbiata/o, distante?”. Il punto non è recitare una parte, ma allineare corpo, voce e parole per rendere l’amore più leggibile e sicuro per entrambi.   

Elezioni a Melito, Forza Italia prepara la corsa: “Basta spartizioni, apriamoci a professionisti e associazioni”

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MELITO – “La prossima tornata elettorale a Melito non sarà una semplice conta di voti, ma un vero e proprio spartiacque per il futuro della città. Essere l’unico Comune chiamato alle urne dopo uno scioglimento per infiltrazioni camorristiche ci pone davanti a una responsabilità storica che non possiamo e non dobbiamo ignorare”. Lo dichiara Francesco Silvestro, senatore di Forza Italia. “Il passato recente ha ferito profondamente il tessuto sociale e l’immagine della città – prosegue – Per questo motivo, oggi non c’è spazio per le vecchie logiche di spartizione o per personalismi sterili. Melito ha bisogno di una cura d’urto morale e amministrativa. Riteniamo indispensabile la costruzione di una coalizione di chiaro stampo civico: un’alleanza che metta al centro le competenze, l’etica e, soprattutto, le forze sane del territorio. Parlo dei professionisti, delle associazioni, del mondo del volontariato e di tutti quei cittadini che in questi anni hanno guardato con dolore al declino delle istituzioni locali”, conclude Silvestro.

Operaio precipita dal ponteggio di un cantiere nel centro di Acerra

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ACERRA – Un grave infortunio sul lavoro si è verificato ieri ad Acerra, dove un operaio di 53 anni è rimasto seriamente ferito dopo essere precipitato da un’impalcatura mentre stava svolgendo attività edili. L’uomo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Villa dei Fiori, dove è tuttora ricoverato in condizioni critiche.

Stando alle prime informazioni, la caduta sarebbe avvenuta all’interno di un cantiere situato nella zona di corso della Resistenza. Dopo l’incidente, anziché chiamare immediatamente il 118, alcuni colleghi avrebbero deciso di accompagnare il ferito in ospedale utilizzando un’auto privata. Una scelta che ora è al vaglio degli inquirenti e che potrebbe aver rallentato l’intervento dei soccorsi specializzati.

All’arrivo al pronto soccorso, il 53enne presentava un quadro clinico complesso: trauma cranico, lesioni multiple e una frattura alla mano sinistra. Dopo i primi trattamenti, i sanitari hanno disposto il trasferimento in Neurochirurgia per ulteriori cure e monitoraggi.

La Procura ha disposto accertamenti approfonditi sull’accaduto. I carabinieri, affiancati dagli ispettori del lavoro, stanno verificando se nel cantiere fossero rispettate tutte le prescrizioni in materia di sicurezza, dall’uso dei dispositivi di protezione individuale alla corretta installazione del ponteggio. Sono in corso sopralluoghi e audizioni dei presenti per ricostruire minuto per minuto quanto accaduto.

Emergono inoltre dubbi sulla versione iniziale fornita sull’origine delle ferite, circostanza che ha rafforzato l’attenzione investigativa. Gli inquirenti intendono chiarire se vi siano state omissioni, negligenze o irregolarità contrattuali.

L’episodio riaccende i riflettori sul tema degli infortuni sul lavoro e sulla necessità di garantire condizioni di sicurezza adeguate nei cantieri, soprattutto in un periodo dell’anno in cui l’attività edilizia resta intensa nonostante le festività. La famiglia dell’operaio resta in attesa di aggiornamenti sulle sue condizioni di salute.