Feriti da spari alla Vigilia, colpi partiti da un negozio a Pomigliano

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Una svolta decisiva arriva nelle indagini sui due ferimenti avvenuti la sera della Vigilia di Natale a Pomigliano d’Arco, episodi che avevano destato forte allarme in città e sui quali l’attenzione investigativa non si è mai fermata. A distanza di alcuni giorni, infatti, gli inquirenti hanno chiarito un elemento centrale: i colpi che hanno raggiunto un bambino e un uomo sarebbero partiti dallo stesso luogo e nel corso di un unico episodio. Secondo quanto emerso dagli accertamenti condotti dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli, in collaborazione con il Commissariato di Acerra, l’origine degli spari sarebbe riconducibile a un esercizio commerciale situato in piazza Mercato, nel cuore di Pomigliano d’Arco. Un dettaglio che rappresenta un passaggio chiave nell’inchiesta e che consente di collegare formalmente i due ferimenti, inizialmente apparsi come episodi distinti. La sera del 24 dicembre, come già riportato, un bambino era stato colpito di striscio mentre si trovava in strada, seguito poco dopo dal ferimento di un uomo, anch’egli raggiunto da un proiettile vagante. Le indagini hanno ora permesso di ricostruire una dinamica unitaria, restringendo il campo delle responsabilità e consentendo agli investigatori di concentrare l’attenzione su un preciso contesto. Gli agenti stanno proseguendo con sequestri, analisi balistiche e l’ascolto di testimoni per chiarire cosa sia accaduto all’interno del locale e chi abbia materialmente esploso i colpi. Al vaglio anche eventuali sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, che potrebbero fornire ulteriori elementi utili. Resta alta la preoccupazione per un episodio che ha messo a rischio la vita di persone estranee ai fatti, in una serata simbolo di festa e tranquillità. La svolta investigativa, però, segna un passo avanti importante verso l’accertamento delle responsabilità e la ricostruzione completa di quanto accaduto.

Su Rai3 “Un Natale in casa Croce”, tra le protagoniste la sommese Resi Cerciello

Venerdì 26 dicembre, alle 23.10, va in onda su Rai3 “Un Natale a Casa Croce”, il nuovo film documentario diretto da Pupi Avati e prodotto da Minerva Pictures e Luce Cinecittà in collaborazione con Rai Documentari.
Il film è un epico racconto di sopravvivenza e passione, intessuto di conflitti, ambizione, dedizione e rivalità sin dalla prima giovinezza. Attraverso eventi chiave e drammi personali, emergono chiari l’impegno per la libertà e la netta opposizione al fascismo di Benedetto Croce, anche nel confronto con altri intellettuali dell’epoca.
La moglie di Benedetto Croce è impersonata magistralmente da Resi Cerciello, cittadina di Somma Vesuviana

Pomigliano, ristorante svaligiato la notte di Natale

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Pomigliano d’Arco, furto con scasso nella notte di Natale in un’attività di ristorazione, “Difficile andare avanti così” i proprietari scrivono a Borrelli (Avs): “Contro ladri scatenati nessuna attenuante, basta impunità”

“Alle 4,47 di questa notte, ignoti hanno fatto irruzione nella nostra attività, forzando la serratura elettrica, rompendo il vetro della porta d’ingresso e sottraendo la cassa automatica” inizia così il racconto del titolare di un’attività di via Roma, a Pomigliano d’Arco, che questa notte ha subito un furto con scasso e si è rivolto al deputato Francesco Emilio Borrelli. “Sono la stessa persona che poco più di un mese fa ha subito un tentato furto dell’auto, sempre fuori il mio negozio. In questa attività ho investito anni di sacrifici per provare a dare un futuro dignitoso alla mia famiglia. Ma dopo eventi simili, la preoccupazione non è solo per il danno immediato, ma per la concreta possibilità di riuscire a continuare. Molte piccole attività, dopo colpi di questo tipo, sono costrette a chiudere non per mancanza di volontà, ma per l’assenza di tutele e strumenti adeguati. Credo sia importante che chi rappresenta le istituzioni possa avere piena consapevolezza di ciò che significa oggi fare impresa in questi contesti”.

“Contro questi ladri scatenati e senza scrupoli, che non si fermano neanche la notte di Natale, servono misure drastiche” afferma Francesco Emilio Borrelli. “A Pomigliano d’Arco, in poche ore, abbiamo assistito al ferimento di un bambino e di un 47enne a causa di un proiettile vagante in pieno centro città, il pomeriggio della Vigilia, e poi il furto di Natale. Nelle nostre città non possiamo tollerare zone franche in cui i criminali la fanno da padrona e i cittadini hanno paura. Contro questa gentaglia servono pene certe per contrastare quel senso di impunità dilagante che sta trasformando le nostre strade in un Far West a cielo aperto”. Conclude Borrelli.

Pomigliano, Vigilia da Far West: spunta un secondo ferito da colpi di pistola

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Pomigliano d’Arco, emergono due feriti nella notte della Vigilia: dopo il bimbo colpito anche un uomo di 47 anni

Non sarebbe un caso isolato quanto accaduto a Pomigliano d’Arco la sera della Vigilia di Natale. Oltre al bambino di 7 anni rimasto ferito, nelle stesse ore è emerso un secondo episodio: un uomo di 47 anni è stato raggiunto da un proiettile mentre si trovava in strada con la propria compagna.

I due episodi si sono verificati a breve distanza temporale e geografica, un dettaglio che rafforza l’ipotesi che dietro i colpi esplosi possa esserci un’unica arma. Il primo allarme era scattato per il ferimento del minore, colpito di striscio al braccio sinistro. Una lesione che, secondo i sanitari, risulta compatibile con un colpo d’arma da fuoco. Il bambino è stato accompagnato dai genitori all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, dove è stato medicato e dimesso senza gravi conseguenze.

Solo successivamente è emerso il secondo ferimento. Intorno alle 19.30 del 24 dicembre, un 47enne stava passeggiando in piazza Giovanni Leone quando ha avvertito un forte dolore. L’uomo è stato colpito a un gluteo da un proiettile vagante. Non si è rivolto immediatamente alle cure mediche, ma il giorno successivo si è recato all’ospedale del Mare di Napoli, dove i medici hanno proceduto all’estrazione dell’ogiva.

L’esame ha confermato che si tratta di un proiettile di piccolo calibro. Le condizioni dell’uomo sono buone e non destano preoccupazione.

Sui due episodi indagano i carabinieri, che stanno ricostruendo quanto accaduto nella serata della Vigilia. Al vaglio degli investigatori l’ipotesi che entrambi i ferimenti possano essere riconducibili a colpi esplosi dalla stessa mano, in un contesto ancora tutto da chiarire.

Pomigliano, bimbo ferito da proiettile: caccia al responsabile

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Pomigliano d’Arco, bambino ferito da un colpo d’arma da fuoco la notte di Natale. Borrelli (Avs): “Sindaco continuerà a pensare che la camorra a Pomigliano non esiste? Chi ha sparato sia individuato e arrestato”   Un grave episodio di violenza ha segnato la notte di Natale a Pomigliano d’Arco, quando un bambino è rimasto ferito da un colpo d’arma da fuoco in piazza Mercato, trasportato d’urgenza all’ospedale pediatrico Santobono. Secondo le prime ricostruzioni, il piccolo si trovava in strada con la famiglia quando è stato colpito accidentalmente o da una pallottola vagante mentre era in corso una sparatoria. Le condizioni del bambino sono sotto osservazione e la comunità è scossa per quanto accaduto proprio nella notte di Natale.     “Quanto è accaduto la scorsa notte è assolutamente inaccettabile e drammatico. Un bambino ferito da un colpo di arma da fuoco mentre era per strada con la sua famiglia. Un segnale inquietante di una deriva violenta e criminale che sta dilagando in tutta la provincia di Napoli. Mi chiedo se dopo questo episodio il sindaco di Pomigliano creda ancora che nella sua città la camorra non esiste. Ora forze dell’ordine e magistratura proseguano con indagini immediate e approfondite per risalire a chi ha sparato per assicurarlo alla giustizia. Non possiamo più tollerare la diffusione di armi nelle strade, soprattutto in mano a giovani e minorenni: chi maneggia armi e semina paura non può vivere libero nella nostra società. È assurdo che una cosa del genere accada proprio a Natale, quando le famiglie dovrebbero poter stare serene. È necessario rafforzare la presenza delle forze dell’ordine e i presidi di sicurezza nelle strade, con controlli più incisivi, per proteggere i cittadini e prevenire che questi atti di violenza si ripetano”. Questo quanto dichiarato da Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi – Sinistra.

Storie dalle città invisibili. Frate Leone, pecorella di Dio

Frate Leone ricordava spesso, con una stretta al cuore, quando Francesco lo chiamava “pecorella”, proprio  lui che si chiamava “leone”. Se ne ricordava spesso, seduto sullo scalino di una chiesa al sole o, talvolta, sotto gli alberi della montagna casentinese, magari su un pendio posto in alto, da cui si stendeva immensa la piana dell’Arno. Come aveva fatto Francesco a scovare quel nome, guardandolo negli occhi e restituendogli l’autentica vocazione alla vita? Certo il buon Dio avrà pensato che anche un leone al suo cospetto diventi pecorella e  a questo pensiero sorride beato, ispirando a Francesco questo nome: pecorella di Dio. Ce lo dicono I fioretti e non si fa fatica a immaginare i colloqui intimi di queste due figure così diverse di cui abbiamo traccia nella famosa “Lettera a frate Leone”, che il santo scrisse per rassicurare il frate e invitarlo alla libertà dello spirito. Anche Leone scriveva; si procurava il materiale come poteva, perché a questo era stato chiamato, a riportare parole, a fare da segretario, ad esercitare la difficile arte dell’ascolto e a prendere appunti. Scriveva e scriveva, seduto su un masso, qualche volta a terra, aiutandosi con le gambe a far da tavolino, come lo vediamo negli affreschi di Giotto; diligente scolaro, preoccupato di restituire quanto meglio potesse il messaggio e il mistero di quell’uomo che pure gli appariva così trasparente da sembrare che non avesse alcun mistero. Viveva di queste contraddizioni frate Leone, fin da quando aveva lasciato tutto per seguire il suo maestro. Di lui sappiamo poco e quello che sappiamo ci viene dal fatto che visse all’ombra del poverello per tutta la sua esistenza. Anche il carattere, le decisioni, gli episodi che lo vedono attivo e determinato a difendere il cuore del pensiero francescano ci vengono trasmessi solo dall’aver condiviso in silenzio la vita di Francesco e dal racconto di esperienze straordinarie che lo misero in contatto con una realtà stupefacente e, per molti versi, incomprensibile. Si ama in lui il destino di testimone silenzioso e dimesso che ha in sorte la confidenza di un uomo singolare, senza che in nessun momento il racconto lo tocchi come protagonista.  Per cui ciò che parla di lui è proprio ciò che non parla di lui, cioè la sua presenza quieta e raccolta, un’assenza estatica. Mansueta. Come di chi in tutti gli istanti dell’esistenza fosse accompagnato da una specie di stella cometa da seguire. Se poi pensiamo che il suo ruolo fu anche di confessore del santo, allora la nostra immaginazione si allarga alla meraviglia e alla curiosità. Quali saranno stati i moti dell’animo che Francesco gli confidava? Quali le tentazioni? Quale la sofferenza che il maestro provava per dover assistere alla spaccatura del suo ordine? L’ultima testimonianza, la più terribile fu quella di aver dovuto assistere al dolore delle stimmate e ad una trasformazione fisica e interiore così profonda e forse devastante. Si chiedeva Leone quale fosse la misura dell’abisso esistenziale che lo separava dal suo amico; quale realtà imperscrutabile stesse accostando. Ma forse, come sappiamo dai testi delle fonti francescane, aveva imparato a custodire anche quest’esperienza tremenda e smisurata di una dimensione invisibile che percepiva con tremore. A pensarci bene nelle città invisibili questi uomini dediti alla fedele amicizia e al nascondimento sono indispensabili. Segnalano l’inutilità narcisistica dei nostri giorni e ci parlano sottovoce dell’intelligenza del cuore. Essi sanno come si conserva un segreto.

Miracolo di Natale a Sant’Anastasia, Claire trova casa grazie a Polizia Municipale e volontari

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Miracolo di Natale a Sant’Anastasia, Claire la cagnolina che vagabondava sotto la pioggia trova una nuova casa, salvata grazie a Polizia Municipale e volontari. Borrelli (Avs): “Un vero regalo di Natale. L’abbandono è sempre la scelta sbagliata”   Una storia a lieto fine illumina il Natale di Sant’Anastasia. Claire, una cagnolina trovata sola e infreddolita a vagabondare sotto la pioggia la vigilia di Natale, è stata salvata grazie al tempestivo intervento della Polizia Municipale, guidata dal Comandante Chiara Esposito, e alla collaborazione con le guardie zoofile e i volontari impegnati nella tutela degli animali. Gli agenti si sono immediatamente attivati per rintracciare il proprietario, accertando che il cucciolo fosse dotato di microchip. Una volta contattato, il proprietario ha dichiarato di rinunciare all’animale, ma fortunatamente Claire non è finita in canile, vivrà in una baita nel Nord Italia, circondata da altri amici a quattro zampe, in un ambiente sicuro e amorevole.     “Una storia che commuove, un vero regalo di Natale. Claire è stata salvata grazie alla prontezza dei cittadini, della Polizia Municipale di Sant’Anastasia e all’impegno straordinario delle guardie zoofile e dei volontari. È la dimostrazione che, quando si lavora insieme, si possono evitare sofferenze inutili agli animali e garantire loro un futuro dignitoso. Abbandonare un animale è sempre sbagliato e non ci sono scusanti per chi commette un gesto così atroce. Chi non è più in grado di occuparsi del proprio amico a quattro zampe può contattare le strutture e le associazioni che ogni giorno si impegnano per dare un futuro migliori ai nostri animali. Storie come quella di Claire devono diventare la regola, non l’eccezione.” Così Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi – Sinistra.

Natale choc a Pomigliano: bimbo ferito da colpo di pistola a piazza Mercato

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Un episodio inquietante ha turbato la serata di Natale a Pomigliano. Un bambino è stato condotto dai genitori all’ospedale Santobono di Napoli con una ferita al braccio sinistro, compatibile con l’esplosione di un colpo d’arma da fuoco. L’arrivo del minore in pronto soccorso ha fatto scattare immediatamente l’intervento della Polizia di Stato. Secondo quanto emerso nelle prime ore successive all’accaduto, il bambino avrebbe riportato una ferita superficiale, definita dai sanitari come una lesione di striscio. Dopo gli accertamenti clinici e le medicazioni necessarie, i medici hanno deciso per le dimissioni, stabilendo una prognosi di sette giorni. Le sue condizioni non destano preoccupazione, ma l’episodio resta di estrema gravità per il contesto in cui si è verificato. Gli accertamenti iniziali hanno consentito di collocare il luogo del ferimento a Pomigliano d’Arco, precisamente nell’area di piazza Mercato. Resta però da chiarire cosa sia accaduto esattamente e in quale scenario si sia verificato lo sparo. Al momento non vengono esclusi diversi filoni investigativi, dall’incidente alla presenza di terze persone. Le indagini sono state affidate al Commissariato di Acerra, che sta procedendo alla ricostruzione dettagliata dei fatti. Gli agenti stanno lavorando per comprendere l’origine del colpo e verificare se vi siano responsabilità penali. Fondamentali saranno le testimonianze e gli eventuali riscontri tecnici. L’episodio getta un’ombra su una notte tradizionalmente dedicata alla festa e alla famiglia, trasformandola in un momento di allarme e preoccupazione. Ancora una volta, la presenza e l’uso di armi da fuoco in contesti urbani si confermano un tema critico, soprattutto quando a rimanere coinvolti sono dei minori.

Muore nel rogo del suo appartamento la notte di Natale

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Tragedia nella notte di Natale a Pascarola: incendio in un appartamento, muore un uomo Tragedia nella notte di Natale a Pascarola, frazione del comune di Caivano, dove un incendio divampato all’interno di un appartamento ha causato la morte di un uomo. Il rogo si è sviluppato poco dopo la mezzanotte in un’abitazione situata in via Pisani 24, nei pressi della piazza principale della zona, generando momenti di forte apprensione tra i residenti. L’allarme è scattato quando fiamme e fumo hanno iniziato a fuoriuscire dall’appartamento. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Vigili del Fuoco con più mezzi, affiancati dai Carabinieri della Compagnia di Caivano e dalle ambulanze del 118. Le operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza dell’edificio sono risultate particolarmente complesse a causa delle condizioni dell’immobile e della presenza di un denso fumo che ha reso difficoltoso l’accesso ai locali. Una volta domato l’incendio, i Vigili del Fuoco hanno rinvenuto all’interno dell’appartamento il corpo senza vita di un uomo di origine extracomunitaria, al momento non ancora identificato. Secondo una prima ricostruzione, la vittima si trovava in casa al momento dello scoppio dell’incendio e non sarebbe riuscita a mettersi in salvo. Su disposizione della Procura di Napoli Nord, la salma e l’abitazione sono state poste sotto sequestro per consentire gli accertamenti necessari a chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. Le indagini sono affidate ai Carabinieri della stazione di Caivano, che stanno lavorando in collaborazione con i tecnici per individuare le cause del rogo. Al momento, l’ipotesi ritenuta più plausibile è quella di un cortocircuito dell’impianto elettrico, ma saranno gli esiti delle verifiche tecniche a fornire conferme definitive. La comunità di Pascarola si è risvegliata nel dolore per una tragedia consumatasi nella notte più attesa dell’anno.

“Longevity” il nuovo libro del professore Ciro Indolfi

Nel solco della pedagogia della salute si situa l’ultimo libro del prof. Ciro Indolfi, eminente cardiologo interventista dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, nativo di Somma Vesuviana La longevità della vita è un complesso equilibrio tra genetica e stile di vita, che determina la capacità di poter vivere a lungo in buona salute fisica e mentale, andando oltre la semplice durata per concentrarsi sulla qualità degli anni vissuti. Sebbene una base genetica esista, la maggior parte della longevità dipende da fattori modificabili come alimentazione, attività fisica, sonno e gestione dello stress. Il focus moderno non è solo arrivare a un’età avanzata, ma mantenerla in salute, autonomia e benessere. Un ruolo cruciale è svolto, dicevamo, proprio dall’alimentazione, dall’attività fisica, dall’assenza di fumo e, anche, dalle relazioni sociali. Il professore Ciro Indolfi, luminare della cardiologia italiana, con questo nuovo libro mette a disposizione di tutti le più recenti conoscenze scientifiche per vivere meglio e più a lungo. Di origine sommese, ma ormai calabrese d’adozione, il professore ci conduce in un capillare viaggio scientifico attraverso il quale ci fa comprendere che è non è solo possibile rallentare l’invecchiamento, ma che la longevità non è frutto del caso né della genetica sola, ma di un progetto quotidiano, costruito con consapevolezza e coerenza. La longevità, infatti, non è semplicemente sinonimo di vita lunga, ma indica la capacità di vivere oltre la media, mantenendo al contempo buone condizioni di salute fisica e mentale. Oggi è possibile rallentare l’invecchiamento, in quanto la scienza ha chiarito che la genetica contribuisce solo per il 20-25 % alla durata della vita, ma il resto dipende dallo stile di vita. L’attività fisica regolare, in particolare, è fondamentale per la salute, riduce il rischio di malattie croniche, migliora il benessere mentale e aiuta nel controllo del peso, con raccomandazioni di più esercizi di rafforzamento muscolare, includendo qualsiasi movimento quotidiano per contrastare la sedentarietà. La stessa dieta mediterranea, supportata da decine di studi, si associa a un rischio ridotto di malattie cardiovascolari, neurodegenerative e alcuni tipi di tumori. La presenza di grassi insaturi, come l’olio di oliva, legumi, cereali integrali, pesce azzurro, verdure e frutta è centrale per ottenere il suo effetto benefico. Grazie probabilmente alla dieta mediterranea e a una cultura ancora legata alla convivialità e alla moderazione l’obesità diventa rara, spiega il dott. Indolfi.  Certamente, se non si invertirà questa tendenza soprattutto nei giovani, tra 20 anni anche l’Italia potrebbe affrontare un’epidemia di obesità grave.  Il libro, Rubettino Editore, è scritto in linguaggio che facilita la comprensione e l’azione, agendo come un ponte tra autore e lettore, attraverso casi concreti, storie che fanno riflettere, esempi scientifici, offrendo consigli pratici ed una visione critica. Ciro Indolfi è un cardiologo, docente all’Università della Calabria e Presidente della Federazione Italiana di Cardiologia. Con le sue ricerche ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo di tecniche e laboratori d’avanguardia per la cura delle patologie coronariche e valvolari. Autore di numerosissimi studi scientifici pubblicati su riviste internazionali, ha dedicato la sua carriera alla ricerca, alla clinica, alla formazione di miglia di studenti e giovani medici.