Controlli a tappeto dei Carabinieri nel napoletano: droga e sigarette sequestrate, lotta ai parcheggiatori

Non si ferma l’attività di controllo del territorio dei carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. Particolare l’attenzione nei comuni di Casalnuovo di Napoli, Acerra, Somma Vesuviana, Pomigliano D’Arco e Marigliano. I militari della Compagnia di Castello di Cisterna, insieme a quelli del reggimento Campania,  hanno presidiato le strade più frequentate della provincia a nord-est di Napoli: 235 le persone identificate, 51 delle quali già note alle ffoo, 102 i veicoli controllati. Non sono mancate le contravvenzioni al cds, molte per guida senza casco e mancanza di copertura assicurativa. Denunciato un 49enne di Acerra per detenzione di droga a fini di spaccio: 12 i grammi di marijuana e hashish che l’uomo nascondeva in tasca, in dosi già pronte per lo smercio. La perquisizione, estesa anche alla sua abitazione, ha consentito di rinvenire e sequestrare 198 pacchetti di “bionde” di varie marche nazionali ed estere, prive del marchio dei Monopoli di Stato. Sequestrata droga anche nel parco “Fiordaliso” di Somma Vesuviana. All’interno di una cassaforte, occultata in un tombino della scala Q, i militari hanno rinvenuto 75 grammi di cocaina e materiale vario per il confezionamento. Nel Parco Macello di Casalnuovo di Napoli, in un vano ascensore della scala C e sul tetto dello stesso stabile, i carabinieri hanno trovato ancora 55 grammi di cocaina, 2 piante di cannabis indica di oltre 1 metro, 4 grammi e mezzo di marijuana, 5 cartucce calibro 9x19mm, 7 del calibro 6,35, 137 petardi “Cobra”. Quattro i parcheggiatori abusivi sanzionati lungo le strade che costeggiano il cimitero di Somma Vesuviana e il santuario della Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia. I controlli continueranno nei prossimi giorni.

Casamarciano, insulti sessisti sui social alla candidata sindaco Carmela de Stefano

La candidata: “Affermazioni gravi che denigrano la figura della donna. Combatterò per difendere i nostri diritti. Donne, facciamo squadra.”

“Non è possibile che nel 2020 persistano atteggiamenti lesivi ed irrispettosi nei confronti di noi donne. Sono stanca di leggere tante sciocchezze ma soprattutto volgarità. Le donne che fanno politica, che hanno successo e che piacciono non devono per forza scendere a compromessi. Basta con questi stereotipi assurdi che sono lo specchio di mentalità maschiliste e lo strumento per denigrare il lavoro di chi, con passione e determinazione, si impegna per il bene della comunità”.

Esordisce così Carmela de Stefano, candidata a sindaco del comune di Casamarciano con la lista nr.1 “Casamarciano libera e giusta”.

Il giovane avvocato trentacinquenne, che nella giunta Manzi riveste il ruolo di vicesindaco con delega alla cultura e alle politiche sociali, in questi giorni è stata vittima di insulti sessisti sui social.

“Profili fake su cui farò chiarezza nelle sedi opportune – continua Carmela de Stefano – Sono dieci anni che mi occupo di politica e, come ho sempre precisato, il mio è un percorso che parte da lontano ed in punta di piedi. La gavetta è stata la mia forza e ho sempre voluto circondarmi di donne perché credo nel lavoro di squadra. Esiste la competizione sicuramente che molti vogliono far passare per rivalità, ma non è così. Ho una famiglia – aggiunge – e a Casamarciano tutti sanno chi sono. Nessun favoritismo ho mai avuto in quanto donna né ho ceduto a compromessi”.

Infine la proposta.

“Ho letto che anche in altri comuni del territorio alcune donne sono state prese di mira con gesti denigratori nel corso di questa campagna elettorale. A queste donne dico di unirci, di fare rete al di là delle appartenenze politiche e degli schieramenti. Facciamo sentire la nostra voce che è la voce dell’indipendenza, dell’impegno, delle competenze e delle capacità. Ecco perché – conclude – nel mio programma ampio spazio sarà dedicato all’universo femminile con l’istituzione di un “settore rosa” che supporti le donne nei loro progetti, a cominciare da quelle che desiderano diventare imprenditrici con incentivi e bonus”.

Sant’Anastasia, elezioni, Carmela Allocca: “Ho scelto di candidarmi per contribuire alla rinascita del mio paese”

Riceviamo e pubblichiamo dalla candidata al consiglio comunale Carmela Allocca   Io ho scelto di candidarmi, a sostegno del Dott. Carmine Esposito, per mantenere fede alla mia parola di essere al fianco delle fasce deboli! Io ho scelto di candidarmi per mantenere fede al mio impegno di tendere una mano amica a chi è in difficoltà! Io ho scelto di candidarmi per mantenere fede alla mia promessa di fare il bene in favore delle famiglie disagiate! Io scelgo tutti i giorni di esserci per coloro che chiedono il mio aiuto, come ho sempre fatto con il gruppo che ho creato su facebook “Comunità Madonna dell’arco si dona e si regala di Carmela Allocca”. Io ho scelto di candidarmi per contribuire alla rinascita del mio paese “Sant’Anastasia” nella squadra capitanata da Carmine Esposito che mi sosterrà per un progetto dedicato alle fasce deboli dagli anziani ai bambini e potrò così proseguire il mio impegno di sempre, nel sociale. #siamoanastasiani

Somma Vesuviana, il Pd vicino ai lavoratori della Dema

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Riceviamo e pubblichiamo dal segretario cittadino del Pd   Dema SPA a Somma Vesuviana,  500 dipendenti e circa 30 anni di storia industriale. Già a partire dallo scorso 25 maggio si sarebbe potuto decretare il fallimento dell’azienda, ma grazie all’impegno della Regione Campania, con incontri tenutisi di concerto con il MISE e le Segreterie Nazionali delle rappresentanze territoriali, se ne è scongiurato il dissesto. Il Circolo PD di Somma Vesuviana in questi mesi è stato vicino ai lavoratori della Dema , ritenendo assolutamente prioritario mettere al centro il tema del lavoro e la salvaguardia di tale fondamentale diritto, in un contesto in cui, a causa dell’emergenza sanitaria, si assiste a un progressivo aumento delle diseguaglianze sociali. Siamo vicini e solidali a tutti gli operai della Dema che abbiamo incontrato ieri notte e che da ieri sera rischiano un ridimensionamento e cassa integrazione, nonostante i diversi accordi del pomeriggio. Oggi finalmente si è ottenuto un incontro al MISE fissato per il 14 settembre ma lo stato di agitazione continua. Come partito Democratico continueremo a stare  accanto a tutti i lavoratori della Dema,  supportandoli in tutte le azioni di confronto con i diversi livelli istituzionali. Il Segretario Cittadino Filomena Tiziano

“La macchietta”: un genere che ispirò capolavori al genio comico degli artisti di Napoli

“ I tipi curiosi, comici e grotteschi” nella definizione di “macchietta” data da Ferdinando Russo, che scrisse numerose “macchiette” per Nicola Maldacea. La polizia accusò di “nostalgia borbonica” “’O pezzente ‘e San Gennaro”. Come nasce la prima “macchietta”, “’ A risa” di Bernardo Cantalamessa. “’ O guappo ‘nnammurato” di Raffaele Viviani.   La definizione più completa della “macchietta” la diede Ferdinando Russo in un articolo apparso sulla rivista “La Tribuna” del 18 agosto 1925: “ la “macchietta” è una canzonetta appena cantata e solo un po’ sussurrata che, serbando tutto il carattere napoletano, doveva delineare tipi, non sospirare d’amore; e questi tipi, curiosi, comici e grotteschi, dovevano essere scrupolosamente interpretati”. Insomma, la “macchietta” era una creazione che metteva insieme il canto, il teatro comico, l’arte della deformazione  del “ridicolo” applicata a personaggi caratteristici della vita quotidiana. Nicola Maldacea fu il primo grande interprete della “macchietta”, colui che fece diventare “napoletano” questo genere, nato, dice Vittorio Paliotti, in Francia: nel 1891 il Maldacea, sebbene non fosse ancora noto, era legato al “Salone Margherita” da un contratto, scritto in francese, con il quale gli impresari Marino e Caprioli lo ingaggiavano come “chanteur comique napolitan”. Ma lo stesso Maldacea racconta che nel settembre del 1895, durante la festa di Piedigrotta, mentre passeggiava per la “Galleria” con Bernardo Cantalamessa, anche lui cantante- attore del “Salone Margherita”, i fonografi Edison diffusero una canzone in cui “un artista moro americano “rideva a suon di musica. Cantalamessa prese spunto da questa canzone e compose “’A risa”, in cui ogni ritornello si concludeva con una lunga e irrefrenabile risata, “una risata che magicamente si trasmetteva al pubblico presente in sala. Spesso – scrive Paliotti- i frequentatori del “Salone Margherita” perdevano ogni controllo ridendo: si mantenevano la pancia, pestavano a terra i piedi, qualcuno doveva correre addirittura in gabinetto.”. Allo stesso Paliotti capitò di non riuscire a frenare le risate una sera in cui, a teatro, vide e ascoltò Nino Taranto che interpretava “Ciccio Formaggio”. Ed è facile immaginare cosa scatenasse Totò, quando a teatro interpretava le sue “macchiette”. Ferdinando Russo scrisse per Maldacea un gran numero di “macchiette”, quasi tutte musicate da Vincenzo Valente. Ne ricordiamo qualcuna.  ‘ O malandrino, Il parrucchiere moderno, ‘A guardia nova, Pozzo fa’ ‘o prevete, ‘O cucchiere ‘e cuppé, ‘O cicerone.Il “cicerone”, una guida turistica grottesca, racconta ai visitatori dei musei napoletani un’incredibile sequenza di cavolate, e in un gruppo marmoreo fa vedere “ Nerone con la figlia Caracalla”, poi mostra la statua di “Alisandro imperator Romano”, e nella “Quadreria” richiama l’attenzione dei suoi clienti sul ritratto di Filippo il Bello, “fatto da Fidia con il suo pennello”. Qualche “macchietta” procurò guai giudiziari a Ferdinando Russo e ai giornali che avevano pubblicato il testo.  La polizia accusò di “nostalgia borbonica” “ ‘O pezzente ‘ e San Gennaro”: “’ O Cuverno ‘e Taliane! / Bella cosa.  E c’ha fatto? Ha fatto ll’uove/ e nce ha rummase cu li mmane mmane.”. E il protagonista non si ferma qui: aggiunge che in “questo mondo nuovo” ha visto “cierte cristiane” che si sono fatti ricchi “a botta ‘e mbruoglie”, mentre a lui il fisco “italiano” ha confiscato la casa “’o Fiatamone” e una bella masseria “ncoppa Carvizzano” solo perché un suo zio era stato “confessore ‘e Franceschiello”. Moduli e ritmi della “macchietta” influirono anche sulle canzoni “serie” e, in ogni caso, alimentarono una produzione che rimase solida fino ai primi anni del ‘900, grazie anche al fascino che il genere esercitò su Raffaele Viviani. Nel 1910 Viviani scrive “’O guappo’nnammurato”, un guappo, Tatore, “’o mastugiorgio ‘e vascio ‘a Sanità”, che non riesce a farsi rispettare dalla sua donna, “Me tratte comme fosse n’ommo ‘e paglia, / prumiette sempe e nun mantiene maie”, e quando alza la voce e minaccia, non ottiene altro risultato che diventare ridicolo: “…cu ‘o curtelluccio mio a maneco ‘e cato,/ te scoso ‘ a nanze, ‘a dinto, ‘a fore e ‘a reto/ Tu ‘o ssaje ca i’ feto.”. E’ la “macchietta” di un guappo che ricorda Carluccio, “l’uomo di ferro” “disegnato” da Scarpetta nel “Turco napoletano”.  

Somma Vesuviana, il muro della discordia della antica parrocchia di Santa Croce

Alcuni mesi fa ci siamo occupati della vecchia struttura abbandonata, dove ancora oggi si possono ammirare solo i ruderi di quella che fu una delle più antiche e potenti parrocchie della Diocesi di Nola. E’ di questi giorni la demolizione di un muro, accanto alla vecchia canonica, che sta suscitando parecchi interrogativi.     L’antica chiesa di Santa Croce, ridotta ormai ad un desolato rudere, sorge nell’omonimo borgo ubicato a nord – est del paese. Di questa chiesa non si conosce l’epoca precisa della sua fondazione, ma sappiamo che esisteva già nel 1375. Proprio alle spalle esisteva nel 1799 un giardino di circa un moggio e un quarto, appartenente alla parrocchia e affittato a tale Scipione di Amato, come si evince dalla mappa catastale della Terra di Somma del cartografo Luigi Marchese di quell’epoca. Oltretutto, sul muro che va sulla strada e circonda la chiesa vi sono inglobate tegole e frammenti di dolia di epoca romana, come afferma l’appassionato di archeologia Gerardo Capasso. Nel 1926 già non si celebrava messa in questa parrocchia, poiché diruta. Si arrivò, poi, al 1932, allorquando la struttura venne definitivamente chiusa su disposizione del Podestà di Somma, Waldimiro Del Giudice. Solo nell’ottobre del 1940 si ufficializzerà il passaggio definitivo del beneficio parrocchiale nella Chiesa francescana di Santa Maria del Pozzo su disposizione della Curia Vescovile di Nola. Il 18 giugno del 2000 l’associazione Metanova, diretta dal legale rappresentante Dott. Antonio Coppola, chiese ed ottenne dalla Curia Vescovile di Nola in comodato d’uso, per 29 anni, l’intero complesso per istituire un ostello della gioventù. Il progetto, all’epoca, rientrava nel cosiddetto PIT VESEVO (Parco Nazionale del Vesuvio) e cercava di realizzare, coniugandole, la conservazione e tutela del patrimonio naturale con la crescita delle opportunità di sviluppo del territorio, valorizzando le numerose risorse endogene e sfruttando le opportunità localizzative per centri di ricerca e sviluppo e per imprese di produzione e servizi eco compatibili. Il progetto finanziato, purtroppo, non andò a buon fine in quanto mancarono le dovute autorizzazioni municipali. Certamente tutto si frenò in relazione, soprattutto, al forte interesse del potentato locale imprenditoriale di accaparrarsi quell’agognato suolo per poi poter edificare nuovi palazzi, come è avvenuto successivamente per il parco accanto. Ebbene, il 6 dicembre del 2016, l’associazione Metanova restituì a Sua Eccellenza Mons. Beniamino de Palma, Vescovo di Nola, l’intera struttura, dal momento ché erano venuti a mancare non solo tutti i presupposti progettuali, ma anche il denaro occorrente per la pulizia e per le dovute autorizzazioni legate alla sicurezza dello stabile. Il complesso, in questi primi giorni di settembre, si presenta all’osservatore ancor più in precarie condizioni di degrado, poiché è stato demolito il vecchio muro di confine dell’antico giardino, attaccato alla ottocentesca casa canonica. Che cosa sarà successo? A risponderci è l’ing. Arcangelo Rianna che del caso si sta occupando: “Per la questione della Chiesetta di S. Croce, mi risulta personalmente che circa 3 anni fa la Polizia municipale di Somma Vesuviana ha più volte sollecitato la Curia Vescovile di Nola per un intervento rivolto alla pulizia dell’area circostante alla struttura. C’erano state diverse lamentele dei cittadini del posto per le cattive condizioni del luogo. Oltretutto l’area annessa, oggetto dei lavori di pulizia in corso, era stata attentamente monitorata per la presenza di ratti e vipere in azione. Mi risulta, inoltre, personalmente, da una mia attenta osservazione, che i rovi si erano talmente sviluppati lungo la strada che pendevano dal muro, fino ad altezza uomo, con pericoli per i passanti. A seguito delle numerose denunce degli abitanti del posto, i proprietari del terreno adiacente la chiesetta, sono intervenuti per la pulizia dell’area e inavvertitamente l’impresa edile ha demolito parte del muro antico che separa l’area della chiesetta dall’area privata. Della pulizia in corso pare sia stata informata anche la Curia di Nola. Nel corso della pulizia, oltre alla demolizione di parte del detto muro, sono stati rimossi dall’area anche alcuni ruderi di casotti di blocchi che erano superfetazioni aggiunte alla Chiesa. Considerato che a Somma Vesuviana sono state registrate  decine  e decine di associazioni culturali e simili che operano sul territorio, sarebbe auspicabile che, oltre a denunciare prontamente simili piccoli abusi, ci fosse da parte loro una maggiore sensibilità verso i beni storici della nostra città. Dove non è riuscita l’associazione Metanova, potrebbe essere propositivo un progetto di più associazioni per salvare la chiesetta e avviare anche un recupero strutturale. Lanciamo, quindi, in primis, questo messaggio e l’invito, sperando che sia accolto. Per quanto riguarda il muretto demolito, interesseremo la Curia,  affinché, con i propri tecnici esperti, suggerisca ai proprietari del terreno di ripristinarlo con la stessa tipologia muraria”.  Non voglio essere polemico, certamente se i proprietari si fossero avvalsi di un impresa con specifico riguardo ai requisiti di tecnica per la categoria OG2, tutto ciò non sarebbe successo. Tale demolizione, considerato che il paese è sottoposto a molti vincoli paesaggistici disciplinati dal Codice dei Beni Culturali, è stata comunque inaspettata soprattutto per chi ha vissuto in quel posto per una intera vita. Adesso l’aspetto, così come si presenta, evidenzia una bruttura dell’immagine, evidente anche agli occhi dell’osservatore più sprovveduto. Comunque resta da capire, ed è un dovere della Curia Vescovile, come mai sia stata permessa una cosa di questo genere e come mai non è presente una cartellonistica di individuazione del cantiere. A riguardo, potremo fare moltissime e maliziose illazioni, ma per mio costume mi astengo da polemiche inutili, poiché durante la giornata di ieri con le mie foto ho turbato l’ attività del cantiere, creando in qualche operatore un po’ di malumore. Accogliamo con felicità le parole dell’ing. Rianna, auspicando che sia questo il momento adatto per quel recupero della struttura, assegnandogli un ruolo sociale, certamente necessario, ad uno spazio che risulta privo di qualsiasi aggregazione socio-culturale.

Marigliano, comunali: il candidato Saverio Lo Sapio ha presentato la sua lista Oxigeno

Si è svolto ieri sera, presso la sala eventi della Pasticceria De Girolamo, l’evento di presentazione della lista Oxigeno, l’unica che si muove a sostegno della candidatura di Saverio Lo Sapio, consigliere comunale uscente. L’incontro, aperto solo ai media per venire incontro alle disposizioni anti Covid, apre ufficialmente la campagna elettorale “in presenza”, dopo le prime scorribande vissute esclusivamente sui social. Non è detto, proprio a causa della pandemia, che avranno luogo i consueti comizi elettorali ma intanto cominciano ad alzarsi le prime voci politiche dei protagonisti, a due settimane dal voto. “Hanno provato a seppellirci ma non sapevano che eravamo semi”: è tutto racchiuso in questo proverbio messicano, citato da Lo Sapio, il senso profondo degli interventi che hanno dato vita alla presentazione della lista Oxigeno, un movimento politico che nasce nell’ormai lontano 2003, sulla scia della lotta civile di Ingrid Betancourt, personaggio simbolo per “tutti coloro che nel mondo sono privati della libertà a causa della difesa dei diritti umani e la lotta contro la violenza terrorista, la corruzione e il narcotraffico”. Una lista formata da 18 cittadini, quasi tutti alle prese con la prima esperienza politica ma con tanta voglia di “rivoluzione”, da fare innanzitutto nella cabina elettorale (concetto condivisibile ma frase falsamente attribuita al giudice Borsellino, ndr), per offrire alla comunità di trasformare Marigliano nella “città della legalità, della vita e degli alberi”. Dopo la presentazione di rito dei candidati, ad aprire le danze è stato ovviamente Saverio Lo Sapio, candidato a sindaco e cuore pulsante del suo movimento, impegnato da anni in lotte politiche (all’interno delle istituzioni) a favore della salute pubblica e dell’ambiente: “Già lo scorso 16 giugno, in consiglio comunale, avevo annunciato pubblicamente la mia candidatura e da allora sono onorato di poter affrontare questa sfida per i valori di sempre, insieme ai nuovi candidati. La nostra proposta politica è l’unica davvero coerente: oltre a noi ci sono soltanto dei veri e propri cartelli elettorali, frutto di operazioni di ripiego a dir poco impensabili ma tese alla ricerca incessante del potere. La strada è in salita perché noi abbiamo una sola lista ma a me questo non spaventa affatto perché ciò che anima questa squadra è la passione”. “Noi sfidiamo questi plotoni di candidati, gente che dalla città ha saputo solo prendere, nel corso degli anni, mentre noi alla città vogliamo dare – ha proseguito Lo Sapio, riscaldando la platea con il suo intervento a tratti focoso – Gli altri ci vedono con una sola lista e pensano che sono più forti, vorrebbero seppellirci ma noi siamo semi, solitario ma così forte da affondare le radici, superare le intemperie e attraversare la terra per sbocciare e profumare di vita, di libertà e di legalità”. Si sono susseguiti, poi, alcuni brevi interventi dei candidati: Nunzia Granato, giovane e rampante avvocatessa con un sogno ambientalista nel cuore; Adriana Pignalosa, laureata in Biologia delle Produzioni Marine ma soprattutto attivista che ama sporcarsi le mani; Nicla Spiezia, ex docente di lettere che urla la sua fiera appartenenza al Partito Comunista di Nilde Iotti e Berlinguer e sottolinea il valore dell’etica, oggi grande assente della società; Luigi Monda, storico dell’arte e presidente del Comitato Proborgo, protagonista in città di grandi iniziative a sostegno della tutela dei beni culturali e della bellezza, in contrasto con l’affarismo che ha portato a numerosi scempi edilizi; infine Paolo Esposito Mocerino del Partito della Rifondazione Comunista, molto deciso nel sottolineare le rarefazioni ideologiche manifestatesi soprattutto in questa campagna elettorale. A chiudere la serata ha provveduto la candidata Serena Napolitano, dottoressa in Scienze della Comunicazione, che con un intervento puntuale ha sottolineato l’importanza di un “voto di scelta”, invitando poi alla fruizione dei punti programmatici della lista, da oggi pubblicati sui canali social del movimento Oxigeno.

Somma Vesuviana, questione DEMA, il sindaco:”Mi batterò per il mantenimento dei livelli occupazionali”

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Riceviamo e pubblichiamo dal comune di Somma Vesuviana Di Sarno: “Non è accettabile mettere in cassa integrazione operai, padri, dipendenti, soprattutto in un contesto storico come quello che stiamo vivendo. Mi batterò per il mantenimento dei livelli occupazionali in DEMA. In questi minuti sta continuando lo stato di occupazione dello stabilimento di Via San Sossio in Somma Vesuviana che conta circa 360 lavoratori. Per alcuni di loro è stata comunicata la cassa integrazione dal 7 Settembre ed a quanto pare mediante un messaggio Watsapp”. “Non è accettabile che in un contesto storico come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia si pensi a mettere in cassa integrazione operai, dipendenti, padri. Mi schiero apertamente con tutti gli operai della DEMA per i quali rischierebbe di esserci un ridimensionamento, dunque la cassa integrazione, già dal 7 Settembre. Una notizia che sarebbe stata comunicata attraverso un Watsapp. Spero che possano giungere notizie positive dagli incontri programmati per le prossime ore. Il sindaco profonderà il massimo del suo sforzo con mobilitazione presso le sfere governative affinché si faccia tutto il possibile per evitare ogni forma di ridimensionamento. Voglio essere ottimista perché dopo il lockdown e quanto abbiamo vissuto e stiamo continuando a vivere, non è possibile che tocchino i posti di lavoro. Ieri mi sono immediatamente precipitato presso lo stabilimento DEMA di Via San Sossio a Somma Vesuviana dove ancora adesso permane lo stato di occupazione e proprio in serata si sono vissuti momenti di particolare tensione che non si devono più ripetere”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana che sta seguendo passo, passo l’evoluzione della situazione occupazionale della DEMA, azienda importante nel settore aerospaziale. (foto di repertorio)

Napoli, questa sera al Gambrinus si parla di pandemia con Angelo Iannelli

Riceviamo e pubblichiamo. Al Gambrinius Angelo Iannelli presenta “Viaggio nella Pandemia la sfida di Pulcinella”. Tra le tante personalità confermata la presenza del virologo Giulio Tarro. Si chiama ”Viaggio nella Pandemia la sfida di Pulcinella“ l’ultimo lavoro letterario di Angelo Iannelli. Attore, regista, scrittore, interprete della maschera di Pulcinella, da sempre a sostegno delle persone meno fortunate, pluripremiato, ha fatto del sociale una forma di vita, tanto da essere definito “Ambasciatore del Sorriso” per le sue instancabili iniziative sociali. Il libro edito da Albatros, con prefazione del virologo Giulio Tarro, sarà presentato questa sera, venerdi 4 settembre, nello storico e affascinante Gambrinus di Napoli, a partire dalle ore 19:00. Rispettando le normative anti Covid. Non mancheranno noti personaggi come nello stile iannelliano.

Pomigliano Jazz, anteprima domenica 6 settembre con Lionel Loueke sul Vesuvio

La XXV edizione del festival Pomigliano Jazz si apre domenica 6 settembre sul Vesuvio con un’anteprima d’eccezioneLionel Loueke in concerto con special guest il sassofonista e compositore partenopeo Daniele Sepe. Il chitarrista originario del Benin presenta sulla vetta del vulcano più famoso al mondo i brani del suo nuovo album HH dedicato al suo mentore Herbie Hancock, con un esclusivo live acustico al tramonto sull’orlo del cratere del Vesuvio a quota 1200 metri.

Definito dallo stesso Hancock “un musicista che dipinge note”, Lionel Loueke è il primo artista annunciato dal festival diretto da Onofrio Piccolo per l’anteprima che il 6 settembre si terrà in uno dei luoghi più suggestivi della Campania: il Gran Cono del Vesuvio, location centrale del progetto Green Jazz, attraverso il quale il Pomigliano Jazz promuove, dal 2013, la cultura della responsabilità e della sostenibilità. Il festival, programmato e finanziato dalla Regione Campania e dal MiBACT, è organizzato dalla Fondazione Pomigliano Jazz con Scabec, ed in partenariato con l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio ed i comuni di Pomigliano d’Arco, Avella e Terzigno.

Il concerto si terrà tra le 18 e le 19.30 (terminerà al tramonto), senza la presenza di pubblico e verrà trasmesso in streaming su diverse piattaforme online.

In anteprima assoluta, Loueke – già ascoltato a Pomigliano Jazz nella straordinaria formazione Aziza capitanata da Dave Holland nel 2018 e ancora come guest del trio di Jeff Ballard nel 2016 – presenterà il suo nuovo lavoro discografico “HH” che uscirà il prossimo 16 ottobre per l’etichetta britannica, Edition Records..

«Questo album è tanto una dedica quanto un tributo personale a un musicista che ha cambiato il volto di questa musica – sottolinea Loueke – È un’interpretazione estremamente avvincente e unicamente individuale della musica che ha avuto un’enorme influenza su musicisti di tutti gli stili e generi».

«Da Herbie ho imparato molto. E’ uno di quei musicisti sempre pronti a sostenerti. Quando un collega sbaglia interviene lui tranquillamente senza farti notare l’errore. Si immerge completamente nella musica e in un certo senso rende la vita più facile a tutti. Ma in certi casi la complica, può capitare che lo spartito dica Do maggiore e lui decide di suonare un altro accordo. Lui va oltre le singole note».

Sarà uno scenario unico ad ospitare l’inedito concerto che segna l’incontro tra Lionel Loueke e Daniele Sepe sul Vesuvio: i due musicisti si esibiranno senza la presenza fisica del pubblico ma avvolti solo dalla magia del luogo, dalla potenza della natura, dalla grandezza di una montagna simbolo di energia e forza.

La musica di Herbie Hancock in primo piano grazie all’ultimo lavoro del chitarrista africano ma la vera magia sarà il dialogo con il sassofonista napoletano. Ognuno con un carattere ben definito e una cifra stilistica che ha molti punti d’incontro. La suggestione del Gran Cono, Spartaco, il Mediterraneo, la grande lezione del jazz, saranno l’alfabeto di un linguaggio sonoro che offrirà ai due musicisti terreno fertile sul quale coltivare il seme dell’improvvisazione e nello stesso tempo delle emozioni.

LE PRECEDENTI ESIBIZIONI SUL VESUVIO PER IL FESTIVAL POMIGLIANO JAZZ: Dopo i concerti di Richard Galliano e Marco Zurzulo (2014), del trio Maria Pia De Vito, Enrico Rava, Roberto Taufic (2015), di Enzo Avitabile con Ashraf Sharif Khan, Gianluigi Di Fenza e Rino Zurzolo (2016), del duo Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura (2017), di Louis Sclavis e Dominique Pifarely (2018) e del leggendario Charles Lloyd (2019),  toccherà all’inedito incontro tra Loueke e Sepe trasformare in musica le emozioni contrastanti evocate dal vulcano.

Quest’anno il concerto si terrà senza spettatori in ottemperanza all’ordinanza N° 120/2020 del sindaco di Ercolano che sospende ogni attività o manifestazione pubblica di iniziativa comunale fino al 10 settembre pv. Per questioni di opportunità ed al fine di tutelare la salute del pubblico, degli artisti e degli operatori, Pomigliano Jazz ha deciso di aderire alle indicazioni del Comune di Ercolano e di far svolgere il concerto in condizioni di sicurezza, senza l’accesso del pubblico in presenza e con diffusione in streaming.