Sant’Anastasia, Iervolino: “Non smantelliamo la Biblioteca. Le alternative ci sono”

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Riceviamo e pubblichiamo dal candidato sindaco Vincenzo Iervolino   Vincenzo Iervolino risponde ad Esposito e rilancia: “Il Commissario blocchi i lavori e incontri i quattro candidati a sindaco. Le alternative ci sono”   “Accolgo con piacere l’invito al dialogo lanciato da Carmine Esposito per trovare insieme una soluzione per le associazioni che saranno costrette a lasciare la Biblioteca Comunale “G. Siani”. Sul tema alcuni giorni fa ho lanciato una proposta, sulla quale lo stesso Carmine Esposito, nel corso di una intervista, si era detto favorevole: riaprire la sede comunale di via Primicerio per trasformarla, in questa fase emergenziale, in Casa delle Associazioni. Lì in breve tempo, gli studenti, il centro diurno per ragazzi con disabilità, la Mir Odv e l’UCI troverebbero spazi idonei per proseguire la loro nobile attività associativa” sono le parole del candidato a sindaco Vincenzo Iervolino. “Tuttavia gli avvenimenti degli ultimi giorni impongono una riflessione. Per questo, propongo agli altri tre candidati di chiedere congiuntamente un incontro al Commissario Prefettizio per trovare insieme una soluzione per le aule scolastiche. In diverse scuole cittadine ci sono più di una decina di aule chiuse per inagibilità. Si avvii subito una ricognizione per trovare gli spazi idonei per garantire il rispetto delle Linee Guida del Ministero. Nel frattempo, chiedo pubblicamente alla Commissaria Prefettizia dottoressa Stefania Rodà di fermare i lavori nella Biblioteca Comunale: la sala congressi è unico luogo per realizzare eventi ed iniziative in questa città e non può essere smantellata. Tra poche settimane la nostra città avrà un nuovo primo cittadino: è più giusto e corretto che su certi interventi, che avranno effetti a lungo termine, venga fatta una riflessione con i candidati a sindaco. Gli spazi ci sono, troviamo insieme una soluzione” conclude Iervolino.

Marigliano, comunali: Adolfo Stellato, candidato Pd per Jossa, si presenta alla cittadinanza

Riceviamo e pubblichiamo da Adolfo Stellato, candidato nella lista del Partito Democratico a sostegno di Peppe Jossa.
Sono nato a Napoli il 25 marzo 1997. Mi sono diplomato al Liceo Classico G. Carducci di Napoli, dove sono stato eletto rappresentante degli studenti nel consiglio d’istituto nell’anno scolastico 2014/2015.
Attualmente studio presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Federico II di Napoli.
Da sempre appassionato di politica, per indole, passione e tradizione familiare; vicino agli ultimi soprattutto per la tutela del diritto al lavoro.
Dall’età di 18 anni sono iscritto ai Giovani Democratici e al Partito Democratico, riuscendo a rispondere a quella vera vocazione civile che è stata tramutata in azione. Infatti, dal 2017 insieme ad un gruppo folto di giovani ci siamo fatti promotori di iniziative sociali e culturali che avevano come finalità la promozione e la valorizzazione della nostra città. Il coinvolgimento di tanti ragazzi ha permesso a chi si era distaccato dall’attività politica di risentirsi parte di un progetto, per questo sul mio cammino ho ricevuto e ricevo anche l’appoggio di chi aveva già esperienza alle spalle, sicuro che la chiave vincente sia coniugare il passato e il presente.
Grazie ad un impegno concreto e al supporto di una squadra,mi sono candidato e sono stato eletto all’assemblea regionale del Partito Democratico Campania alle primarie del 3 marzo 2019.
Successivamente sono stato nominato per far parte della direzione regionale del Partito Democratico il 25 marzo 2019.
Dal 2017 al 2019 sono stato membro della segreteria del Partito Democratico di Marigliano.
A seguito dell’impegno continuo attuato nel partito, della spinta proveniente da tanti ragazzi e da tanti adulti; in un momento delicato per la nostra città ho scelto con senso di responsabilità di accettare la candidatura come capolista del Partito Democratico. È tempo di responsabilità, di scelte, di rinnovamento.
Ho scelto l’impegno per la mia città, insieme a tutti coloro che vogliono rivolgere lo sguardo alle cose concrete, che non hanno pregiudizi, che hanno voglia di costruire relazioni e percorsi di crescita e benessere sociale.
Senza rinunciare ai valori che mi hanno formato ed evitando toni esasperati, campagne d’odio e di diffamazione: ho accettato la sfida.
È la città, con le sue criticità ed una nuova visione per affrontarle, a tornare al centro delle responsabilità politiche. Ripartendo dal tessuto sociale, e della collaborazione istituzionale anche con le forze che ci hanno visto sempre contrapposti, inizio una nuova stagione di operoso impegno per il bene comune.
Con Peppe Jossa, candidato sindaco, metto il mio impegno a disposizione; senza macigni sul cuore, con la voglia di fare e migliorare il territorio nel quale vivo, la vita ed i sogni dei miei concittadini, con l’entusiasmo e la disponibilità che mi contraddistingue.
Insieme ci confronteremo sulle soluzioni migliori, mi batterò:
per i nostri centri storici;
per il recupero delle frazioni e delle periferie;
per offrire occasioni di sviluppo alle politiche giovanili creando opportunità per i miei coetanei;
per la promozione del patrimonio culturale della nostra città;
per soddisfare quell’enorme bisogno di servizi ed attività di cui i cittadini e la città necessitano.
Metterò al centro della mia azione politica il bisogno di un ambiente salubre ed al passo coi tempi nel rispetto dei principi della sostenibilità. In questa esperienza troverò sostegno nella forza di una antica tradizione e nell’incontenibile spinta all’innovazione, nelle proposte, nel linguaggio, nella partecipazione ad un processo di rinnovamento sociale e politico. Coerenza, Responsabilità, Prospettive.

Ancora controlli a tappeto dei Carabinieri nel napoletano: sequestri di droga e sigarette, quattro le persone denunciate

Continuano i controlli dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli nell’area nord orientale della città. Identificate 322 persone e controllati 134 veicoli, molti dei quali a due ruote. Decine le sanzioni per violazioni al codice della strada: ancora la guida senza casco la contravvenzione più frequente. Durante il servizio i militari della Compagnia di Castello di Cisterna hanno denunciato un 20enne di Casalnuovo perché trovato in strada in possesso di una pistola a salve, completa di munizioni. L’arma è stata sequestrata. 2 le persone  – 27 e 20 anni – denunciate a Pomigliano D’Arco per evasione perché trovate in strada nonostante fossero sottoposti ai domiciliari. Ha 37 anni, invece, l’uomo denunciato per detenzione di droga a fini di spaccio. Era in strada, tra i palazzi del complesso popolare di Castello di Cisterna noto come “Cisternina”. Quando ha notato le pattuglie dei Carabinieri è fuggito in un seminterrato di uno degli edifici e si è disfatto di un borsello al cui interno sono stati rinvenuti 9 grammi di hashish, 2,10 di marijuana, 22 di crack e 9,5 di cocaina. Nella pochette anche 1260 euro in contante ritenuto provento di spaccio. Sono 87 i pacchetti di “bionde” sequestrate ad un 21enne di Marigliano. Nascoste nella sua abitazione, erano prive dei marchi dei Monopoli di Stato e destinate ad alimentare il contrabbando di TLE Ancora droga sequestrata a Castello di Cisterna: in uno scantinato di Via Leopardi – siamo ancora nella “Cisternina” – i carabinieri hanno rinvenuto 55,6 grammi di cocaina e 38,5 di crack. A Brusciano, invece, erano 9,8 i grammi di cocaina rinvenuti ancora una volta in uno scantinato condominiale del quartiere “219”. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni.

Marigliano, comunali: lo sviluppo turistico della città secondo i Popolari a sostegno di Esposito

Riceviamo e pubblichiamo da Salvatore Tramontano, coordinatore e portavoce dei Popolari a Marigliano, la cui lista sostiene il candidato Vincenzo Esposito alle prossime elezioni comunali. Eccellenze artistiche, culturali e religiose: il futuro turistico di Marigliano Marigliano ha da sempre vocazione agricola, ma questa non è l’unica eccellenza del territorio. Chi conosce la nostra città, la vive e ne segue le evoluzioni si rende conto che molte trasformazioni sono avvenute negli anni, ma la politica non ha saputo tenere il passo. Oggi, Marigliano è il paese delle sagre e luogo di eventi artistici e musicali. Ma il nuovo Santuario della Madonna della Speranza, il patrimonio storico non valorizzato, le masserie, testimoni del passato agricolo e della centralità di un lontano mondo produttivo locale, sono valori altrettanto importanti. Compito della politica è prendere coscienza di questi valori, potenziarli e promuoverli per creare nuove opportunità di crescita: culturale, sociale ed economica. Tra visitatori, pellegrini e appassionati di arte e cultura, un settore ancora in gran parte da esplorare, il nostro paese può puntare a crescita e sviluppo! Si pensi ai vicini scavi archeologici di Nola e di Cimitile, alla Villa Romana di Somma Vesuviana, al Santuario di Madonna dell’Arco o alla Diocesi di Nola. A feste della tradizione che già oggi richiamano turisti ad ampio raggio, quali la Festa delle Lucerne e la Festa della Tammorra di Somma Vesuviana, la festa dei Gigli di Brusciano e Nola, il Carnevale di Saviano. Insieme alle realtà dei territori vicini anche Marigliano può entrare in questi itinerari storici, archeologici, culturali e spirituali. Stipulando una convezione con le suore, il Palazzo Ducale e il suo meraviglioso boschetto con lago, può essere reso visitabile non solo in occasione di Gens Mariliani. Palazzo Verna può entrare in un circuito di eventi, avviando un processo di valorizzazione e conversione a museo. Insieme a tanti altri eventi qiali il Presepe Vivente di Lausdomini, Marigliano Jazz, la Festa del Perdono di Assisi al Santuario della Madonna della Speranza. Tutto questo non è un’utopia. L’offerta turistica locale deve coinvolgere i soggetti economici già presenti e radicati sul territorio, nell’organizzazione di un sistema di servizi idonei. Determinante è il ruolo da affidare ai giovani, i quali possono fornire la chiave della più opportuna offerta culturale, naturalistica, ambientale ed enogastronomica. I giovani e i manager, in sinergia, devono mettere in relazione luoghi e servizi con un marketing in grado di promuovere le nostre eccellenze e il nostro patrimonio culturale e religioso. L’offerta innovativa e multidisciplinare dei Popolari sarà l’elemento chiave per avviare un’animazione territoriale basata sullo studio del territorio nelle sue diverse componenti: società e ambiente, attori e risorse, storia e tradizione, cultura, arte e spiritualità.

Pomigliano d’Arco, il comizio di apertura della coalizione civica che sostiene Elvira Romano: “Con noi un programma concreto”

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Riceviamo e pubblichiamo

“Siamo un gruppo che sa cosa fare per Pomigliano. Ed è questo il senso autentico della democrazia: sapere che dietro la mia persona e la mia indicazione c’è un gruppo, un progetto, un programma”. Con queste ed altre parole Elvira Romano ieri ha presentato la coalizione civiche che la sostiene nella candidatura a sindaco per la città di Pomigliano d’Arco.

In piazza Giovanni Leone, i rappresentanti delle liste “Lello Russo per Pomigliano”, “Forza Pomigliano”, “Quartieri al Centro”, “Millesettecento99”, “Riformisti Pomigliano d’Arco”, “Idee e Movimento” hanno tenuto il comizio di apertura della campagna elettorale, in vista delle elezioni comunale del 20 e 21 settembre.

Sono intervenuti Giuseppe Capone (Forza Pomigliano), Domenico Leone (Idee e Movimento), Franca Trotta (Millesettecento99), Luigi Pulcrano (Quartieri al Centro), Giovanni Russo (Riformisti Pomigliano d’Arco) e Lello Russo, sindaco in carica e capolista di Lellorusso per Pomigliano.

Centinaia i sostenitori: Elvira e l’intera coalizione hanno fatto il pieno di entusiasmo e partecipazione. Molti applausi per tutti gli intervenuti e in particolare per Elvira Romano, che ha evidenziato proprio la compattezza della coalizione:  “Siamo un gruppo con tante persone in grado di dare un contributo importante a questa città”.

Poi un passaggio sul lavoro fatto dall’amministrazione in carica (Elvira Romano è il vicesindaco di Pomigliano d’Arco) e sulle prospettive future, con una serie di riferimenti al programma, dalle scuole alle politiche sociali, dalla viabilità alla cultura passando per lo sviluppo economico e la riqualificazione delle periferie.

Infine, l’appello al voto: “Chi mi ha scelto lo sa: io non voglio cristallizzare il passato ma guardare al futuro.  Lo voglio fare con concretezza, senza sogni campati in aria, senza false promesse. Ma lo voglio fare davvero, con i fatti e non con le parole. Lo voglio fare da donna libera quale sono. E, soprattutto, lo voglio fare insieme a voi: la Pomigliano più bella, la Pomigliano più autentica. La Pomigliano che vive Pomigliano e che ama Pomigliano”.

Somma Vesuviana, DEMA, Apetino (Fim Cisl): ” La politica non si giri dall’altra parte preoccupandosi solo di fare campagna elettorale”

“I lavoratori di Dema della provincia di Napoli sono ormai giunti alla disperazione più totale. Sono in sciopero permanente e sono saliti sul tetto della fabbrica per avere certezze sul proprio futuro occupazionale”. È quanto afferma Raffaele Apetino, segretario generale della Fim Cisl Campania. “La vertenza Dema che interessa oltre il sito di Napoli anche il sito di Benevento, investe circa 500 lavoratori oltre l’indotto. È necessario che la politica, sia regionale che nazionale non si giri dall’altra parte preoccupandosi solo di fare campagna elettorale. Le vertenze già da mesi stanno mettendo in ginocchio il tessuto industriale campano e di conseguenza stanno colpendo i lavoratori – prosegue Apetino – Adesso per un contenzioso tra azienda Dema, Inps e Ministero non possiamo permettere che si chiuda un altro stabilimento al sud ed in particolare in Campania”. “Il presidente Inps Tridico, il ministro dello Sviluppo economico Patuanelli e il ministro del Lavoro Catalfo, sanno bene che per situazioni eccezionali servono soluzioni eccezionali, così come le abbiamo ricercate e trovate in tante vertenze. È necessario ricercarle e normarle anche per la delicata questione Dema in tempi brevi e aprire un tavolo di confronto con i Ministeri competenti, così da poter mettere al sicuro il futuro industriale e occupazionale dei siti campani”, conclude il segretario generale della Fim Cisl Campania.

VinGustandoItalia, le misteriose origini della Parmigiana di melanzane e le diverse possibilità di vino da abbinare….

  “E farai friggere le melanzane e poi le disporrai in una teglia a strato a strato con il formaggio, basilico e brodo di stufato o con salsa di pomodoro e coperte le farai stufare”(Cavalcanti) La parmigiana di melenzane è una delle pietanze più famose e gustose della cucina italiana, ma le sue origini sono molto controverse, tanto che la sua creazione è contesa tra Campania, Emilia Romagna e Sicilia. La melanzana è un ortaggio molto comune sulle nostre tavole, consumato soprattutto in estate o nel primo periodo autunnale. È un alimento con funzioni depurative per l’organismo umano e ideale per le diete dimagranti grazie al basso contenuto calorico e all’alta percentuale di acqua, ma come è arrivata in Italia? La melanzana arrivò in Italia nel XV secolo, quando gli Arabi la fecero arrivare dall’India. Già questo itinerario fa propendere per la “pista” siciliana: secondo questa tesi, la città di Parma non c’entrerebbe nulla, né tanto meno il parmigiano. Il termine deriverebbe invece dalla voce siciliana“parmiciana”, ossia l’insieme dei listelli di legno che formano una persiana, infatti il loro sovrapporsi parzialmente l’uno all’altro ricorderebbe la disposizione delle melanzane fritte nella preparazione di questo straordinario piatto. Non a caso in Sicilia si parla più spesso di “parmigiana di melanzane” che di “melanzane alla parmigiana”. Alcuni sostengono addirittura che “parmigiana” derivi direttamente da “petronciana”, termine di origine persiana con il quale originariamente veniva indicata la melanzana al suo sbarco nell’Europa meridionale, prima di diventare mela insana. A supporto di questa tesi il famoso scrittore e gastronomo Pellegrino Artusia a fine ‘800 la indicava proprio con questo nome. In ogni caso, la primitiva parmigiana siciliana doveva essere un piatto molto simile alla moussaka turca, fatta di melanzane fritte nell’olio e cosparse di pecorino e altri condimenti. Una tesi affascinante e realistica, ma non documentata, anche se in quell’epoca si ha un accenno alla “parmigiana” da parte del poeta e letterato Simone de’ Prodenzani, ma la ricetta non ci è pervenuta. La prima testimonianza storica sulla parmigiana è invece contenuta nel libro di alta cucina ”Cuoco Galante” scritto nel 1733 da Vincenzo Corrado, cuoco pugliese al servizio delle più importanti famiglie aristocratiche della Napoli del ‘700. Corrado, tuttavia, nella sua ricetta utilizza le zucchine anziché le melanzane, fritte nello strutto e poi condite con parmigiano e burro e poi ripassate in forno. Una similitudine molto forte alla ricetta attuale è descritta nel 1839 da Ippolito Cavalcanti nella sua “Cusina casarinola co la lengua napolitana” in cui descrive: “E farai friggere le melanzane e poi le disporrai in una teglia a strato a strato con il formaggio, basilico e brodo di stufato o con salsa di pomodoro e coperte le farai stufare”. Anche se l’’utilizzo del parmigiano, ci richiama alla città di Parma, e farebbe  propendere per un’origine emiliana della parmigiana di melanzane. In realtà, però, le ricette più antiche di questa pietanza, prevedono l’utilizzo del pecorino siciliano, molto utilizzato nelle regioni del sud Italia. Per questo motivo sembrerebbe non esserci alcun legame tra la pietanza e il parmigiano reggiano, formaggio che si è diffuso nel meridione solo nel secondo dopoguerra. Nel 1500, però, il termine “parmigiana” veniva definito come:  “cucinare alla maniera dei parmigiani” ovvero degli abitanti della città di Parma, che vuol dire cucinare vegetali a strati. In seguito, però, il “cucinare alla parmigiana” dei libri di cucina, è diventato sinonimo dell’utilizzo del parmigiano reggiano, nelle ricette. Insomma, un bel rompicapo come un delitto irrisolto, tuttavia, l’attuale diffusione del piatto, la melanzana importata dagli Arabi e tutte le assonanze possibili lasciano propendere per un’origine siciliana, un successivo sbarco a Napoli come naturale conseguenza del dominio partenopeo sull’isola. E forse un’ulteriore connessione con i Borboni, la dinastia di origine spagnola che prima di entrare a Napoli (1734), per un complesso gioco di alleanze dinastiche, governava proprio il Ducato di Parma e Piacenza. Date le origini controverse della parmigiana di melanzane, quindi, non è possibile stabilire quale sia la ricetta originale. Le preparazioni di base nelle diverse regioni sono abbastanza simili e le varianti riguardano principalmente il modo di impanare le melanzane e l’utilizzo di diversi formaggi. Sebbene, inoltre, le melanzane impiegate siano tradizionalmente fritte, non mancano anche varianti originali di parmigiana di melenzane grigliate. Per la preparazione di questo piatto vengono solitamente preferite le melanzane di forma oblunga, ma è possibile ottenere delle fette, spesse non più di mezzo centimetro, anche utilizzando la melanzana tonda.La variante della parmigiana di melanzane siciliana prevede la frittura delle melanzane e l’aggiunta di uova sode e scamorza a fette. Nella parmigiana di melanzane napoletana invece, le melanzane, una volta tagliate a fette, vengono passate prima nella farina e poi nell’uovo, per essere poi fritte in olio bollente. In entrambe le preparazioni, invece, viene preparato il sugo di pomodoro a parte, con il quale condire gli strati di melanzane. Riguardo ai formaggi scelti per la preparazione, a Napoli si preferiscono mozzarella o fiordilatte, mentre in Sicilia il caciocavallo. In Emilia Romagna, invece, si aggiunge alla preparazione abbondante parmigiano grattugiato. Il rompicapo diventa ancora più interessante per decidere quale vino abbinare. L’abbinamento fra vino e melanzane alla parmigiana ci regala tante diverse possibilità, che comprendono sia il vino rosso che il vino bianco, sia un vino fermo che un vino mosso. Classico della stagione estiva e simbolo della tradizione gastronomica italiana, una teglia di melanzane alla parmigiana vuole accanto a sé un vino che ne esalti il gusto caratteristico e si leghi bene con i diversi ingredienti, melanzane, pomodoro e formaggio in primis. Si potrebbe azzardare una bollicina, ma l’unica a convincerci potrebbe essere uno spumante blanc de noirs, oppure un vino bianco abbastanza strutturato che pulisce e dinamizza, rendendo piacevole anche la nota leggermente amara della melanzana; un amore forse estemporaneo, che non piacerà a tutti, che prende di pancia e avvolge senza pensare. Oppure una spremuta di macchia mediterranea che ci catapulta in Sicilia con un rosso della Trinacria che a ogni assaggio regala un nuovo sapore, che regala emozioni forti ma profondamente diverse. Un’unione elegante e profonda, sontuosa e sensuale, che si incammina prendendosi per mano, che cattura prima la testa e poi come una scossa attraversa tutto il corpo e ritorna lì dove tutto era partito. Le scelte sono diverse ma qualsiasi cosa berrete, ricordate le emozioni che una buona bottiglia di vino suscita in voi. (fonte foto:rete internet)

Giancarlo Bigazzi: il genio della canzone

Nato a Firenze il 5 settembre del 1940, come non ricordare il geniale autore, compositore e produttore nell’ottantesimo anniversario della sua nascita. Dal 1966 al 2012, anno della sua scomparsa, in quasi cinquant’anni segnati da grandi cambiamenti della nostra società, Giancarlo Bigazzi ha saputo raccontare in musica le emozioni del nostro Paese, creando alcune delle pagine più belle e indicative del costume e della cultura popolare, non di certo figlia di un dio minore, vissuta e abilmente sintetizzata in parole e musica. Toscanaccio e geniaccio della canzone, autoironico e sornione, schivo e burbero quanto si vuole, ma vero, antidivo, libero e senza filtri, dotato di un’umanità e di una generosità al di fuori del comune. La peculiarità delle sue creazioni musicali che maggiormente colpisce è la capacità di comporre innumerevoli brani di grande successo, in momenti così diversi e distanti nel tempo, per artisti altrettanto eterogenei. Sicuramente in questo risiedono la sua grandezza e la sua genialità. L’altro elemento (non meno importante), che ha dato il valido contribuito alla nascita delle fortunate creature del Maestro, è la gestione della mitica Factory di Settignano della Cingallegra, sulle colline di Firenze. Fucina di creazioni, talenti e successi che hanno segnato la storia della musica (cosiddetta leggera) italiana. E se è vero che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, come non sottolineare il ruolo di sua moglie Gianna Albini Bigazzi la quale ha saputo abilmente creare i presupposti di un ambiente familiare foriero d’ispirazione, accogliendo, coccolando, mettendo a proprio agio i tanti artisti e addetti ai lavori che hanno da sempre popolato la loro casa. Gianna è senza dubbio colei che ha saputo supportare con spirito di abnegazione il suo amato e stimato compagno di vita, incidendo al meglio, nella giusta misura, sulla nascita di questi grandi successi, molti dei quali (è importante rilevarlo) hanno fatto la fortuna di numerosi artisti alla loro primissima esperienza professionale. Tra le altre cose, Gianna è stata anche coautrice di molte creazioni e una su tutte citiamo la bellissima Cosa resterà degli anni ottanta. Bigazzi ha venduto oltre duecento milioni di dischi in tutto il mondo e scritto oltre mille e cinquecento canzoni. Per ovvi motivi di spazio possiamo ricordare solo le più famose e con esse i loro interpreti: Luglio (Riccardo Del Turco), Il carnevale, Meglio morire che perdere te (Caterina Caselli), Cosa hai messo nel caffè (Riccardo Del Turco, Antoine), Rose rosse, Vent’anni, Se bruciasse la città, Erba di casa mia (Massimo Ranieri), Lisa dagli occhi blu (Mario Tessuto), Eternità (Ornella Vanoni, I Camaleonti), Lady Barbara (Renato Dei Profeti), Montagne verdi, Sole che nasce sole che muore, Io domani, Nessuno mai (Marcella Bella), Dirtelo non dirtelo (Loretta Goggi), Non si può morire dentro, Io canto e tu, Toc toc, Dolce uragano, Questo amore non si tocca (Gianni Bella), Miele (Il Giardino dei Semplici), Donna amante mia, Io camminerò, Ti amo, Tu, Gloria, Qualcosa qualcuno, Stella stai, Notte rosa, Eva, Nell’aria c’è, Gente di mare, Gli altri siamo noi (Umberto Tozzi), Non succederà più (Claudia Mori), Self control, Cosa resterà degli anni ottanta, Ti pretendo (Raf), Si può dare di più (Tozzi, Ruggeri, Morandi), Disperato, Ci vorrebbe il mare, Perché lo fai, Cenerentola innamorata, Malinconoia, Ti vorrei, Bella stronza, Vaffanculo (Marco Masini), Gli uomini non cambiano, Lacrime, Rapsodia, Versilia, Fammi sentire bella (Mia Martini), Non amarmi (Aleandro Baldi, Francesca Alotta), Brutta (Alessandro Canino), Passerà, Soli al bar (Aleandro Baldi), Cirano (Francesco Guccini), Un colpo al cuore, Il pazzo (Mina), Mia sorella (Povia), …E mi alzo sui pedali (Stadio), Pensa (Fabrizio Moro), Un’apertura d’ali (Renato Zero). Senza contare i numerosi successi da hit parade dei goliardici Squallor di cui Bigazzi è fondatore con Totò Savio, Daniele Pace e Alfredo Cerruti e le colonne sonore dei film Mary per sempre e Ragazzi fuori di Marco Risi e di Mediterraneo di Gabriele Salvatores, quest’ultima insignita del prestigioso premio Oscar. Caro Maestro Bigazzi, hai sempre sostenuto che le canzoni fossero come farfalle che a volte prendono il volo e allora non sai fin dove possono viaggiare e andare a posarsi. Grazie infinite per avercele donate.

Poggiomarino e San Giuseppe Vesuviano: reati ambientali, stretta dei Carabinieri

Carabinieri e contrasto ai reati ambientali in un servizio disposto dal Comando Provinciale di Napoli. A finire nella lente dei controlli l’area sud della provincia napoletana. I militari della Compagnia di Torre Annunziata hanno denunciato per sversamento illecito di rifiuti due persone, un 45enne e un 32enne già noti alle ffoo. Sono stati sorpresi in un noccioleto di Via Pasquale Giulio Annunziata a Poggiomarino mentre scaricavano da un furgone mezza tonnellata circa di rifiuti speciali: batterie per auto, pezzi di ricambio di auto, fusti di olio motore, pneumatici, elettrodomestici. Abbandonati sul terreno avrebbero col tempo inquinato la falda acquifera e reso potenzialmente pericolose le coltivazioni. Scenario simile a San Giuseppe Vesuviano dove i carabinieri hanno beccato, in Via Vasca al Pianillo, un 52enne di origini jugoslave già noto alle ffoo mentre trasportava rottami di ogni genere senza autorizzazione.  Il furgone che guidava – così come i circa 300 chili di rifiuti trasportati –  è stato sequestrato e l’uomo denunciato. I controlli continueranno senza sosta anche nei prossimi giorni.

Marigliano, Peppe Jossa: “Persone fragili al primo posto in una città a misura d’uomo”

Riceviamo e pubblichiamo da Peppe Jossa, candidato sindaco a Marigliano per la coalizione composta da Pd, Azzurra Libertà, Impegno Civico, La Città che Vogliamo, Città in Movimento.

Al primo posto della nostra azione amministrativa ci saranno le persone che vivono delle fragilità, delle debolezze. Occorre consentire a tutti di abitare in una città migliore, nessuno deve sentirsi lasciato indietro. Interverremo in maniera complessiva per rendere più facile la quotidianità dei nostri concittadini, già costretti a fare i conti con situazioni di difficoltà: ci attiveremo, ad esempio, sui tributi, sui servizi scolastici, sulle politiche di inclusione e su quelle sanitarie”. È quanto afferma Peppe Jossa, candidato sindaco a Marigliano per la coalizione composta da Pd, Azzurra Libertà, La Città che Vogliamo, Impegno Civico e la Città in Movimento.

“Un forum permanente misurerà la corrispondenza tra le esigenze dei cittadini e le azioni messe in campo dall’amministrazione. Questo varrà per le politiche sociali ma anche per altre attività che riguardano l’ambiente, i servizi, il lavoro, la cultura e le altre tematiche che toccano da vicino la vita della nostra comunità”.

Jossa ha dato appuntamento domani alla cittadinanza, per un confronto sulle idee e le proposte per la città: a partire dalle ore 10.00 gazebo allestiti in piazza Municipio e nello slargo antistante la Scuola “Elia Aliperti” di Lausdomini.