Marigliano, MIJ 2020: la XIV edizione del festival jazz ospitata nei giardini del Palazzo Ducale

Torna per il quattordicesimo anno consecutivo il Marigliano in Jazz festival, evento simbolo dell’estate mariglianese, stavolta posticipato a causa dell’emergenza coronavirus. Non tutti i mali vengono per nuocere, però: alla ricerca di maggiori spazi dove poter collocare la location delle due serate previste, gli organizzatori hanno potuto esaudire un desiderio antico, quello di ambientare il festival nella suggestiva cornice del boschetto del Palazzo Ducale. Un luogo ameno, esclusivo, il polmone verde della città, appannaggio delle Figlie della Carità dell’ordine vincenziano che ne detengono la proprietà dal lontano 1935 e spesso lo aprono alla comunità, come in questo caso, con grande generosità. Vale la pena sottolineare che dopo le tribolazioni economiche degli ultimi anni (non si sapeva mai, fino all’ultimo momento, se i soldi per la manifestazione ci sarebbero stati o meno), quest’anno le difficoltà si sono addirittura moltiplicate, a causa della pandemia ma soprattutto della situazione impossibile che vive il Comune di Marigliano, alle prese con un commissariamento e un bilancio ballerino. Di conseguenza il festival jazz ha dovuto rinunciare al consueto finanziamento pubblico, affidandosi “alla generosità di privati e aziende” – come riporta Saverio Sodano, presidente di Skidoo, l’associazione promotrice del festival – e ridimensionando il format: da tre serate si passa a due, entrambe con il patrocinio (soltanto) morale della casa comunale. Nel suggestivo scenario dei giardini del Palazzo Ducale di Marigliano, i concerti avranno inizio alle ore 21:00, con ingressi contingentati nel pieno rispetto della normativa vigente per l’emergenza Covid-19. A tal proposito, precisano incessantemente gli organizzatori, la fruizione delle performance è libera ma esclusivamente su prenotazione: per contatti è possibile interagire tramite l’indirizzo e-mail del festival info@mariglianoinjazz.it oppure il numero di telefono 3296157789, preferibilmente via SMS, Whatsapp o Telegram. “Vi preghiamo di fornire i nominativi dei prenotati e, se possibile, anche i dati delle carte di identità valide o altro documento di riconoscimento, per le norme sul tracciamento che speriamo non debbano servire. Grazie per la Vostra collaborazione”, sottolineano ancora i promotori dell’iniziativa. “Mi raccomando di prenotare inviandoci anche nomi e numeri dei documenti di identità: non potremo far entrare persone senza prenotazione, quindi vi prego di non creare assembramenti all’ingresso di piazza Castello – ci tiene a indicare Saverio Sodano – I concerti sono stati pensati per accontentare un po’ tutti. Il quartetto di Giovanni Amato è uno dei migliori nel panorama nazionale e non solo. Giovanni è uno dei massimi trombettisti europei. Il gruppo e composto da musicisti talentuosi e di grande espressività. Il duo minimalista tra Carlo Lomanto ed Emilia Zamuner riporterà in chiave intimista brani di Ella Fitzgerald e Louis Armstrong che sono dei capolavori immortali. Sarà anche l’occasione per raccogliere firme per il Castello come luogo del cuore FAI. Venite sereni. Nonostante le difficoltà volevamo a tutti i costi dare continuità alla manifestazione”. La kermesse musicale, dal 2007 cuore pulsante della bella stagione in città, con le raffinatissime performance di artisti italiani e internazionali, si svilupperà su due serate previste per giovedì 10 e sabato 12 settembre. Si parte con Amato-Santaniello quartet, un gruppo che per l’occasione proporrà un repertorio basato su brani di Donald Byrd e Pepper Adams, negli anni ‘60 autori di notevoli pagine del jazz di New York attraverso storiche incisioni, da studio e dal vivo, per la famosa etichetta Blue Note. Giovanni Amato, trombettista salernitano dalla tecnica eccelsa e dall’espressività tipica del miglior hard bop (Freddie Hubbard è il suo modello di riferimento) e compositore di notevole spessore, ottimo arrangiatore, è un musicista completo che ha collaborato con diversi artisti di fama mondiale come Tom Harrell, Lee Konitz, Danilo Pérez e Steve Grossman, tra gli altri. Andrea Santaniello, invece, è un sassofonista avellinese di grande talento che nel settembre 2012 ha ricevuto il premio Nino Rota in occasione del XIII Festival Internazionale di musica ritmo sinfonica di Cava de’ Tirreni e ha collaborato con artisti internazionali della scena jazzistica quali Dado Moroni, Andrea Pozza, Roberto Gatto e Daniele Scannapieco. Il secondo appuntamento, previsto per sabato 12 settembre, vedrà protagonisti Carlo Lomanto (voce e chitarra) ed Emilia Zamuner (voce), che per l’occasione proporranno “Ella e Louis”, un tributo rivisitato in chiave minimale del repertorio dei dischi che Ella Fitzgerald e Louis Armstrong incisero insieme. La continua ricerca sulle potenzialità espressive della voce e sull’utilizzo della stessa in maniera più prettamente strumentale, ha condotto negli anni Lomanto ad approfondire e a diventare uno dei più ferrati utilizzatori della tecnica dello Scat e a una sua personale ed originale ricerca sull’uso dell’elettronica, attraverso l’utilizzo di apparecchiature che gli permettono di trasformare, armonizzare e registrare la sua voce in diretta. Emilia Zamuner è docente di canto jazz al Conservatorio “Gesualdo Da Venosa” di Potenza e di canto jazz e pop al “Centro della Voce” di Napoli. È probabilmente il miglior talento vocale esistente in Italia dalle doti eccellenti e al di sopra della media. In piena sinergia con la volontà della suor servente del Palazzo Ducale, Adele Capurro, quella del festival jazz sarà anche una occasione ulteriore per sostenere la sopravvivenza del bene culturale simbolo della città di Marigliano: sarà possibile, con un piccolo ma significativo gesto, contribuire alla tutela e alla salvaguardia dell’amato “castello” votando (sul sito o tramite i moduli cartacei presenti alle serate) l’antica dimora ducale come “Luogo del Cuore” FAI, iniziativa promossa dal Fondo Ambiente Italiano grazie alla quale, in città, è già stato premiato e valorizzato il neonato Santuario Madonna della Speranza (ex convento dei frati minori di San Vito). Aiutati che la città ti aiuta!

Regione Campania, indagato De Luca: le reazioni del governatore uscente

In mattinata, senza rispondere, aveva reagito alle domande dei giornalisti semplicemente allargando le braccia: si era a Salerno, dove Vincenzo De Luca stava partecipando, presso il Mediterranea Hotel, alla presentazione del progetto del Palazzetto dello Sport della città. Secondo l’inchiesta che coinvolge il governatore uscente della Regione Campania, candidato alle imminenti elezioni del 20 e 21 settembre, quattro vigili urbani di Salerno sarebbero stati promossi in via Santa Lucia a membri dello staff. A loro sarebbe stato assegnato il ruolo di addetti o responsabili di segreteria. Pochi minuti fa è arrivata l’attesa reazione dei De Luca, espressa tramite un post di Facebook sulla sua pagina ufficiale, come di consueto. Ironico il titolo “Straordinario scoop giornalistico”, questo il corpo della nota:”Si apprende della tempestiva scoperta che da tre anni è aperta una indagine sull’organizzazione dell’Ufficio di segreteria del Presidente della Regione Campania. L’indagine – dovuta – è partita da un esposto di un ex assessore regionale (ex Forza Italia, ora leghista) che mentre era assessore si faceva dare incarichi per centinaia di migliaia di euro dall’azienda regionale dei trasporti EAV (indagate, indagate…). L’indagine triennale verte su questo interrogativo: gli autisti che a turno accompagnano il Presidente della Regione, erano solo autisti o facevano anche lavoro di segreteria? Nel frattempo si comunica che l’organizzazione dell’Ufficio di segreteria della Presidenza attuale, rispetto a quella precedente, ha comportato un risparmio di 84.000 euro l’anno. Buon lavoro a tutti. E per il resto, non perdere tempo e non farsi distrarre”. (foto ANSA Campania)

Sud, Romano (Cise): fiscalità vantaggio non sia ennesima “mancetta”

“La fiscalità di vantaggio destinata nelle intenzioni del Governo alle regioni del Sud, e che dovrebbe entrare in vigore ad ottobre, non può’ rappresentare l’ennesima mancetta per quelle popolazioni che, oltretutto hanno saputo gestire, meglio di altre, la fase acuta dell’emergenza Covid, emergenza di portata mondiale. Non ho nessun interesse personale nell’esprimere un giudizio positivo sulle parole del Presidente di Confindustria che ha definito sostanzialmente inefficaci gli sgravi fiscali del decreto agosto”. Lo afferma Giuseppe Romano presidente della Cise Confederazione per lo sviluppo economico e presidente della Area di Sviluppo Industriale di Napoli. “Tre mesi di fiscalità agevolata alle aziende che vogliono investire in strutture e occupazione nel Mezzogiorno, devono diventare strutturali e quindi permanenti – aggiunge – Non ho argomenti per mettere in discussione la buona fede del Ministro Provenzano che si sta spendendo molto e che ha fatto della riduzione fiscale sul lavoro al Sud, la sua linea del Piave. Ma i problemi ,come dicono alcuni, sono ora e adesso e nei buoni propositi del Ministro c’è una prospettiva di lungo termine. Ragionare con davanti un orizzonte di dieci anni a noi risulta complesso da accettare. Pochi mesi di fiscalità di vantaggio non possono far aumentare, per un colpo di bacchetta magica, la produttività di fattori in regioni come la Campania, la Puglia e tutte le altre del Sud, che devono scontare un gap incolmabile per la carenza di infrastrutture”.

Frattaminore, con un martello minaccia la figlia per soldi. 54enne arrestato dai Carabinieri

I carabinieri della stazione di Grumo Nevano hanno arrestato per tentata estorsione e maltrattamenti in famiglia un 54enne del posto già noto alle ffoo. Si è introdotto nell’abitazione della figlia 35enne – dove vive anche l’ex moglie – e ha preteso 300 euro per acquistare droga. Impugnava un grosso martello e minacciava: “Ti spacco la testa”. L’ex moglie ha provato a farlo ragionare ma è stata spintonata fino al bagno e lì chiusa a chiave. Approfittando di quei pochi secondi di distrazione, la 35enne ha contattato il 112 e chiesto l’intervento dei Carabinieri, arrivati in pochi minuti. Hanno bloccato il 54enne che ancora stringeva tra le mani il martello: “Ti brucio viva” – ripeteva anche davanti ai militari – “Ti spacco la testa”. In manette, il 54enne è stato tradotto al carcere di Poggioreale. Secondo quanto ricostruito, eventi di questo tipo non erano una novità. In più occasioni aveva preteso denaro dai familiari e mai era stata presentata denuncia nel timore che le sue aggressioni portassero a conseguenze peggiori.

Regionali, successo per la presentazione della candidatura di Francesco Pinto

Riceviamo e pubblichiamo dalla segreteria di Francesco Pinto, candidato per la Lega alle prossimi elezioni regionali, in sostegno a Stefano Caldoro. Amministratori locali, professionisti del territorio, lavoratori, giovani e meno giovani. È stata nutrita e variegata la platea che ha assistito nella serata di giovedì alla presentazione della candidatura alle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Campania di Francesco Pinto e Angela Russo. «Ho scelto di candidarmi al Consiglio regionale dopo aver avuto la fortuna di compiere un percorso politico e amministrativo importante, da consigliere comunale a sindaco, da assessore provinciale a consigliere metropolitano, un percorso cominciato quando avevo 21 anni. In questo periodo mi sono misurato con il livello amministrativo comunale e sovracomunale, acquisendo un bagaglio di esperienze e competenze grazie al quale ora desidero offrire il mio contributo per migliorare la regione nella quale viviamo noi e i nostri figli» ha detto l’avvocato Francesco Pinto, 43 anni, attuale presidente del consiglio comunale di Pollena Trocchia e consigliere nazionale A.N.C.I.. «Vogliamo offrire un contributo sano di idee e proposte, vogliamo essere interlocutori di categorie che in questi anni abbiamo incontrato e ascoltato e che non hanno punti di riferimento» ha detto ancora Pinto. Gli interventi di Francesco Pinto ed Angela Russo sono stati preceduti dalle riflessioni dell’europarlamentare Lucia Vuolo, dell’onorevole Pina Castiello, componente della Camera dei Deputati, e del senatore Francesco Urraro, che hanno illustrato parte del programma della Lega – Salvini Campania, denunciando la cattiva amministrazione della regione Campania del presidente uscente Vincenzo De Luca. All’incontro ha portato i saluti istituzionali Carlo Esposito, sindaco di Pollena Trocchia. «Conosco bene Francesco Pinto, che ha amministrato in maniera egregia la nostra cittadina, c’è speranza che grazie a lui la nostra comunità avrà un valore aggiunto. Insieme ad Angela Russo saprà portare avanti le istanze del territorio e per questo dobbiamo dargli una mano» ha detto la fascia tricolore di Pollena Trocchia.

Sant’Anastasia. UICI, lettera firmata di Giuseppe Fornaro: “Vivere la disabilità per capirla”

Riceviamo e pubblichiamo da Giuseppe Fornaro, referente nazionale della commissione ausili e tecnologie UICI.

Eppure il vento soffia ancora.

Non ho ancora capito se la confusione di questo periodo dipende dall’aria di propaganda oppure, più semplicemente, altre logiche stanno prendendo piede soppiantando quelle più semplici. Le iniziative pare non manchino da nessuna parte: muri che si alzano e bombe che si lanciano in mare aperto verso il cattivo operato dell’uno o dell’altro. Resta vivo quel richiamo allo spirito di solidarietà dove addirittura sento di proposte ad una colletta tra aspiranti sindaco.

Ma perché non fare una colletta per scuole? La risposta è anche semplice, non ve ne è il bisogno, visto che di soldi ne sono arrivati per le scuole. Ma a parte le mie considerazioni, mi chiedo: qualcuno avrà pensato di capire quanti bambini vi sono in questo anno scolastico e di quante classi si ha veramente bisogno? Avranno poi pensato di utilizzare i soldi destinati ai nuovi arredi prevedendo pareti divisorie mobili laddove nelle scuole esistono spazi ampi non utilizzati? Sembra invece che tutto sia stato più risolvibile requisendo gli spazi ai disabili e fare nuove opere murarie. Personalmente non capisco perché non si sia partiti dal semplice, potremmo scoprire che in alcune scuole i bambini non sono nemmeno in numero sufficiente per riempire le aule e i soldi di arredo basterebbero addirittura anche a pareti divisorie che potrebbero essere facilmente rimosse dopo il periodo covid.

Infine sfrutterei molto più semplicemente questo spirito di solidarietà che aleggia tra gli aspiranti sindaco, in che modo? Semplicemente facendo loro scegliere una disabilità (scegliendola sono già privilegiati) e vivendola per una sola settimana. Scegliere di bendarsi in modo da non vedere niente o di  vivere con tappi ben inseriti nelle orecchie fino a non sentire, sedersi in una sedia a ruote alzandosi solo la sera per andare poi a letto, oppure  fare tutte le cose a metà dovendo relegarne l’altra metà ad un altro, dal caffè del mattino all’igiene personale, alle incombenze quotidiane e per 24 ore su 24; solo poi sedersi insieme e discutere dei problemi dei disabili. Questa sì che sarebbe una bella colletta, i disabili pur apprezzando ogni forma di solidarietà apprezzerebbero tantissimo una colletta di ore della loro vita in questo modo, un impegno del loro tempo come persona e come cittadino per capire i reali problemi della città che si propongono di governare e che spesso non solo non li aiuta, ma li danneggia.

Eppure il vento soffia ancora.

Il presidente De Luca indagato per abuso d’ufficio e truffa : avrebbe favorito i suoi quattro autisti

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, è indagato dalla procura di Napoli per abuso d’ufficio e truffa. E’ la notizia pubblicata da la Repubblica. La vicenda riguarda presunte agevolazioni e favoritismi destinati ai suoi quattro storici autisti, vigili urbani dipendenti di Salerno, trasferiti presso l’ente regionale a Napoli e poi promossi membri dello staff-segreteria del governatore. Per loro, che non sono indagati, ci sarebbe stato anche uno stipendio maggiorato. L’ipotesi degli inquirenti – secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica – sarebbe stata costruita anche sulla base di alcune denunce presentate dall’opposizione di centrodestra in consiglio regionale. L’inchiesta risale a qualche anno fa ed è andata avanti nel più stretto riserbo, compreso l’interrogatorio cui si è sottoposto il governatore tempo addietro. De Luca avrebbe risposto ai magistrati di aver fatto “solo quello che la legge gli consentiva”. Tutto è nato da un incidente stradale avvenuto il 15 settembre 2017 quando, a Salerno, nel percorrere via Lanzarone, l’auto con a bordo il presidente finì sullo scooter di una studentessa. A quel punto sono scattati gli accertamenti, anche sull’autista che guidava l’automobile di servizio, ossia uno dei quattro vigili urbani promossi.  

Pomigliano, alla ex Distilleria un incontro su fiscalità di vantaggio e formazione

Stasera alle 18, alla ex Distilleria di via Roma si parla di polo tessile calzaturiero e, in proposito, di fiscalità di vantaggio e formazione. Ad introdurre il convegno, direttore di Impresinforma, Nicola Di Iorio, con gli interventi degli imprenditori Claudio Giaquinto e Lina Ciccone. Parteciperanno al dibattito, Antonio Sbrescia (consulente del lavoro di Confcommercio), il giuslavorista Giuseppe Fontanarosa, il responsabile interregionale Anpal Servizi, il responsabile territoriale FMPI Mimmo Romano, Gabriella Peluso (responsabile politiche del Mezzogiorno di Fdi) e il segretario generale CNAL.

La personalità poetica di Emilio Merone nel ricordo del compianto prof. Enrico Di Lorenzo

In occasione del trigesimo della morte del prof. Enrico Di Lorenzo – che si svolgerà il giorno 8 settembre nella parrocchia di Santa Croce in S. M. del Pozzo alle ore 17:00 – ho voluto serbare memoria dell’illustre professore anastasiano Emilio Merone, filologo, letterato, grammatico e poeta in versi latini.   Della personalità poetica e scientifica di Emilio Merone molto è stato scritto in diversi convegni e studi. Ma più di tutti è stato il compianto prof. Enrico Di Lorenzo (1938 – 2020) a rendergli omaggio nelle sue opere. Nato a Sant’Anastasia il 2 agosto del 1916 e ivi morto il 4 maggio del 1975, Emilio Merone, docente di latino e greco, svolse il suo insegnamento prima nei licei classici statali e poi alla scuola militare della Nunziatella di Napoli tra il 1940 e il 1970; successivamente dal 1956, libero docente di grammatica greca e latina, ricoprì l’insegnamento di grammatica latina e di letteratura latina per un quindicennio, tra il 1958 e il 1973, al Magistero Pareggiato Suor Orsola Benincasa di Napoli. Ancora oggi tante persone ricordano la profonda cultura classica e la sua grande umanità. Tanti studenti di lettere, giovani laureati, docenti precari, nel corso della loro carriera, hanno incontrato nel loro percorso scolastico il valente umanista vesuviano, apprezzandone la signorilità, la grande nobiltà d’animo e la profonda cultura, come afferma il compianto prof. Enrico Di Lorenzo. Il Merone produsse numerosi lavori scientifici sui poeti greci e latini, come Archiloco, Museo, Virgilio, Persio, Calpurnio Siculo, in cui rivalutò l’autonomia della grammatica, come scienza, valorizzando la funzione stlistica e la caratura espressiva della parola o del sintagma preso in esame.  L’ amore di Merone per la Musa latina, iniziò nel 1942, durando ininterrottamente per quasi un trentennio fino al 1970: fu una passione costante e prolifica, nata spontaneamente, come un gioco. Numerosi sono gli appassionati di poesia latina, in Italia e all’estero, che ebbero modo di conoscerlo e apprezzare le diverse raccolte di versi latini, come Helenor, Nugae del 1942, Aprici flores, Carmina del 1950, Hendecasyllabi del 1955, Munuscula Musae del 1959, Flores et Frondes del 1966, Insula Aenaria del 1970. Son raccolte queste – spiega Di Lorenzo – che si leggono con piacere per la semplicità lessicale e, soprattutto, per l’utilizzo dell’endecasillabo rispetto all’esametro. Oltretutto la loro brevità, l’emozione delle piccole cose, l’amore della sua terra natale, lo sfogo degli affetti familiari, la predilezione dei paesaggi campani e vesuviani, la contemplazione di momenti dolci della natura, fanno di queste opere un’ isola di genuinità e di spontaneità linguistica e stilistica. Ma vi sono anche tante altre poesie di Merone, anche esse importanti, dove i motivi di ispirazione, come episodi di vita, rievocazione di amici, piccoli temi della quotidianità, ci presentano un poeta più intimo, in cui appare amante della quiete e della pace domestica. Tra le diverse liriche del Merone spicca la silloge Die Pascali, in cui canta in prevalenza la propria terra e gli affetti familiari. E’ la lirica che evoca la festa del Lunedì in Albis, nota meglio come la festa dei battenti al Santuario della Madonna dell’ Arco a Sant’Anastasia. Il componimento fu composto il lunedì dopo la Pasqua del 1963 ed è un canto ricco di sincero sentimento religioso, che affonda le sue radici nella tradizionale festa popolare: Fideles hodie, velut quotannis,/ currunt, per vias frequentes/ Virginemque petunt beatam ab Arcu:/ e stanno tuba personat precesque/ mixtae cum sonitu polum pererrant:/ hic illic aperit caput viator/ videns effigiem sacram Mariae./ Ad nutum ducis ordines moventur,/- parentes pueros ferunt in armis – /ornant fasciolae colore rubrae/ caelestesve habitus fere niventes./ Vulgus dividuum receptat omnem / maniplum calidi fragore plausus,/ donec quisque fidelis intrat aedem/ sonantem precibus paremque ponto/ undanti celeris noti sub ala (Traduzione del prof. Enrico Di Lorenzo: Oggi, come ogni anno, i fedeli corrono per le vie affollate e implorano la Vergine beata dell’Arco: la trombetta di stagno riecheggia forte e le preghiere miste al suono errano qua e là: il viandante vedendo l’effigie sacra di Maria si scopre il capo. Al cenno del comandante le schiere si muovono – i genitori portano i figli in armi -; li ornano di fasce di rosso e di azzurro e abiti del tutto bianchi. Il popolo diviso accoglie tutto il manipolo con il fragore di un caldo applauso, mentre ogni fedele entra nel santuario che risuona di preghiere, ed è simile al mare che ondeggia sotto l’ala del celere Noto). Si può concludere –  afferma il Di Lorenzo – con il giudizio del filologo classico Francesco Sbordone (1911 – 1983), che nella prefazione alla raccolta Leves Camenae, così scrive del Merone: Il suo orizzonte poetico, prevalentemente ancorato al golfo che va dal Vesuvio a Mergellina, è quello tradizionale degli umanisti partenopei, ma l’anima ch’egli ha saputo trasfondervi è tutta moderna, tutta sua.

Ottajano, settembre 1929: il podestà P. Cola dispone che la Festa di Montevergine si svolga a ogni costo

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Come abbiamo già scritto in altri articoli, la Festa di Montevergine è saldamente legata a valori sostanziali della storia di Ottajano, e soprattutto a quella “relazione” con la Montagna che in questa storia è stato sempre centrale, e che oggi, purtroppo, è vistosamente indebolita. E’ dovere di tutti far sì che la  tradizione della Festa non si spenga. I documenti del 1929 ci dicono che in quell’anno non erano stati ancora risolti i problemi creati dall’eruzione del 1906: ed è l’eruzione del giugno 1929 a spingere il podestà a organizzare, a ogni costo, la Festa.   La travagliata storia della Festa di Montevergine a Ottajano. Ques’anno la pandemia ha costretto il parroco don Michele Napolitano, il sindaco avv. Luca Capasso e il consigliere Vincenzo Caldarelli, che da sempre promuove il culto della Madonna della Montagna, a “salvare” solo la celebrazione delle messe. In un articolo del 2015 ringraziavo l’assessore alla cultura, la prof.ssa Marilina Perna, che aveva rinnovato la tradizione della Festa di Montevergine, una festa “giovane”, ma saldamente legata ai valori profondi della storia di Ottaviano e alle “relazioni” spirituali e economiche tra gli Ottajanesi e la “nostra” Montagna, “relazioni” che di anno in anno diventano, purtroppo, sempre più deboli. Ma di questo parleremo prossimamente: dico solo che, quando il turbine della pandemia si placherà, il sindaco, l’assessore alla cultura Virginia Nappo e il consigliere Caldarelli avranno il “dovere” di ricucire i fili strappati della “trama” e di rinnovare in tutti i suoi aspetti la tradizione di una Festa che inizia ufficialmente nel 1883, ma le cui radici potrei dimostrare che “scendono” fino alle terribili vicende dell’eruzione del 1631. Nel 1929 il podestà Pasquale Cola incontrò serie difficoltà nell’organizzazione della Festa. Nel giugno di quell’anno c’era stata un’ eruzione del Vesuvio, breve e intensa, che aveva devastato il quartiere “Avini” di Terzigno e distrutto case, vigneti e orti anche alla Zabatta. Gli Ottajanesi avevano fornito “vitto e alloggio a profughi di Terzigno”, e Anna Saviano, proprietaria di un “albergo- osteria”, aveva presentato al Comune una “nota” di lire 280, mentre di lire 142 era quella presentata da Ciro Cutolo. Il Podestà tolse lire 30 alla Saviano e 7 lire al Cutolo (delibera del 25 luglio ’29). Le casse del Comune erano vuote. In quel luglio del’29 il podestà Cola destinò lire 4000 per la “riparazione urgente dei solari di copertura delle aule a mezzogiorno del Real Ginnasio” e affidò i lavori, diretti dall’ ing. Scudieri, alla ditta di Gennaro Visone (verbale del 10 luglio 1929). Ma a Ottajano erano ancora visibili i segni dell’eruzione del 1906. L’asse viario costituito dalla strada Trecase- Piazza e dall’ alveo Rosario il podestà lo descrive come un operoso cantiere, diretto dall’ing. Luigi Menichini, in cui almeno 40 operai provvedono alla costruzione di una “rete stradale” che sostituisca la “rete soppressa in seguito all’eruzione del 1906”. Il costo dell’opera ammontava a lire 278.832, 24, comprese “lire 19.950 per indennità di espropriazione”, ed era coperto solo in parte dai “sussidi deliberati dal Ministero dei Lavori Pubblici con decreto 21/3/ 1908” (delibera n. 148 del 17-9- 1929). E tuttavia Pasquale Cola, la cui famiglia era legata ai Bifulco del Vaglio che avevano dato inizio al culto ottajanese della Madonna di Montevergine, fece in modo che la Festa dell’8 settembre si celebrasse, per quanto era possibile, nel rispetto della tradizione. Michele Cutolo, Saverio Palma, Domenico La Pietra e Francesco Monterosso vennero incaricati di sistemare “le piante stradali” e il cocchiere Liguoro, che di solito forniva la carrozza per gli spostamenti del podestà, prese a nolo in Sarno tre “calessi di lusso per il corteo”.  Venne destinata per queste spese una parte delle lire 4387,10, incassate dal Comune per “i diritti di occupazione di suolo in occasione della Fiera di San Michele Arcangelo”: erano già state detratte “dall’ammontare” lire 659, 65, “corrisposte come premio ai vigili urbani” e lire 50, versate al “vigile notturno Michele Guardato”. L’11 settembre 1929 i vigili urbani comunicarono al podestà che la Festa si era svolta in assoluta tranquillità e che erano stati controllati, uno per uno, tutti i permessi di movimento dei “vari venditori ai banchi” provenienti da Castellammare, da Pollena, da Sant’ Anastasia. Le carte, almeno quelle trovate da me negli archivi, non ci dicono come si svolse la Festa e cosa era accaduto negli anni precedenti: è certo che ancora nel 1921 la chiesa di Montevergine non era aperta al culto, per gli effetti dell’eruzione del 1906. Sono convinto che Pasquale Cola venne indotto a organizzare la Festa del 1929 per placare in qualche modo gli Ottajanesi, scossi dall’eruzione di giugno.