Madre lo perdona dopo violenze, lui prova a uccidere padre malato dandogli fuoco

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    Castellammare di Stabia – Violenza di genere. La madre lo aveva perdonato, lui tenta di uccidere il padre. Carabinieri arrestano 58enne Avevano perdonato il proprio figlio che quattro anni prima era stato arrestato per maltrattamenti in famiglia nei loro confronti. L’anziana madre gli aveva permesso di tornare a casa ma l’uomo, classe 63 pregiudicato, è ricaduto nella violenza. I carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia lo hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia e tentato omicidio. Il cinquantottenne ha picchiato il padre del ‘32 affetto da problemi di deambulazione e costretto a letto. Lo ha percosso colpendolo ripetutamente con la sua stessa stampella. Ha poi tentato di strozzarlo ma non è riuscito nel suo intento grazie alle ultime forze della vittima che ha opposto resistenza. L’uomo però non era ancora soddisfatto e voleva terminare ciò che aveva iniziato. Non contento, infatti, ha cosparso dell’alcol etilico sulle coperte che coprivano suo padre, voleva dargli fuoco con un accendino. La madre, disperata, ha implorato il figlio di smetterla e fortunatamente questo lo ha fatto vacillare. È arrivato poi l’altro figlio dell’anziana coppia che, una volta appurato cosa stesse facendo suo fratello, ha immediatamente chiamato i carabinieri. Quando i militari sono entrati nell’appartamento hanno constatato cosa fosse appena accaduto, la coperta era ancora intrisa di alcol e la stampella a terra. Le vittime hanno raccontato che era da un mese che si era ritornati nel baratro delle vessazioni. Il personale medico intervenuto sul posto ha visitato l’anziano che se la caverà con 7 giorni di riposo. L’arrestato è ora in carcere in attesa di giudizio

Una strada di Ottaviano porterà il nome del dott Aurelio Trusso

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Francesco Aurelio Trusso (1908- 1992) nacque a Miglionico(Pz), dove il padre, ufficiale dei carabinieri era di stanza, e trascorse la sua adolescenza a Tortorici, a Rionero del Vulture e ad Alassio, che furono le sedi di servizio del padre. Infine si stabilì in Ottaviano, completò gli studi, nel 1936 conseguì a pieni voti la laurea in medicina all’Università di Napoli e presso l’Università di Pavia si specializzò in Clinica Chirurgica. Francesco Aurelio Trusso, che tutti chiamavano Aurelio Trusso, partecipò alla II guerra mondiale in Russia e sul fronte greco-albanese, e dal 1946 fino al 1956 svolse l’attività di chirurgo a Napoli, presso il pronto soccorso dell’Ospedale degli Incurabili, come “aiuto” dei proff. Fazio e Carone. Nel 1947 egli fondò a Ottaviano la ClinicaTrusso.

Ricorderò, per ora, un solo episodio, che però dà la misura dell’ Uomo e l’intensità del suo rapporto con Ottaviano. Agli inizi del sec.XX i vescovi Renzullo, Melchiori e Camerlengo, a suon di ammonimenti e di decreti, tentarono di dare una regola alle processioni della diocesi, e di cancellare dalla processione di San Michele, patrono di Ottaviano, il “volo degli angeli”: ma l’ostinazione dei fedeli, la mal dissimulata opposizione  del clero locale e gli eventi della storia alta – la prima guerra mondiale, il fascismo, la seconda guerra mondiale – imposero le ragioni della prudenza. Finita la guerra, Camerlengo tornò alla carica: i voli non s’avevano da fare. L’8 maggio del ’47 il parroco di San Michele, don Francesco Saviano,avendo appreso che, nonostante gli avvertimenti della Curia, si sarebbero tenuti i voli secondo tradizione, non diede il suo assenso a che la statua di San Michele‘o piccerillo ” uscisse dalla chiesa. Il popolo incominciò a ribollire, le voci a concitarsi: le teste erano ancora scaldate dai vapori della guerra, e i nervi erano scossi dalla nera miseria di quell’anno durissimo. Per fortuna il sindaco di Ottaviano era il dott. Aurelio Trusso, che aveva accettato l’incarico sollecitato non solo dai partiti, ma anche dalle istituzioni di Napoli. Il  dott. Aurelio Trusso fece esattamente ciò che l’intelligenza, la saggezza e il rispetto dei ruoli pretendevano che egli facesse. Con quella sua voce che nell’ira diventava aspra e metallica pregò don Francesco Saviano e i suoi colleghi di ritirarsi in sacrestia e ordinò ai fedeli di prendere la statua e di avviare la processione. Il corteo sfilò per le vie con i priori delle congreghe al posto dei parroci e gli angeli si alzarono in volo in tutte e quattro le piazze. Il clero ottavianesecomunicò a Nola che il sindaco aveva preso la drastica decisione per impedire una sommossa: il vescovo prese per buona la versione, e non adottò i severi provvedimenti che aveva minacciato di adottare. Venti anni dopo Aurelio Trusso mi disse – e mentre diceva, la voce si induriva e vibrava come nel ’47 – che don Francesco Saviano era un brav’uomo, ma che quel giorno lo aveva indispettito argomentando che una processione – fosse anche la processione patronale – dipendeva esclusivamente dall’autorità del clero: “ e invece no – sbottò don Aurelio, come se avesse ancora davanti il monsignore – e invece no, il Santo Patrono appartiene alla gente, non solo ai parroci ” . L’importanza della sua attività di medico sarà il tema dell’articolo che dedicheremo alla manifestazione con cui il sindaco di Ottaviano, avv. Luca Capasso, darà il nome di Aurelio Trusso alla strada prossima alla clinica da lui fondata. I tempi della burocrazia hanno fatto in modo che questo omaggio della città di Ottaviano al dott. Aurelio Trusso sia stato deciso e organizzato  dal Sindaco che è figlio del dott. Peppe Capasso per il quale il dott. Aurelio nutrì  grande affetto e profonda stima.

Amici, a Somma resta l’amaro in bocca: Guido applaudito ma eliminato

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Nella puntata pomeridiana di oggi di Amici ci sono state delle grandi sorprese, o forse è meglio dire dei grandissimi attimi di shock. Guido, il ballerino classico di Somma Vesuviana, allievo della maestra Celentano è purtroppo uscito dalla scuola più famosa d’Italia. La maestra, dopo varie lamentele e richiami, insoddisfatta del percorso fin qui portato a termine dal ragazzo, ha deciso sdi sostituirlo con un altro ballerino, a suo dire, più stabile e costante di quanto Guido abbia dimostrato di essere. Un enorme dispiace per il ragazzo, i compagni e i tanti spettatori che sui social si dicono “esterrefatti” dalla decisione presa della maestra, soprattutto considerando il talento enorme del ragazzo palese anche ad un occhio non professionista. Guido però mostra una dignità ed una maturità non comune ringraziando tutti, soprattutto i ragazzi che l’hanno accompagnato in questo viaggio che conclude con una morale fortissima: “Non si molla ragazzi!” Anche per Virginia, la ballerina proveniente dalla stessa scuola di danza di Guido, Percorsi di Danza di Somma Vesuviana, nonostante sia entrata da poco e abbia avuto poco tempo per dimostrare il proprio valore, ha purtroppo perso una sfida ed è dunque uscita dalla scuola. La ragazza, allieva della Celentano, ha dovuto purtroppo varcare le porte di uscita non con poche lamentele da parte della maestra stessa. A giudicare la sfida di Virginia era il maestro e coreografo Garrison, già conosciuto al mondo televisivo, con il quale la Celentano ha fortemente litigato per la scelta di far vincere la sfidante ai danni della giovane Virginia. Nonostante Guido e Virginia siano ormai ufficialmente fuori dalla scuola di Amici, Somma Vesuviana non può che essere fiera e tifare ancora per questi ragazzi. Una sfida, una scelta che decretano la fine di un percorso ma non della passione e del talento che Guido e Virginia hanno sempre mostrato che, unite al duro lavoro, potranno portarli davvero lontano.  

Maltempo, a Napoli crolla balcone: il boato e il terrore

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  NAPOLI – Prima un boato, poi un fortissimo rumore. Paura ma per fortuna nessuna conseguenza per le persone per il crollo di un balcone, probabilmente per le forti piogge delle ultime ore, in via Ferdinando Russo, nella zona di Posillipo a Napoli. Il muro di terrapieno era già transennato, evidentemente frutto di sopralluoghi precedenti. La strada è stata momentaneamente chiusa. Sul gruppo Facebook ‘Napoli che non va’ le foto di quanto accaduto e commenti di chi parla di ‘crollo annunciato’   Chieste verifiche – “Il maltempo incessante continua a fare danni in città. Il crollo del muro di contenimento del Parco Rivalta in via Ferdinando Russo, a Napoli, avvenuta questa mattina ha creato fortissima preoccupazione tra i residenti ma, per fortuna, nessun ferito. Dopo un boato che ha scosso tutto l’abitato è venuta giù una massa di terreno e mattoni che si è riversata sulla carreggiata sottostante. Ringraziamo per il tempestivo intervento i Vigili del Fuoco, subito accorsi sul posto, e chiediamo subito verifiche sulla palazzina interessata per accertare che non abbia subito danni o problemi di staticità, oltre alla messa in sicurezza dell’intera area”. Lo affermano il consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, e i consiglieri della I Municipalità del Sole che Ride, Gianni Caselli e Lorenza Pascucci.

Undicenne intubato per Covid, è fuori pericolo: ora festeggerà compleanno saltato

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    NAPOLI – Il bambino di 11 anni, ricoverato all’ospedale Santobono di Napoli con una severa polmonite da Covid e successivamente intubato presso la terapia intensiva diretta dal dottor Geremia Zito Marinosci, è stato estubato, respira spontaneamente ed è considerato fuori pericolo. Lo rende noto la direzione generale dell”Azienda ospedaliera Santobono-Pausilipon Domani festeggerà, insieme al personale del reparto che lo ha assistito in questi giorni difficili, il compleanno che non ha potuto festeggiare proprio a causa del Covid. Nei prossimi giorni, il piccolo paziente sarà trasferito presso l’Unità operativa complessa di Fisiopatologia respiratoria dell’ospedale Monaldi, diretta dal dottor Giuseppe Fiorentino, che ha supportato l’equipe del Santobono nell’assistenza, per proseguire con un percorso di riabilitazione respiratoria.

Vuole sfondare la porta di casa dell’ex, bloccato dai carabinieri

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  Torre Annunziata: – Violenza di genere. Bloccato mentre tentava di sfondare la porta d’ingresso. Carabinieri arrestano stalker 29enne A Torre Annunziata i Carabinieri della sezione radiomobile della locale compagnia hanno arrestato per atti persecutori un 29enne del posto. La gazzella dell’Arma – allertata dal 112 – è intervenuta presso l’abitazione di una donna che aveva chiesto aiuto. La vittima si era chiusa in casa e il 29enne pretendeva di entrare. Già in passato la donna aveva denunciato atteggiamenti simili da parte dell’ex compagno ma questa volta l’uomo sembrava avere intenzioni più pericolose. I Carabinieri salgono le scale e si trovano il 29enne mentre tenta di sfondare la porta con calci e pugni. Non è stato semplice bloccarlo ma i Carabinieri sono riusciti ad arrestarlo. In Caserma la donna ha raccontato ai militari altri episodi di violenza mai denunciati caratterizzati da minacce di morte. L’arrestato è stato tradotto al carcere in attesa di giudizio.

Cisterna, Don Filippo: “il paese è una fucina di belle esperienze, dobbiamo stare accanto ai giovani”

Lo scorso 17 ottobre la comunità di Castello di Cisterna ha accolto il nuovo parroco, Don Filippo Ruggiero. L’abbiamo incontrato per conoscere come intende riorganizzazione l’Abbazia San Nicola e il suo punto di vista su delle tematiche molto attuali.     1. Come intende riorganizzare la parrocchia? Sono in una fase di conoscenza, perché quando si entra in una parrocchia non si deve avere l’idea di distruggere tutto quello che c’è, non si può partire dal principio di voler imporre quello che si ha dentro in quanto si rischierebbe di mortificare un’esperienza fatta dalla popolazione di Castello di Cisterna. Ci sono tante cose belle e tante positività ed io voglio arricchirmi di queste positività. La prima cosa che ho cercato di mettere al centro è la parola di Dio. Un’attenzione forte nel consegnare una parola, minuzzandola perché la possano poi vivere. Ho tanti desideri, il primo è che questa comunità si riappropri di tante cose che si erano perdute. Bisogna salvaguardare le ricchezze di Castello di Cisterna in quanto frutto di sacrifici dei nostri avi.  Questo è un tempo di conoscenza perché l’amore che io devo a questo popolo deve essere frutto del mio conoscere loro fino in fondo. L’amore è dato dalla conoscenza e la conoscenza poi diviene appartenenza.   2. Un argomento attuale è la devianza giovanile, quali potrebbero essere i rimedi per il recupero dei giovani ed esistono delle medicine preventive all’insorgenza di questo fenomeno? Un po’ sono le famiglie che, forse a causa dei cambiamenti repentini, non sono stati capaci di metabolizzarli ed affrontarli. Preferiscono lasciar correre e il lasciar correre non aiuta. È necessario mettere insieme tutte le realtà che sono presenti sul territorio. Terminata questa prima fase di conoscenza, il mio impegno è quello di visitare le scuole del paese. Bisogna dare tempo ai giovani, stargli vicino. I tempi di abbandono sono dati anche dal “non fatto”. Sono stati lasciati a sé stessi, anche noi come Chiesa dobbiamo fare “mea culpa”. Il mio più grande desiderio è di stare accanto a questi giovani, attraverso il confronto e il dialogo. Castello di Cisterna è una fucina di belle esperienze. Per cui, i giovani devono essere affiancati e motivati. Infatti, ripartirà nuovamente il gruppo giovani dell’azione cattolica. Noi abbiamo bisogno di accompagnare tutte le generazioni, perché tutte sono una ricchezza. 3. Sul fronte dell’ambiente qual è il suo impegno? Dio per primo ha creato la natura e poi l’ha consegnato agli uomini. Dunque, se io amo Dio e la sua prima attenzione era il luogo dove io dovessi abitare, ne devo avere rispetto massimo. Non abbiamo la cultura del riciclo. Bisogna recuperare per rimettere in gioco e questo sarebbe anche una fucina di lavoro. 4. L’emergenza sociale creatasi dopo la pandemia La pandemia è qualcosa che dovevamo aspettarci per tutto quello che stiamo facendo. Ci sono state tante pandemia nella storia e non ci siamo lasciati insegnare, ci siamo ritenuti al di sopra di tutto. Dobbiamo fare in modo che queste cose ci insegnino a rispettare l’altro. Sono tanti i giovani che purtroppo non hanno capito la gravità.

Il Festival delle larghe intese

Vivaddio, leggendo il cast di Sanremo 2022, ce n’è veramente per tutti i gusti, in barba ai soliti detrattori e a chi è sempre pronto a sparare sul conducente. Scommettiamo che si alzeranno lo stesso gli inutili polveroni? Al Tg1 delle 20.00 di ieri sera Amadeus, per il terzo anno consecutivo meritatamente direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo, a causa delle numerose fughe di notizia delle ultime ore, annuncia con qualche giorno di anticipo rispetto al previsto il cast del Festival più atteso e nazional popolare del Bel Paese. Come di consueto il mega evento televisivo, trasmesso in diretta su Raiuno, andrà in scena al Teatro Ariston della cittadina ligure e precisamente da martedì 1 a sabato 5 febbraio. Ecco nel dettaglio la lista dei cantanti in gara: Gianni Morandi Massimo Ranieri Mahmood e Blanco Elisa Emma Sangiovanni Dargen D’Amico La Rappresentante di Lista Noemi Ana Mena Highsnob e Hu Le Vibrazioni Rettore e Ditonellapiaga Rkomi Iva Zanicchi Michele Bravi Achille Lauro Giovanni Truppi AKA 7even Giusy Ferreri Irama Fabrizio Moro 

Senso unico pedonale, il primo sabato di dicembre antiCovid a San Gregorio

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  NAPOLI – Da oggi senso unico pedonale in via San Gregorio Armeno, la celebre strada dei presepi di Napoli, presa d’assalto man mano che ci si avvicina al Natale. Per regolare il flusso delle persone, ecco la decisione del Comune per evitare assembramenti, tanto che i vigili urbani presenti sul posto possono anche temporaneamente bloccare l’accesso per consentire lo smaltimento delle code. “Tanta gente in giro anche oggi, un traffico enorme che però ci mette un po’ in difficoltà, con tanti che si scocciano di aspettare, ma era preventivabile, il lavoro in questo periodo va così”. Marco Ferrigno parla dal suo negozio di presepi a San Gregorio a Napoli che da oggi è a senso unico per le persone nel week end che avvicina a Natale. Un senso unico confermato quest’anno da oggi, che fa i conti anche con il covid, ma che porta la strada particolarmente piena di turisti che affollano il centro partenopeo da settimane. “La quantità di persone – spiega Ferrigno – non è sinonimo di affari soprattutto nel week end, ma noi ci siamo, a disposizione di tutti. Poi chi vuole davvero fare collezione, chi vuole comprare, sa che è meglio venire durante la settimana”. Ferrigno lavora nel negozio con la famiglia e i collaboratori, in un’epoca caratterizzata anche dal covid “e infatti abbiamo tanti personaggi del presepe con il green pass – racconta all’ANSA – che i tanti clienti stanno molto apprezzando, stiamo facendo di diverse misure perché molti li acquistano”. Green pass anche sul presepe ma anche ricordo di Maradona a un anno dalla sua scomparsa, e sguardo anche ai grandi avvenimenti internazionali, come ha fatto anche Genny Di Virgilio: “Ho lavorato – racconta all’ANSA – a chiudere un presepe con le lanterne verdi che guarda ai profughi tra la Bielorussia e la Polonia. Migliaia di persone chiuse davanti a quella frontiera e a cui guardiamo con lo sguardo del presepe di Napoli. E’ una vicenda di forte peso e ci ho lavorato con le lanterne verdi per cercare un rifugio per loro”. Di Virgilio spiega che anche in quest’epoca con il covid i turisti sono tantissimi a frequentare la strada con decine di artigiani del presepe, che guardano all’attualità ma anche alla tradizione: “La strada – spiega – è presa tutto l’anno da un lavoro differente, iniziamo a gennaio con la preparazione per l’anno appena iniziato, dopo Natale. Lavoriamo tutto l’anno noi e gli altri colleghi con la famiglia e i collaboratori, anche i giovani che hanno voglia di impegnarsi in questo lavoro di tradizione. Lavoriamo tutti per dieci mesi e poi a novembre e facciamo l’allestimento delle vetrine e della vendita più forte. Siamo sulla fase buona della ripartenza e mi auguro che andiamo bene così anche in questo finale di 2021”. Il controllo del senso unico è garantito dalle forze dell’ordine del Comune di Napoli, oltre a questo week end, si prende senso unico anche martedì 7 e mercoledì 8 dicembre, sempre dalle 9 alle 21 e poi ancora ogni week end dal venerdì alla domenica.

Embolia durante contagio, paziente Covid salvato da terapia innovativa

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  BOSCOTRECASE – È stato necessaria una terapia innovativa, eseguita in modo congiunto da varie branche specialistiche ed equipe operanti in due ospedali della provincia di Napoli, per strappare alla morte un paziente di 54 anni positivo al Covid-19 e affetto da sindrome embolitica. Un caso grave portato a termine al Sant’Anna e Maria Santissima della Neve di Boscotrecase, il nosocomio che dal 2020 è stato trasformato in Covid-hospital per rispondere all’emergenza pandemica nei comuni che fanno parte dell’Asl Napoli 3 Sud. L’intervento che ha impegnato diversi medici operanti tra la struttura di Boscotrecase e il San Leonardo di Castellammare di Stabia, è stata resa nota dalla stessa azienda sanitaria che ha comunicato che il paziente ha 54 anni ed è residente proprio nel comune stabiese. L’uomo, positivo al Coronavirus e affetto da sindrome embolitica, è ricoverato presso l’unità operativa di subintensiva a Boscotrecase. “Vista la grave urgenza – spiegano i responsabili della Napoli 3 Sud – è stato sottoposto ad una terapia innovativa di alta specializzazione che gli ha salvato la vita”. Per l’attuazione della metodica, come detto, si è reso necessario l’intervento congiunto di varie specialistiche ed equipe operanti sia Boscotrecase, sia nel nosocomio di Castellammare di Stabia: coinvolte le strutture di rianimazione, cardiologia, nefrologia, farmacia e del servizio trasfusionale. “Il paziente – sottolineano ancora dall’Asl con sede centrale nel plesso Bottazzi di Torre del Greco – è stato sottoposto a terapia con anticorpi monoclonali e terapie farmacologiche immunosoppressive. L’azione congiunta dei medici di Castellammare e Boscotrecase e delle due direzioni sanitarie di presidio ha fatto sì che il cinquantaquattrenne, peraltro sottoposto a terapia dialitica, superasse il momento critico”. Dal nosocomio di Boscotrecase nei giorni scorsi è stato lanciato un allarme sull’aumento esponenziale dei ricoverati nei reparti dedicati ai pazienti Covid e di come negli ultimi tempi si siano ridotti i posti a disposizione sia in terapia intensiva, sia nell’area della subintensiva.