Marigliano ospita Emergency e ricorda Gino Strada

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Si terrà mercoledì 15 dicembre, presso il Palazzo Ducale di Marigliano alle ore 19.00, l’evento denominato: Per Emergency non ci sono confini. Un alto momento di dialettica sociale che avrà l’onore di ospitare il presidente nazione di Emergency, la Dott.ssa Rossella Miccio.   A promuovere l’iniziativa l’Associazione Culturale Oltremarigliano, da sempre sensibile a temi di carattere sociale e umanitario, volti alla creazione di una rete filantropica e culturale capace di tessere legami antropologici finalizzati alla promozione del territorio. La neo trentenne associazione coglierà anche l’occasione per ricordare e omaggiare Gino Strada, il medico umanista, deceduto nel mese di agosto del ‘21. Le esperienze sanitarie nel mondo, l’attenzione e l’aiuto concreto ai deboli, la solidarietà verso chi soffre saranno i temi oggetto della manifestazione. L’incontro si inserisce nella programmazione dell’anno sociale, che ha come titolo: Confini. Dall’identità all’alterità. Dal finito all’immenso e vanta il patrocinio del Comune di Marigliano, della Città Metropolitana di Napoli, dell’Università Federico II di Napoli, dell’Istituto Italiano per gli studi filosofici e il prezioso supporto dell’AMCI e di AICAST Marigliano. Oltre alla dottoressa Miccio, interverranno: La Prof.ssa Rosa Anna Quindici | presidente Oltremarigliano L’ Avv. Giuseppe Jossa | sindaco di Marigliano Il Dott. Antonio Falcone | presidente AMCI – sez. diocesana di Nola Il Sig. Giuseppe Bonavolontà | presidente Aicast Marigliano Coordinerà i lavori la Dott.ssa Annalisa Allocca, associata Oltremarigliano.   Il messaggio morale e etico dell’evento è quello di voler vivere un periodo natalizio all’insegna della condivisione e della donazione verso chi opera costantemente per un bene comune: la vita.

Slot imposte dai clan nei bar e nei ristoranti, 21 arresti

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    Il 09/12/2021, il Comando Provinciale Carabinieri di Salerno ha eseguito un’Ordinanza di applicazione di misure cautelari personali emessa dall’Ufficio G.I.P. del Tribunale del capoluogo su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Il provvedimento ha disposto: — la custodia cautelare in carcere a carico di 13 persone; — gli arresti domiciliari a carico di 8 persone. Nei confronti delle persone arrestate sono ipotizzati i reati di associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi comuni da sparo e da guerra, violenza privata e illecita concorrenza con minaccia o violenza (tutti aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose), commessi nel periodo compreso tra gli anni 2014 e 2019. Al contempo, sono stati eseguiti Decreti di perquisizione personale e locale — e notificate contestuali informazioni di garanzia — a carico di 11 indagati in di stato di libertà. L’operazione si è svolta prevalentemente tra Scafati (SA) e i comuni viciniori della provincia di Napoli. Nei confronti di alcuni dei soggetti interessati, la misura detentiva è stata eseguita presso gli istituti penitenziari in cui essi erano già ristretti per altre cause, in parte riconducibili ad interventi repressivi anticipatamente effettuati nel contesto della medesima attività di indagine. Il provvedimento cautelare si basa sui gravi indizi di colpevolezza acquisiti dal Reparto Territoriale Carabinieri di Nocera Inferiore, con la direzione ed il coordinamento di questa D.D.A., nell’ambito di un procedimento penale avviato a partire dalla metà dell’anno 2017 in seguito a una serie di danneggiamenti ai danni di attività commerciali (bar, tabacchi, sale slot) e atti minatori posti in essere a Scafati con modalità tipiche della criminalità camorristica. Secondo la prospettazione accusatoria, ritenuta allo stato valida dal G.I.P., gli elementi acquisiti configurano l’esistenza di un’organizzazione di tipo mafioso (denominata clan Buonocore/Matrone) operativa in Scafati e aree circostanti, di cui è stato ritenuto organizzatore, promotore e capo il 47enne BUONOCORE Giuseppe, genero dello storico boss scafatese MATRONE Francesco detto “Franchino ‘a belva”, quest’ultimo attualmente ristretto al regime di cui all’art. 41 bis dell’Ordinamento penitenziario.   Il BUONOCORE, sin dalla propria scarcerazione avvenuta alla fine del 2016, avrebbe infatti pianificato e attuato, sotto la propria direzione strategica e operativa, la riorganizzazione di un sodalizio tesa ad acquisire il controllo criminale del territorio scafatese e la gestione di affari illeciti già in passato appannaggio del suocero. A tal fine, l’indagato si sarebbe avvalso, secondo l’impostazione accusatoria, di parte della preesistente struttura del clan MATRONE e, più ampiamente, dei consolidati rapporti criminali con soggetti già da tempo contigui o alleati con il suocero: primo fra tutti, il 6lenne CIRILLO Ferdinando, il quale, in ragione dell’autorevolezza vantata negli ambienti criminali e accordatagli anche all’interno dei vari sodalizi concorrenti sul territorio, si ritiene abbia costituito un solido ausilio in termini di consulenza, mediazione e supporto strategico. Tra i principali interessi associativi attribuiti al gruppo criminale interessato dall’odierno provvedimento, si evidenziano il traffico di armi, il controllo del settore delle slot-machine e l’attività estorsiva ai danni di operatori economici del comprensorio, consistita nella riscossione di pagamenti in contanti ovvero nell’imposizione a fini di lucro di forniture e servizi, in primis la collocazione di macchine da gioco presso bar ed esercizi di ristorazione. Nell’iniziale fase espansiva, la concorrenza nell’accaparramento delle fonti di lucro nei settori economici di interesse, nonché nelle attività illecite esercitate costituiva, secondo le risultanze confluite nel provvedimento cautelare, terreno di scontro anche violento tra il gruppo criminale facente capo al BUONOCORE e le preesistenti formazioni già operanti nell’area, quali il locale clan Loreto/Ridosso e il clan Cesarano, rispettivamente, il primo autoctono, il secondo storicamente radicato a Castellammare di Stabia, ma da tempo presente ed influente sulla scena criminale scafatese. Scontrò estrinsecatosi, si ipotizza, in una sequenza di reciproci attentati (danneggiamenti mediante collocazione di ordigni esplosivi rudimentali e colpi d’arma da fuoco all’indirizzo di attività commerciali), uno dei quali (spari all’indirizzo dell’abitazione di BUONOCORE Giuseppe) mai denunciato, ma oggetto di circostanziate acquisizioni nel corso delle intercettazioni ambientali eseguite successivamente, nonché di propalazioni di un collaboratore di giustizia. L’iniziale conflittualità subiva in seguito un progressivo affievolimento che le risultanze d’indagine hanno consentito di ricondurre all’evoluzione degli assetti di vertice in seno al clan Cesarano, segnata dall’assunzione della reggenza da parte di CESARANO Vincenzo (cugino dello storico capo del clan, CESARANO Ferdinando) successivamente alla sua scarcerazione (aprile 2017) e al pressoché contestuale arresto, in applicazione di misure cautelari per estorsione, di figure apicali quali DE MARTINO Luigi, CESARANO Giovanni (dicembre 2016, entrambi nell’ambito di parallela indagine di questo Ufficio) e BELVISO Raffaele (agosto 2017, nell’ambito di attività di indagine della D.D.A. di Napoli). Secondo la ricostruzione allo stato ritenuta fondata, il nuovo corso delle relazioni, improntato a una linea di non belligeranza e di sostanziale riconoscimento delle prerogative territoriali del gruppo autoctono scafatese, aveva tra gli artefici, oltre ai rispettivi elementi di vertice dei sodalizi protagonisti, l’intervento agevolatore del già citato CIRILLO Ferdinando, che assumeva un ruolo di mediazione sulla base della sua storica contiguità a MATRONE Francesco e, allo stesso tempo, dei consolidati rapporti vantati all’interno della compagine dei CESARANO. L’impianto d’accusa ha tra i suoi pilastri fondamentali le dichiarazioni accusatorie di quasi tutte le vittime di estorsione, le quali, escusse in relazione ai fatti emersi nel corso delle indagini, hanno denunciato o almeno in parte ammesso le condotte poste in essere ai loro danni dagli odierni indagati, in un caso consentendo anche di far luce su analoghe attività criminose poste in essere in anni precedenti dal clan Loreto-Ridosso. Tra le imputazioni ascritte (e confermate dal figurano, in particolare: – 6 estorsioni tentate o consumate riconducibili al clan Cesarano tra Scafati, Castellammare di Stabia e Pompei – 12 estorsioni tentate o consumate riconducibili al clan Buonocore/Matrone a Scafati (eccetto una a Santa Maria la Carità); – 3 estorsioni poste in essere dal clan Loreto-Ridosso a Scafati. Nel corso delle indagini, al fine -soprattutto di impedire il compimento di gravi azioni delittuose contro la persona e contro il patrimonio di figure sia appartenenti sia estranee ai contesti associativi, ma anche di riscontrare dal punto di vista probatorio determinate risultanze delle intercettazioni in atto, sono stati eseguiti mirati interventi di iniziativa (fermo di due indagati indiziati di tentata estorsione, perquisizioni e sequestri, esecuzione di misure cautelari personali) che hanno consentito, tra l’altro: – il rinvenimento e conseguente sequestro di armi (due pistole con matricola abrasa), una bomba carta, sostanze per il confezionamento di ordigni esplosivi, nonché stupefacenti (marijuana e cocaina), nella disponibilità di alcuni degli indagati; – l’imputazione di 2 distinti tentativi di estorsione ai danni dei rispettivi titolari di un supermercato e di una rivendita di tabacchi, entrambi siti a Scafati; – l’applicazione di più misure cautelari detentive a carico di 6 persone, tra i quali il più volte citato BUONOCORE Giuseppe, per i reati di tentata estorsione e detenzione illecita di armi ed esplosivi. Tali interventi repressivi, i cui successivi sviluppi processuali hanno confermato, nei gradi di giudizio finora definiti, la validità dell’impostazione accusatoria, hanno sostanzialmente interrotto un processo di rapida ascesa ed affermazione violenta del sodalizio camorristico sul territorio e consentito la tempestiva decapitazione del suo vertice.

Volla, fermato con hashish e marijuana: perquisita pure l’abitazione

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  VOLLA – Carabinieri arrestano giovane I Carabinieri della stazione di Volla hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio un 23enne del posto. Il giovane è stato fermato durante un posto di controllo e trovato in possesso di 1 dose di hashish e una di marijuana. Nella sua abitazione, dove i militari hanno esteso la perquisizione, rinvenuti altri 27 grammi di circa di “erba”, 14 stecchette di hashish e un bilancino di precisione. Il ragazzo è finito in manette ed è ora in attesa di giudizio.

La “memoria” di Santa Barbara. Cosa resta dell’agricoltura ottavianese…..

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  Il quartiere “San Giovanni” e la sua chiesa conservano intatto il fascino della storia che fu: nella luce di questo fascino anche la “memoria liturgica” di Santa Barbara diventa un rito capace ancora di muovere la sensibilità, di aprire la “riserva” dei ricordi. Ma è venuto il momento che il “rito” contribuisca a suggerire riflessioni e progetti sul “domani” dell’agricoltura e del rapporto degli Ottavianesi con la Montagna: la storia ci dice che questo rapporto è essenziale per la “vita” della nostra città.   Il quartiere “San Giovanni” conserva, intatti, molti segni del passato: è un quartiere antico, uno splendido accordo di “bassi”, di case “palaziate”, di vicoli e di cortili, di cantine ipogee, di tarsie di basoli su cui si affacciano finestre incorniciate dai Maestri falegnami dell’Ottocento, e pare che da un momento all’altro le aprano, queste finestre, per guardare giù e per farsi guardare, le signore del tempo che fu.Tutto questo spiega il fascino che si irradiava dalle scene del “Presepe vivente” e dalle altre manifestazioni che si tenevano in piazza fino a qualche anno fa. Il fascino del tempo che fu splendeva la sera del 5 dicembre nella chiesa di San Giovanni, mentre si celebrava la “memoria liturgica” di Santa Barbara: osservando attentamente, mi persuasi che la fonte di questa suggestione del tempo che si ferma, anzi torna indietro, fosse il quadro dell’ altare maggiore, il “San Giovanni che predica alle turbe”, che forse è opera di Paolo De Matteis, forse di Giuseppe Bonito, certamente di un grande pittore, capace di far sì che la spalla nuda della donna orante nell’angolo inferiore a sinistra suggerisca solo casti pensieri. I cesti colmi di mele, pomodori, mandarini e arance, collocati sul pavimento dell’altare, contribuivano a fermare il tempo, creando splendidi accordi di colori e tessendo la prodigiosa tela dell’incontro tra il Sacro della religione e la Vita della Natura, tra la speranza e la malinconia. Don Salvatore Mungiello, con l’aiuto prezioso di Vincenzo Caldarelli e di altri “parrocchiani”, cura, in ogni particolare, il rispetto delle tradizioni, e provvede a sottolinearne l’importanza, per far sì che i fedeli acquistino una piena consapevolezza dei loro valori: egli sa che una ripetizione stanca e priva della vitalità che viene dalle emozioni ridurrebbe quelle tradizioni a banali copioni da teatro e le condannerebbe alla cancellazione. Mi è parso, la sera del 5 dicembre, che la “memoria” di Santa Barbara “parli” ancora al cuore dei fedeli, forse perché è legata alla storia degli orti, delle vigne e delle selve del Somma – Vesuvio, una storia su cui è stata costruita per secoli la storia dell’economia e della società di Ottaviano. Barbara, la Santa misteriosa, di cui si sa veramente poco, è la patrona dei pompieri, degli artificieri, degli artisti della pirotecnia, di tutti coloro ai quali il fuoco, da terra o dal cielo, può procurare una morte improvvisa. E dunque protegge anche i frutteti, le messi e i campi coltivati che potrebbero essere distrutti dai fulmini o da un incendio provocato dall’incuria degli uomini. E’ probabile che proprio a Santa Barbara gli Ottajanesi, nell’ultimo decennio dell’Ottocento, dedicassero la “festa delle castagne”, forse perché le castagne si lavorano con il fuoco. Prima che la “memoria liturgica” della Santa diventasse un rito riservato alla chiesa di San Giovanni, il culto della Martire veniva custodito da una signora del quartiere, erede forse di una tradizione di famiglia. Osservavo i cestini colmi di frutti e mi chiedevo se questa “festa” era ormai solo una memoria storica, o era ,ancora, anche una richiesta di protezione rivolta alla Patrona dai contadini e dai vignaioli: mi chiedevo, ancora una volta, con amarezza, cosa resta dell’agricoltura ottavianese, e se il Caso e la Storia hanno deciso che l’immagine definitiva di Ottaviano siano le selve e gli orti abbandonati, i vigneti morti, i poderi e i sentieri interpoderali  sepolti sotto grovigli di sterpi e di erbe. I sentieri interpoderali: proprio di fronte alla chiesa abitava Michele Ranieri, che fu sindaco di Ottajano, e che nel 1832 investì una somma enorme del danaro pubblico per ampliare e consolidare la rete dei “sentieri montani”, perché dalla cura delle selve e dei vigneti dipendeva la ricchezza della città. Mi chiedevo, ancora una volta, quali progetti ha approntato l’Ente Parco Nazionale del Vesuvio per ricostruire la trama di quei sentieri e, dunque, delle “relazioni” tra Ottaviano e la sua Montagna. Dopo ogni catastrofe, la nostra città è “ripartita” dalla Montagna: mi auguro che nessuno lo dimentichi: e nessuno lo dimenticherà, perché di questo tema, deis iuvantibus, parleremo a lungo, e anche con asprezza, se è necessario. Sono certo che don Salvatore Mungiello e gli amici che con lui collaborano organizzeranno la prossima “memoria liturgica” di Santa Barbara anche come un momento di riflessione sulla storia di domani, su ciò che deve essere fatto perché quei cestini siano sempre più numerosi e più ricchi, e siano i giovani a portarli, e a chiedere la protezione della Martire.

Casalnuovo, assalto all’Unicredit: sventrato bancomat

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  CASALNUOVO – Questa notte, alle 4,30, i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna sono intervenuti in via Benevento, all’inizio del corso principale del comune di Casalnuovo di Napoli. Alcuni banditi avevano appena sradicato l’ATM della filiale Unicredit utilizzando un veicolo dotato di argano. L’arrivo della pattuglia ha evitato che concludessero il furto e ha fatto partire un inseguimento. Il veicolo, poi sequestrato, è stato abbandonato lungo l’asse mediano, poco lontano dall’imbocco dell’autostrada Napoli-Roma. I fuggitivi si sono dileguati a piedi. Indagini in corso per identificare e rintracciare i responsabili.

Pochi bimbi prenotati e Moderna rifiutati, i nodi della campagna vaccinale di dicembre

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Dopo mesi e mesi di dibattito medico e morale in riferimento alla somministrazione del vaccino anticovid ai bambini under 11, finalmente è arrivato il via dall’AIFA che ha evidenziato la bassa percentuale di pericolo e rischio.    Il vaccino da somministrare ai bambini dai 5 agli 11 anni è il Pfizer in dose ridotta, in due somministrazione l’una a tre settimana di distanza dall’altra. Eppure pare che la campagna vaccinale ai bambini sia ancora molto lenta in Campania, si potrebbe aggiungere che sia quasi un flop: non mancano gli obiettori di coscienza, tra cui molti genitori e medici, che non credono sia sicuro sottoporre il vaccino anticovid ad una fascia d’età così bassa nonostante le dovute sperimentazioni che hanno attestato, invece, assolutamente il contrario. La scienza dunque sostiene fortemente quanto i benefici del vaccino siano decisamente più forti dei rischi a cui viene sottoposto l’organismo di un bambino, per cui bisognerebbe affidarsi alle sperimentazione scientifiche, soprattutto considerando che da inizio pandemia i ragazzi sotto i 19 anni contagiati dal virus sono più di 800.000. Intanto in Campania si procede con la somministrazione delle terze dosi a tutti coloro che hanno già raggiunto il termine ultimo dalla seconda dose. Si è già arrivati a 9 milioni di somministrazioni totali del vaccino anticovid, in cui sono comprese sia le prima che le seconde dosi. Secondo i dati dell’Unità di crisi regionale, quelli che hanno ricevuto la terza dose, invece, sarebbero poco più di 750 mila, dati aggiornati a domenica scorsa, che appaiono comunque relativamente bassi. Ci sono poi alcuni casi particolari che avvengono ogni giorno in molti hub vaccinali per cui coloro che hanno ricevuto il mix Astra-Pfizer o solo Pfizer possono sottoporsi al Moderna che, in Italia, risulta essere il siero maggiormente disponibile in quanto meno utilizzato rispetto agli  altri. In molti centri vaccinali gli utenti hanno rifiutato la somministrazione di vaccino Moderna: a Caserta si sono toccate punte di un no su sei, ma anche a Napoli non sono mancate le richieste di Pfizer a tutti i costi.    

Banditi scatenati tra Nola e San Vitaliano: rapina al bar e colpo al negozio, fioccano gli arresti

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  NOLA – Gli agenti del commissariato di Nola, durante il servizio di controllo del territorio, su disposizione della centrale operativa sono intervenuti presso un negozio di abbigliamento in via Sarnella a Nola per la segnalazione di una rapina. Giunti sul posto, i poliziotti sono stati avvicinati dal titolare il quale ha raccontato che un uomo, dopo aver prelevato 10 giubbotti del valore complessivo di 4500 euro, aveva minacciato la commessa con un coltello per poi darsi alla fuga a bordo di un’auto. Gli operatori, grazie alle descrizioni fornite dalla vittima e alle immagini dei sistemi di videosorveglianza cittadina e dell’esercizio commerciale, hanno individuato e rintracciato il rapinatore nella sua abitazione a San Vitaliano dove è stata rinvenuta la vettura utilizzata e alcuni indumenti indossati durante la rapina . Un 37enne di San Vitaliano con precedenti, è stato arrestato per rapina aggravata. SAN VITALIANO. Nella stessa serata i poliziotti, nel transitare sulla strada statale 7Bis a San Vitaliano, hanno notato due uomini che, con atteggiamento circospetto, stavano entrando nel bar di un’area di servizio. Gli agenti, insospettiti, sono entrati nell’esercizio commerciale dove uno dei due, alla loro vista, ha avvertito l’altro della presenza dei poliziotti e ha tentato di allontanarsi ma è stato bloccato mentre il complice si è introdotto nella cucina del locale dove è stato, con non poche difficoltà e dopo una colluttazione, bloccato e trovato in possesso di una pistola calibro 9×21 caricata con 10 cartucce e un colpo in canna. Un 38enne di Casoria, e un 55enne di Giugliano in Campania con precedenti, sono stati arrestati: il primo per porto illegale di arma clandestina e resistenza a pubblico ufficiale mentre il secondo per favoreggiamento personale.

Un D’Annunzio napoletano: Palma celebra il Vate

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“Un D’Annunzio napoletano”: a Palma Campania si celebra il Vate con Giordano Bruno Guerri

Tre giorni dedicati a Gabriele D’Annunzio e al suo rapporto con Napoli e il Vesuvio, in occasione dell’inaugurazione della statua che l’amministrazione comunale ha fatto installare in città, ma anche all’interno del Vittoriale degli Italiani. Palma Campania si appresta ad omaggiare uno dei maggiori poeti, scrittori e intellettuali italiani, alla presenza di Giordano Bruno Guerri, lo storico che è anche presidente della Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani”.

Accadrà il prossimo fine settimana, con iniziative e momenti di confronto che coinvolgeranno anche gli studenti.

Venerdì 10 dicembre alle 10 ci sarà la proiezione del film “Il cattivo poeta”, di Sergio Castellitto, a beneficio degli studenti dell’Isis “Antonio Rosmini” di Palma Campania.

Sabato 11, alle 19,30, Giordano Bruno Guerri sarà intervistato dai giornalisti Alfonso Lanzieri e Annibale Rainone: il confronto sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook dell’assessorato alla cultura del Comune di Palma Campania.

Domenica 12, alle 10 in località Vico di Palma Campania ci sarà l’inaugurazione del busto in bronzo raffigurante Gabriele D’Annunzio. L’opera d’arte è stata realizzata dallo scultore Gabriele Vicari (che insieme a Giordano Bruno Guerri sarà presente all’inaugurazione) in due copie, una delle quali lo scorso mese di settembre è stata installata a Gardone Riviera, sede del Vittoriale. Le due sculture poggiano su una base in pietra estratta da una cava che si trova in località Castello, borgo di Palma Campania. A seguire, alle 11,30 presso il circolo “Tommaso Carbone” a Vico di Palma Campania, si terrà il convegno “Noi e D’Annunzio”, con gli interventi di Giordano Bruno Guerri, del sindaco Nello Donnarumma, dell’assessore alla cultura Elvira Franzese e le relazioni dei professori Raffaele Urraro e Ivan De Giulio.

«Prosegue il nostro dialogo con la Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani” e con Giordano Bruno Guerri, che ringraziamo per la disponibilità. Per tre giorni Palma Campania diventa luogo di confronto sulla figura di D’Annunzio, un intellettuale che ha fatto la storia dell’Italia e che da sempre occupa un posto di rilievo nel dibattito culturale della nazione. È nostra intenzione proseguire su questo percorso, con altre iniziative di alto livello dal punto di vista culturale», spiegano il sindaco Donnarumma e l’assessore Franzese.

Ottaviano, 200mila euro per il Palazzo Mediceo

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      Il Comune di Ottaviano ha ottenuto un finanziamento di circa 200mila euro per una ulteriore riqualificazione di Palazzo Mediceo. Quello di Ottaviano è uno dei pochi Comuni ammessi al fondo previsto dall’avviso pubblico della Regione Campania per progetti di riutilizzo di beni confiscati (legge regionale numero 7 del 2012). Nello specifico, saranno effettuati interventi per eliminare le infiltrazioni provenienti dai tetti di copertura e per il rifacimento della facciata della corte interna. Il Comune, inoltre, è al lavoro per ottenere un ulteriore finanziamento per il Palazzo Mediceo, per realizzare un anfiteatro della legalità nella parte retrostante della struttura. “Restituire pienamente ai cittadini il simbolo della storia e della cultura di Ottaviano è sempre stato un obiettivo di questa amministrazione: molti risultati sono arrivati, altri ne arriveranno ancora”, è il commento del sindaco Luca Capasso.

Picchiato e accoltellato da due ragazzini: fermati per tentato omicidio

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  NAPOLI –  Un quindicenne ed un sedicenne sono stati raggiunti da un’ordinanza di collocazione in comunità emessa dal gip del Tribunale, ed eseguita dalla polizia, perché ritenuti gravemente indiziati del reato di tentato omicidio aggravato dai futili motivi ai danni un altro minore. La misura è l’epilogo di un’attività di indagine svolta dopo una violenta aggressione avvenuta nella tarda serata dello scorso 23 novembre a Napoli, con il grave ferimento, per le numerose ferite da arma da taglio, di un giovane di 17 anni giunto in pericolo di vita presso l’ospedale Pellegrini, dove è stato sottoposto, con urgenza, ad un intervento chirurgico. L’attività investigativa ha permesso di ricostruire la dinamica dei fatti: in particolare, a seguito di pregressi screzi per futili motivi, gli indagati, incrociato per strada il ragazzo, l’avrebbero inseguito e bloccato in via Stella, a Napoli, aggredendolo prima con calci e pugni e poi con un coltello di 16 centimetri circa, arma che è stata successivamente trovata e sequestrata nell’abitazione di uno dei minori. A seguito delle attività svolte su delega dell’autorità giudiziaria i minori indagati, sottoposti ad interrogatorio alla presenza del legale di fiducia, hanno ammesso le loro responsabilità. I due minorenni sono stati condotti presso delle comunità di recupero.