Terzigno, scovata fabbrica abusiva di cuscini ipoallergenici. Costavano 1,30 euro, rivenduti a 30
Pomigliano, incendio nel palazzo di Colasurdo al rione Sulmona: famiglie sgomberate e paura
POMIGLIANO D’ARCO – Paura nel quartiere e nell’area dell’edificio che per anni ha ospitato Marcello Colasurdo, storico interprete della tradizione folk campana, scomparso lo scorso luglio. Dopo gli attacchi armati e l’esplosione che avevano già scosso la zona lo scorso ottobre, un nuovo episodio ha fatto sprofondare gli abitanti nel panico: un incendio è divampato all’alba di mercoledì
Intorno alle cinque del mattino, un rogo ha preso piede nei locali al piano terra del palazzo situato in via Walter Tobagi, nel quartiere popolare noto come Sulmona. Le fiamme si sono propagate velocemente dal seminterrato, generando un’enorme colonna di fumo che ha invaso la tromba delle scale e raggiunto i piani superiori, costringendo i residenti a fuggire in strada.
In pochi minuti, il piazzale antistante si è riempito di famiglie spaventate: sedici i nuclei costretti a evacuare. I soccorsi, intervenuti tempestivamente, hanno però dovuto fare i conti con un ostacolo imprevisto: il mezzo dei vigili del fuoco è rimasto intrappolato per alcuni minuti a causa di un cantiere stradale nelle immediate vicinanze. Nonostante le difficoltà, l’intervento è andato a buon fine e le fiamme sono state domate. Dopo alcune ore, quasi tutti gli inquilini hanno potuto rientrare nelle proprie abitazioni.
Le condizioni dell’edificio, però, risultano critiche: le pareti interne sono annerite dal fumo e in alcuni appartamenti si segnalano danni strutturali. Uno di questi è stato dichiarato inagibile. Nel pomeriggio, il Comune ha comunicato di aver trovato una sistemazione temporanea per la famiglia che non ha potuto rientrare.
Le indagini dei carabinieri sono ancora in corso. Al momento, non emergono evidenze che colleghino l’incendio ad azioni criminali, ma le cause restano da chiarire.
Strage sul corso, l’ipotesi tragica: fuoco appiccato da lui dopo crisi. “Se mi lasci moriamo insieme”
Pomigliano d’Arco, evento per Telethon tra scienza, società e cultura
Pomigliano d’Arco: l’incontro alla Feltrinelli sula rivoluzione della genetica dalla diagnosi alla terapia
L’8 aprile si è tenuto un evento speciale presso la Feltrinelli di Pomigliano d’Arco, promosso dall’Unitre, dalla UILDM e fortemente voluto dall’Associazione Culturale Seminapace, da anni attivamente impegnata nel supporto a Telethon attraverso numerose iniziative, tra cui spettacoli teatrali e manifestazioni culturali. L’incontro ha preso il via intorno alle 11:30 con il saluto istituzionale dell’assessore alla Cultura del Comune di Pomigliano d’Arco, Giovanni Russo, il quale ha voluto ringraziare i presenti per la partecipazione. A seguire, è intervenuto l’avvocato amministrativista Edoardo Riccio, che ha introdotto il tema centrale dell’incontro: la lotta contro la distrofia muscolare, con particolare attenzione alle diagnosi e alle terapie. Riccio ha presentato alcune statistiche significative su queste patologie, in gran parte di origine genetica. Il momento più atteso è stato l’intervento del professor Vincenzo Nigro, docente di Genetica Medica presso l’Università degli Studi della Campania ‘Luigi Vanvitelli’. Il professor Nigro ha illustrato il complesso percorso che va dalla ricerca alla diagnosi e alla terapia, soffermandosi anche sugli aspetti più critici legati alle malattie rare. Ha evidenziato come, a causa della loro bassa diffusione, queste patologie siano spesso considerate poco rilevanti dal punto di vista scientifico. È proprio in questo contesto che si inserisce l’azione di Telethon, che sostiene la ricerca e dà voce a chi rischia di essere dimenticato. All’incontro hanno partecipato anche alcune classi del Liceo ‘Matilde Serao’ e dell’ISIS ‘Europa’, rendendo l’appuntamento non solo informativo, ma anche fortemente formativo per i giovani presenti. L’evento si è confermato come un’importante occasione di sensibilizzazione, conoscenza e ricerca sulle malattie genetiche rare.“Gli insulti” nella lingua napoletana di un grande scrittore del ‘600: G.B. Basile
Molti si sono ricordati di G.B. Basile perché la sua opera – e non solo “Il Cunto de li Cunti”-è stata una preziosa fonte di ispirazione per il compianto Maestro Roberto De Simone. Alla lingua di G.B. Basile ha dedicato uno studio prezioso per ampiezza e profondità Carolina Stromboli, professoressa presso l’Università di Salerno, autrice del libro “Le parole del Cunto – indagine sul lessico napoletano del ‘600”, pubblicato nel 2017.
Carolina Stromboli, che frequentò il Liceo Classico “A.Diaz” di Ottaviano e oggi è professoressa associata di Linguistica Italiana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Salerno, ha diviso la sua indagine in quattro sezioni: il lessico della gastronomia; Il lessico della paura; I nomi degli uccelli; le ingiurie. Per ora, dedichiamo l’articolo alla quarta sezione, le “ingiurie”, e in premessa diciamo che la Stromboli ha veramente dimostrato che il lessico di G.B. Basile è una enciclopedia del “parlare napoletano”. L’autrice correda i suoi commenti con puntuali riferimenti agli autori napoletani vissuti prima di Basile e ai suoi contemporanei, a G.F. Straparola, a G.B. Del Tufo, a Filippo Sgruttendio, a Pompeo Sarnelli, a G.C. Cortese, che di Basile era amico. Precisi sono i riferimenti alla storia delle parole nei secoli successivi, e costante è la citazione del “Dizionario Etimologico Napoletano”, opera del “nostro” prof. Francesco D’Ascoli, che pubblicò il Dizionario nel 1979 e volle che avesse un prezioso “ornamento”: le immagini dei disegni a penna di Michele Arpaia. Oggi, dunque, parliamo delle “ingiurie” attestate dalle opere di G.B. Basile, non di tutte quelle esaminate dalla studiosa, ma di quelle che ho sentito usare nel nostro territorio quando ero ragazzo, molti anni fa. Babbione significa “sciocco, semplicione”, con particolare riferimento al fatto che gli sciocchi hanno l’abitudine di torcere le labbra, e il labbro, in dialetto lucchese, è “babbio”. Alcuni dizionari etimologici ci dicono che il termine deriva da alcune forme dialettali spagnole “babiòn, babieca”. Ma forse all’origine di tutto c’è una voce del latino popolare, “babulus”.Canna de chiavica è il tubo della fogna, immagine adatta a indicare “il mangione, colui che a tavola non si ferma mai, e manda tutto giù, proprio come quel tubo lì”. Basile usava anche altri termini per indicare il personaggio: spiapranzo, sfruttapanelle, scopacocine, liccapignata, cannarone. E “cannarone” – l’uomo dalla gola enorme – indicava non solo il mangione, ma anche il “chiacchierone”. Anche canna fraceta indicava chi mangia troppo e chi parla troppo: chi parla troppo e a vuoto, e cioè senza concludere nulla, meritava di essere chiamato culo di gallina, per ovvi motivi, e trommetta della Vicaria. Le persone pettegole, pronte a parlare pubblicamente di fatti di cui era preferibile tacere, ricordavano ai Napoletani i banditori della Gran Corte della Vicaria, che leggevano in pubblico i bandi dopo aver richiamato l’attenzione della gente con una trombetta. Chiappo de’ mpiso era la persona violenta e pericolosa, che non aveva pietà di nessuno, proprio come il cappio che stringe la gola dell’impiccato. Terribile era l’insulto figlio de’ ngabellata, “figlio di prostituta”. Le prostitute napoletane pagavano una tassa, una “gabella”, che a Napoli fu istituita nel febbraio del 1401 dal re Ladislao. L’esazione di queste tasse venne data in appalto a Luigi De Aldemorisco: ci dice Francesco D’Ascoli che nel 1589 ogni prostituta doveva versare due carlini al mese, e 15 grana a Pasqua e 15 a Natale. Guaguina era la donna non bella, di facili costumi, e sempre in movimento alla ricerca dell’affare. “Guaguina” era il gabbiano, e il nome “è deformazione dello spagnolo “gavina” a sua volta risalente ad una forma latina “gavina” (lat. class. “gavia”): al significato traslato si è giunti dalla considerazione dello svolazzare dell’uccello da mattina a sera sulle acque litorali, nonché dalla forma corta e irregolare delle zampe.” (F. D’Ascoli). “Sfizioso” è il percorso che il protagonista della tavola napoletana, ‘o maccarone, ha fatto per diventare sinonimo di “stupido, babbeo”. C’è forse l’influenza di un termine del tardo latino, maccare, cioè “ammaccare”, ma tutto dipende dal gesto dello schiacciare con cui si formavano, dai pezzetti di impasto, gli “gnocchi”, forse la prima forma di maccheroni. E “gnocco” viene usato anche oggi come sinonimo di “stupido”, di persona che non conta nulla, che si fa “schiacciare” senza resistere. Francesco D’Ascoli ci ricorda che intorno al nome “maccarone” i Napoletani hanno intessuto varie metafore. Mi piace ricordare maccarone senza pertuso che indica “lo sciocco insipido e pesante”, poiché i maccheroni senza buco erano di poco pregio e sempre indigesti. Strano è il caso di perchia che G.B. Basile usa come “immagine” di “donna pettegola e volgare”. “La perchia è un pesce assai comune, di spiccata mediocrità e di pochissimo valore, con bocca larga e ventre grosso e floscio” (D’Ascoli). Ma in qualche dialetto del Sud “perchia” può indicare anche una ragazza piacente. E’ una questione di gusto. A tavola, si sa, i Napoletani erano, e forse sono ancora, schizzinosi. Quando parleremo del “lessico della gastronomia”, vedremo quale fu il genio dei Napoletani nel tessere metafore intorno ai nomi dei “piatti”.
Disastro ambientale a Caivano, i Comuni dell’area Nord chiudono le scuole
Emergenza ambientale: chiuse le scuole in sei Comuni per la nube tossica
Decisione del sindaco di Acerra Tito d’Errico dopo il vertice in Prefettura
A seguito dell’incendio divampato in località Pascarola, nel territorio di Caivano, si alza una nube tossica che ha messo in allarme l’intera area a nord di Napoli. In risposta alla gravità della situazione ambientale, il sindaco di Acerra Tito d’Errico ha adottato una serie di provvedimenti urgenti, dopo un vertice con la Prefettura di Napoli.
Tra le misure principali, è stata disposta la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per la giornata di giovedì 10 aprile 2025. La stessa decisione è stata presa anche in altri comuni limitrofi, tra cui Afragola, Cardito, Caivano, Frattamaggiore e Casoria, dove i sindaci hanno optato per la sospensione delle attività didattiche a scopo precauzionale.
Il primo cittadino di Acerra ha inoltre ordinato:
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la chiusura immediata dei parchi pubblici e privati;
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la chiusura del civico cimitero per l’intera giornata di giovedì;
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il divieto di utilizzo di acqua da pozzi e vasche non protette per fini alimentari;
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la raccomandazione a non sostare all’aperto e a non utilizzare sistemi di areazione o condizionamento;
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l’invito a lavare accuratamente frutta, ortaggi e verdura prima del consumo;
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il consiglio di tenere porte e finestre chiuse.
Il Comune di Acerra, così come gli altri coinvolti, resta in allerta per monitorare l’evolversi della situazione, in attesa di nuovi aggiornamenti da parte delle autorità competenti.
Si raccomanda alla popolazione di seguire esclusivamente i canali ufficiali per ogni ulteriore comunicazione.
De Luca bocciato dalla Corte Costituzionale, no al terzo mandato
Disastro a Caivano, rogo nella fabbrica chimica: 70 lavoratori in pericolo
Neutralità e Trasparenza: appello alle parrocchie e alle scuole di Marigliano sul ruolo nel dibattito politico
Riceviamo e pubblichiamo: La recente costituzione a Marigliano del circolo “PER le PERSONE e la COMUNITÀ”, ufficialmente riconosciuto dalla rete politica di Nicola Campanile e Giuseppe Irace, e la sua dichiarata adesione all’appello “GIRARE PAGINA” promosso da “principali realtà sociali e associative del territorio, dalle parrocchie e dalle dirigenze scolastiche”, solleva una questione cruciale di trasparenza e chiarezza nel dibattito politico cittadino. Se da un lato è comprensibile e auspicabile l’interesse di realtà sociali, associative, parrocchiali e scolastiche per il bene comune e per un rinnovamento della politica locale, dall’altro è fondamentale che tali enti mantengano una netta distinzione dalle specifiche coalizioni e liste politiche in competizione.
Il circolo “PER MARIGLIANO” dichiara apertamente di voler “favorire la nascita di una vera e innovativa coalizione politica di centrosinistra”. L’adesione, che coinvolge direttamente parrocchie e dirigenze scolastiche, rischia di generare ambiguità e di far percepire un coinvolgimento diretto di queste istituzioni in una specifica area politica. È imprescindibile, a nostro avviso, che le parrocchie e le dirigenze scolastiche di Marigliano prendano una posizione chiara e inequivocabile al riguardo. Riteniamo doveroso che tali enti, per la loro natura e per il ruolo delicato che ricoprono nella comunità, dichiarino apertamente se intendono o meno far parte di una specifica coalizione politica, evitando di essere implicitamente “tirate in ballo” da iniziative di parte.
Chiediamo pertanto, con il massimo rispetto per il loro operato, alle parrocchie e alle dirigenze scolastiche di Marigliano di: Esplicitare chiaramente la propria posizione rispetto a “PER” e al suo potenziale legame con specifiche forze politiche. Ribadire la propria natura di enti super partes, dediti al benessere dell’intera comunità senza favoritismi o adesioni a singole liste o coalizioni. Garantire la massima trasparenza in ogni eventuale interlocuzione con le forze politiche, assicurando che tali dialoghi siano orientati esclusivamente al bene comune e non a un sostegno implicito o esplicito a una parte politica specifica. Comprendiamo l’importanza del contributo che le parrocchie e le scuole possono offrire al dibattito cittadino, portando istanze e bisogni concreti della popolazione. Tuttavia, è vitale che questo contributo avvenga in modo neutrale e trasparente, preservando la loro autorevolezza e la fiducia di tutti i cittadini, indipendentemente dalle loro scelte politiche. Solo attraverso una chiara distinzione dei ruoli e una trasparente dichiarazione di intenti sarà possibile garantire un dibattito politico sereno e costruttivo a Marigliano, in cui ogni attore agisca nel rispetto della propria natura e responsabilità. Ci auguriamo che questo appello venga accolto con la serietà e l’attenzione che la questione merita. Distinti Saluti CAMBIAMO MARIGLIANO Ciro Panariello 
