Spari alla processione della Madonna dell’Arco, 2 feriti

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Momenti di panico nel cuore di Napoli durante i festeggiamenti religiosi dedicati alla Madonna dell’Arco. Un alterco tra donne ha avuto un epilogo drammatico: un uomo, intervenuto durante la lite, ha estratto un’arma e ha fatto fuoco, ferendo due presenti. L’episodio è avvenuto in via G. Tappia. Le vittime, di 23 e 31 anni, si trovavano tra i fedeli accorsi alla processione quando sono stati colpiti dai proiettili. L’aggressore, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe arrivato in auto, avrebbe assistito al diverbio e, sceso dal veicolo, avrebbe aperto il fuoco. I feriti sono stati trasportati d’urgenza in due ospedali diversi: uno all’Ospedale del Mare di Ponticelli e l’altro al Vecchio Pellegrini. Nessuno dei due è in pericolo di vita. La polizia sta indagando sull’identità del responsabile, attualmente in fuga.   Foto di repertorio

Somma, esplosione in concessionaria: incendiate 6 auto

SOMMA VESUVIANA – Fiamme nella notte in una concessionaria: distrutte sei auto Notte di paura a Somma Vesuviana, dove un incendio ha devastato una concessionaria d’auto situata in via Circonvallazione 71. Le fiamme, divampate intorno alle 3:00 del mattino, hanno completamente distrutto sei vetture in esposizione e l’ingresso dell’attività commerciale. Sul posto sono intervenuti prontamente i Vigili del Fuoco, che hanno lavorato a lungo per domare il rogo e mettere in sicurezza l’area. Fortunatamente, non si registrano feriti. L’intervento dei pompieri ha evitato che l’incendio si propagasse ulteriormente, ma i danni sono ingenti. Le auto esposte, andate completamente distrutte, erano tutte modelli nuovi, pronte per la vendita. Anche la struttura dell’ingresso ha subito danni rilevanti, rendendo l’attività temporaneamente inagibile. Le cause del rogo sono ancora da accertare. Sul caso indaga il Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, che non esclude alcuna ipotesi: si cerca di capire se le fiamme siano partite da un corto circuito o se dietro l’incendio possa esserci una matrice dolosa. I residenti della zona, svegliati da un forte odore di bruciato e da rumori provenienti dalla concessionaria, hanno allertato i soccorsi. Alcuni testimoni avrebbero riferito di aver udito un’esplosione prima che il fuoco si propagasse.

Nola verso il voto, 5 liste danno vita ad un’alleanza civica

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Il panorama politico di Nola si sta trasformando rapidamente in vista delle prossime elezioni amministrative. Dopo l’annuncio della candidatura di Luigi Caliendo, prende corpo una seconda proposta, questa volta frutto di un’aggregazione civica ampia e trasversale.

Cinque liste – Più Nola Oltre, CDU, Nola 801, Per Nola e Nola Bene Comune – stanno lavorando a un progetto politico condiviso, con l’obiettivo di sostenere un unico candidato sindaco. Il nome sarà annunciato nei prossimi giorni, ma la cornice politica è già chiara: una coalizione nata dal basso, con l’ambizione di costruire un’alternativa concreta rispetto agli schieramenti tradizionali.

Valori come partecipazione, inclusione e dialogo sono al centro del percorso comune avviato dalle cinque sigle, che si propongono come interpreti delle esigenze quotidiane della comunità nolana. L’approccio è quello di una politica che ascolta, che mette al centro il cittadino e che punta a superare le vecchie logiche partitiche.

L’alleanza civica punta a coinvolgere energie nuove, restituendo centralità ai territori e ai bisogni reali della città. Il progetto, ancora in evoluzione, potrebbe rappresentare un elemento di discontinuità nel quadro locale, aprendo a scenari finora inediti per l’amministrazione di Nola.

Nei prossimi giorni sarà decisivo il passaggio della scelta del candidato sindaco: una figura che, nelle intenzioni della coalizione, dovrà incarnare la sintesi dei valori condivisi e la volontà di rinnovamento. Intanto, il fermento politico cresce e segna l’inizio di una fase di confronto vivace tra le diverse forze in campo.

Somma Vesuviana, al via la riqualificazione del Parco Europa

Riceviamo e pubblichiamo   Mercoledì 16 Aprile – ore 12 in Via Giulio Cesare – deposizione della prima pietra del Parco Urbano e del nuovo Asilo Nido Salvatore Di Sarno –  sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano: “Parchi e scuole. Lunedì chiusura del Parco Urbano denominato Piazza Europa ma per consentire lo svolgimento dei lavori di riqualificazione e Mercoledì 16 Aprile, inaugureremo l’inizio dei lavori anche del Parco Urbano grande che sorgerà in Via Giulio Cesare”. Rosanna Raia   –  Assessore alla manutenzione del verde urbano e ai Parchi del Comune di Somma Vesuviana: “Al via la riqualificazione del verde al Parco Urbano denominato Piazza Europa con un progetto innovativo che coniugherà natura e socialità!”. “Da Lunedì 14 Aprile inizieranno i lavori al Parco denominato Piazza Europa. La priorità della mia Amministrazione è quella di dare alla comunità luoghi di aggregazione sociale, spazi all’aria aperta per i bambini e i ragazzi, scuole nuove. Avremo una Piazza Europa recuperato. Mercoledì 16 Aprile, invece, alle ore 12, in Via Giulio Cesare avremo la deposizione della prima pietra con apertura dei lavori di realizzazione del Parco Urbano”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano. Lunedì – 14 Aprile – inizio lavori di riqualificazione del Parco denominato Piazza Europa! Mercoledì 16 Aprile – con la stampa – deposizione della prima pietra del Parco Urbano in Via Giulio Cesare alle ore 12, con deposizione della prima pietra anche di un nuovo Asilo Nido Comunale. “Riqualifichiamo l’area verde di Piazza Europa che in realtà è un Parco. Siamo in presenza di un progetto innovativo  quale “Il cammino verde colori suoni profumi sapori suoni e sogni”, grazie al quale renderemo questa zona maggiormente attrattiva per le famiglie e per i bambini. Aggiungo anche che in questi giorni abbiamo ultimato la manutenzione del verde in Via Aldo Moro – ha affermato Rosanna Raia, Assessore alla manutenzione del verde urbano con delega ai Parchi del Comune di  Somma Vesuviana, nel napoletano – di piazzetta degli Aromi, Via San Giovanni De Matha, in Piazzetta Giuseppe Moscati, Via Turati, Via Costantinopoli, Piazza Vittorio Emanuele III, Piazzetta di Santa Maria a Castello, nelle scuole ed ancora in Via Napoli”.  

Roberto De Simone, un grande amico di Somma Vesuviana

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   E’ stato un grande amico si Somma. E come succede spesso non è stato riconosciuto. Forse perché quando è arrivato era solo uno sconosciuto. Ha frequentato la nostra comunità negli anni ’70 del secolo scorso.   Veniva in primavera appena dopo Pasqua attratto dai riti della festa di Santa Maria a Castello. Sulle orme di Ernesto De Martino e Diego Carpitello, i primi studiosi della materia. Era innamorato degli usi e soprattutto dei canti e balli che ancora sopravvivevano nella tradizione contadina del vesuviano. In particolare aveva intuito che Somma conservava ancora riti secolari legati alla primavera che si manifestavano attraverso i suoni, canti e balli in onore della Madonna di Castello.   Il pellegrinaggio a Castello stava scomparendo e con esso anche le devozioni collegate. La tradizione contadina era in trasformazione verso un futuro industriale che prometteva rivoluzione in tutti i settori della società. I riti religiosi stavano scomparendo con gli anziani che li perpetuavano nelle occasioni collegate. E nel momento giusto Roberto De Simone riuscì a dare dignità a una realtà in estinzione che poi valorizzò attraverso i concerti della Nuova Compagnia di Canto Popolare (NCCP). Fu un opera indispensabile. Capitata al momento giusto. Diversamente non si sarebbe salvata dall’oblio. Con essa cominciò la diffusione dei canti,  delle sonorità e dei balli tipici di questa terra. Diversi long plain della NCCP contengono brani provenienti da Somma. Debitamente dichiarati. Un vero lavoro scientifico e culturale di grande spessore fatto da professionisti appassionati nell’ambiente musicale internazionale. Fu una rivoluzione culturale popolare dando lustro alle voci dei  vari Gennaro Albano, Rosa Nocerino, Giovanni Coffarelli, che divennero testimoni viventi di una tradizione addirittura millenaria. Alcuni di loro hanno viaggiato e cantato in tutta Italia. Nel bicentenario della nascita degli Stati Uniti d’America Albano e Coffarelli ebbero, insieme ad altri 20 concittadini l’onore ed il piacere di rappresentare l’Italia esibendosi a Washington in diversi eventi etnomusicali. Nessun avrebbe mai immaginato una tale ribalta mondiale per la nostra cultura popolare. Questo e tanto altro successe grazie all’opera del Maestro. Già per questo meritava un monumento. Ma c’è una storia quasi sconosciuta ai più e che mi fa obbligo divulgare. Sono stato testimone di una grande intuizione del Maestro. Ebbi il piacere di intervistarlo nella sede del Circolo Sociale, giovane corrispondente del giornale Roma. Rispondendo alla domanda sulle origini dei canti locali il Maestro fece risalire il tutto al culto di Dioniso che probabilmente doveva essere presente nel territorio del Monte Somma. Era la prima volta che si metteva Somma in relazione con il dio greco della gioia. Negli anni ’70 era facile invece collegare i nostri balli e i nostri canti alla dominazione spagnola degli Aragonesi. Fu un’affermazione spiazzante che caratterizzò tutta l’intervista. Erano anni di grande fermento con al centro la valorizzazione delle tradizioni. Nel meridione  nacquero molte manifestazioni in tema e tanti spettacoli furono allestiti in tante piazze. Il Maestro in più di un occasione espresse il proposito di collaborare con il Comune lanciando l’idea di un centro culturale con eventi dedicati alla musica etnica vesuviana. Costava poco e niente metterlo su. Nessuno ci credette. Ci rimase molto male. Eppure aveva dato già tanto al territorio, compreso fama, dignità, e concerti gratis. Purtroppo in 50 anni neppure la cittadinanza onoraria siamo riusciti a conferirgli (eppure è stata conferita a personaggi che non credo abbiano fatto di più).

Pasqua 2025, festa amara: vola il costo dei prodotti alimentari

Pasqua 2025 si preannuncia più costosa per le famiglie italiane. Dai dolci tradizionali come uova di cioccolato e colombe, ai beni alimentari di base. Il caro prezzi colpisce anche carne, verdure rendendo la spesa pasquale un lusso per molti.      Quest’anno la Pasqua pesa non solo sulle tavole imbandite, ma anche sui portafogli. Aumentano i prezzi di molti prodotti alimentari simbolo delle festività, mettendo in difficoltà famiglie e consumatori già provati dall’inflazione degli ultimi mesi. Secondo gli ultimi dati, alcuni alimenti registrano rialzi a doppia cifra rispetto allo scorso anno. È il caso del burro, che costa quasi il 20% in più, mentre per gustare una tazzina di caffè si spende in media il 19,5% in più rispetto al 2024. Non va meglio con il cacao, che segna un balzo del 14%. Anche le uova, protagoniste delle ricette pasquali e delle uova di cioccolato, subiscono un rincaro del 4,4%. Sul fronte delle carni, i prezzi crescono del 3,6% per ovini e caprini, mentre la carne bovina registra un +4,4%. Aumenti anche per formaggi e latticini (+4,2%), verdura fresca (+4,3%), bevande analcoliche (+7,9%) e soprattutto per il cioccolato, con un’impennata del 9,7%. Una situazione che trasforma la preparazione del pranzo pasquale in una vera e propria corsa ad ostacoli per molti nuclei familiari, costretti a rivedere menù e spese per restare nei limiti del budget. E la “festa” rischia di diventare più simbolica che sostanziale. (fonte foto: rete internet)

Le ricette di Biagio: tria e ciceri. Perché dai ceci “viene” Cicerone, e da Cicerone i ciceroni

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E’ un “piatto” salentino, e “tria” è parola derivante da un termine arabo e significa pasta fritta e secca. Ma poiché tra le “virtù” dei ceci c’è quella di distrarre, mi è venuta l’idea di spiegare qual è il rapporto tra i ceci e il nome del grande oratore romano e in base a quale fenomeno linguistico da Cicerone con la maiuscola vengono i “ciceroni” con la minuscola. (L’immagine è tratta da sito “Ricette della Nonna” e la ricetta dalla rivista “Civiltà della tavola” (maggio 2014).   Ingredienti: gr. 100 di farina OO, gr.200 di farina di semola, gr.300 di ceci secchi, 1 cipolla, 1 spicchio d’aglio, 1 gambo di sedano, una foglia d’alloro, 2 pomodorini, olio, sale e pepe. Tenere a bagno i ceci per 12 ore, cuocerli in acqua abbondante con le verdure. Con la semola, con la farina e con acqua tiepida salata creare un impasto liscio e farlo riposare, in una pellicola, per mezz’ora. Stendere l’impasto con il mattarello e ricavare delle tagliatelle lunghe 5-6 cm. Un terzo di queste tagliatelle (tria) verrà fritta in olio d’oliva, e le altre verranno lessate nel liquido di cottura dei ceci. Unire pasta lessata, ceci e pasta fritta, cuocere ancora per pochissimi minuti, impiattare, impepare e portare in tavola.   Se il nome “cece” viene dal greco “kikys” abbiamo detto quasi tutto, poiché la parola greca significa “forza, vigore, resistenza”. “ I medici di Roma sostenevano che la “medicina” dei ceci era preziosa per l’apparato digerente e per la tutela del cuore: lo avevano appreso dai medici etruschi e i ceci occuparono un posto importante nella “dieta” dei legionari a partire dalla metà del II sec. a. C., quando i cittadini dell’Etruria incominciarono ad essere arruolati nelle legioni. I ceci, la cui presenza sulle nostre tavole è oggi sempre più ridotta, furono nell’Ottocento, con gli altri legumi, “la carne dei poveri”. Ma anche la borghesia incominciò a portare in tavola frequentemente i ceci, le fave e i piselli perché, dopo il colera del 1836, anche importanti medici napoletani divennero convinti sostenitori delle virtù salutari di queste “erbe” e condivisero la tesi di Galeno che i ceci rendono puro e abbondante il latte delle nutrici e delle “fresche” mamme”: lo scrissi qualche anno fa. Erano presenti, i ceci, anche sulla tavola di Orazio: inde domum me ad porris et ciceri refero laganique catinum (Satire, I, 6): e così me ne torno a casa, a un piatto di ceci e di lagane. Parleremo, un giorno, anche delle lagane romane. I ceci tornarono ad essere “protagonisti” dell’agricoltura siciliana nel sec.XII, grazie all’opera di Muhammad Al-Idrisi, geografo al servizio di Ruggero II. Molte sono, come abbiamo visto, le virtù dei ceci (qualcuna è anche “rumorosa”), e tra queste c’era anche la capacità di tenere lontani i diavoli: era legata, questa capacità, al ruolo che i ceci svolsero nella preparazione dei filtri e delle creme usati dalle fattucchiare. I ceci fritti entrarono di diritto nel cuoppo napoletano, e poiché nel masticarli serviva attenzione, il modo di dire nun sape’ tene’ nu cicero ‘mmocca  significa tener la bocca metaforicamente aperta, essere sempre pronto a chiacchierare. Il nome Cicerone deriva dal fatto che un antenato del grande oratore aveva sulla fronte una verruca a forma di cece. Ma perché da Cicerone derivarono i ciceroni? “Ciceronemecenateanfitrione e mentore costituiscono quattro esempi di quel passaggio “dal nome proprio al nome comune” magistralmente illustrato da Bruno Migliorini (1927). Lo studio di questa trafila lessicale è stato poi denominato deonomastica e deonomastici o deonimici vengono oggi chiamati tecnicamente i nomi comuni derivati da nomi propri, che con riferimento a questo processo sono detti eponimi. Possono diventare nomi comuni sia i nomi di luogo o toponimi, sia i nomi di persona o antroponimi, come nei nostri esempi. I meccanismi che originano questo passaggio sono la metonimia, la metafora, l’ellissi (specie nel caso dei toponimi: formaggio di Asiago > asiago). Negli antroponimi è particolarmente frequente l’antonomasia, per cui il nome proprio di un personaggio famoso (reale o immaginario che sia) passa a indicare tutti coloro che ne possiedono le stesse caratteristiche, fisiche, morali o comportamentali “ (Paolo D’Achille, in “La Crusca per voi”, 2018). Dunque, “ciceroni” sono i loquaci signori che fanno da guida ai gruppi di visitatori nei luoghi della storia e dell’arte: e dobbiamo dire che un tempo erano chiamati “ciceroni” anche gli avvocati che si illudevano di imitare il grande oratore, ma erano solo degli inconcludenti chiacchieroni. Il destino volle che la morte di Cicerone venisse decretata da Marco Antonio, che essendo alto, vigoroso e robusto, generò, per antonomasia, il termine “marcantonio”: “è un bel pezzo di marcantonio”. (fonte foto: Ricette della Nonna)        

Polizia lo ferma tra Nola e Marigliano con la pistola e i proiettili

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La sicurezza pubblica passa anche da controlli mirati e azioni tempestive delle forze dell’ordine. Nei giorni scorsi, tra Nola e Marigliano, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 35enne napoletano, con precedenti penali, per detenzione illegale di un’arma clandestina e munizioni.

Durante i servizi di prevenzione predisposti in aree sensibili, gli agenti del Commissariato di Nola hanno notato un veicolo sospetto in via Boscofangone. Il controllo si è rivelato decisivo: sotto il sedile lato passeggero dell’auto è stata rinvenuta una pistola a salve con canna modificata – in grado di sparare colpi veri – insieme a dieci cartucce calibro 6,35.

L’uomo, già noto per precedenti di Polizia, è stato immediatamente arrestato. Le accuse sono gravi: porto abusivo di arma clandestina e detenzione di munizionamento. Il materiale sequestrato è stato inviato alla Polizia Scientifica per analisi tecniche: si vuole stabilire se l’arma sia stata utilizzata in episodi criminali recenti.

Questo episodio sottolinea l’importanza del presidio costante delle forze dell’ordine sul territorio. La presenza della Polizia, attraverso pattugliamenti e controlli mirati, rappresenta un deterrente contro il dilagare della microcriminalità e delle armi modificate, un fenomeno purtroppo in crescita in diverse aree della Campania.

L’arresto è avvenuto nell’ambito di un piano strategico di sicurezza urbana, volto a rafforzare la percezione di legalità e a contrastare ogni forma di attività illecita. Non solo repressione, ma anche prevenzione, grazie a un’azione coordinata e costante sul territorio.

Il 35enne si trova ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per gli sviluppi del caso. L’operazione di Nola è l’ennesima conferma dell’impegno quotidiano degli agenti nel garantire la sicurezza pubblica e nel prevenire rischi per la collettività.

Bruno, leggenda a quattro zampe: è lui il Campione Europeo 2025

Riceviamo e pubblichiamo: BRUNO il mastino napoletano proveniente da Cinquevie di Nola (NA) sale sul tetto d’Europa. E’ lui l’European Champion 2025. Di recente a BRNO, in Repubblica Ceca, si è tenuto l’European Dog Show 2025 prestigiosa competizione canina internazionale di bellezza per allevatori e appassionati di cani di razza, che offre l’opportunità di confrontare i propri esemplari con altri provenienti da tutta Europa. A determinare i “migliori” è una giuria che sceglie i vincitori unicamente in base ai canoni di bellezza definiti dagli standard imposti dalla Federation Cynologique Internationale (FCI). BRUNO, splendido esemplare di mastino napoletano di tre anni, si è distinto tra una selezione di cani di razza tutti di eccellenti qualità morfologiche, conquistando il titolo di European Winner 2025 Campione Europeo di bellezza imponendosi anche come Best of breed migliore di razza. Il prestigioso riconoscimento conferma le indiscusse qualità di Bruno, ma mette anche in luce gli straordinari esemplari di mastino napoletano dell’allevamento “Team CORY line” riconosciuto dall’ Enci e Fci situato in Cinquevie di Nola / Pozzoceravolo in provincia di Napoli di proprietà di Maria Esposito che con il marito Agostino e gli amati figli Mario e Saverio portano avanti, con grandi risultati, questa passione familiare. “E’ sempre una gioia immensa partecipare a queste competizioni internazionali ed un orgoglio immenso se poi si raggiungono questi risultati straordinari con un esemplare di mastino napoletano razza storica ed eccellenza della cinofilia mondiale. Ricordiamo che Bruno è un pluri campione: gia’ Giovane Campione 2023 e Campione Italiano di Bellezza 2025 e da oggi anche Campione Europeo dichiara Maria Esposito, proprietaria ed allevatrice”.

Tragedia a Pollena: operaio di Massa di Somma cade dalla scala e muore

Tragedia sul lavoro a Pollena Trocchia: muore operaio 54enne

Una mattinata segnata dal dolore a Pollena Trocchia, dove un grave infortunio sul lavoro ha causato la morte di un uomo. L’incidente è avvenuto in via San Giacomo, al numero civico 7, nelle prime ore di oggi. La vittima è Giuseppe Scarpato, 54 anni, residente a Massa di Somma. Secondo quanto emerso da una prima ricostruzione dei fatti, l’operaio stava effettuando interventi di pitturazione all’interno di una casa privata. Durante l’attività, l’uomo sarebbe scivolato da una scala, compiendo un volo che non gli ha lasciato scampo. Le circostanze della caduta sono ancora poco chiare e sono in corso accertamenti per determinarne le cause precise. I sanitari del 118, giunti tempestivamente sul luogo, non hanno potuto far altro che constatare il decesso del 54enne, deceduto sul colpo per le gravi lesioni riportate. I carabinieri hanno avviato immediatamente i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. È stata aperta un’indagine da parte delle autorità competenti, che cercheranno di fare luce sull’accaduto e valutare se siano stati rispettati tutti i protocolli di sicurezza. Ancora da verificare se l’uomo stesse operando in forma autonoma o alle dipendenze di un’impresa. La comunità è sotto shock per l’improvvisa scomparsa di Scarpato, persona conosciuta e stimata nella zona. La sua morte solleva ancora una volta il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, troppo spesso sottovalutata o trascurata.