Marigliano, accordo tra tre forze politiche per il futuro della città

Marigliano. Riceviamo e pubblichiamo: COMUNICATO STAMPA

MARIGLIANO. TAVOLO PROGRAMMATICO PER IL GOVERNO DELLA CITTÀ

Il Partito Democratico di Marigliano ed i gruppi politici di Cambia con Noi e Azzurra Libertà hanno istituito un tavolo programmatico per mettere a fattor comune esperienze, valori e visioni al fine di presentare la proposta di governo della città.

Queste tre grandi aree politiche, nel rispetto delle relative tradizioni e delle autorevoli filiere istituzionali, guardano con favore alla costruzione di un quadro chiaro di alleanze, aperto a tutte le forze sane della città.

A partire da un confronto leale e partecipato e sulla base dei principi di governabilità, competenza e responsabilità, si gettano le basi per costruire il perimetro di una coalizione autorevole e fattiva, capace di offrire una prospettiva di sviluppo moderna e innovativa per Marigliano.

Somma, al via i lavori per l’Asilo Nido nel futuro Parco Urbano

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  Domani – Mercoledì 16 Aprile – ore 12 – posa della prima pietra per la realizzazione di un nuovo Asilo Nido Comunale. Un altro pezzo della Cittadella Scolastica che nascerà all’interno del primo, grande, Parco Urbano a Somma Vesuviana in Via Giulio Cesare.   Saranno presenti sindaco – assessori – dirigenti e progettisti!   Salvatore Di Sarno – sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano: “Domani posa della prima pietra del nuovo Asilo Nido Comunale che sorgerà all’interno del Parco Urbano in Via Giulio Cesare. All’interno del  Parco avremo anche un Orto Sociale,  Cittadella Scolastica,  camminata che avrà visuale completa sulla Montagna da una parte e sull’area archeologica dall’altra e ci sarà anche il parcheggio”.     “Domani posa della prima pietra del nuovo Asilo Nido Comunale. Qualche mese fa avevamo inaugurato l’inizio dei lavori della Scuola Materna, domani inaugureremo l’inizio dei lavori dell’Asilo Nido Comunale. Una cittadella scolastica che sarà interna del primo, grande Parco Urbano della città, in Via Giulio Cesare. Sarà un Parco grande che collegherà un pezzo del paese andando dalla zona di Via Mercato Vecchio all’area archeologica e dunque fino al sito archeologico della Villa Augustea. All’interno del Parco sorgerà una Cittadella Scolastica, della quale domani inaugureremo la partenza dei lavori per l’Asilo Nido, con scuola dell’Infanzia. Un Parco al cui interno ci sarà l’Orto Sociale che darà la possibilità alle scuole e alle associazioni di dare vita ad attività e laboratori che abbiano scopi sociali. All’interno del Parco avremo anche una camminata con visuale sulla Montagna e dunque sul Monte Somma, da una parte e sull’Area Archeologica dall’altra. Con il Parco Urbano nascerà anche in parcheggio. Diamo a Somma Vesuviana una nuova scuola. Parchi e scuole sono la priorità di questa Amministrazione”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano. Domani – Mercoledì 16 Aprile – alle ore 12 – posa della prima pietra per la realizzazione del nuovo Asilo Nido Comunale che sarà parte della Cittadella Scolastica interna al Parco Urbano in via Giulio Cesare. Saranno presenti oltre al sindaco, Salvatore Di Sarno, anche gli assessori, Giuseppe Auriemma, Ezio Micillo. Rosalinda Perna, il vice – sindaco, Mauro Polliere, i dirigenti e gli autori del progetto! Sarà presente anche l’architetto, Giuseppe Schiattarella, Funzionario – Responsabile Area Lavori Pubblici.

PER individua candidato sindaco a Volla: Gianluca Pipolo 

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PER individua candidato sindaco a Volla: Gianluca Pipolo   Con determinazione e senso di responsabilità, possiamo ufficializzare che Gianluca Pipolo sarà il candidato a Sindaco sostenuto da “Per le persone e la comunità” e “Noi con Volla”.   La candidatura di Gianluca Pipolo nasce dalla volontà di costruire un progetto politico trasparente e orientato al bene comune. Riteniamo che oggi più che mai sia necessario affidare il ruolo di primo cittadino a chi abbia esperienza e competenze concrete attraverso un progetto che mette al centro i cittadini, con le loro esigenze, i loro sogni e le loro difficoltà quotidiane. Un percorso partecipato, che parte dal basso e guarda al futuro, con l’obiettivo di ridare stabilità amministrativa al comune di Volla.   L’obiettivo è restituire fiducia ai cittadini ormai stanchi di ammucchiate elettorali e improbabili accordi finalizzati solo ad accumulare voti. Crediamo che un cambiamento reale sia possibile solo ascoltando le persone e valorizzando le energie migliori della nostra comunità.   Restiamo aperti al dialogo con chi voglia condividere con noi questo percorso attraverso un programma elettorale che sia frutto dí condivisione e confronto diretto con i cittadini. I temi centrali saranno: la tutela dell’ambiente, la riqualificazione urbana, lo stop alla cementificazione selvaggia, il sostegno alle famiglie e alle imprese locali, l’efficienza dei servizi pubblici e una gestione trasparente e partecipata del Comune.   La campagna elettorale di Gianluca Pipolo sarà improntata al dialogo, all’ascolto e alla partecipazione attiva. Volla merita una nuova visione, concreta e condivisa.  

Don Michele Napolitano, da 60 anni parroco della Chiesa di San Michele in Ottaviano

    Don Michele Napolitano entra definitivamente nella storia di Ottaviano, perché ci sono solo due casi di una permanenza così lunga, ed entrambi i casi risalgono alla prima metà dell’’800. Ma di questa storia egli faceva già parte per l’intensità del suo servizio sacerdotale e per la cura dedicata al culto di San Michele.   I “parrocchiani” hanno festeggiato l’evento nel teatro parrocchiale: erano molti, tanti da riempire la sala, e sarebbero stati molti di più se don Michele non avesse chiesto agli organizzatori di non diffondere la notizia: non gli è mai piaciuto salire sul palcoscenico, a raccogliere applausi, pur sapendo che gli Ottavianesi gli avrebbero dedicato – e gli hanno dedicato- solo applausi sinceri. Viva e sincera era la festosità dei presenti: alcuni di essi si rivedevano dopo molto tempo, e, nel salutarsi, intrecciavano i ricordi del tempo che fu. Perché la Chiesa, la piazza, il panorama sono uno scrigno di memorie preziose e ancora vive. Glielo dissi e glielo scrissi sei anni fa, a don Michele, che egli mi richiamava alla mente una “sentenza” di Tiberio Guastaferro, ottajanese del ‘600, grande predicatore dell’Ordine dei Gerolamini: diffidiamo dei parroci che godono nel predicare dal pulpito. Don Michele la sua missione l’ha svolta sempre in mezzo alla gente, grazie all’attenzione continua che prestava alla vita dei suoi parrocchiani, grazie alla capacità di indurli ad aprirsi, ad avere fiducia in lui, rassicurati dalla sua riservatezza e dalla sua “silenziosa” disponibilità ad aiutare chi aveva bisogno di essere aiutato, con le parole, e non solo con le parole. E osservando l’intensità della festa e gli sguardi loquaci del festeggiato, mi sono ricordato di quello che ha detto Papa Francesco “disegnando” la figura del sacerdote: «Il volto più bello di un paese e di una città è quello dei discepoli del Signore – vescovi, sacerdoti, religiosi, fedeli laici – che vivono con semplicità, nel quotidiano, lo stile del Buon Samaritano e si fanno prossimi alla carne e alle piaghe dei fratelli, in cui riconoscono la carne e le piaghe di Gesù . In quanto «apostolo della gioia», il prete dimostra fedeltà alla sua vocazione trasmettendo al Popolo di Dio, con il suo modo di vivere, la gioia che sente dentro di sé e che deriva dal suo rimanere radicato in Cristo. La gioia del prete «è un bene prezioso non solo per lui ma anche per tutto il Popolo fedele di Dio». La gioia, peraltro, «è il segno del cristiano: un cristiano senza gioia o non è cristiano o è ammalato». E «la gioia del cristiano non è l’emozione di un istante o un semplice ottimismo umano, ma la certezza di poter affrontare ogni situazione sotto lo sguardo amoroso di Dio, con il coraggio e la forza che provengono da Lui… Senza gioia, la fede diventa un esercizio rigoroso e opprimente, e rischia di ammalarsi di tristezza. Non c’è santità senza gioia». Don Michele Napolitano non l’ho mai visto irritato, incavolato, e già la sua voce ti invita ad ascoltare, a riflettere, a capire. E, dal palco, l’ho ringraziato ancora una volta per la cura che egli ha dedicato al culto di San Michele, alla Processione dell’8 maggio – costruita secondo uno schema definitivo, che nessuno dovrebbe permettersi di modificare- e al prezioso patrimonio d’arte custodito nella Chiesa, uno dei più importanti del Vesuviano. La ringrazio, don Michele, dedicandole un elogio “coniato” da un sindaco di Ottaviano, un sindaco del passato remoto: Lei – diceva quel sindaco alle persone che suscitavano la sua ammirazione – lei è un uomo pieno di significato: e dunque ogni suo sguardo, ogni suo gesto, ogni sua parola, e perfino ogni suo silenzio, vogliono comunicarci qualcosa. Ringrazio Francesco Annunziata per tutto quello che fa per la parrocchia, e ringrazio Ciro Matera per le fotografie.            

Hotel Tester: il lavoro dei sogni tra viaggi, recensioni e comfort a cinque stelle

Sei giovane e ti piace viaggiare? Non lasciarti scappare l’opportunità di diventare un hotel tester. Ecco come iniziare. 
Viaggiare, soggiornare in hotel di lusso e, allo stesso tempo, guadagnare. No, non è il copione di un film, ma una vera opportunità professionale: quella dell’hotel tester, una figura sempre più richiesta nel mondo del turismo.
L’hotel tester è colui che soggiorna in strutture ricettive per valutarne ogni aspetto: dalla pulizia delle camere alla qualità della colazione, dall’efficienza del servizio clienti fino all’esperienza complessiva del soggiorno. Una recensione dettagliata e professionale può aiutare l’hotel a migliorare, ma anche offrire ai futuri ospiti una guida affidabile nella scelta.

Un’opportunità per i giovani

Per molti giovani, appassionati di viaggi, scrittura o marketing turistico, diventare hotel tester rappresenta un’alternativa concreta al lavoro tradizionale. Non si tratta solo di “vacanze gratis”, ma di un vero impiego che richiede senso critico, capacità di osservazione e doti comunicative. Alcuni lavorano come freelance per blog o magazine di settore, altri collaborano con agenzie o portali di prenotazione che offrono questo tipo di servizio ai loro partner.
Come si diventa hotel tester?
Non esiste un albo ufficiale né un percorso accademico rigido. Tuttavia, per iniziare è utile:
•Avere esperienza (anche amatoriale) nella recensione di strutture ricettive;
•Saper scrivere in modo chiaro, obiettivo e accattivante;
•Creare un portfolio di articoli o recensioni (anche su portali come TripAdvisor o blog personali);
•Candidarsi presso agenzie di viaggio, portali turistici o aziende specializzate in mystery guest.
Insomma, trasformare la passione per il viaggio in una professione è possibile. Serve curiosità, spirito critico e voglia di mettersi in gioco. E, magari, la valigia sempre pronta.

Il Napoli inverte il trend e con un grande secondo tempo schianta l’Empoli

Nella serata dell’omaggio per i 2500 anni di Parthenope, il Napoli supera per 3-0 l’Empoli e mantiene inalterato il distacco dall’Inter. Per la prima volta dopo diverso tempo, gli azzurri sono stati in grado di mantenere un buon ritmo per tutti e 90 minuti ed anzi sono cresciuti alla distanza, riuscendo a tenere a bada un Empoli abbastanza arrembante nella prima frazione. Ciò conferma come il baricentro basso delle precedenti partite fosse più un’impostazione tattica e una reazione mentale della squadra piuttosto che la conseguenza di una pessima condizione atletica. Si conferma un calciatore indispensabile per questa squadra Scott McTominay, autore di una prestazione straordinaria in entrambe le fasi di gioco coronata da una doppietta e dal record personale di 8 reti in un singolo campionato: è l’unico di cui Conte non può fare a meno neppure negli ultimissimi minuti. Da sottolineare anche la bella prova di Mazzocchi, che rientrava nei titolari dopo diverso tempo, fatta di personalità e grinta. Ora iniziano altre due settimane importanti per le sorti del campionato, con l’Inter impegnata a Bologna dopo il ritorno dei quarti di Champions e poi contro la Roma dopo la semifinale di Coppa Italia, mentre il Napoli è atteso da Monza e Torino.

Principio di incendio in pizzeria coi clienti all’interno

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  Attimi di tensione sabato sera in una nota pizzeria della zona di Tavernanova, al confine tra Casalnuovo e Pomigliano d’Arco, dove si è verificato un principio d’incendio mentre il locale era affollato di clienti. Erano da poco passate le 22 quando, secondo le prime ricostruzioni, si sarebbe sprigionato del fumo da una delle aree di servizio interne, probabilmente a causa di un guasto tecnico. Il personale, allertato immediatamente dalla presenza di fumo, ha fatto scattare le procedure di sicurezza. I clienti presenti sono stati fatti evacuare con prontezza e senza panico, mentre molti altri si trovavano ancora all’esterno in attesa di entrare, data l’elevata affluenza del sabato sera. Fortunatamente, grazie al rapido intervento degli addetti del locale e successivamente dei Vigili del Fuoco giunti sul posto, la situazione è stata gestita in tempi brevi. L’incendio non si è propagato e non si registrano né feriti né casi di intossicazione. Dopo i controlli tecnici e la messa in sicurezza dell’area interessata, il locale è stato temporaneamente chiuso per ulteriori accertamenti ma è già pronto a riaprire Comprensibile lo spavento tra i presenti, ma tutto si è risolto senza gravi conseguenze. In molti, soprattutto tra quelli in fila all’esterno, hanno vissuto il momento con apprensione, ma anche con pazienza e compostezza.  

Somma si prepara ai riti del Giovedì e del Venerdì Santo

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: Le secolari processioni Venerdì Santo – Ore 19 – l’uscita dall’antica Collegiata, nel cuore della Terra Murata, il Borgo Antico nella Cinta Muraria, della lunga processione: 2000 confratelli, 4 congreghe, 4 gruppi cantorum che intoneranno tutto in latino il Miserere, lungo l’intero percorso, tra le Mura Antiche e il paese, 40 gli elementi che comporranno la banda musicale al seguito della Madonna con il Cristo Morto. Falò accesi agli angoli dei vicoli e da quella fiamma, i confratelli accenderanno le 2000 candele e nella parte saranno nel cuore della Cinta Muraria Aragonese Salvatore Di Sarno – Sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano: “Più di 200 anni di storia, la processione è secolare, chilometrica. Particolarmente toccante il momento in cui, spente le candele, i 2000 confratelli si inchinano insieme al passaggio della Madonna con il Cristo Morto. Ricordo che iniziamo un periodo intenso di partecipazione. Il 26 Aprile, negli stessi minuti, avremo l’apertura della Villa Augustea e l’inizio dei Riti della Montagna”. Alessandro Masulli – Direttore Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana: “La processione di Somma Vesuviana è tra le processioni più antiche di tutto il Sud Italia e non solo. E’ un evento che sicuramente si colloca tra il 1804 e il 1850, dunque è una processione secolare con 200 anni di storia. E’ una delle prime cinque processioni in Campania e tra le prime in Italia come utilizzo degli apparati scenici di derivazione spagnola”.     “Siamo dinanzi ad una delle processioni più antiche. La processione del Venerdì Santo di Somma Vesuviana è un evento che sicuramente si colloca tra il 1804 e il 1850, dunque è una processione secolare con 200 anni di storia. E’ una delle prime cinque processioni in Campania e tra le prime in Italia come utilizzo degli apparati scenici di derivazione spagnola.  Il Concilio di Trento e il viceregno spagnolo determinarono nel Meridione d’Italia un tipo di teatro sacro, caratterizzato da impianti scenici che si concretizzeranno nel Seicento col barocco. L’eredità è dei pasos, nazerenos e costaleros spagnoli. I pasos erano le statue, i nazarenos i confratelli e i costaleros i portatori delle statue. Il corteo si compone di almeno 2000 confratelli con il saio bianco, dinanzi alla Madonna con il Cristo Morto e da almeno 10.000 donne e tutti con candele accese. Dunque è una processione molto coinvolgente, antica”. Lo ha affermato Alessandro Masulli, Direttore dell’Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano.     E il Giovedì Santo le Confraternite laicali, in processione per l’Adorazione degli Altari!   “Il Giovedì santo, subito dopo la celebrazione “In Coena Domini” tre confraternite laicali che sono quella del SS. Sacramento,  di Santa Maria della Neve e S. M. del Carmine, sfilano nel centro del paese per l’Adorazione degli Altari, proponendo un ricco programma di musiche religiose. I confratelli anche il Giovedì Santo – ha continuato Masulli –  indossano il saio bianco con cappuccio ma a volto scoperto e lungo i percorsi, recitano il Santo Rosario. Ogni Congrega ha un cordone di colore diverso e ogni confratello il medaglione della propria congrega. E’ particolarmente accattivante vedere il momento in cui una congrega si incrocia con l’altra, attendendola sul sagrato della chiesa. Anche le processioni del Giovedì Santo si concludono in tarda serata”.   La storia secolare della Processione di Somma Vesuviana e l’Arciconfraternita del Pio Laical Monte della Morte e Pietà dei Nobili.   “Il primo gennaio del 1650, dopo che si erano verificate grandi calamità e miserie estreme tra la popolazione di Somma, tredici gentiluomini ed ecclesiastici sommesi decisero di istituire in una cappella dell’Insigne Collegiata una Compagnia della Morte sotto il titolo di Santa Maria delle Grazie – ha proseguito Masulli –  al fine di soccorrere i poveri, per suffragare le anime del Purgatorio e altre opere pie.  Questa Compagnia, nel 1705, mutò il nome in Arciconfraternita del Pio Laical Monte della Morte e Pietà dei Nobili. Fra tutte le opere di culto, quella tenuta in massima considerazione dal sodalizio era la celebrazione dei Dolori di Maria il Venerdì Santo che terminava con la processione detta dell’Addolorata. L’articolo 28 dello statuto del sodalizio, datato 26 gennaio 1804, ci attesta che: la nobile confraternita ogni anno celebrava la festività di “S. Maria dei dolori” nel Venerdì di Passione, con messa cantata, orazione panegirica ed esposizione. All’epoca, quindi, la processione dell’Addolorata non era ancora introdotta tra le pratiche di culto del sodalizio, mentre veniva contemplata per la prima volta la festività liturgica della Madre dei dolori. Da una relazione, invece, del 1857 del Vicario Foraneo Don Francesco di Mauro, citata dal compianto Giorgio Cocozza in un articolo di “Summana” n°33, si è appreso sorprendentemente che la processione dell’Addolorata in quel periodo usciva dalla Parrocchia di San Giorgio anziché dalla Collegiata.  Più tardi, ancora, il primo gennaio 1889, il Prefetto dell’Arciconfraternita, Augusto Vitolo Firrao, in un suo cenno storico sul sodalizio, inviato alla Curia Vescovile di Nola, scriveva che tra le sacre funzioni del sodalizio il Venerdì Santo si celebravano i dolori di Maria SS. con una solenne processione, simulante l’esequie di N. S. Gesù Cristo dal Calvario al sepolcro con la Vergine Addolorata, tenuta in molta divozione dalla cittadinanza. I documenti citati ci confermano, quindi, le origini ottocentesche del corteo dell’Addolorata con il Cristo Morto e rivoluzionano vecchie supposizioni che lo facevano risalire alla seconda metà del XVII secolo, in coincidenza con la nascita della confraternita. Una cosa certa è che questo genere di dramma sacro, già in voga nella seconda metà del secolo XVII in tutto il Regno di Napoli, fu molto propagandato dal Collegio dei Gesuiti. L’impiego di croci, sudari, corone, spine e così via, si ricollega alle attente descrizioni fatte dagli scrittori napoletani del Seicento riguardanti le processioni “dette degli Spagnoli”. Il Concilio di Trento aveva anche posto le basi per una teatralizzazione del sacro. Il Viceregno spagnolo, oltretutto, aveva portato i suoi simboli. Il rito del Venerdì Santo, oltre a essere una testimonianza di fede, rappresenta un appuntamento fisso e ben inserito nel contesto socio-culturale del paese”.   Le Confraternite che compongono la processione con ben 2000 confratelli! L’artistica scultura della Madonna Addolorata risalente al ‘700! Il canto del Miserere, tutto in latino, il ruolo dei portatori!   “A rinnovare il rito, oltre alla Arciconfraternita organizzatrice, vi sono tre altre confraternite: SS. Sacramento, S. Maria della Neve e S. Maria della Libera. Il corteo in sai bianchi, la statua settecentesca della Madonna Addolorata, vestita a lutto, l’artistica scultura del Cristo Morto, rappresentano l’ultimo atto della scenografia drammatica della Pasqua sommese. I suggestivi cori del Miserere e le intense marce funebri rendono ancor più struggente il lutto collettivo che vive la città.  La stessa funzione dei portatori delle statue sembra che sia uno dei ruoli più ambiti della tradizione locale e ad aggiudicarselo sono sempre gli esponenti delle stesse famiglie.  La statua lignea del Cristo Morto, giacente su un sudario in espressione di doloroso abbandono, è una vera opera d’arte che trova origine in un certo pietismo di origine iberica. Di quest’opera si ignora l’autore, ma sappiamo che nel 1933 fu restaurata dal compianto pittore sommese Ciro Beneduce. Lo spirito con cui i confratelli devono dare testimonianza al Cristo Morto e alla Madre dei Dolori con la loro processione deve essere il segno di mistica continuità della pia tradizione – ha dichiarato Alessandro Masulli –  sulle orme dei loro avi che nei tempi passati, nello stesso giorno, alla stessa ora, per le stesse vie cittadine, rivivevano in modo esemplare il dramma del Calvario di Dio fatto uomo per redimerci tutti. Il Giovedì santo, subito dopo la celebrazione “In Coena Domini” tre confraternite laicali – SS. Sacramento, S. M. della Neve e S. M. del Carmine – sfilano nel centro del paese per l’Adorazione degli Altari, proponendo un ricco programma di musiche religiose”.     Coinvolgente lo scenario, tra vicoli, Cinta Muraria antica, stradine, falò accesi per dare la possibilità, la sera del Venerdì Santo, ai confratelli di accendere le candele. La Processione è molto suggestiva, tra candele, vicoli, il canto in latino del Miserere e sullo sfondo la veduta della Montagna, del Monte Somma. Il Venerdì Santo con la Pio Laical Monte della Morte e Pietà. Ben 4 congreghe, 4 i gruppi cantorum, 2000 confratelli con saio bianco. Con la Madonna con il Cristo Morto almeno 8000 donne, al seguito. La Banda musicale è formata da ben 40 elementi. con la Madonna con il Cristo Morto.   “La Processione è molto suggestiva, tra candele, vicoli, il canto in latino del Miserere e sullo sfondo la veduta della Montagna, del Monte Somma. Ma anche il lunghissimo corteo di donne che accompagna la Madonna con il Cristo Morto, poi il canto del Miserere tutto in latino, per tutta la durata della processione intonato dai gruppi cantorum delle congreghe e sempre con il saio bianco. I riti del Venerdì Santo – ha continuato il Direttore dell’Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano – che si svolgono in Campania, hanno lo scopo di far rilevare ai fedeli il dolore della Chiesa per la Passione e Morte di Cristo. Il primo gennaio del 1650, la nobiltà napoletana fondò in una cappella della Collegiata, nella Terra di Somma Vesuviana una Compagnia della Morte con lo scopo principale di seppellire i morti in miseria e di aiutare i poveri infermi. Nel 1705, il sodalizio assunse la denominazione di Congrega e Monte della Morte e Pietà. I medaglioni ed il percorso!   “I medaglioni adoperati sono a sbalzo e in metallo argentato con le immagini del SS. Sacramento e delle Madonne titolari. La Pio Laical Monte della Morte e Pietà adopera, invece, un ovale in carta pressata con sfondo verde scuro e con sopra il disegno in bianco del teschio con tibie incrociate, in relazione alla sua origine. Qualcuno ricorda che le donne, le maddalene, andavano in processione con i capelli sciolti, senza scarpe e vestite di nero. All’ apparizione del simulacro sull’uscio della Chiesa si levava un pianto alto – ha concluso Alessandro Masulli – dirotto e universale. Le grazie ricevute erano molteplici, specialmente in tempo di guerra. Oggi questa pia pratica, in relazione ai tempi moderni, è totalmente scomparsa. Però le donne continuano, a migliaia, ad accompagnare in corteo ordinato la Madonna con il Cristo Morto.  Il percorso ha sempre tracciato un circuito sacro e ha sempre toccato gli antichi quartieri della Terra di Somma: Casamale, Margherita e Prigliano, quest’ ultimo in parte è l’attuale centro della città. Dunque dopo l’apertura della strada centrale di via Roma tra il 1881 e il 1884, il percorso è stato sempre questo: Collegiata, via Piccioli, via San Giovanni de Matha, quartiere Margherita, via Canonico Feola (interamente percorsa), via Gobetti, via Turati, via Gramsci, strada Casaraia, via Purgatorio (cappellina), via Casaraia (ritorno), via San Pietro e Collegiata.  La processione dura dalle 2 alle tre ore con il rientro della Madonna nella chiesa più antica: la Collegiata dove migliaia di fedeli si accalcano sotto la statua”.   E Somma Vesuviana si sta preparando nel modo migliore.   Siamo dinanzi ad un evento molto sentito che però deve unire la comunità – ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano – e il paese si sta preparando nel modo migliore. Stiamo per mettere in campo un adeguato piano traffico che prevede la chiusura delle strade. Ricordo che la processione del Venerdì Santo, scenderà dal Borgo Antico del Casamale, un centro storico dal grande fascino con la Cinta Muraria di epoca Aragonese e ricordo che da quest’anno, al Borgo, è attiva anche la ZTL che, in questo periodo pasquale, contribuirà a migliorare l’accoglienza. Attesi anche tante persone provenienti da fuori Somma e attesi turisti provenienti da Paesi stranieri. Infatti il 26 Aprile, in contemporanea, negli stessi minuti, avremo l’apertura del sito archeologico della Villa Augustea e l’inizio dei Riti della Montagna con il Sabato dei Fuochi dopo Pasqua”.

A Striano nasce l’agricoltura sociale: al via “Impiantiamo” per valorizzare il Pomodoro San Marzano DOP

Riceviamo e pubblichiamo. Un gesto semplice ma carico di significato: piantare. È da qui che prende vita “Impiantiamo – da qui nasce il Pomodoro San Marzano DOP”, l’iniziativa promossa dalla Pro Loco di Striano APS, in collaborazione con le associazioni del territorio Cittadinanza Attiva e Colibrì ABA, con il supporto dell’Assessore all’Agricoltura Luigi Rega. L’appuntamento è per mercoledì 16 aprile alle ore 15.00 in Via Rivolta 40, Striano (NA), presso un terreno sociale concesso in comodato gratuito dall’Azienda Agricola Cordella Pasquale. Un appezzamento di seminativo irriguo che diventa simbolo concreto di agricoltura condivisa, sostenibilità e cultura rurale. Qui, infatti, ragazzi e ragazze speciali coltiveranno il pomodoro San Marzano dop, tipico del territorio strianese: le piantine saranno curate con amore e dedizione fino alla raccolta, quando i frutti del lavoro verranno trasformati in deliziosi barattoli da un’azienda del territorio. I pomodori che nasceranno da questo progetto saranno i veri protagonisti della prossima Sagra del Pomodoro, in programma a settembre a Striano. All’evento interverranno: · Tommaso Romano, Presidente del Consorzio del Pomodoro San Marzano DOP · Luigi Barbati, Presidente Unpli Campania · Luigi Rega, Assessore all’Agricoltura di Striano · Olimpia Rega, Vicesindaco di Striano · Giulio Gerli, Sindaco di Striano. La giornata prevede la piantumazione collettiva del Pomodoro San Marzano DOP, patrimonio agricolo e identitario del nostro territorio. A seguire, un rinfresco con prodotti tipici locali, nel segno della convivialità e della promozione delle eccellenze enogastronomiche.

Lotto, giocatore di Terzigno vince 31mila euro con una combinazione fortunata

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Lotto, in Campania vinti oltre 205mila euro Campania in festa con il Lotto. Nel concorso di venerdì 11 aprile 2025, come riporta Agipronews, a Oliveto Citra, in provincia di Salerno, vinti 129.312,50 euro grazie a una quaterna ‘Oro’, tre terni ‘Oro’ e un terno sulla ruota di Roma più 20.258 euro centrati con un terno ‘Oro’, due ambi ‘Oro’ e un ambo, entrambi a piazza Garibaldi. Nell’estrazione del giorno seguente vincite complessive pari a 55.300: a Terzigno, in provincia di Napoli, colpo da 31.550 con un terno ‘Oro’, due ambi ‘Oro’ e un ambo in corso Alessandro Volta, mentre a Benevento vinti 23.750 grazie a un terno e tre ambi in via Avellino. L’ultimo concorso del Lotto ha distribuito premi per 11,7 milioni di euro, per un totale di 398,7 milioni di euro da inizio 2025.                 10eLotto: in Campania doppietta da 32.500 euro       Campania protagonista con il 10eLotto. Nei concorsi di venerdì 11 e sabato aprile, come riporta Agipronews, vinti 20mila euro a Vico Equense, in provincia di Napoli, con un 9 in via Raffaele Bosco, seguiti dai 12.500 euro a Giugliano in Campania (NA) in via San Francesco a Patria. L’ultimo concorso del 10eLotto ha distribuito premi per 14,8 milioni di euro in tutta Italia, per un totale di 1,1 miliardi da inizio anno.