Sboccia la primavera: parte il concorso “Pomigliano in Fiore”
Il tema della “Resurrezione” nei miti dell’antico Egitto e della Grecia
Hanno Giurato !
Ad un evento così importante non poteva mancare una mascotte, il ruolo è stato ricoperto da un falco femmina di nome Diana del falconiere Raffaele, come voluto dai giurandi. I momenti più toccanti sono stati la lettura della formula di Giuramento e il Battesimo, sottolineati da due sorvoli sul luogo della cerimonia e sulla città di Caserta della Pattuglia Acrobatica Nazionale che ha tracciato il tricolore. Sono sfilati: il Gonfalone della Città di Napoli decorato con Medaglia d’Oro al Valor Militare, quello della provincia di Caserta, della Città di Caserta, della Regione Campania, della Città Metropolitana di Napoli e del Comune di Pozzuoli, i Labari e i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma che hanno preso posto nel piazzale a lato degli allievi dei Corsi Regolari. Il Comandante dell’Accademia Aeronautica, Generale di Divisione Aerea Luigi Casali, ha evidenziato: «Selezionare, formare ed ispirare Comandanti e professionisti esemplari determinati a servire con eccellenza e dedizione il nostro Paese, questa la delicata missione assegnata all’Accademia Aeronautica che da oltre un secolo prepara gli Ufficiali che entrano a far parte della grande Squadra azzurra affinché siano pronti per vincere le nuove sfide che il Paese ci chiede di affrontare». Rivolgendosi ai giovani così si è espresso: “Portate sempre con voi l’impegno che assumerete solennemente oggi. Amate e rispettate le nostre Istituzioni e siate pronti a difenderle con passione, competenza e determinazione. Le soddisfazioni che riceverete saranno di gran lunga superiori ai sacrifici che vi saranno richiesti». E’ seguito poi l’intervento del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Generale di Squadra Aerea Luca Goretti, che ha al suo attivo circa 3000 ore di volo, il quale ha evidenziato: «Giurando fedeltà alla Repubblica ed alle Istituzioni, la sesta generazione di falchi ha oggi spiccato il suo volo, divenendo parte integrante della forza armata, delle sue fila e della sua storia, entrano a far parte di una storia gloriosa, in pace come in guerra, determinata, con perizia e lungimiranza, dall’orgoglio, dalla passione e dal valore dei suoi protagonisti, sempre tesa al primato tecnologico e dottrinale, a difesa dei cieli, nostri e dei nostri alleati. L’Aeronautica che vi accoglie è una forza armata “a lungo raggio”, che continua a battere i propri primati di velocità e quota con i propri astronauti, presenti nelle principali missioni spaziali e che non esita a proiettare il potere aerospaziale, dall’indopacifico all’Alaska, dall’Africa al fianco orientale della Nato, a difesa dei nostri alleati più esposti alle drammatiche crisi che caratterizzano il presente contesto operativo». Rivolgendosi poi agli allievi del Corso Falco VI ha sottolineato: «Continuate a essere l’esempio luminoso di dedizione e disciplina che chi vi osserva ricerca in voi, consapevoli che ogni gesto, ogni decisione, ogni sacrificio è funzionale al raggiungimento di un fine più alto, il compimento della nostra missione: garantire la sicurezza del cielo e dal cielo, sia nella pace dei nostri voli il volo più ardito! Vostro compito essere interpreti, oltre che custodi, di questa nobile storia, traendone ispirazione, nello sviluppo dei diversi iter professionali, tutti di altissimo profilo specialistico e tecnico con cui avete scelto di servire la Patria; così come nei passaggi più sfidanti che caratterizzeranno il vostro servizio, alimentando in tal modo, giorno dopo giorno, gli alti propositi oggi liberamente e così solennemente assunti». Proseguendo, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano ha ricordato agli allievi che dovranno affrontare una delle sfide più importanti e difficili, quella di essere leader militari, carismatici capaci di ispirare fiducia, costruire coesione e guidare il personale affidato con carattere, competenza e coraggio, sia fisico che morale. Il Battesimo del Corso ha visto il passaggio di mano del gagliardetto, rimasto arrotolato fino a quel momento, tra i padrini delle generazioni dei precedenti Corsi Falco, che è stato affidato al Capo Corso del Falco VI, mentre tre palloni di colore rosso vermiglio hanno sollevato in cielo una copia del vessillo colore che identifica il Falco.
L’intervento conclusivo è stato affidato al Ministro della Difesa Guido Crosetto, che si è rivolo ai giovani ed ai genitori, orgogliosi e fieri del loro figlio, come un padre farebbe con i propri figlioli. Ha sottolineato Crosetto: « Oggi, nel giorno del vostro giuramento, mi inchino davanti a ciascuno di voi. Lo faccio non solo come Ministro, ma a nome del Governo e di 60 milioni di italiani che avete scelto di proteggere. Grazie. Sono qui per onorare la vostra decisione di indossare l’uniforme dell’Aeronautica Militare: una scelta coraggiosa, che parla di responsabilità, dedizione e amore per il Paese. Servire lo Stato, oggi, può sembrare un concetto difficile da spiegare, da raccontare sui social. Ma guardandovi negli occhi vedo oltre le divise: vedo donne e uomini che hanno deciso di difendere me, le mie persone care, tutti noi». Ha poi aggiunto: «Il futuro vi chiederà di dominare tecnologie sempre più avanzate, ma sarà la forza dei valori antichi – quelli che vi trasmetterà la vostra nuova famiglia, la Difesa – a guidarvi davvero. Perché solo quei valori vi permetteranno, sempre, di distinguere il bene dal male. E in questo, l’Intelligenza Artificiale non potrà sostituirvi». Fra alcuni anni saranno disponibili aerei sempre più tecnologici e gli allievi di oggi, i piloti di domani, dovranno essere pronti all’adattamento e all’innovazione in un mondo sempre più interconnesso e tecnologicamente avanzato. Il Generale di Corpo d’Armata Rosario Aiosa, decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare, ha voluto rivolgere da parte sua un messaggio augurale ai giovani allievi che hanno appena assunto il loro solenne impegno. Un altro momento particolarmente emozionante è stato quello della celebrazione della “Giornata in onore delle Medaglie d’Oro al Valore Militare d’Italia”. Il giuramento alla Patria degli allievi dell’Aeronautica Militare rappresenta un rito di passaggio carico di significato simbolico e storico. È un momento in cui i giovani futuri ufficiali accettano consapevolmente l’impegno di proteggere e difendere i valori della Repubblica, ponendo al centro della propria vita il servizio alla Nazione. Questa tradizione, che ha superato le sfide del tempo, continua a rafforzare il legame tra le Forze Armate e la società, riaffermando l’importanza della dedizione, del sacrificio e dell’onore come valori imprescindibili per una Italia libera e democratica. Attraverso la solenne cerimonia del giuramento, l’Aeronautica Militare non solo trasmette la memoria storica e il senso del dovere, ma costruisce anche una comunità di professionisti preparati e motivati, pronti a fronteggiare le sfide del presente e del futuro, mantenendo sempre vivo il legame con la Patria.
Questo momento rituale, dunque, non si limita a segnare l’inizio di una carriera militare, bensì celebra il coraggio e la responsabilità di chi, ogni giorno, lavora per salvaguardare i valori fondamentali su cui poggia l’identità nazionale. Un impegno che, nel tempo, continua a ispirare e a guidare le nuove generazioni verso un futuro in cui l’onore e la fedeltà rimangano imperativi assoluti. Il genitore di un allievo, visibilmente commosso, ha riferito di aver giurato sullo stesso piazzale 37 anni addietro e quindi ha provato un’emozione doppia, il valore è sempre lo steso: un amore per la Patria e un desiderio di servire la Nazione: onorare gli ideali di lealtà, coraggio e senso del dovere, principi fondanti della Forza Armata, in linea con il motto del Falco VI: “Falco il tuo nido l’Italia tuo orizzonte il mondo”.
Funivia del Faito precipita per 30 metri, è una strage: almeno 3 vittime
Marigliano, il Prefetto inaugura la control room dell’ impianto di videosorveglianza
Servizio di igiene urbana ad Acerra, Tar boccia l’affidamento
La Settimana santa, l’Addolorata e la Desolata tra arte e tradizioni

App Unico Campania KO da 18 giorni: caos e disagi per gli abbonati
Riceviamo e pubblichiamo: Unico Campania, app fuori uso dal 30 marzo: abbonati sul piede di guerra “Abbiamo pagato per un servizio che non funziona”.
Disagi infiniti per gli utenti della app di Unico Campania. Dall’ormai lontano 30 marzo, data nella quale il consorzio comunicava l’interruzione del servizio, nulla è cambiato e gli abbonati si trovano a dover elemosinare tutti i giorni i passaggi attraverso i tornelli dei vari mezzi di trasporto.
A questo si aggiunge anche il comportamento di alcuni addetti al servizio della Linea 1 dell’Anm che, invece di agevolare il transito di quanti hanno regolarmente pagato l’abbonamento, dicono di non conoscere il problema e cercano di spingere l’utente ad acquistare di nuovo il biglietto per accedere alle corse da Piazza Garibaldi.
Questo continuo scaricabarile del personale addetto alle varie stazioni e autobus sul Consorzio Unico Campania rende più difficile la vita di chi vorrebbe viaggiare dopo aver regolarmente pagato l’abbonamento. Non va meglio quando si chiede assistenza ai vari punti Unico Campania: “Non è colpa nostra” la risposta scontata ed irritante del personale presente.
Intanto tutto tace. Chi risponde al numero verde si limita a dire che stanno lavorando per riparare il disservizio. Dopo 18 giorni tutto è ancora fermo al 30 marzo e non vengono fornite indicazioni su come comportarsi per viaggiare quando ci si trova di fronte di addetti ai controlli che non sono dotati di buonsenso.
Il triste scenario offerto nei giorni nei quali, con una città piena di turisti, nessuno mette fretta ad un Consorzio che continua ad incassare regolarmente i pagamenti di quanti entrano nella app nella quale non è segnalato il disservizio e lascia poi l’utente alla discrezione del controllore di turno per poter usufruire del servizio regolarmente acquistato.
Violenze in famiglia, un 52enne di Casalnuovo spedito in carcere
Un’operazione dei Carabinieri di Sant’Arpino, in provincia di Caserta, ha portato all’arresto di un uomo di 52 anni, residente a Casalnuovo di Napoli, colpito da un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola. La misura è scattata al termine di un’indagine per maltrattamenti in famiglia, reato punito dall’articolo 572 del codice penale, che tutela la libertà e l’integrità fisica e psichica dei familiari conviventi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le vittime – alcuni componenti del nucleo familiare dell’arrestato – avrebbero subito comportamenti violenti e vessatori protrattisi per un arco temporale significativo. Le segnalazioni, inizialmente arrivate alle forze dell’ordine hanno trovato conferma in sopralluoghi, dichiarazioni testimoniali e referti medici attestanti lo stato di ansia e le contusioni riportate dalle persone offese.
L’ordinanza di esecuzione per la carcerazione ha preso in esame non solo la gravità dei fatti ma anche l’assenza di spiragli per una riabilitazione domiciliare: il giudice ha infatti ritenuto necessaria la detenzione in carcere quale strumento esclusivo per interrompere il ciclo di violenza. Subito dopo l’arresto, avvenuto in modo pacifico nella casa di Casalnuovo, l’uomo è stato trasferito alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.
Il caso solleva nuovamente il tema della prevenzione dei maltrattamenti familiari: associazioni e fondazioni attive sul territorio provinciale ricordano l’importanza di segnalare tempestivamente ogni forma di abuso e di ricorrere a servizi di mediazione familiare e di tutela legale. In molti comuni, sono stati istituiti sportelli anti-violenza e numeri verdi gratuiti che offrono ascolto psicologico e assistenza legale alle vittime.
Mentre il 52enne attende l’udienza di convalida dinanzi al Tribunale di Nola, le istituzioni locali confermano l’impegno a rafforzare le attività di sensibilizzazione sui reati domestici, coinvolgendo scuole, centri anziani e centri di aggregazione giovanile. Solo attraverso un sistema integrato di protezione e supporto sarà possibile prevenire nuove tragedie familiari e garantire un futuro più sereno alle famiglie vulnerabili.
Scuola sforna diplomi per operatori a mille euro, ai domiciliari un 63enne di Nola: 10 indagati
C’è un nome che spicca tra i tre finiti agli arresti domiciliari: Salvatore D’Avanzo, 63 anni, originario di Nola. Figura chiave secondo gli inquirenti nell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Caserta, coordinata dalla Procura di Benevento. Le accuse? Partecipazione a un’associazione per delinquere finalizzata alla falsificazione di attestati di qualifica professionale e documentazione scolastica utile per l’accesso alle graduatorie Ata nel triennio 2021-2023.
D’Avanzo – assieme a Francesco Visone e Salvatore Ammaturo – è ritenuto uno dei pilastri operativi di un’organizzazione che avrebbe operato attraverso un istituto paritario di Durazzano, ora chiuso. La struttura, seppur riconosciuta solo nel 2016, avrebbe sfornato certificati con date precedenti, apparentemente risalenti al 2012-2013, in anni in cui legalmente non poteva convocare esami.
Una rete costruita con meticolosità
Secondo gli inquirenti, D’Avanzo non era estraneo alla scuola, pur non facendo parte della compagine sociale. Le prove acquisite lo ritraggono coinvolto nella gestione dei falsi attestati: nei documenti sequestrati figurano firme di commissioni d’esame mai realmente costituite, mentre dai dati digitali emerge come gli attestati siano stati creati a posteriori.
I beneficiari – ignoti in questa fase – pagavano circa 1.000 euro per ottenere certificazioni da usare nelle domande per lavorare come personale scolastico non docente. Una scorciatoia per entrare in graduatoria, bypassando studi ed esami.
Le difese e i prossimi passi
L’avvocato Michele Russo, difensore di D’Avanzo e Visone, ha già annunciato battaglia legale. Durante le perquisizioni, D’Avanzo è stato trovato in possesso di materiale scolastico e somme di denaro che, secondo gli inquirenti, proverebbero l’operatività nel sistema di falsificazione.
Il nome del nolano, già noto per alcune attività di formazione, sembra destinato a restare al centro dell’inchiesta. Resta ora da capire quanto in profondità sia andato il suo coinvolgimento e quale sia stato il reale beneficio ottenuto.
Le indagini sono in corso e nei prossimi giorni si attende la fissazione delle udienze davanti al Tribunale del Riesame. Nel frattempo, il caso sta facendo discutere non solo a Nola, ma in tutto il comprensorio.

