Del resto qualcuno degli esperti ha ipotizzato che il nostro edificio fosse proprio un tempio dedicato a Dioniso. O almeno lo è diventato nei suoi circa trecento anni di vita. Certo è che, come dicevamo qualche settimana fa, il Maestro Roberto De Simone, lo aveva intuito trenta anni prima della scoperta di Villa Augustea, solo studiando i nostri riti di primavera.
Ora però sarebbe il caso di non disperdere ancora una volta le occasioni che fanno magico questo luogo, il Monte Somma in particolare, e le conoscenze acquisite. Somma può ancora diventare un imbattibile isola felice. Ne ha tutte le caratteristiche fisiche, geografiche, climatiche e culturali. Il mito di Dioniso non è solo una filosofia che, inconsapevoli, abbiamo ereditato. Sembra far parte del DNA di questa popolazione. E’ come se Somma fosse un lembo di Grecia antica. Bisogna prenderne coscienza e soprattutto conoscerlo per metterlo a frutto. Per il futuro dei nostri figli e nipoti. E’ un patrimonio incredibile che comprende sì il canto ‘a ffigliola, il canto ‘a fronne, la tammurriata, il ballo sul tamburo, la pertica, la gioia e tanto altro ma anche il carattere sommese. Ne parliamo spesso con chi, forestiero, si imbatte da queste parti. Se ne rimane affascinati. Lo si vede nei nonni e nei genitori e lo si riconosce nei bimbi che qui si educano. Lo si rileva in ampi settori della popolazione. Ha a che fare con la vita e su come affrontarla. Sarebbe il caso di registrare le tante testimonianze positive di chi, passando, ne è rimasto colpito.
No. Non stiamo farneticando. E’ una realtà che andrebbe protetta e salvaguardata come bene immateriale. E i beni immateriali di questa città sono forse più preziosi dei tanti beni materiali. Qualcuno ha prospettato l’idea di dedicare al Maestro De Simone una strada. Sarebbe già un riconoscimento. Ma se finisse lì sarebbe una vera disdetta. Il Maestro ha dato dignità in tempo non sospetto ad una cultura che si riteneva di terza classe, di scarso valore, destinata ai poveracci, agli ubriaconi. Invece risale al culto di Dioniso. Parliamo di miti greci, di filosofia. Di arte. Di musica. Di ballo. Di canto. Di gioia di vivere. Di Magna Grecia.
Questa storia pretende qualcosa di forte per Somma. Se vogliamo fare sul serio e dunque pensare in grande, è l’occasione buona per inventarci l’evento annuale che metta insieme storia, archeologia, filosofia, usi, costumi, canto, ballo, religione, doppio flauto Somma Vesuviana, intorno alla Statua di Dioniso di Villa Augustea…
Del resto qualcuno degli esperti ha ipotizzato che il nostro edificio fosse proprio un tempio dedicato a Dioniso. O almeno lo è diventato nei suoi circa trecento anni di vita. Certo è che, come dicevamo qualche settimana fa, il Maestro Roberto De Simone, lo aveva intuito trenta anni prima della scoperta di Villa Augustea, solo studiando i nostri riti di primavera.
Ora però sarebbe il caso di non disperdere ancora una volta le occasioni che fanno magico questo luogo, il Monte Somma in particolare, e le conoscenze acquisite. Somma può ancora diventare un imbattibile isola felice. Ne ha tutte le caratteristiche fisiche, geografiche, climatiche e culturali. Il mito di Dioniso non è solo una filosofia che, inconsapevoli, abbiamo ereditato. Sembra far parte del DNA di questa popolazione. E’ come se Somma fosse un lembo di Grecia antica. Bisogna prenderne coscienza e soprattutto conoscerlo per metterlo a frutto. Per il futuro dei nostri figli e nipoti. E’ un patrimonio incredibile che comprende sì il canto ‘a ffigliola, il canto ‘a fronne, la tammurriata, il ballo sul tamburo, la pertica, la gioia e tanto altro ma anche il carattere sommese. Ne parliamo spesso con chi, forestiero, si imbatte da queste parti. Se ne rimane affascinati. Lo si vede nei nonni e nei genitori e lo si riconosce nei bimbi che qui si educano. Lo si rileva in ampi settori della popolazione. Ha a che fare con la vita e su come affrontarla. Sarebbe il caso di registrare le tante testimonianze positive di chi, passando, ne è rimasto colpito.
No. Non stiamo farneticando. E’ una realtà che andrebbe protetta e salvaguardata come bene immateriale. E i beni immateriali di questa città sono forse più preziosi dei tanti beni materiali. Qualcuno ha prospettato l’idea di dedicare al Maestro De Simone una strada. Sarebbe già un riconoscimento. Ma se finisse lì sarebbe una vera disdetta. Il Maestro ha dato dignità in tempo non sospetto ad una cultura che si riteneva di terza classe, di scarso valore, destinata ai poveracci, agli ubriaconi. Invece risale al culto di Dioniso. Parliamo di miti greci, di filosofia. Di arte. Di musica. Di ballo. Di canto. Di gioia di vivere. Di Magna Grecia.
Questa storia pretende qualcosa di forte per Somma. Se vogliamo fare sul serio e dunque pensare in grande, è l’occasione buona per inventarci l’evento annuale che metta insieme storia, archeologia, filosofia, usi, costumi, canto, ballo, religione, doppio flauto Nola, il nuovo CDU non parteciperà alla prossima tornata elettorale
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Alessandra torna a casa: domani i funerali della bimba di 4 anni morta a Tufino
Un piccolo feretro bianco, una comunità attonita, un dolore che non trova parole. Domani alle ore 16, nella parrocchia di San Nicola a Castelvenere (Benevento), verrà celebrato il funerale della piccola Alessandra, la bambina di 4 anni morta nella notte tra il 14 e il 15 dicembre in un’abitazione di Tufino, in provincia di Napoli. Il suo volto tenero e il suo nome sono diventati un simbolo di domande senza risposte, di una ferita che attraversa famiglie e istituzioni.
A informare dell’ultimo saluto è stato il sindaco del paese, Alessandro Di Santo, dove la bimba risultava ufficialmente residente. “La nostra comunità – ha detto – è profondamente scossa. Ci stringiamo, commossi, ai suoi cari.”
Alessandra viveva in affido presso una coppia di zii. Proprio su questa situazione si stanno concentrando le indagini della Procura di Nola, che ha aperto un fascicolo ipotizzando i reati di maltrattamenti e omicidio colposo. Secondo la ricostruzione, la piccola sarebbe caduta da una scala interna, forse in modo accidentale. Ma restano dubbi e incongruenze: due chiamate al 118, la prima parlava di una broncopolmonite, la seconda di una caduta. Quando i sanitari sono arrivati, purtroppo, non hanno potuto fare nulla.
Domani sarà il giorno del silenzio, del lutto, del ricordo. Alessandra tornerà nella sua Castelvenere, dove forse avrebbe potuto avere un futuro diverso.

