Pietre lanciate contro auto in transito, follia a Madonna dell’Arco

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Lanci di pietre per colpire vetture in transito sulla statale 268 all’altezza svincolo di Madonna Dell’Arco. Vittime scrivono al deputato Borrelli: “Fenomeno in crescita, probabile trappola dei malviventi per mettere a segno rapine a danno dei cittadini che rischiano la vita”.

Mentre una coppia di giovani  percorre in auto nella serata del Primo Maggio la strada statale 268, all’altezza dello svincolo di Madonna Dell’arco, qualcuno dai lati della strada lancia una pietra sull’ auto, fortunatamente colpendo il cofano anteriore e non il vetro. Ne escono indenni e inviano foto del danno al deputato di Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli: “Fenomeno in crescita, secondo i denuncianti decine di episodi sono segnalati sui social e negli ultimi giorni molte persone si sono trovati nella stessa situazione. Alcune sarebbero  rimaste anche ferite nell’impatto con le pietre.

Potrebbe trattarsi di una tecnica dei malviventi al fine di tentare di rapinare chi, per verificare il danno, si ferma nei vicini distributori di benzina. I cittadini hanno il diritto di circolare in sicurezza senza dover sventare rapine e rischiare incidenti mortali. Per evitare che questi criminali siano causa di incidenti mortali  ho chiesto alle forze dell’ordine di presidiare le strade mettendo in campo ogni strategia che consenta di risalire agli autori di questi crimini predatori violenti”. Lo ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra, che ha ricevuto le immagini dalle vittime.

Caos al Molo Beverello. Ambrosio: “Disagi inaccettabili per una capitale del turismo”

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“Quanto sta accadendo al Molo Beverello è inaccettabile per una città come Napoli che vuole definirsi capitale del turismo del Mediterraneo.” A dichiararlo è Antonio Ambrosio, esponente di Fratelli d’Italia in Campania, intervenendo a seguito delle numerose segnalazioni di disservizi e disagi da parte di residenti e turisti. “Lunghe code sotto il sole o sotto la pioggia, servizi igienici non adeguatamente accessibili, assenza di indicazioni chiare e uno stato di caos generale agli imbarchi: è questo il biglietto da visita che offriamo a chi arriva per scoprire le meraviglie del nostro Golfo? È una vergogna – continua Ambrosio – e non possiamo permettere che l’inefficienza amministrativa ricada sulla qualità della vita dei cittadini e sull’immagine della nostra città.” Ambrosio chiede “un intervento urgente della Regione Campania e del Comune di Napoli per garantire un’organizzazione efficiente degli imbarchi, una gestione del traffico passeggeri in linea con gli standard europei e un potenziamento dei servizi minimi essenziali. Servono più controlli, più personale e una seria pianificazione logistica, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso.”

Scappa sui tetti e lancia via due pistole clandestine

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ERCOLANO – Scappa sui tetti e lancia via due pistole clandestine. Arrestato dai Carabinieri Un 37enne incensurato di Ercolano ha risposto ad una perquisizione dei Carabinieri della locale tenenza fuggendo sul tetto di casa. Prima di tentare una corsa disperata, inseguito a ruota dai militari, l’uomo ha lanciato via un involucro di stoffa nel terreno vicino. All’interno una pistola clandestina con matricola abrasa e 6 proiettili 7,65mm e un’altra arma automatica calibro 8mm. Anche quest’ultima clandestina. La fuga del 37enne è durata poco. In manette, l’uomo è finito in carcere, in attesa di giudizio.

Somma, il Comune ordina lo sgombero del Museo Etnostorico

Somma Vesuviana, il Comune ordina lo sgombero dell’ex Convento di Santa Maria a Castello: entro il 30 maggio via l’Accademia Vesuviana e il Museo Etnostorico. 

In data 30 aprile 2025, il Comune di Somma Vesuviana ha ordinato lo sgombero dei locali dell’ex Convento di Santa Maria delle Grazie a Castello, attualmente occupati dall’Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche e dal Museo Etnostorico delle Genti Campane “Annamaria Amitrano”.

L’edificio, di proprietà comunale, era stato concesso in comodato d’uso gratuito nel 2010 all’associazione “Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche” per la gestione del museo. Il contratto aveva una durata di sei anni, con scadenza fissata al 17 febbraio 2016.

Nel 2017, l’amministrazione comunale ha manifestato l’intenzione di rientrare in possesso dell’immobile per utilizzarlo per finalità istituzionali. Nel 2022, il legale rappresentante dell’Accademia ha chiesto una proroga biennale del comodato, motivandola con la prolungata chiusura delle attività a causa della pandemia da Covid-19. Tuttavia, tale proroga non è stata concessa. Nello stesso anno, è stata comunicata al Comune la cessazione delle attività museali e l’impegno a lasciare i locali.

Nonostante ciò, lo sgombero non è mai stato eseguito. Per questo motivo, sia nel 2024 che nei primi mesi del 2025, l’architetto Giuseppe Schiattarella, responsabile della P.O. 4 del Comune, ha diffidato l’Accademia a lasciare l’immobile e a saldare le utenze arretrate. Lo scorso mese, l’associazione ha chiesto un rinvio dello sgombero, sostenendo che il trasloco del materiale presente nel museo richieda almeno tre mesi.

Ora, però, il Comune ha imposto tempi stringenti. L’ordine di sgombero stabilisce che i locali dell’ex Convento, situati in via Santa Maria delle Grazie a Castello (Catasto Fabbricati, foglio 27, particella 5, subalterno 1), dovranno essere liberati entro le ore 9:00 del 30 maggio 2025.

Nel caso in cui i locali non vengano restituiti volontariamente, l’Ente ha annunciato che procederà con lo sgombero forzato alle ore 10:00 dello stesso giorno, con l’intervento della forza pubblica e la redazione di un verbale alla presenza di testimoni.

Tutti i beni trovati all’interno saranno trasferiti nei depositi comunali e resteranno disponibili per 30 giorni. Trascorso questo termine, verranno smaltiti in discarica, con addebito delle spese e applicazione delle sanzioni previste dalla legge.

Piccoli attori in scena: uno spettacolo sul futuro alla Parrocchia di Pomigliano

Sabato 3 maggio, alle ore 20.00, nel cortile della parrocchia di Santa Maria delle Grazie a Pomigliano d’Arco, andrà in scena lo spettacolo “Lezioni di futuro prossimo o di prossimo futuro?” Protagonisti della serata saranno giovani attori dai 9 ai 13 anni, che hanno preso parte a un laboratorio di recitazione promosso dall’Associazione Culturale “Semina Pace” Lo spettacolo, è una rilettura comica del celebre film “Io speravo che me la cavo” e si propone di far riflettere con leggerezza e ironia sul tema dell’educazione e del futuro dei più piccoli. Una serata pensata per coniugare istruzione e divertimento, all’insegna della creatività e della partecipazione, segue la locandina con tutti i dettagli dell’evento.

Nola, 21enne salvata dopo malore dai militari dell’Esercito

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NOLA – I militari di Strade Sicure soccorrono una ragazza di 21 anni colta da un malore a Nola. Sono le 7.00 di mattina quando una pattuglia di militari del Raggruppamento Campania, nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, nota una ragazza a terra, nelle immediate vicinanze dal sito presidiato.   Gli uomini e le donne dell’Esercito intervengono prontamente: si rendono subito conto che la donna era stata colpita da un grave malore, provvedono immediatamente a soccorrerla facendo ricorso alle tecniche di Basic Life Support (BLS). I militari riescono, così, a liberare le vie respiratorie mettendo la 21enne in posizione di sicurezza laterale, salvandole la vita, in attesa dei soccorsi del 118, chiamati dai militari stessi.   Il Col. Romano Ventura, Comandante del Raggruppamento, complimentandosi con il personale, ha sottolineato l’importanza di una preparazione professionale a 360 gradi, anche con tecniche di primo soccorso. Ha, inoltre, messo in evidenza che l’impegno dell’Operazione Strade Sicure è fondamentale nell’aiuto alla popolazione.    

Gusto, arte e folclore a Napoli: un tour alternativo tra le fermate più iconiche della Metro dell’Arte

Una suggestiva arteria sotterranea attraversa la città definendo intriganti itinerari da scoprire e valorizzare. Le fermate dell’affascinante Metro dell’Arte congiungono siti storici, piazze, chiese, musei e luoghi di inestimabile valore. Dalla stazione centrale partono i tragitti prescelti per una giornata indimenticabile tra monumenti, spazi urbani vibranti ed eccellenze culinarie.

Atmosfere pittoresche e opere innovative nel cuore pulsante di Napoli: i quartieri spagnoli

La stazione metro Toledo è la prima opera architettonica di un itinerario sorprendente e travolgente. I mosaici che ripropongono frammenti caratteristici della quotidianità napoletana adornano le superfici che confluiscono verso il celebre Crater de luz. Il cono di luce che sovrasta i livelli inferiori della stazione in perfetta sintonia con le differenti tonalità di azzurro emanate dai LED. Un’ascesa che termina dinanzi ai rinomati e pittoreschi Quartieri Spagnoli. Un dedalo composto da bassi (le tipiche abitazioni del quartiere poste ai piani terra), bar, murales, pizzerie, edicole votive e ristoranti tradizionali. Questi vicoli pullulano di turisti alla ricerca degli scorci più autentici a caratteristici del centro storico. I Quartieri Spagnoli custodiscono anche alcuni edifici storici, come il Palazzo della Reale Stamperia Borbonica e il Palazzo Cattaneo-Barberini, ma l’attrazione più fotografata è senza alcun dubbio il murale di via Emanuele De Deo dedicato a Diego Armando Maradona.

Sfumature partenopee: un patrimonio culturale innovativo e misterioso

La fermata metro Materdei è parte integrante di un avveniristico e impeccabile progetto di riqualificazione urbana. Un programma di rigenerazione edilizia che ha reso Piazza Scipione Ammirato un’innovativa isola pedonale. Installazioni artistiche, mosaici e spazi verdi accolgono i visitatori giunti nel rione Materdei. L’omonima piazzetta prende il nome, come il resto del quartiere, dal Complesso di Santa Maria Materdei. Una struttura convenutale eretta in tarda epoca rinascimentale, ma ampliata e ristrutturata nelle epoche successive. Il polo attrattivo della zona è il Cimitero delle Fontanelle, dove le caratteristiche cave di tufo giallo proteggono da secoli i resti delle povere anime pezzentelle. A pochi passi dal cimitero si possono rivivere leggende e superstizioni tra le cisterne in disuso di Acquaquiglia del Pozzaro. Una location sotterranea riservata ai viaggiatori che vogliono esplorare gli antri più evocativi, suggestivi e misteriosi di Napoli.

Prospettive bohemién: atmosfere signorili e sapori ricercati tra i viali del Vomero

Vanvitelli è ultima fermata dell’itinerario dedicato ai quartieri più rappresentativi della cultura partenopea. Questa stazione ospita diverse installazioni di artisti contemporanei che ridefiniscono lo spazio circostante e rapiscono lo sguardo. In superficie, invece, l’attenzione è rivolta ai numerosi palazzi in stile Liberty che incorniciano gli eleganti viali del quartiere. Il Vomero prevarica qualsiasi stereotipo napoletano con la sua atmosfera ricercata, esclusiva e raffinata. Una caratteristica che condiziona anche la preparazione di menù variegati e fuori dagli schemi. Tra queste strade la tradizione gastronomica viene reinventata con pietanze che oltrepassano, con coraggio e un pizzico di sfrontatezza, i solenni dogmi della cucina partenopea.

Un percorso singolare tra stazioni metro e quartieri simbolici: i volti travolgenti di Napoli

L’esperienza congiunge alcune zone della città accomunate da una proposta culturale originale, peculiare e sbalorditiva. I viaggiatori possono lasciare la propria autovettura in un parcheggio stazione Napoli centrale e raggiungere con la metro i quartieri più rappresentativi della città. Le stazioni, inoltre, costituiscono di per sé delle attrazioni da visitare grazie agli esclusivi spazi riservati all’esposizione di opere d’arte e installazioni contemporanee. Con la rete metropolitana urbana si possono visitare i luoghi di interesse prescelti senza alcun timore per il traffico o la penuria di posteggi. Stabilita la data della gita a Napoli si possono cercare in anticipo i parcheggi liberi e custoditi con l’app di Parclick. Una piattaforma digitale che semplifica la ricerca di un posteggio in città tramite un’efficiente servizio di comparazione di prezzi e servizi.

Bocchino: “Liste pulite e legalità garantita. Con me una Marigliano per tutti”

Marigliano. Riceviamo e pubblichiamo: 2 maggio ’25 Comunicato Stampa Elezioni a Marigliano. Bocchino: “Con me liste pulite. Legalità garantita da procuratore antimafia Roberti”  

“La legalità e il rispetto delle regole sono valori fondamentali della coalizione che mi sostiene. Le nostre liste sono stata certificate da un simbolo della lotta alla corruzione e alla camorra come Franco Roberti, già procuratore nazionale antimafia: una garanzia di trasparenza che ci rende orgogliosi”. Così Gaetano Bocchino, candidato sindaco a Marigliano alle elezioni del prossimo 25 e 26 maggio, sostenuto da Partito Democratico, Azione, Per, Impegno Civico e Insieme Marigliano, chiarisce un aspetto fondamentale della sua coalizione elettorale.

Prosegue Bocchino: “Il nostro slogan è “Proviamoci, insieme”. E per insieme intendiamo tutti quelli che vorrebbero vivere in una città a misura di bambino, di famiglia, di anziano. Dove si possa essere felici. Siamo in campo per questo”.

Ottaviano, l’8 maggio è vicino: tutto pronto per onorare il Santo Patrono Michele

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Ottaviano è quasi pronta per l’8 maggio, la festa di San Michele, il patrono del paese, che tutti gli anni viene attesa con gioia e dedizione. Per gli ottavianesi, si sa, passata la festa del 1 maggio, vuol dire soltanto una cosa: aspettare la festa di San Michele. Ogni anno, l’8 maggio accade qualcosa di speciale ad Ottaviano, il paese si trasforma con i suoi suoni, le sue tradizioni e il cuore che è pronto ad accogliere la festa tanto attesa da tutti i cittadini. Se c’è una cosa che Ottaviano ha mantenuto negli anni, è proprio la tradizione che in quei giorni di festa unisce persone di ogni età, sesso e cultura per onorare il Santo Patrono Michele, stretta nell’abbraccio di chi ama questa città. A partire dall’emozionante uscita della statua del Santo dalla chiesa di San Michele con il famosissimo volo degli Angeli, passando per la storica diana, fino ad arrivare alla sera, con musica e festa nella piazza principale e non solo, unendo la sacralità delle manifestazioni diurne e la laicità della cultura di strada della sera, che ogni anno accoglie centinaia di persone provenienti anche da altri paesi. Gli ottavianesi, infatti, sono in fermento per festeggiare nelle ore serali, basti pensare al concerto tanto atteso che quest’anno vedrà esibirsi Alex Britti o, per citarne altre, la storica serata dedicata ai fuochi pirotecnici che chiude la festa. È quasi tutto pronto ormai, non resta che rifinire gli ultimissimi dettagli e attendere con trepidazione che arrivi, finalmente, l’8 maggio.

Somma si prepara ai festeggiamenti del Tre Maggio

Somma Vesuviana. Riceviamo e pubblichiamo: Comunicato Stampa  Il ponte di Maggio per vivere il Monte Somma.   Ieri Primo Maggio paranze e canto popolare. Sabato 3 Maggio, dall’alba la salita alla Croce, alla vetta del Monte Somma.   Tra falò, fiaccolate serali, tammurriate, saranno in tanti a salire sulla vetta del Monte Somma, l’altra faccia del Vesuvio con la montagna che domina tutto il Golfo di Napoli. Sabato 3 Maggio si ripeterà il rito della salita con le paranze regine del canto popolare. Stampa estera a Somma per i Riti della Montagna, persone anche da fuori regione.   Nel link ci sono tutte le immagini e foto – decorazioni Villa Augustea – paranze – immagini in Montana – immagini nel borgo antico – tammurriate – canti popolari – navetta bus https://www.transfernow.net/dl/20250501k8B6Xh77   Per Sabato 3 Maggio è confermata la navetta bus gratuita messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale. Tutti coloro i quali vorranno salire in montagna, raggiungere la zona del Santuario di Castello potranno usufruire anche del bus dalle ore 8 alle ore 21 con corse ogni 30 minuti.    La navetta partirà da Piazza Vittorio Emanuele III e arriverà fino alla Montagna, alla zona alta di Somma Vesuviana.   Salvatore Di Sarno    –  sindaco del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano: “Percorsi naturalistici per vivere il trekking in compagnia del canto popolare. Ritornano i Fuochi Pirotecnici”.                   Rosalinda Perna –  Assessore alla Cultura del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano:  “Molte scuole sono chiuse per il ponte di Maggio. E’ dunque un’occasione per vivere il Monte Somma. La Festa della Montagna dedicata alla Madonna di Castello è molto coinvolgente con i canti popolari delle paranze lungo tutti i versanti della montagna ed anche in cima con tricballacche e tammorra, strumenti musicali ritratti anche nelle decorazioni del sito archeologico della Villa Augustea  e risalenti a 2000 anni fa !”.   Sabato 3 Maggio navetta bus, gratuita, per Castello ogni 30 minuti!   Rosanna Raia –  Assessore ai Trasporti del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano:  “Sabato scorso ha funzionato bene il servizio di navetta – bus e replicheremo anche Sabato 3 Maggio. Dalle ore 8 e per tutto il giorno, la navetta collegherà Piazza Vittorio Emanuele III alla zona del Santuario di Castello!”.   E’ una tradizione che si ripete da quasi quattro secoli.   Il fuoco che illumina  il Sacro Monte e il canto che viene da lontano, sillabico  la cui melodia è costruita sulla scala maggiore napoletana con suoni prolungati e fioriti.   Alessandro Masulli  –  Direttore dell’Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano:  “La festa in onore della Vergine di Castello, che ha inizio il Sabato in Albis e si conclude il tre maggio, è caratterizzata dalle tradizionali paranze: sono compagnie di devoti accompagnate da gruppi di suonatori. Tutto è incentrato sul canto, una delle tante meraviglie che la natura ha offerto all’uomo, e se questo canto, poi, è rivolto a una bella figliola allora tutto si tramuta in fuoco e passione. Il fuoco che illumina durante le notti di maggio il Sacro Monte avvolto in miti e leggende e la passione che, invece, si trasforma in una dolce melodia che da sempre il solito cantatore con il coro dei devoti improvvisa sul sagrato della chiesetta sotto il sorriso della “Mamma pacchiana”!”.   E’ possibile raggiungere Somma Vesuviana via autostrada collegandosi poi alla superstrada 268 uscita Somma Vesuviana centro o in treno sulla linea ferroviaria EAV – Circumvesuviana, Napoli – Ottaviano – Sarno, fermata Somma Vesuviana. La stazione è nella zona centrale del paese e dista appena 500 metri da Piazza Vittorio Emanuele III dalla quale ogni 30 minuti partirà la navetta – bus gratuita di collegamento con la zona di Castello, in montagna.  “Il ponte del Primo Maggio a Somma Vesuviana con la tradizionale Festa della Montagna dedicata alla Madonna di Castello. Sono ritornati i Fuochi Pirotecnici dopo la decisione di spostarli  per rispetto nei confronti di Papa Francesco fuochi e tradizionale festa della Montagna che non mancheranno sia il primo Maggio ma anche il 3 Maggio.  Sabato 3 Maggio, dalle ore 8 e fino alle ore 21, ogni 30 minuti, avremo la navetta bus gratuita che collegherà la zona centrale di Somma Vesuviana con il Santuario Mariano di Castello”. Lo ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano. Sabato trekking naturalistico in compagnia del canto popolare! I grandi percorsi naturalistici ed escursionistici. Un trekking in compagnia delle paranze di canto popolare e di balli, musiche che saranno in più punti della Montagna. La possibilità di entrare nella piena vegetazione del Monte Somma, patrimonio geologico di grande valore essendo la parete rimasta dell’antico complesso vulcanico Somma Vesuvio. Attese comitive straniere. All’alba di Sabato 3 Maggio inizierà la salita alla Cima del Monte Somma, per arrivare alla cappella con la croce. Da quel punto si domina tutto il Golfo di Napoli e per tutto il giorno le paranze di canto popolare diffonderanno suoni antichi ma anche canti tradizionali della cultura popolare vesuviana. Non mancheranno pic – nic, soprattutto nell’area della pineta e tanti saranno i camminatori, gli appassionati di trekking che raggiungeranno i sentieri naturalistici dal Santuario alla cima o lungo i versanti di montagna incrociando le varie Paranze come quella dello Gnundo o di Zi Riccardo e Donne della Tammorra che hanno reso popolare il canto vesuviano nel Mondo. Alle ore 15 il tradizionale ingresso al Santuario con Inno alla Madonna, forse l’unico luogo al Mondo dove le paranze cantano e suonano dinanzi alla Madonna con gli strumenti tipici della tradizione musicale popolare come la tammorra o il tricballacche e non solo. Il Tre Maggio, definito anche il tre della Croce in quanto tutte le paranze saliranno sulla cima del Monte Somma dove c’è la cappella con la Croce, verrà celebrata, alle ore 11, la Santa Messa sul Ciglio del Monte Somma. Alle ore 12 seguirà la Santa Messa al Santuario di Castello, alle ore 18, ci sarà la discesa del Carro della Paranza  Do Bacchicco per le strade di Somma Vesuviana, proveniente dalla Montagna, dunque dal Monte Somma. Alle ore 21 si terrà la Benedizione di tutte le Paranze al Santuario Mariano di Santa Maria a Castello.  Alle ore 21 e 30  inizio dello Spettacolo di Fuochi Pirotecnici  con Discesa delle Paranze al Borgo Antico del Casamale per la Tradizionale consegna delle Pertiche. Sarà un momento molto forte, intenso, molto scenografico con giochi di luce e fuochi. Ricco il calendario anche delle Sante Messe al Santuario Mariano di Castello ed esattamente alle ore 10 del Primo Maggio, alle ore 10, 12, 16, 18 e 20 del Tre Maggio. La festa amata da Roberto De Simone! Tammorra e tricballacche sono nelle decorazioni portate alla luce nel sito archeologico della Villa Augustea er risalenti a 2000 anni fa!  “E’ una festa amata dal maestro Roberto De Simone ed è una festa piena di simbolismi. Un evento che sarebbe collegato all’eruzione vulcanica del 1631, quando il Vesuvio attuale coprì parte del territorio di Somma Vesuviana, distruggendo la cappella di montagna dove si trovava la statua della Madonna di Castello. Tutti andarono alla ricerca della Statua, anche di notte – ha dichiarato Rosalinda Perna, Assessore alla Cultura del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano – dopo alcuni giorni i cittadini coraggiosi riuscirono a trovare la testa della statua. Sono ancora in corso studi e ricerche sulle origini della Festa. Ma c’è un altro aspetto interessante in quanto i tipici strumenti del canto popolare vesuviano come la tammorra ma anche il famoso tricballacche, sono nelle decorazioni che si trovano nel sito archeologico della Villa Augustea di epoca romana. Dunque, a quanto sembra, questi strumenti venivano suonati ben 2000 anni fa per il culto di Bacco. Infatti non dimentichiamo che tra i protagonisti della Festa abbiamo anche il vino. L’appello che rivolgo a tutti è quello di venire a Somma Vesuviana, appropriarsi della Montagna, salire sul Monte Somma. Molte scuole hanno deciso per il ponte lungo e dunque è una grande opportunità per i giovani di vivere la natura, le tradizioni, la cultura del territorio”. Dalla perteca consegnata alla donna amata nella tarda serata del 3 Maggio ai canti in Montagna, dalle numerose celebrazioni nelle molteplici cappelle delle paranze lungo i versanti della montagna, ai percorsi trekking davvero in piena natura o ancora dal pincnic alla pineta alla grande ristorazione. Sabato 3 Maggio la salita alla Croce sulla Cima! Il fuoco che illumina  il Sacro Monte e il canto che viene da lontano, sillabico  la cui melodia è costruita sulla scala maggiore napoletana con suoni prolungati e fioriti.  “Accanto agli aspetti monumentali, a conferire prestigio a Somma Vesuviana sono anche le numerose manifestazioni folkloristiche e religiose-popolari che affondano le loro origini nel passato più remoto, rappresentando una forte attrazione per l’intero territorio campano. La più importante è la festa del 3 maggio, detta anche ‘o tre a Croce, festa civile e religiosa antichissima abbinata al culto della Madonna di Castello. Nell’usanza gallese, a partire dal VII secolo, la festa della Croce si teneva sorprendentemente proprio il 3 maggio.  La tradizionale festa che, al fiorire della primavera, si rinnova ogni anno con fiamme e canti di fede, richiama sempre più numerosi fedeli anche dei paesi vicini. E’ questa una delle più semplici e spontanee feste di popolo, festa che dalla fede per la miracolosa Madonna fa scaturire nei cuori l’ansia di una rinascita nel tempo in cui la natura si rinnova ed esalta, con i suoi colori e le sue luci, l’Onnipotenza Divina. Numerosi poeti, tra cui Gino Auriemma e Natale Pellegrino – – ha dichiarato Alessandro Masulli, Direttore dell’Archivio Storico del Comune di Somma Vesuviana, nel napoletano –  nella prima metà del Novecento, hanno esaltato questo culto con le loro splendide liriche, sostenute dalle melodie musicali dei maestri E. Cecere e G. Campora. Gli strumenti utilizzati in quell’epoca erano clarinetti, trombe e sassofoni. In quell’epoca vi era una forte competizione nell’assicurare il più bel componimento in onore della Vergine di Castello. Poi alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso cominciarono ad arrivare le prime tradizionali paranze: devoti accompagnati da gruppi di suonatori con tanti strumenti popolari: tammorra, tricchebballacche, putipù, castagnette e così via. Il culto di Castello è abbastanza analogo a quello di Montevergine, tanto è vero che vi si trovano gli stessi modellamenti, come il canto a ffigliola; anche qui c’è il rito della scala santa e la salita e la discesa danzata. Sembra quasi che il rito di Castello sia una eredità di quello di Montevergine: non è un caso che l’appellativo di mamma schiavona lo si ritrova tuttora nelle melodie sommesi, in contrapposizione alla vera denominazione di mamma pacchiana o contadina. La Madonna è sotto il Vesuvio. Il fuoco diventa la caratteristica di questa festa. Una volta si accendevano grandi falò notturni intorno alla piccola chiesa; oggi, invece, la fanno da padroni i fuochi d’artificio con spettacoli pirotecnici. La festa in onore della Vergine di Castello, che ha inizio il Sabato in Albis e si conclude il tre maggio, è caratterizzata dalle tradizionali paranze: sono compagnie di devoti accompagnate da gruppi di suonatori. Tutto è incentrato sul canto, una delle tante meraviglie che la natura ha offerto all’uomo, e se questo canto, poi, è rivolto a una bella figliola allora tutto si tramuta in fuoco e passione. Il fuoco che illumina durante le notti di maggio il Sacro Monte avvolto in miti e leggende e la passione che, invece, si trasforma in una dolce melodia che da sempre il solito cantatore con il coro dei devoti improvvisa sul sagrato della chiesetta sotto il sorriso della “Mamma pacchiana”. Un canto che viene da lontano, sillabico  la cui melodia è costruita sulla scala maggiore napoletana con suoni prolungati e fioriti. Un infinito canto d’amore che a maggio si sparge tra le valli profumate di ginestre e arriva pian piano sotto la finestra della donna amata con il consueto dono della pertica. Tra i canti del mondo contadino una particolare attenzione è rivolta anche alla fronna, una forma di canto senza accompagnamento strumentale, una sorta di recitativo operistico, che i contadini usavano per comunicare tra loro a grandi distanze, portando la mano alla alla guancia per amplificare il suono. Grazie alla buona trasmissione e alla leggerezza del suono le fronne furono utilizzate in seguito presso le finestre dei carcerati per comunicare notizie in codice o per trasmettere messaggi d’amore e di conforto”. Il ponte di Maggio per vivere il Monte Somma. Non è difficile arrivare a Somma Vesuviana. Sabato 3 Maggio si entrerà nel vivo con la partecipazione e la salita di tutte le paranze di canto popolare con tammurriate, costumi tradizionali, balli e canti popolari. E’ possibile raggiungere Somma Vesuviana via autostrada collegandosi poi alla superstrada 268 uscita Somma Vesuviana centro o in treno sulla linea ferroviaria EAV – Circumvesuviana, Napoli – Ottaviano – Sarno, fermata Somma Vesuviana. La stazione è nella zona centrale del paese e dista appena 500 metri da Piazza Vittorio Emanuele III dalla quale ogni 30 minuti partirà la navetta – bus gratuita di collegamento con la zona di Castello, in montagna. In quest’area sarà possibile anche godere dell’ottima ristorazione.