Sassaiola sulla Statale, automobilista colpita da una pietra all’uscita Paesi Vesuviani

0

Sassi contro le auto. Sulla strada 162 dir all’altezza uscita Paesi Vesuviani un sasso centra auto in corsa e ferisce una donna ricoverata in ospedale; ennesimo episodio sulla statale 268 dove un sasso sfonda il parabrezza di un’auto colpendo il conducente. Foto e video inviati a Borrelli: “Dal 1 maggio a oggi oltre 20 segnalazioni. Criminali vanno identificati e fermati prima che ci scappi il morto. Appello agli automobilisti: massima attenzione e denunciate”

Sono oltre venti gli episodi segnalati al deputato di Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli di auto centrate da enormi sassi mentre procedono nella loro marcia. Diverse persone sono rimaste ferite. Ad accomunare tutti gli episodi è il luogo, la strada statale 268 nei pressi dell’uscita Madonna dell’Arco e, adesso, anche la strada 162 dir all’altezza dell’uscita Paesi Vesuviani.  Dopo le prime denunce rese pubbliche da Borrelli, in tanti hanno segnalato quanto gli è accaduto. Le ultime in ordine temporale: “Sabato sera ero in compagnia di mia moglie quando sull’autostrada all’altezza dell’uscita Paesi Vesuviani un sasso lanciato dalla carreggiata opposta a quella di marcia centra la nostra auto colpendola al volto. E’ un tentato omicidio!”; segnalo un episodio gravissimo avvenuto ieri sulla Statale 268, nei pressi dello svincolo di Madonna dell’Arco. Mio fratello è stato vittima di un lancio di pietre contro la sua auto in transito, un gesto folle e criminale che poteva avere conseguenze tragiche. Non è accettabile che si rischi la vita semplicemente percorrendo una strada pubblica. Non possiamo tollerare che bande di incoscienti mettano in pericolo la sicurezza di chi viaggia” Entrambi gli episodi sono stati segnalati a borrelli con foto e video.

“Sono oltre 20 gli episodi segnalati dal 1 maggio ad oggi, tutti nella stessa zona. Prova evidente che c’è qualcosa che va ben oltre il gesto criminale del singolo. L’ipotesi più accreditata dai denuncianti è quella di delinquenti che vogliono danneggiare le auto per poi rapinare chi scende a constatare i danni. In ogni caso bisogna assicurare alla giustizia questi pericolosi criminali potenziando il pattugliamento in zona delle forze dell’ordine, prima che ci scappi il morto. Rivolgo un appello a tutti coloro che sono in possesso di informazioni utili a risalire agli autori a comunicarle anche in forma anonima per aiutare le indagini. Faccio poi un altro appello agli automobilisti che percorrono quelle strade a prestare massima attenzione e segnalare ogni soggetto sospetto alle forze dell’ordine”. Queste le parole di Borrelli.

Pomigliano, incendio nei locali dell’Asl: archivio distrutto

Pomigliano d’Arco, incendio nel seminterrato dell’Asl Napoli 3: in fiamme l’archivio Un rogo è divampato nella serata del 3 maggio all’interno di un’area sotterranea della sede dell’Asl Napoli 3, situata a Pomigliano d’Arco. Le fiamme hanno coinvolto uno spazio destinato alla conservazione di documenti amministrativi, chiuso al pubblico. Nessuna persona è rimasta coinvolta: al momento dell’incendio, infatti, la struttura era chiusa e non erano presenti né impiegati né utenti. Sul posto sono rapidamente intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno domato le fiamme e avviato i rilievi per stabilire le cause dell’accaduto. I danni appaiono circoscritti: alcuni fascicoli sono andati distrutti e le pareti dell’ambiente hanno riportato segni di bruciatura, ma non ci sarebbero compromissioni alla stabilità dell’edificio. Il dirigente del distretto sanitario, Giuseppe Russo, ha annunciato che presenterà una denuncia formale alla magistratura, auspicando che venga fatta piena luce sull’origine dell’evento.

Il sogno di una vita libera e dignitosa. Il referendum 8-9 giugno: lavoro e cittadinanza

Referendum 8-9 giugno 2025: tutto quello che c’è da sapere sulle 5 domande su lavoro e cittadinanza     L’8 e il 9 giugno 2025 gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi su un referendum abrogativo composto da cinque quesiti, quattro dei quali riguardano il mondo del lavoro, e uno il tema della cittadinanza. Ma cos’è un referendum abrogativo? È uno strumento di partecipazione diretta previsto dalla Costituzione italiana, che consente ai cittadini di cancellare (abrogare), in tutto o in parte, una legge o una disposizione già in vigore. Per essere valido, è necessario che vada a votare almeno il 50% + 1 degli aventi diritto. In caso di vittoria del “Sì”, la norma indicata nel quesito viene cancellata; se vince il “No”, tutto resta com’è.

Vediamo nel dettaglio i cinque quesiti del prossimo referendum:

 

1. Stop ai licenziamenti illegittimi

Il primo quesito mira a modificare il Jobs Act, introdotto nel 2015. Con quella riforma, se un lavoratore subisce un licenziamento illegittimo, cioè privo di giusta causa, nella maggior parte dei casi non può più essere reintegrato nel suo posto di lavoro, ma ha solo diritto a un risarcimento economico. Il referendum propone di ripristinare il diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro in caso di licenziamento ingiusto.  

2. Contratti a termine

Questo quesito punta a limitare l’uso dei contratti a tempo determinato. In particolare, si vuole cancellare la parte della legge che consente di prorogare liberamente i contratti a termine anche senza una causale precisa. L’obiettivo è contrastare la precarietà e incentivare rapporti di lavoro più stabili.  

3. Licenziamenti nelle piccole imprese

Attualmente, le tutele contro i licenziamenti sono ridotte nelle aziende con meno di 15 dipendenti. Questo quesito propone di estendere le stesse garanzie previste per le grandi imprese anche alle piccole, equiparando i diritti dei lavoratori indipendentemente dalla dimensione aziendale.  

4. Appalti e responsabilità

Nel settore degli appalti, quando un’azienda esterna (appaltatrice) impiega lavoratori per conto di un’altra, la responsabilità di eventuali irregolarità ricade solo sull’appaltatore. Il quesito referendario vuole reintrodurre la responsabilità solidale, ossia rendere anche l’azienda committente responsabile insieme all’appaltatore per i diritti dei lavoratori coinvolti. Facciamo un esempio: se un lavoratore di una piccola azienda che lavora per un’azienda più grande si fa male sul posto di lavoro, la responsabilità non sarebbe solo della piccola azienda ma anche dell’azienda più grande.  

5. Cittadinanza italiana

Dimezzamento da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia dello straniero maggiorenne extracomunitario per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana.    

Uno spunto per riflettere

Durante la puntata di ieri del programma “In altre parole” condotto da Massimo Gramellini su La7, la giornalista Giovanna Botteri ha intervistato una giovane donna di 30 anni, madre di una bambina di tre, residente a Cesena. Separata, con un lavoro precario, ha raccontato di sentirsi divorata da una vita sempre più dura, senza prospettive né libertà. Il suo sogno? Che la figlia possa studiare e un giorno lasciare l’Italia, per trovare altrove quella dignità che qui, dice, le è negata. Una testimonianza che dà senso concreto ai temi del referendum: non è solo una questione di leggi, ma di futuri liberi e dignitosi.    

Raspadori aggiunge un’altra perla alla collezione dei gol decisivi

Al termine di una partita molto sofferta, il Napoli espugna il Via del mare di Lecce e completa un’altra tessera del mosaico che compone il quarto scudetto. Chi poteva risolvere un passaggio così delicato per le sorti del campionato se non l’uomo delle reti pesanti per eccellenza, Jack Raspadori: la sua punizione si inscrive nella stessa categoria dei gol allo Spezia e alla Juve di due anni fa e di quello al Venezia dello scorso dicembre. Anzi, per certi versi questa marcatura è ancor più fondamentale, perché arriva nelle fasi cruciali di un duello intenso per il titolo. Chiaramente, sebbene il Lecce fosse ritenuto l’avversario più insidioso (tra la lotta salvezza e il clima che si è creato per la morte del fisioterapista), non bisogna ora ritenere che la strada sia completamente in discesa e sottovalutare gli avversari, anche se hanno ben poco da chiedere a questo campionato: il ricordo di Napoli-Verona di qualche anno fa è ancora piuttosto vivo. In tal senso, sarà determinante il lavoro psicologico di mister Conte a tenere alta l’attenzione senza far tremare le gambe e non possiamo che riporre fiducia nel principale autore di questa cavalcata.

Le ricette di Biagio: gli spaghetti alla carbonara. Per commentare degnamente questa foto…

0
Ho visto la foto di Trump vestito da Papa dopo aver consumato una lauta porzione di spaghetti alla carbonara: mi trovavo perciò in quella condizione di sazietà soddisfatta che Fabrice Hadjadj ha descritto nel suo libro “L’elogio del rutto”. Dunque ero calmo e sereno, pur senza l’aiuto del “rutto”: e la calma serena mi ha consentito di sorridere osservando la foto del presidente americano.   Ingredienti (per 6 persone): gr.600 di spaghetti, 3 uova intere, gr.200 di pancetta, gr.30 di burro, gr. 50 di parmigiano grattugiato, una cipolla, mezzo bicchiere di vino bianco secco, un ciuffo di prezzemolo, pepe. Mettete a rosolare con il burro, in una piccola padella, la cipolla tagliata in fette sottili e i dadini della pancetta. Appena la cipolla e la pancetta incominciano a colorarsi, versate nella padella il vino bianco e lasciate che evapori lentamente. In una terrina sbattete le uova e versate su di esse il parmigiano grattugiato, il trito di prezzemolo e il pepe. Mettete a cuocere in molta acqua non salata gli spaghetti, e non appena giungono al punto di cottura, scolateli e sistematili nella terrina con le uova. Mescolate a lungo, poi versate la pancetta calda sulla pasta e mandate in tavola. (La ricetta è quella pubblicata da Ada Boni, e l’immagine del “piatto” viene dal sito “giallozafferano).   Sostiene ironicamente Fabrice Hadjadj che “è concepibile che un certo declino dell’uomo si sia avviato nel momento topico in cui egli ha cominciato ad aver vergogna di ruttare forte alla fine di un buon pranzo, in segno di gratitudine e soddisfazione.”. Il tema è stato affrontato, con variazioni più o meno accettabili dell’ironia, anche da altri scrittori, da tale “Aristide Esplosivo” per esempio, autore di “Il mio rutto libero”. Ma tutto parte dalle profetiche “visioni” di Jonathan Swift, che in due capolavori della satira, “Elogio del rutto” e la “Favola della botte”, è stato capace di descrivere, con due secoli e mezzo di anticipo, il mondo di oggi e di flagellarci con la sua ironia. Di passaggio ricordiamo che i signori dell’antica Roma si aspettavano dai loro convitati il “rutto”, segnale sicuro del fatto che essi avevano apprezzato tutte le “portate” del convito. Non mi permetto di collegare questa disquisizione sul “rutto” con la foto di Trump, di colui che è Presidente dello Stato più potente della Terra, ed è nostro alleato, un alleato pronto a sacrificarsi per noi. O no? Ho avuto la fortuna di vedere la fotografia al culmine di una digestione soddisfatta e rasserenante, pur senza emissione di fiato: e dunque ho potuto ammirare l’umiltà di colui che, pur essendo l’uomo più potente della Terra, ci dice che lui è solo il secondo, che il primo è il Pontefice, e che perciò lui vorrebbe diventare pontefice. Sì, non posso negare di aver bevuto tre bicchieri di vino rosso: la “carbonara” pretende di essere accompagnata dal per’’e palumm’. E non escludo che il vino rosso scontrandosi con il bianco “Recupe” usato come ingrediente possa aver provocato qualche disturbo.  Leggo su “RSI Cultura”: “Ma a ben vedere la pubblicazione dell’immagine resta uno scherzo fino a un certo punto. Trump, infatti, segue con particolare attenzione l’evolversi dell’elezione del successore di Pietro. Nei dodici anni di pontificato di Francesco non sono state poche le frizioni del mondo repubblicano e in generale del mondo conservatore americano col primo Papa venuto “da quasi dalla fine del mondo”, come disse lo stesso Bergoglio poco dopo l’elezione. Le aperture di Francesco alla Cina e soprattutto le sue intemerate contro le lobby del petrolio e gli affondi sulle politiche climatiche e migratorie hanno innervosito non poco questo mondo che arrivò a definire Francesco “Papa comunista”. Sono diversi, del resto, i prelati statunitensi vicini ai repubblicani ed è evidente che un Papa meno terzomondista e più liberale in materia economica – come di fatto era Karol Wojtyla – sia maggiormente gradito. Di qui lo “scherzo” di queste ore. Trump si veste da Papa perché indirettamente è anche fino all’elezione del successore al soglio di Pietro che prova ad arrivare.”. Serenamente dico ancora una volta che dobbiamo ringraziare questo personaggio perché nel modo più chiaro e diretto ci spiega qual è la situazione in cui ci troviamo e cosa rappresentano oggi gli Americani che lo sostengono. Un giornale italiano parla di una foto-choc, e mi piace chiudere l’articolo con due commenti che vengono dagli Stati Uniti: “Pope Trump, il nostro Presidente ha appena postato questo. Sa che i media impazziranno, è un vero troll. Lo adoro”, ha scritto il comico Terran K. Williams su X (ex Twitter); Melanie D’Arrigo, attivista democratica, ha commentato con sarcasmo: “Il tizio che ha infranto tutti e dieci i comandamenti pubblica foto in cosplay da papa”. La signora non aveva mangiato gli spaghetti alla carbonara.

Somma Vesuviana, mettete dei fiori sui vostri balconi!

Parafrasando il titolo di una canzone di grande successo dei Giganti (un gruppo rock degli anni 1960), vogliamo  invitare i nostri concittadini a rendere più gradevoli i palazzi, le strade, i quartieri delle nostre città vesuviane. Se ci pensiamo un momento realmente basterebbe poco per rendere più attraenti le nostre contrade. Basterebbe un po’ di gerani, una saponaria, o qualche petunia per rendere più vivibili quegli angoli brulli, spenti, e un po’ tristi, dei nostri rioni.   Per esempio via Roma a Somma, una delle più belle strade della cittadina, conta un  centinaio di balconi, ma solo una decina (proprio così: decina) di vasi con pochi fiori appoggiati in tre o quattro balconi. Una tristezza incredibile ed inutile. Sol perché non c’è un minimo di sensibilità civica per rendere gradevole la propria facciata, il proprio palazzo, la propria strada. Eppure i gerani te li regalano se chiedi a quei pochi che li usano. Si moltiplicano per talea. Basta un rametto nel vaso. Un vero peccato di “trasandatezza” collettiva. E non è solo il caso di Via Roma o di Somma. Purtroppo è uno scenario consueto in città. Meglio la periferia. Forse perché sono villette. Chissà perché. Poi, esagerando, ci si lamenta per l’ambiente invivibile, inumano, scarsamente accogliente, a tratti scontroso, dei nostri territori. Abbiamo tentato di immaginare un po’ di decoro floreale in alcuni punti a caso. Sarebbe un utile esercizio per tutti. Provateci. Non costa niente e vi divertite pure. Vi apparirebbe un’altra Somma. Carina. Attraente. Un vero spettacolo. Un altro mondo. Facciamola questa prova. Forse ci convinceremo a comprare qualche vaso di fiori per valorizzare il nostro piccolo regno domestico. E forse per imitazione anche il vicino correrà dal fioraio per batterci in bellezza. A Somma non ci vuole molto. Alla fine riconosciamo un po’ tutti che è una bella cittadina pur con tanti difetti e manchevolezze. Tra questi è proprio il decoro urbano la maggiore deficienza. Forse per il Comune è complicato. Ma i privati lo facciano per primi. Forse si vivrà un po’ meglio. E forse verrà qualche visitatore in più. Ci stanno dei tratti urbani, dei condomini e dei palazzi anche di pregio, quindi non proprio abitati da poveracci, dove non c’è un fiore. Ma come è possibile? Forse c’è qualche disposizione che lo vieta? Ovviamente no! Anzi sarebbe il caso di fare qualche ordinanza per favorire un maggiore decoro. Non dico prevedendo anche qualche beneficio fiscale (sarebbe il massimo), come del resto avviene in molti comuni  del nord Italia, ma almeno invitando (o addirittura obbligando) i proprietari, o chi per essi, ad occuparsene. Qualche terrazzo “fiorito” sarebbe molto gradito. Un po’ di “bello” farebbe bene a tutti. E’ a basso costo. E’ un ottimo passatempo. E’ antistress per eccellenza. E la cura del verde è anche un potente  antidepressivo. Pensiamoci. Maggio è il mese giusto. Attenti però. Fiori sì, ma quelli veri. Via la plastica dai fiori! O meglio: via i finti fiori!

Nola, al via al “Maggio dei libri e della Cultura”

Riceviamo e pubblichiamo:
Serena Bortone apre il “Maggio dei Libri” del caffè letterario della Mondadori di Nola. L’appuntamento domenica 4 e lunedì 5 maggio
Sarà la giornalista e scrittrice Serena Bortone ad aprire il “Maggio dei Libri e della Cultura” del caffè letterario della Mondadori di piazza Marconi a Nola diretto dalla giornalista AutiliaNapolitano.
La nota conduttrice presenterà il libro “A te vicino così dolce” domenica 4 maggio, alle ore 18.30, al Convivium Garden di Avella, nel cuore dell’anfiteatro romano.
Lunedì 5, invece, la Bortone sarà ospite del liceo Colombo di Marigliano presieduto dalla dirigente Nicoletta Albano.
Un mese ricco di eventi organizzati in sinergia con le scuole e le associazioni del territorio che tocchera’ anche i comuni di Cicciano, Cimitile, San Vitaliano e Scisciano.
In cartellone anche il magistrato Catello Maresca, la candidata al Premio Strega Wanda Marasco, Lorenzo Marone, Anna Malinconico, Marco Magnone e tanti altri.
Non solo eventi. Per tutto il mese di maggio il caffè letterario di piazza Marconi ospiterà gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado per il consueto appuntamento con la “colazione tra gli scaffali” ed i ragazzo avranno la possibilità di osservare e conoscere  come si lavora e ci orienta in una libreria nella scelta dei testi e di approcciarsi ai temi di attualità ispirati dai testi.
“Promuoviamo bellezza ma soprattutto stimoliamo nei giovani il piacere della lettura rafforzando il legame con il territorio – spiega la direttrice Autilia Napolitano – Ringrazio come sempre le scuole e le associazioni che ci affiancano, consapevole della grande passione che ci unisce e naturalmente gli scrittori. È la rete la chiave della crescita personale e professionale di ciascuno di noi e la strada tracciata è quella su cui continueremo a lavorare insieme”.

Juve Stabia, Playoff serie A, Cosimo Silva: “Non sogni ma obiettivi per la Juve Stabia”

La Juve Stabia grazie al successo casalingo al Menti contro il Catanzaro ha guadagnato la matematica certezza di accedere ai Playoff per la serie A. Un risultato storico per la squadra di Castellammare di Stabia, che dopo l’ottima stagione 2023-24 terminata con la vittoria del campionato di Serie C e l’accesso in serie B, ha stupito anche nella serie cadetta, fino a raggiungere il quinto posto. A tre giornate dal termine, con l’ acquisita certezza di dover disputare gli spareggi per tentare di giocarsi una storica promozione nella massima serie italiana “ le vespe” attendono con fermento di scendere in campo per esprimersi al top. A parlarci di questo momento storico della Juve Stabia é un dirigente della società: Il Dott. Cosimo Silva, Delegato Affari Generali della Juve Stabia, nonché Direttore di Juve Stabia Magazine 1907, che in un’intervista ci svela i segreti della società gialloblù e le emozioni di una piazza calda come quella di Castellammare di Stabia. Ci parli del suo ruolo in società, di cosa si occupa e da dove nasce? Il mio ruolo all’interno della Juve Stabia è quello di Delegato agli Affari Generali, una funzione trasversale che mi permette di essere il punto di raccordo tra l’area amministrativa, quella strategica legata al Marketing e la comunicazione istituzionale. La mia esperienza nasce nel mondo dell’organizzazione e della gestione aziendale, e si è poi sviluppata nel calcio con un’attenzione particolare al legame con il territorio, alla valorizzazione del brand e alla cultura sportiva. Oggi, ricopro anche il ruolo di Direttore del Juve Stabia Magazine 1907, uno strumento creato dalla sinergia tra ufficio strategico ed ufficio Marketing ed Ufficio Stampa, con cui raccontiamo, con passione e professionalità, la nostra storia e il nostro presente. La crescita economica di una squadra è un processo articolato. La Società che strategie di marketing ha utilizzato per apportare risorse alla società? Abbiamo puntato su una strategia di marketing integrata e sostenibile. La valorizzazione del marchio Juve Stabia è passata dal rafforzamento dell’identità visiva, all’aumento delle partnership locali e nazionali, fino al rilancio della comunicazione digitale. Abbiamo lavorato per rendere la Juve Stabia un progetto credibile anche per sponsor e investitori, investendo in storytelling, merchandising, e nella creazione di eventi che coinvolgessero tutta la comunità stabiese. Nella stagione 2023-2024 la Juve Stabia ha vinto il girone C salendo in Serie B. Oggi è ad un passo dalla Serie A. Secondo lei qual è stato l’elemento che ha reso possibile tutto ciò? L’elemento chiave è stata la coesione. La società ha saputo creare un ambiente sano, competitivo e orientato al risultato. C’è stata un’unione d’intenti tra società, staff tecnico, squadra e tifoseria. Ogni componente ha dato il massimo, remando nella stessa direzione. A questo si aggiunge una visione dirigenziale chiara, basata sulla programmazione e sulla valorizzazione del capitale umano. Quali erano le aspettative per la stagione 2024/2025 considerando che la Serie B è una categoria ostica, con squadre che ambiscono alla massima serie? L’obiettivo iniziale era consolidarsi nella categoria, affrontando il campionato con rispetto ma senza timori reverenziali. Sapevamo di dover crescere gradualmente, ma anche che, con il giusto lavoro, potevamo ambire a qualcosa di più. La Serie B è un campionato lungo, difficile, ma ricco di opportunità per chi riesce a mantenere continuità e organizzazione. In che momento la dirigenza, lo staff tecnico e la squadra hanno intuito che la Serie A era un obiettivo realizzabile? Credo che il momento decisivo sia stato a metà stagione, quando la squadra ha iniziato a dimostrare una continuità di rendimento e una maturità tattica fuori dal comune. Abbiamo capito che il gruppo c’era, che i risultati arrivavano e che il sogno Serie A non era più utopia, ma una possibilità concreta da inseguire con razionalità e cuore. La Juve Stabia è vicina a raggiungere la massima serie del calcio italiano. La squadra come si sta preparando a questa sfida? La preparazione è meticolosa, sia sotto il profilo atletico che mentale. Abbiamo messo a disposizione dello staff tutte le risorse per affrontare i playoff nel modo più professionale possibile. A ciò si aggiunge il lavoro invisibile ma fondamentale della società, che sta curando ogni dettaglio per creare un contesto favorevole, sereno e competitivo. In qualità di dirigente, come sta gestendo la pressione che comporta la partecipazione ai playoff? La pressione è inevitabile, ma fa parte del nostro mestiere. La gestiamo con lucidità e spirito di servizio. Personalmente, cerco di mantenere un atteggiamento equilibrato, vicino alla squadra e allo staff, offrendo supporto e soluzioni. Il nostro compito è permettere a chi va in campo di concentrarsi solo sul gioco. Primo anno da dirigente della Juve Stabia. Quali sono gli obiettivi della dirigenza a lungo termine? Il nostro obiettivo è costruire una Juve Stabia solida, ambiziosa e duratura. Vogliamo che il salto di categoria, se arriverà, non sia un caso isolato, ma parte di un progetto sportivo e aziendale sostenibile. Castellammare si trova al centro tra Napoli e Salerno. Come sta vivendo questo importante periodo? Sentite la responsabilità di dover vincere anche per questa città? Assolutamente sì. Castellammare merita una squadra in alto, che la rappresenti con dignità e orgoglio. La città sta rispondendo con entusiasmo, e noi sentiamo forte il dovere di ripagare questa passione. Vincere per Castellammare non è solo un obiettivo sportivo, ma un gesto di gratitudine verso la nostra gente. Cosa vorrebbe dire ai tifosi che sono il cuore pulsante della squadra? Vorrei dire grazie, con tutto il cuore. I tifosi della Juve Stabia sono l’anima di questo club. Ci hanno sostenuto nei momenti difficili, ci hanno spinto a crederci sempre. Senza di loro nulla di tutto questo sarebbe possibile. Ora più che mai abbiamo bisogno di loro: uniti possiamo scrivere insieme la pagina più bella della nostra storia. Al termine della season mancano tre giornate, la Juve Stabia affronterà il Brescia al Rigamonti mentre le ultime due sfide saranno casalinghe, prima di iniziare il percorso nei playoff dove, secondo la classifica odierna, la squadra da affrontare sarà il Bari nel match preliminare in gara secca. Fonte Foto: Antonio Gargiulo (fotografo ufficiale S.S. Juve Stabia 1907). In Foto sono ritratti: Presidente S.S. Juve Stabia 1907 – Andrea Langella. Presidente Brera Holding – Daniel Mc Clory. Direttore Strategico & Commerciale S.S. Juve Stabia: Dott. Vincenzo Busiello. Direttore Marketing: Dott. Felice Biasco, ed i componenti dell’ ufficio Marketing, dott. Francesco Ranieri ed il Delegato agli Affari Generali del Club, Dott. Cosimo Silva Capo Ufficio Stampa, Dott. Mario Di Capua, ed i componenti dell’ ufficio Stampa, Mattia Molinari e Barbara Vadalá. Intervista a cura di Michael Anthony Siniscalchi  

In due ruote per un turismo green in Croazia

In Croazia le piste ciclabili  sono senza fine: un’avventura tra mare, colline e storia     La Croazia, con i suoi oltre 1.200 km di costa frastagliata, le isole cristalline e i parchi nazionali rigogliosi, è una meta ideale per chi ama esplorarla su due ruote. Dalla regione dell’Istria alle pianure della Slavonia, passando per la Dalmazia e i suoi arcipelaghi, il Paese offre una rete di piste ciclabili ben tenute e itinerari che si adattano a ogni livello di preparazione: dal cicloturista in cerca di percorsi panoramici ai più allenati amanti della mountain bike. Panorami mozzafiato: coste rocciose, spiagge sabbiose, colline terrazzate e borghi medievali. Le piste ciclabili sono sicure, molte strade secondarie sono poco trafficate con percorsi dedicati. Lungo il percorso si incontrano ville veneziane, fortificazioni austro-ungariche e siti Unesco, come i laghi di Plitvice, il parco più antico e più esteso della Repubblica di Croazia. Si pedala senza il caldo intenso a causa del clima favorevole con estati calde ma addolcite dalla brezza marina. Recentemente si è tenuta a Bologna la Fiera del Cicloturismo, in questa occasione l’Ente Nazionale Croato per il Turismo,  insieme ai 5 co-espositori: Istria Bike, Ente per il Turismo della Regione del Quarnaro, Ente per il Turismo della Regione di Zagabria, Ente per il Turismo di Međimurje e l’agenzia turistica My Little Swan ha presentato gli itinerari per esplorare la Croazia in due ruote. Dall’Istria,  attraverso le profumatissime isole del Quarnaro, per poi scendere sulla costa della Dalmazia e delle sue isole; oppure, dagli immensi campi di grano della Slavonia, attraverso le verdi vallate fluviali con una successione di soavi colline con altrettanti borghi e castelli; tra le residenze campestri e le chiese della Croazia centrale sino agli itinerari cicloturistici urbani della capitale Zagabria. Da non perdere la ciclabile della Mura e della Drava, che va dalla sorgente alla foce dei due fiumi.   Le ciclovie dell’Istria fra borghi di pescatori e villaggi rurali   In Istria esistono 160 piste ciclabili di vario tipo e oltre 130  Bike & Bed e agriturismi che offrono rimessaggio sicuro, officina di base e punti di ricarica per e-bike. Noleggio e-bike è disponibile nelle principali città e località turistiche per pianificare il ritiro e la riconsegna in punti diversi. Sette le aree coperte da grandi mappe con percorsi segnati, inoltre è possibile avere assistenza in caso di guasto compreso  il rientro nell’alloggio. Da non dimenticare è il bike park di Rabac con numerose discese per ciclisti MTB più esigenti.  Una particolarità: due sezioni costruite su ex ferrovie: la Parenzana e la Štrika. La  “Parenzana – la via della salute e dell’amicizia” è il primo percorso green way della Croazia, realizzato nel 2002, lungo circa 123 km.  Il percorso parte dal confine con la Slovenia, da Plovania e termina a Parenzo, attraversa bellissime aree di natura incontaminata, piccoli borghi, gallerie e viadotti. Con le sue risalite dolci  è adatta anche ai ciclisti meno provetti. La Štrika è un percorso che collega l’interno dell’Istria con l’affascinante città di Rovigno. Il percorso è lungo circa 20 km pertanto è percorribile in giornata. Per coloro che preferiscono camminate e trekking, sparsi in tutta l’Istria vi sono novanta sentieri, di cui 20 di montagna.   B e B – Bici e Barca nel golfo del Quarnaro La Regione del Quarnaro è considerata una delle tre migliori località turistiche della Croazia per la sua favorevole posizione geografica con una combinazione unica di costa, isole e monti, proclamata la regione europea della gastronomia 2026. Percorsi ciclabili a tema, salite e tratti pianeggianti con itinerari ciclabili, sentieri tracciati con le viste spettacolari. Due le aree protette per vivere in bici a contatto con la natura: il Parco nazionale Risnjak a pochi chilometri da Delnice e il Parco naturale Učka, vicino a Opatija. I punti di forza sono: rapporto qualità/prezzo, aria e mare pulito e trasparente, bellezze naturali mozzafiato.   Alla scoperta in bici dei luoghi nascosti di Zagabria
La regione di Zagabria
A Zagabria sul finire del XIX secolo Ladislav Belus acquistò nel 1867 alla Mostra mondiale di Parigi  il velocipede Michaux, una novità sensazionale per l’epoca. Da allora  Zagabria è una città  che vive sulle due ruote. La bicicletta non è solo un mezzo di trasporto ma un’opportunità per esplorare con calma i tesori nascosti di questa regione. Qui c’è un vero paradiso per gli amanti del ciclismo, dalle strade panoramiche, perfette per le famiglie, ai percorsi più impegnativi. Lungo la strada si trovano le autentiche oasi gastronomiche dove fermarsi per una pausa e assaporare piatti tradizionali accompagnati da ottimi vini locali. Inoltre, siti culturali e storici raccontano storie affascinanti che meritano di essere scoperte.   A Međimurje in bicicletta è uno dei modi migliori per vivere la natura   La rete Cyclist Welcome presenta 888 km di piste ciclabili su sterrato e asfalto, la scelta è davvero vasta. I sentieri pianeggianti lungo i fiumi Mura e Drava sono adatti a famiglie e ciclisti in cerca di una pedalata tranquilla per puro piacere, così come a coloro che cercano  sfide ad alta velocità. Nella regione sono presenti tante stazioni termali con sorgenti d’acqua curativa. I pittoreschi paesini offrono una varietà gastronomica tipica di questi luoghi e la proverbiale ospitalità della sua gente. Le ciclovie si dipanano fra i vigneti delle  colline con gli antichi casolari e le tradizionali chiatte per navigare sui fiumi Sava, Mura e Drava. La bicicletta è il modo perfetto per scoprire la varietà paesaggistica e culturale croata, pedalando tra iodio marino, colline terrazzate e boschi incontaminati. Sia per i cicloturisti in cerca di relax o per gli appassionati della mountain bike alla ricerca di sentieri impegnativi, la Croazia offre itinerari indimenticabili, adatti ad ogni livello.  

Pomigliano, Consiglio di Stato dichiara illegittimi i provvedimenti su ufficio tecnico e rimozione dirigente

Pomigliano, ancora una bocciatura per l’amministrazione comunale. Dopo licenziamento comandante Maiello annullato da Tar, il Consiglio di Stato dichiara illegittimi i provvedimenti su ufficio tecnico e rimozione dirigente. Borrelli (AVS): “Uso distorto della politica a danno della comunità. Presentata interrogazione parlamentare su mancato reintegro del comandante della polizia municipale”

Per il sindaco di Pomigliano d’Arco Raffaele Russo e la sua Giunta una nuova bocciatura. L’ultima, dopo quella riguardante il licenziamento del Comandante della Polizia Municipale Luigi Maiello, poi annullato con una pesante sentenza dal TAR, riguarda il Consiglio di Stato che ha dichiarato illegittimi i provvedimenti sull’ufficio tecnico e sulla rimozione della dirigente.

“Assistiamo a un uso distorto della politica a danno della comunità – ha commentato il deputato di Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli. Non è nuovo il sindaco Russo a denunce e accuse rivolte agli avversari che si sono rivelate poi senza fondamento come nel caso dell’ex sindaco e l’ex segretario comunale. Ci è ricascato con i provvedimenti definiti illegittimi dal Consiglio di Stato sull’ufficio tecnico e sulla rimozione della dirigente, che dovrà essere integrata e alla quale bisognerà riconoscere i risarcimenti. Ma mi domando cosa aspetti il sindaco Russo a reintegrare il Comandante Luigi Maiello, il quale nel corso degli anni si era reso protagonista di delicate indagini contro la criminalità organizzata, che il sindaco di Pomigliano aveva rimosso. Decisione annullata definitivamente dal TAR e ad oggi non è stato adottato alcun provvedimento finalizzato alla reintegrazione delle funzioni di Dirigente Comandante del Corpo della Polizia Locale del comandante Maiello. Il primo cittadino farebbe bene ad amministrare un comune importante come quello di Pomigliano anteponendo il benessere dei cittadini che non possono pagare di tasca loro scelte amministrative sempre più sconcertanti”. Lo ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra che ha annunciato un’interrogazione parlamentare a riguardo.