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Estate in arrivo: cresce la voglia di viaggiare, ma occhio alle truffe sulle case vacanza
Come riconoscere una truffa
Perché San Michele, “psicagogo”, “psicostase” e taumaturgo, si festeggia l’8 maggio e il 29 settembre
Cristiani, gnostici, ebrei e perfino i pagani attribuirono all’Arcangelo Michele compiti e poteri eccezionali. I Longobardi videro in lui il “guerriero” che sconfigge le potenze infernali, e i Bizantini lo celebrarono come patrono della Natura che in primavera (a maggio) incomincia a rivivere dopo il “sonno” invernale. Correda l’articolo l’immagine del “gruppo” “San Michele doma la diavolessa” che si trova nella sagrestia della Chiesa di San Michele in Ottaviano.
“L’epistola di Giuda” e l’“Ascensione di Mosè”, un apocrifo veterotestamentario, attribuiscono all’Arcangelo Michele anche il ruolo di psicopompo, di colui che accompagna i defunti nell’adlilà. San Michele è anche “psicostase”, cioè “colui che pesa le anime”: egli tiene in mano una bilancia: su ogni piatto, le buone e le cattive azioni del morto, mostrato nudo, piccolo, miserevole e spoglio di tutto. A destra e a sinistra, l’Angelo custode e il demonio, il quale, talvolta, tenta di imbrogliare e di inclinare la bilancia a suo vantaggio. Nel mondo greco e latino Ermete -Mercurio è allo stesso tempo psicagogo e psicostase. Ma è presso gli Egizi che si manifesta soprattutto la credenza nella pesata delle anime: dopo aver superato molte prove pericolose, il defunto, secondo “Il Libro dei Morti”, arriva nel regno di Osiride e compare davanti al tribunale presidiato da questo dio, accolto da Anubis, il dio dalla testa di sciacallo. (Va notato che in Oriente San Cristoforo, il Santo passatore di fiumi, cioè psicagogo anche lui, è talvolta rappresentato con una testa di cane, proprio come Anubis). Anubis accompagna il defunto tenendolo per mano nella sala dei Due Pesi dove c’è una bilancia. In un passo del “Vangelo di Giovanni”, che non viene riportato da tutti i codici, si legge che nei cinque portici di una piscina di Gerusalemme che gli Ebrei chiamavano “Betsaza”, “giaceva una moltitudine di ammalati, ciechi, zoppi e paralitici che aspettavano il movimento dell’acqua. Infatti c’erano momenti in cui un angelo di Dio scendeva nella piscina e agitava l’acqua. Il primo che entrava nell’acqua non appena essa incominciava ad agitarsi diventava sano, da qualsiasi infermità fosse affetto”. E poiché tutti si persuasero che quell’angelo di Dio fosse Michele, Michele divenne anche taumaturgo e guaritore. “Negli ambienti gnostici il nome di Michele ricorreva, con un valore magico e apotropaico, in formule o oggetti – collane, pietre preziose, lamelle metalliche – che, messi a corredo delle vesti di un defunto, avevano il compito di favorire il loro viaggio nell’oltretomba. In alcune formule magiche, tramandate in papiri greci dei secoli III -V, Michele viene spesso invocato anche dai pagani; talvolta è associato alle loro divinità come medico e guaritore, altre volte è messo in stretto rapporto con Osiride, venerato in Egitto come dio dei morti, e viene anche invocato perché appaia in sogno per fare rivelazioni” (Carletti- Otranto, Il santuario di San Michele sul Gargano, 1990). Nell’anno 493 un ricco allevatore di Siponto, di nome Gargano, passò con i suoi pastori ore di penosa fatica per cercare un toro che si era allontanato dal branco. Quando lo ritrovano all’ingresso di una grotta, Gargano, irritato, scaglia una freccia per uccidere l’animale, ma la freccia gira su sé stessa e va a colpire il tiratore. Il vescovo di Siponto, Lorenzo, turbato dal prodigio, ordina un digiuno di tre giorni. Il terzo giorno – era l’8 maggio del 493 – appare al vescovo l’Arcangelo Michele e gli rivela di aver personalmente consacrato la grotta al culto degli angeli e degli arcangeli. I Sipontini entrano nella sacra grotta e vi scoprono una luce celestiale e un altare coperto di porpora, appoggiato alla rocciosa parete. “Lorenzo fece edificare una chiesa all’ingresso della grotta, e con il consentimento di papa Gelasio dedicò, il 29 settembre 493, il santuario all’Arcangelo.” (A. Motta, “In viaggio per le terre dell’Arcangelo”, 1991). Così sarebbero state definite le due date “sacre” all’ Arcangelo, l’(8 maggio e il 29 settembre). Il 15 aprile 1663, riuniti nella “pubblica piazza” – piazza Annunziata, la “Piazza” per eccellenza- alla presenza di Lelio Barone che “governava” Ottajano in nome di Giuseppe I Medici, e del cancelliere “notar Giuseppe Mazza”, i cittadini ottajanesi approvarono all’unanimità la proposta di confermare “il glorioso San Michele Arcangelo” come “particulare protettore” della città e di “supplicare i Signori Superiori Ecc.mi che la giornata dell’8 maggio fusse festa comandata per celebrarne detta festa solenne di detto Glorioso Santo”. E i “Signori Superiori” acconsentirono immediatamente.
Somma, Di Sarno: “Controlli sui ponti della 268 contro i lanci di sassi“
Bacia la commessa dopo aver rubato incasso, arrestato rapinatore romantico
Aveva fatto irruzione in un esercizio commerciale di Perugia nel pomeriggio del 18 gennaio. Una scena rapida, ma brutale: coltello alla mano, il rapinatore ha raggiunto il bancone, ha afferrato la giovane dipendente per la vita, puntandole la lama al collo, e si è fatto consegnare 2.250 euro in contanti. Ma non si è fermato lì. Prima di allontanarsi, ha obbligato la donna a subire un gesto umiliante: un bacio forzato sul collo.
A distanza di settimane, le indagini coordinate dalla Procura di Perugia hanno portato a un’identificazione certa. Fondamentali si sono rivelati i riscontri delle immagini di videosorveglianza e il lavoro tecnico del RIS di Roma, che ha consentito di attribuire con precisione la responsabilità del gesto a un 33enne napoletano.
L’uomo era già in carcere a Poggioreale per un’altra vicenda giudiziaria. È lì che i carabinieri, coordinati dalle stazioni di Perugia e Napoli Poggioreale, gli hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare per rapina aggravata e violenza sessuale firmata dal gip perugino.
Scandalo assenteismo al Comune di Cimitile: funzionario nei guai per false presenze
Un dirigente del Comune di Cimitile, residente a Nola e di 65 anni, è stato raggiunto da un provvedimento di sospensione per un anno dall’attività lavorativa in ambito pubblico. L’ordinanza è stata eseguita questa mattina dai carabinieri di Nola su disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’uomo è indagato per diverse violazioni, tra cui truffa aggravata ai danni dell’amministrazione comunale, accesso illecito a sistemi informatici e false dichiarazioni in qualità di dipendente pubblico. I fatti contestati risalgono al 2023.
Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri della stazione di Cimitile, il funzionario – con ruoli di rilievo all’interno dell’ente, tra cui quello di responsabile delle risorse umane e gestore del sistema delle timbrature elettroniche – avrebbe alterato i dati relativi agli orari di entrata e uscita dal posto di lavoro, beneficiando così indebitamente delle retribuzioni.
Nel corso dell’inchiesta sono stati raccolti elementi indiziari anche nei confronti di altre cinque persone, già sottoposte a misure simili, che avrebbero dichiarato falsamente la propria presenza in ufficio, nonostante fossero assenti o impegnate in attività personali durante l’orario di lavoro.
La posizione del dirigente risulta più grave rispetto a quella degli altri indagati, in quanto avrebbe sfruttato il suo ruolo tecnico per modificare direttamente i dati del sistema di rilevazione presenze.
Somma, l’ ITI Majorana alle finali dell’High School Game
Somma Vesuviana. Riceviamo dal Prof. Emanuele Coppola e volentieri pubblichiamo.
Somma Vesuviana, l’ITI E. Majorana vola alle finali nazionali dell’High School Game: la gamification che educa al futuro.
Grande entusiasmo e un pizzico di orgoglio per gli studenti dell’ITI E. Majorana di Somma Vesuviana (Na) che hanno conquistato un posto di rilievo alle finali nazionali dell’High School Game, l’innovativo Contest Didattico Multimediale promosso da Planet Multimedia. Giunto alla sua XIII edizione, questo concorso si è affermato come un efficace strumento per responsabilizzare ed educare i ragazzi delle scuole superiori di tutta Italia attraverso l’avvincente approccio della gamification.
L’High School Game non è stato solo competizione e divertimento, ma soprattutto un’opportunità unica per affrontare temi cruciali per la crescita dei giovani e per la costruzione di una società più consapevole. Gli argomenti trattati nelle diverse sfide hanno toccato corde sensibili come il bullismo e il cyberbullismo, la violenza sulle donne, l’educazione ambientale, la sicurezza stradale, lo sport e la sana alimentazione. Un approccio didattico innovativo che mira a “educare per un futuro migliore”, come recita il motto del concorso.
La classe 4A/D ha dimostrato una preparazione eccellente e un grande spirito di squadra, superando brillantemente le diverse fasi eliminatorie. La loro qualificazione alle finali nazionali è il risultato di un impegno costante, della curiosità dimostrata verso le tematiche proposte e della capacità di mettere in pratica le conoscenze acquisite attraverso il gioco.
“Siamo incredibilmente fieri dei nostri ragazzi,” ha dichiarato con entusiasmo la Prof.ssa Ermelinda Vernieri, docente referente per la Valorizzazione delle eccellenze. “L’High School Game si è rivelato uno strumento didattico straordinario, capace di stimolare l’apprendimento in modo coinvolgente e di sensibilizzare i ragazzi su temi di grande importanza civile e sociale. Vedere la loro passione e il loro impegno ci ripaga di tutto il lavoro.”
Ora, per quattro alunni rappresentanti la classe 4°/D, Carillo Leonardo, Noviello Raffaele, Picariello Emanuele e Piscopo Alessio, si aprono le porte delle finali nazionali, un’ulteriore occasione per mettersi alla prova con le altre scuole italiane e per dimostrare ancora una volta il loro valore. Tutta la comunità scolastica fa il tifo per loro, con la certezza che sapranno rappresentare al meglio il proprio istituto e portare avanti i valori di apprendimento, impegno e cittadinanza responsabile che l’High School Game promuove con successo. In bocca al lupo!
La Redazione.Marigliano, Russo: “La cultura al centro del futuro della città”
Marigliano, Grazioso: “Fermiamo la fuga dei giovani”
Lancio di sassi sulla SS 162: colpita coppia di Somma Vesuviana
Somma Vesuviana. Lancio di sassi sulle auto sulla SS 268: il racconto di una coppia che ha rischiato la vita. Nel frattempo, sui social cresce l’angoscia e l’indignazione per questi gravi episodi.
Paura e preoccupazione nel Vesuviano. Negli ultimi giorni si è registrato un preoccupante aumento degli episodi di lancio di pietre, anche di grosse dimensioni, dai cavalcavia sui veicoli in transito lungo la Strada Statale 268. Uno degli episodi più gravi si è verificato lo scorso sabato, poco dopo l’una di notte, e ha coinvolto una giovane coppia originaria di Somma Vesuviana, che ha rischiato di perdere la vita.
Il racconto dell’accaduto.
Mentre i due coniugi viaggiavano a circa 70 km/h, all’altezza della SS 162 Dir, un sasso del peso stimato di circa 800 grammi ha colpito violentemente il parabrezza dell’auto, mandandolo in frantumi. La donna è rimasta ferita gravemente al mento e al petto a causa delle schegge di vetro, ed è stata trasportata d’urgenza all’Ospedale San Paolo di Fuorigrotta, dove è stata subito soccorsa dal personale medico e infermieristico della struttura, che ha prestato le prime cure. Il compagno, che era alla guida, ha raccontato: “Il rumore dell’urto è stato fortissimo. Ho pensato fosse un colpo di pistola. Non so se si sia trattato di un atto vandalico o di un tentativo di rapina, ma ho temuto per la mia vita e, soprattutto, per quella di mia moglie”.
La denuncia di Borrelli.
L’episodio è stato denunciato dal deputato Francesco Emilio Borrelli durante una diretta sulla sua pagina Facebook, alla presenza della coppia e del consigliere comunale di Somma Vesuviana, Salvatore Esposito. “Nelle ultime 72 ore ho ricevuto almeno altre quattordici segnalazioni simili nella zona del Vesuviano. Quello di Somma è tra i casi più gravi. È una vera emergenza: un gesto simile equivale a un tentato omicidio. Serve un intervento urgente da parte delle forze dell’ordine prima che ci scappi il morto. I responsabili devono essere identificati e puniti”, ha dichiarato Borrelli.
Le parole del sindaco Di Sarno.
Anche il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, è intervenuto sull’accaduto: “La situazione sulla SS268 continua a destare preoccupazione, con numerose segnalazioni di sassi lanciati contro le auto in transito. Anche Il Comune di Somma Vesuviana farà la sua parte. Con l’ausilio della polizia municipale sentito l’assessore alla polizia municipale, Mauro Polliere, il Comandante della Polizia Municipale si è attivato un monitoraggio per verificare la presenza di persone non autorizzate e garantire maggiore sicurezza lungo il tratto stradale interessato. Questi episodi rappresentano un serio rischio per gli automobilisti e richiedono un intervento tempestivo per prevenire ulteriori incidenti. È fondamentale che chiunque abbia informazioni utili le segnali alle autorità competenti attraverso il numero telefonico 112”.

