Ottaviano in festa: il volo degli angeli quest’anno fa il boom di persone

L’8 maggio, il giorno di San Michele Arcangelo, per gli ottavianesi vuol dire una sola cosa: seguire il Santo in tutte le tappe che tocca. A partire da questa mattina in cui si è svolta la storica diana, gli ottavianesi hanno risposto “presente” inondano le strade della città. La mattinata è poi proseguita con l’uscita del Santo Patrono dalla chiesa di San Michele per poi iniziare con l’emozionante volo dell’angelo nei diversi quartieri del paese. Anche quest’anno sono state tantissime le persone che hanno partecipato attivamente a questo tanto atteso 8 maggio, molte più degli scorsi anni, mostrando, dedizione e amore puro per il proprio territorio. Mantenere attive le tradizioni, per gli ottavianesi, significa portare avanti una cultura dalla storia antichissima a cui tutti i cittadini sono legati fin dalla nascita, con le tradizioni tramandate di generazione in generazione che vanno assolutamente accolte e ricordate. Oggi, l’emozione dei voli è stata palpabile in ogni tappa e mentre la voce dei due angioletti risuonava con il racconto della storia del Santo Patrono, Ottaviano non poteva far altro che applaudire per la passione del suo meraviglioso popolo.  

Bomba esplode davanti alla chiesa, choc a Massa di Somma

La tranquillità della serata a Massa di Somma,  è stata improvvisamente scossa da un’esplosione. Intorno alla tarda serata di mercoledì 7 maggio, un ordigno rudimentale è deflagrato nei pressi del cancello d’ingresso della parrocchia di Santa Maria Assunta in Cielo, che si affaccia su piazza dell’Autonomia.

Il fragore ha suscitato preoccupazione tra gli abitanti della zona, ma fortunatamente non si segnalano né feriti né danni strutturali. L’episodio ha però subito richiamato l’attenzione delle forze dell’ordine. I carabinieri del Nucleo investigativo di Torre Annunziata sono intervenuti per effettuare i rilievi del caso, mentre le indagini sono state affidate ai militari della stazione di San Sebastiano al Vesuvio.

Stando ai primi accertamenti, l’ordigno sarebbe una bomba carta assemblata artigianalmente. Rimangono ancora ignote le ragioni del gesto e l’eventuale obiettivo dell’azione, che appare al momento senza spiegazioni. Nessun volantino o messaggio è stato trovato sul posto e non sono arrivate rivendicazioni.

Emergenza miasmi nel Vesuviano: Palma Campania interviene, San Gennaro Vesuviano prepara contromisure

  Negli ultimi giorni, nel territorio vesuviano, tiene banco una questione che ha sollevato ampio dibattito tra cittadini e istituzioni: il contrasto ai cattivi odori provenienti da presunte cucine abusive. A farsi portavoce del malcontento popolare è stato il sindaco di Palma Campania, Nello Donnarumma, che ha emanato un’ordinanza mirata a contrastare i miasmi che da tempo infestano l’aria della cittadina, in particolare nelle ore serali. Secondo quanto riportato da fonti municipali, gli odori nauseabondi – descritti come intensi effluvi di cipolla e spezie – sarebbero riconducibili a strutture di ristorazione improvvisate e non autorizzate, operanti senza il rispetto delle più elementari norme igienico-sanitarie. L’ordinanza ha trovato immediato consenso tra la popolazione locale e ha ricevuto anche l’appoggio virtuale dei cittadini di San Gennaro Vesuviano, dove la problematica sembra affacciarsi con preoccupante regolarità. Proprio da San Gennaro Vesuviano, la consigliera comunale Maria D’Avino ha dichiarato: “Tengo d’occhio la questione già da parecchio e sto preparando delle proposte da presentare in consiglio comunale per arginare questo sentimento che serpeggia nella nostra comunità”. Un richiamo al dovere istituzionale, il suo, che punta a coniugare tutela del decoro urbano e rispetto della convivenza civile. “Come istituzioni – ha aggiunto D’Avino – abbiamo l’obbligo di intervenire affinché i cittadini si sentano tutelati, ma allo stesso tempo dobbiamo scongiurare episodi di razzismo o intolleranza, che potrebbero scaturire dall’insofferenza verso l’immigrazione incontrollata e situazioni di scarsa igiene riconducibili, in alcuni casi, alla comunità bengalese”. Una vicenda delicata, dunque, che intreccia emergenze ambientali, temi sanitari e rischi sociali. E mentre i Comuni cercano di trovare soluzioni concrete, sui social il dibattito prosegue acceso, segno che il tema ha toccato una corda profonda nel tessuto sociale dell’area vesuviana. A San Gennaro Vesuviano, come in altre realtà dove è presente la comunità migrante del Bangladesh, da tempo agenti di polizia municipale e istituzioni fronteggiano pure il problema del sovraffollamento abitativo, con controlli e interventi per ripristinare le regole.

“Palestina Svelata: Due Mostre per non Dimenticare”

Pomigliano. Riceviamo e pubblichiamo:

“Qui resteremo” e “Kufia” due mostre per la Palestina a Pomigliano D’Arco (8-16 maggio 2025) Nel mese di maggio 2025, la città di Pomigliano D’Arco accoglierà la mostra Qui resteremo, fotografie da Gaza e Cisgiordania, e Kufia, matite italiane per la Palestina, allestite negli spazi della Sala Convegni ex Distilleria, Via Roma 287. L’inaugurazione ci sarà il giorno 8 alle ore 17,30 La Mostra resterà aperta dalle ore 10 alle ore 13.30 e dalle 16,30 alle 19.30. Sabato 10 e Domenica 11 maggio l’apertura sarà dalle ore 10 alle ore 13.30 . L’iniziativa è promossa dall’Ass Città Aperta, CGIL Campania, LAB, UDS, E ZEZI Gruppo Operaio in collaborazione con l’associazione Gaza Fuorifuoco Palestina. La prima mostra raccoglie una sequenza di immagini scattate dal novembre 2023 ad oggi da fotografi palestinesi che, in un paesaggio sfigurato dai bombardamenti israeliani, hanno continuato a lavorare nonostante le poche attrezzature disponibili e l’intermittente blocco delle comunicazioni oltre frontiera. In questi tragici mesi, i loro occhi ostinati e ribelli hanno guardato anche per noi, superando censure mediatiche e complicità politico-militari. Per noi, e per il loro futuro incerto, hanno consegnato a distanza un riassunto quotidiano della distruzione di città e villaggi palestinesi, della morte venuta dall’alto ad opera di ordigni sofisticati o proibiti, comprese armi rimaste in disuso negli arsenali statunitensi o europei e man mano smaltite dal cielo di Gaza per far posto alle nuove. Per noi, per una giustizia uguale per tutti, hanno resistito all’assedio, alla perdita dei familiari e dei propri beni, alla volontà di espellerli per sempre dalla terra di origine, guardando dall’obiettivo di macchine fotografiche o cellulari cosa accadeva intorno a loro. Nel farlo molti sono stati cercati e uccisi in virtù di quello sguardo inatteso e costante, della semplice verità che ogni inquadratura rivelava sull’operazione «Spada di ferro» e il suo «intento genocidiario», come giudicato dalla Corte penale internazionale dell’Aja. Nel mirino dell’esercito di Tel Aviv e dei suoi cecchini, i reporter e i fotografi sono stati, e sono ancora, un bersaglio prioritario: disturbano il racconto unidirezionale dei media, sfuggono al controllo ossessivo dei linguaggi coloniali, praticano una battaglia visiva sconosciuta alle redazioni mainstream. Ad oggi oltre duecentotrenta sono gli uccisi (diciannove nei trent’anni precedenti), mentre altri cento e più sono imprigionati, talvolta in luoghi sconosciuti, per «violazione della libertà di parola e incitamento al terrorismo», queste le surreali accuse ai sopravvissuti. Come altri prigionieri, privati di ogni diritto, hanno subito gravi privazioni, trattamenti disumani e torture denunciate da organizzazioni come Amnesty International e Human Rights Watch. A inizio marzo erano sessantadue i prigionieri palestinesi morti in carcere dall’ottobre 2023. In mostra, alle fotografie scattate durante le operazioni militari dell’Idf, costate cinquantamila morti, oltre diecimila dispersi, decine di migliaia di feriti e la polverizzazione delle strutture sanitarie, scolastiche e assistenziali, dei servizi idrici ed elettrici, si sono aggiunte le fotografie del contro esodo iniziato il 19 gennaio. Quelle del ritorno dei sopravvissuti alle macerie abbandonate, della speranza di ritrovare familiari e memorie personali, del trovar pace, del rendere onore ai corpi insepolti. Realizzate da altri fotografi, alcuni giovanissimi, nel corso di una breve tregua infranta da nuovi bombardamenti, aggiornano la dura realtà sul campo, Nel loro insieme, nella qualità compositiva che le contraddistingue da quanto siamo abituati a vedere normalmente, da quanto giunge ai nostri occhi ed è costruito e diffuso per allontanarci dal dolore degli altri, per farci estranei al mondo e ai conflitti, per prenderne le distanze, le fotografie di Qui resteremo pongono la questione della vicinanza dei luoghi e del dolore comune, dell’intensità di ogni vita recisa e offesa, di una loro potenziale e preziosa esistenza, di una violenza altrimenti invisibile e di cui siamo responsabili se non agiamo. Ci chiedono se vale la pena girarsi dall’altra parte mentre, per conquistare terre, oro e potere, una minuscola parte del mondo pretende sopprimere il resto. In esposizione, alla sequenza fotografica, costituita da trentatrè immagini, si affiancano quindici illustrazioni del portfolio Kufia, matite italiane per la Palestina, realizzate da vari maestri del disegno italiani, palestinesi e israeliani, accompagnate da testi di Stefano Benni e Guido Piccoli, pubblicate dal Comitato Bir zeit, la Cuen e l’Alfabeto urbano di Napoli nel 1988. L’8 maggio 2025, alle ore 17.30 all’inaugurazione delle mostre intervengono Tommaso Sodano Città Aperta, Ali Rashid (ex Segretario dell’Ambasciata Palestinese in Italia, Nicola Ricci Segr.Reg.CGILI,Mariangela Punzo- Presidente ANPI Pomigliano, Claudia Di Rienzo- UDS Pomigliano,Giuseppe Romano – Laboratorio Autogestito Baccano, Patrizio Esposito (associazione Gaza_Fuorifuoco_Palestina) . Seguirà una Performance musicale dei Zezi Gruppo Operaio Visite degli studenti ed altre attività culturali saranno programmate durante tutto il periodo delle esposizioni e saranno comunicate tempestivamente (letture poetiche, proiezioni… Il montaggio video di un’ampia sequenza di fotografie da Gaza e Cisgiordania, realizzato da Roberto-C. con musiche originali di Antonio Raia, sarà proiettato nella sala Orologio fotografi: Abdul Akim Khaled Abu Rayash, Bilal H. Elnabilh, Issam Rimawi, Muhannad Abdulwahab, Mahmoud Elyan, Mahmoud Illean, Mohamed Moana, Omar Abu Nada, Yasser Qudaih, Mohamad Al Baba, Musa Al-Shaer, Wala Hatem Sabry, Soha Sukkar, Hashem Zimmo, Mohammad Al Masri, Bilal H. El Nabih, Abnal Masri, Kamel Bulbul (e altri fotografi palestinesi) – illustratori: Igort, Andrea Pazienza e Marina Comandini, Guido Crepax, Sliman Mansour, Giuseppe Palumbo, José Muñoz, Daniele Scandola, Massimo Giacon, Magnus, Milo Manara, Lorenzo Mattotti, Oreste Zevola, Arnon Ben-David, David Reeb, Taleb Dweik, Tayseer Barakat, Nabil Hanani, Vauro, Altan, Vincino

San Michele Arcangelo, il culto e la devozione in Campania

Angelo Mozzillo, S. M. Arcangelo, 1802, Palma Campania
Il culto di San Michele Arcangelo costituì una delle principali devozioni cristiane durante la tarda antichità e per tutto il Medioevo, pur non essendo originario del Cristianesimo. Intervista al dott. Corcione Domenico, studioso afragolese e già presidente dell’Associazione di promozione sociale Nobis.   La devozione nacque, infatti, in Oriente, in seno alla cultura ebraica veterotestamentaria, alimentandosi degli apporti della letteratura apocrifa, giudaica e giudaico-cristiana, pagana e gnostica, per poi inserirsi nella predicazione della comunità cristiana delle origini, pur con qualche deviazione già in epoca apostolica. Michele, nome che deriva dell’ebraico Mi ke Elhoim – significa Chi come Dio? – è uno dei tre angeli menzionati col proprio nome nella Sacra Scrittura, assieme a Raffaele e Gabriele. La sua figura è ben delineata in tre passi biblici mentre è presunta in altri, a proposito di non meglio specificate figure di angeli. Nel Libro del profeta Daniele è citato come uno dei primi principi degli angeli, che va in aiuto dell’angelo Gabriele. Nell’Apocalisse è citato come capo degli angeli in lotta in cielo contro il dragone, simbolo di Satana. In queste veloci citazioni, Michele è caratterizzato come principe degli eserciti dei cieli, comandante delle milizie fedeli a Dio dopo il tradimento di Lucifero, che si pone come suo diretto avversario.
Dott. Domenico Corcione
Dott. Corcione, come nasce il culto in Campania? “La vicinanza geografica al santuario del Gargano, centro propulsore del culto angelico, e il comune percorso storico consentirono una precoce diffusione del culto in Campania fin dall’Alto medioevo. Le vicende del Gargano ebbero ampia e sicura risonanza nella nostra regione fin dai primi decenni successivi all’insediamento della devozione in Puglia. I primi luoghi sacri dedicati a Michele in Campania sono attestati da alcune lettere di papa Gregorio I (590-604), tutti concentrati nell’area napoletana: un oratorio in sancti Arcangeli in Lucullano castro, eretto con tutta probabilità sulla collina di Pizzofalcone; il monastero di Sant’Arcangelo Macharis, forse posto sull’isola di Megaride; un omologo monastero, di incerta ubicazione; un altro oratorio, dedicato ai Ss. Pietro e Michele, in un punto imprecisato della diocesi napoletana. Questi insediamenti sono stati associati a una possibile matrice culturale micaelica romana, ipotesi che la storiografia moderna esclude visto che sono sorti tutti in ambito bizantino e quando la fama del santuario garganico era già nota”. Quindi, il culto fu introdotto dall’Oriente? “Il culto fu introdotto in Campania direttamente dall’Oriente, senza la mediazione romana. Aveva caratteristiche per lo più terapeutiche, legate all’acqua e alla guarigione degli stati febbrili. I templi dedicati a Michele, nella Campania proto medievale, erano concentrati in area urbana: le scarse fonti non citano infatti grotte, anfratti, insenature rupestri, elemento che diventerà caratteristico, invece, del culto nel pieno Medioevo, dominanti i Longobardi. Mentre infatti i siti micaelici citati da papa Gregorio consistono in realtà monastiche, la maggior parte di quelli consacrati all’Arcangelo nei secoli successivi furono di tipo grottale”. Dove si insediarono i primi luoghi di culto? “In Campania i luoghi di culto rupestri e grottali si insediarono in cavità naturali già presenti, piuttosto che in antri scavati artificialmente, a causa della natura della roccia calcarea, difficile da lavorare. Su 92 siti grottali ad uso cultuale, quelli dedicati all’Arcangelo sono ben il 37% del totale. Fra i numerosi siti grottali i più noti sono (dal nord al sud della regione) quelli di Fasani in Sessa Aurunca, di Sant’Angelo di Alife, di Curti in Gioia Sannitica, di Faicchio, Camigliano, di Liberi, di Frasso Telesino, di Foglianise (presso cui sarà poi eretto un eremo nel secolo XI), di Avella (inizialmente dedicato al SS. Salvatore), di Tufo, di Pignano in Lauro, di Prata di Principato Ultra, di Contrada, di Carpineto di Fisciano, di Olevano sul Tusciano, di Atrani, di Ravello, di Gete in Tramonti, di Giffoni Valle Piana, di Valva (con attestazioni cultuali a partire dal 1108), di Olevano sul Tusciano”.
Somma Vesuviana, Statua di     San Michele Arcangelo
Lei, nelle sue dotte ricerche, cita l’Itinerarium trium monachorum di Bernardo il Monaco “Il monaco Bernardo (840 circa – 900 circa), in compagnia di altri due frati, visitò Roma per poi recarsi in Terra santa. Al ritorno visitò i tre siti micaelici più noti: il Gargano, una grotta ad Olevano sul Tusciano sul fianco settentrionale del Mons Aureus e il santuario di Mont Saint-Michel in Normandia. L’insediamento di Olevano probabilmente svolse una funzione sostitutiva del pellegrinaggio al Gargano, fattosi difficile in seguito alle prime sortite dei Saraceni. Olevano sul Tusciano dipendeva dal principato longobardo di Salerno e non è escluso che la costituzione di un nuovo santuario avesse anche una genesi politica, in contrapposizione a quello garganico, dipendente da Benevento. Anche il principato di Capua ebbe il proprio luogo di culto angelico sul monte Maggiore e menzionato nella Chronica sancti Benedicti Casinensis: «Tra Capua, Teano e Alife c’è una montagna sulla quale corre voce che sia presenza una potenza angelica allo stesso modo del beato Arcangelo Michele sul Monte Gargano. Ricorre anche in questo caso la tipologia ad instar Gargani, divenuta paradigmatica: l’acqua, la grotta, i prodigi che ivi avvengono”. Cosa ci dice su Avella? “Notevole dal punto di vista artistico anche lo speco di Avella, citato per la prima volta nel 1169 come ecclesia Sancti Salvatoris Avelli. Il santuario consta di tre cappelle con affreschi di epoca altomedievale. Anche qui è presente una vasca in muratura per la raccolta dell’acqua, come del resto in altri siti rupestri, tipicamente per usi devozionali. La devozione micaelica non fu limitata a insediamenti a impianto grottale, bensì si esplicò nella costruzione di santuari, chiese, cappelle ed oratori, fino a raggiungere intorno all’XI secolo il maggior numero di dedicazioni finora conosciute”.
Avella
Per il ducato napoletano? “Per l’area del ducato napoletano, oltre ai siti citati dalle lettere gregoriane, annoveriamo per i primi secoli medievali il santuario di San Michele sul Monte Faito, l’omologo di Meta di Sorrento, il monastero sancti Angeli in insula Rubiliana, sull’attuale scoglio del Vervece, la chiesa di San Michele a Pogerola, presso Amalfi, il monastero di San Michele ad Bayanum, presso le mura di Napoli (citato dal 921), la chiesa di Sancti Archangeli ad signa, presso la collina di Monterone a Napoli (attestata dal 964), il monastero beati Archangeli qui nominatur ad Circum (in funzione almeno dal 970), la chiesa del beati Archangeli Michaelis a mircatu, presso Casoria (datato già nel 936)”.
Monte Faito
Sembra che la sua ricerca abbia toccato anche l’antica Liburia o Terra di Lavoro? “Per l’area della Liburia, il diploma di privilegio che Papa Alessandro III inviò nel 1178 al vescovo Porfirio di Caserta annoverava la cattedrale di San Michele a Casertavecchia, le chiese di Sant’Angelo de monte, ad Pinos, de Montecupo, ad Pirum, in Plancano, in loco Mancuso (eccetto la prima tutte posizionate nel piano); presso Capua sono segnalate la chiesa di Sant’Angelo de Audoaldis, attestata dal X secolo e l’abbazia di Sant’Angelo in Formis, risalente nel suo nucleo originario al VI secolo. Per la vastissima area che dall’agro nocerino-sarnese scende al Cilento sono attestate, tra le altre, la cattedrale di Sarno; le chiese di San Michele in loco Ballantino (attestata dal 987, oggi dedicata a San Valentino), di Sant’Angelo a Ottaviano, di Sant’Angelo a Palma Campania, di San Michele a Eboli (risalente nei documenti al 1161), di Sant’Angelo de Plaio Montis e il monastero di Sant’Angelo de puteo (risalente al 991). Ultime ma non meno importanti le presenze sulle isole: la chiesa di San Michele alla croce nell’isola di Capri e l’abbazia di San Michele a Procida. Un ricordo è legato anche all’antica parrocchia di S. Michele Arcangelo della Terra di Somma, distrutta completamente nel 1794, il cui beneficio parrocchiale passò nella vicina Chiesa di S. M. del Carmine”.
Ottaviano, S. Michele Arcangelo vera effigie
A conclusione del suo magnifico percorso, cosa ci dice? “La panoramica offerta degli insediamenti micaelici in Campania, circa 88 siti fra grotte, cenobi e templi, tradisce una devozione precoce e massiccia per l’Arcangelo che, allo stato attuale della ricerca, appare persino superiore alla vicina Puglia. Nella maggior parte dei casi si attribuisce la fondazione dei templi o del culto grottale all’influenza dei Longobardi, seppur la storiografia più recente annetta un valore anche alla precedenza dominazione bizantina e alla successiva normanna, seppur non unanimemente”.  

Circumvesuviana, i pendolari contro EAV: “Basta scaricare colpe, servono soluzioni”

Circumvesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  Comunicato Stampa pendolari vesuviani Eav linee vesuviane: Facciamo chiarezza In questi caldi giorni di maggio sono tante le note e i comunicati redatti da Eav in risposta ai disagi sulle linee vesuviane, l’ultima pubblicata oggi su ” Il Mattino ” porta la firma del presidente di Eav. È sorprendente come l’attuale dirigenza dopo dieci anni di gestione con mezzi e risorse finanziare a disposizione , possa chiamare ancora in correo per i tanti disastri le gestioni precendenti L’attuale dirigenza ha preso possesso nel 2015 di Eav holding già alleggerita da i vari c.d.a. e numero di dirigenti, potendo disporre di una serenità operativa garantita dalla legge salva Eav che metteva l’azienda al riparo da eventuali azioni da parte dei creditori fino al riconoscimento della somma debitoria. Inoltre grazie a un ulteriore finanziamento di 600 milioni di euro ha potuto chiudere i vecchi contenziosi. Il problema della vesuviana sono i treni e le infrastrutture, ebbene nel aprile 2015 c’erano settanta ETR sulle linee vesuviane oggi si fatica ad arrivare a cinquanta, eppure sulla carta tra metrostar e revampizzati ci dovrebbero essere non meno di quaranta treni ” giovani ” a cui fino a poco tempo fa veniva garantita la manutenzione dalle aziende produttrici. All’appello mancano 12 ETR revampizzati, fantasmi le cui carcasse sono su dei binari morti, nascoste sotto teli bianchi a San Giovanni a Teduccio. Questa vicenda resta un mistero, fallisce la ditta aggiudicatrice capofila dell’ATI e poiché non c’erano fidejussioni bancarie o assicurative a garanzia, Eav invece di iscriversi tra i creditori preferisce, vantandosi, riprendere le carcasse di quei ETR per poi abbandonarle al loro triste destino. La gara dei treni nuovi, non solo per fattori esterni, all’origine c’è l’aggiudicazione sbagliata, è stata ed è ancora una via crucis, peccato che la croce la portino quotidianamente i pendolari. L’ Eav ammette di avere una rete obsoleta, tanto che nel 2019 l’Agenzia per la Sicurezza Ferroviaria ha richiesto l’adeguamento della rete, non sappiamo cosa sia stato fatto e quanto realizzato da quella data ad oggi! Se Stadler per assurdo decidesse di consegnare da domani tutti i treni nuovi, siamo certi che l’azienda non saprebbe dove metterli ne dove farli viaggiare, ci troveremmo ad avere delle Ferrari su un tracciato da rally. Questo è il racconto di chi vive la ferrovia, di chi ogni giorno affronta un’avventuroso viaggio sulle linee vesuviane. Sostenere che oggi la soluzione potrebbe essere la prenotazione obbligatoria sulla linea di Sorrento, è davvero troppo anche per i pazienti viaggiatori. Sono anni che i pendolari chiedono un servizio migliore, denunciano una gestione che ha brillato solo per il taglio dei treni e delle corse, leggere oggi che un’azienda a capitale pubblico, concessionario di un servizio pubblico, voglia essere legittimata a violare i principi costituzionali per mitigare le sue inadempienze è davvero troppo. Contro questo ennesimo schiaffo ricorreremo in tutte le sedi e ad ogni azione! I portavoce dei comitati pendolari vesuviana Enzo Ciniglio gruppo facebook noaltagliodeitrenidellacircumvesuviana Salvatore Ferraro Gruppo facebook Circumvesuviana – Eav

La Fitness Trybe conquista il podio nazionale a Porto Sant’Elpidio

0
La società Pomiglianese ottiene il bronzo al campionato nazionale di ginnastica aerobica, ma i successi non terminano qui.  La Fitness Trybe torna a far parlare di sé con la ginnastica aerobica, questa volta distinguendosi fuori regione. Lo scorso weekend, infatti, si è svolto a Porto Sant’Elpidio il Campionato Nazionale Gold FGI, e tra le società che si sono contraddistinte non poteva mancare la Fitness Trybe di Pomigliano d’Arco. Tra i risultati più significativi spicca la medaglia di bronzo conquistata dal trio composto da: Maria Mautone, Ilaria Traino e Roberta Tufano, guidate dagli allenatori Serena Piccolo, Valeria Perris e Reidel Duran. La direttrice tecnica e coach Serena Piccolo ha sottolineato l’importanza di questo risultato, spiegando che la categoria Junior B è tra le più competitive, e che due delle atlete del trio sono considerate di interesse nazionale. Si punta e si spera in una convocazione per i prossimi Campionati Europei, che si terranno, salvo variazioni, in Azerbaijan il prossimo novembre visti i recenti risultati che riempiono d’orgoglio non solo la società, ma anche per tutto il territorio di Pomigliano d’Arco, a conferma dell’eccellenza e della crescita costante del movimento sportivo locale

A Palma Campania è vietato puzzare: 500 euro di multe per molestie olfattive

Nel comune di Palma Campania, è stato introdotto un provvedimento piuttosto insolito: una sanzione fino a 500 euro per chi causa esalazioni ritenute moleste. A firmare l’ordinanza è stato il primo cittadino Nello Donnarumma, che ha deciso di intervenire contro i cattivi odori provenienti da abitazioni, negozi e laboratori. Il documento amministrativo stabilisce il divieto di generare “molestie olfattive” su tutto il territorio comunale, colpendo tutte le fonti potenzialmente responsabili: cucine, attività produttive e persino appartamenti privati. Secondo il sindaco, il provvedimento nasce in risposta a numerose lamentele ricevute dai cittadini. «L’obiettivo è proteggere la qualità dell’aria che respiriamo», ha dichiarato Donnarumma sui social. «Da oggi le forze dell’ordine locali potranno intervenire ogni volta che si riscontrano odori forti e sgradevoli, soprattutto quando legati alla preparazione e conservazione di alimenti». Il provvedimento non è passato inosservato: molti cittadini si sono divisi nei commenti. C’è chi apprezza l’intento di garantire igiene e benessere, ma non mancano critiche e ironie. Diversi utenti hanno accusato l’amministrazione di occuparsi di dettagli irrilevanti mentre problemi ben più urgenti affliggono il territorio. Qualcuno si è anche chiesto: chi deciderà se un odore è troppo forte? Il caso ha suscitato anche sospetti su una possibile discriminazione: secondo alcuni, il regolamento colpirebbe indirettamente la comunità bengalese presente a Palma Campania, già oggetto in passato di un altro controverso atto amministrativo. Nel 2021, infatti, Donnarumma fece discutere imponendo un test di lingua italiana obbligatorio per i cittadini del Bangladesh residenti in città, molti dei quali impiegati nel tessile. La misura, all’epoca, provocò un’ondata di partenze da parte di alcuni membri della comunità. Il sindaco Donnarumma, eletto nel 2018 con Fratelli d’Italia e riconfermato nel 2023 con liste civiche, è stato coinvolto anche in un’indagine giudiziaria nel 2024 per presunti episodi di corruzione legati ad appalti. Arrestato e posto ai domiciliari all’inizio dell’anno, ha poi ottenuto la revoca delle misure cautelari e il ripristino della sua funzione istituzionale. Le critiche della politica La nuova ordinanza ha scatenato reazioni anche a livello politico. I deputati del Partito Democratico Marco Sarracino e Arturo Scotto hanno attaccato duramente l’iniziativa, accusando il sindaco di aver perso di vista i problemi reali del territorio: «Sembra uno sketch comico, ma purtroppo è tutto vero: a Palma Campania rischi una multa salata se il tuo sugo ha un odore troppo intenso. Che facciamo ora, vietiamo anche la genovese e il ragù della domenica? La destra si dimostra ancora una volta fuori dalla realtà, mentre i cittadini fanno i conti con bollette, disoccupazione e servizi che non funzionano». Il dibattito resta aperto, e la città si interroga su come sarà applicata, nella pratica, una norma tanto singolare quanto controversa.

Acerra, vandalizzata la Casa del Popolo inaugurata da Enrico Berlinguer

0

Ennesimo atto vandalico ai danni della Casa del Popolo di Acerra. L’edificio, da poco restituito alla comunità, è stato violato da sconosciuti che hanno distrutto parte degli arredi, sottratto materiale tecnico e abbandonato rifiuti al suo interno.

La denuncia è stata sporta presso la Polizia e, in seguito, una volante è intervenuta per verificare quanto accaduto. Le autorità hanno trovato conferma dei danni segnalati.

L’immobile, che fu inaugurato da Enrico Berlinguer oltre quarant’anni fa, è tornato a essere un punto di riferimento grazie all’attività di cittadini, volontari e associazioni. L’obiettivo: costruire un luogo di accoglienza, dialogo, impegno civile e cultura democratica. Un presidio per chi crede nell’uguaglianza, nella solidarietà e nei valori della nostra Costituzione.

Il contesto però è difficile. In una città segnata da continue aggressioni e minacce, dove spesso le strade diventano dominio dell’illegalità, difendere uno spazio come questo è una sfida che richiede coraggio.

Ma non ci arrenderemo. Continueremo a lottare perché la Casa del Popolo resti un punto fermo per la comunità. Nei prossimi giorni promuoveremo un incontro pubblico per organizzare una risposta condivisa contro chi vuole spegnere la voce della partecipazione.

A cura dell’Associazione “Casa del Popolo E. Berlinguer Acerra APS”

Truffa del maresciallo in Costiera, arrestano un nolano

0
Nella mattinata di oggi, a Benevento (BN) e Nola (NA), i Carabinieri della Compagnia di Sorrento, in esecuzione di un’ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia agli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta di questa Procura della Repubblica, hanno proceduto all’arresto di due persone, gravemente indiziate in ordine ad una truffa aggravata dall’età particolarmente avanzata della vittima e dall’aver cagionato alla parte offesa un danno patrimoniale di rilevante gravità. L’attività d’indagine, svolta dai militari della Stazione Carabinieri di Sorrento e coordinata da questa Procura della Repubblica, ha consentito di accertare che lo scorso 24 febbraio 2025 gli odierni indagati avrebbero truffato una donna 90enne di Sorrento, inducendola, attraverso artifici e raggiri, a consegnargli denaro per un ammontare di 12mila euro. L’anziana donna era stata contattata telefonicamente da uno degli autori del reato, il quale, presentandosi falsamente quale Maresciallo dei Carabinieri, riferiva di aver arrestato la figlia della vittima, in quanto responsabile di un sinistro stradale e, per salvarla, l’anziana avrebbe dovuto consegnare tutto il denaro contante che aveva in casa più eventuali monili in oro in suo possesso ad un avvocato che da lì a poco si sarebbe presentato a casa della parte offesa. Successivamente un altro autore del reato si recava a casa della 90enne nelle false vesti di avvocato e si faceva consegnare dalla signora 12mila euro in contanti, inducendo in tal modo in errore la vittima in ordine alla necessità di consegnare il denaro per far uscire la figlia dal carcere. L’indagine, svolta mediante l’analisi delle immagini di sistemi di videosorveglianza della zona e la predisposizione di mirate attività di investigazione diretta e indiretta, ha consentito di pervenire, con elevata probabilità, all’identificazione di entrambi gli autori della truffa negli odierni indagati i quali, peraltro, erano già stati denunciati a piede libero per truffa in concorso circa un mese prima e poi arrestati in flagranza del medesimo reato lo scorso 17 marzo dai Carabinieri di Senise (PZ). All’esito delle formalità di rito, gli arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.