Circumvesuviana, ascensori e servizi igienici chiusi in diverse stazioni

Circumvesuviana. Riceviamo e pubblichiamo:  Comunicato Stampa pendolari vesuviani Quando andare a lavorare diventa una fatica.  Sulle linee vesuviane ogni giorno si sommano i disservizi. Oltre ai cronici ritardi, le eventuali soppressioni stamattina a Portanolana sono fermi tutti gli impianti di risalita, compresa la nuova ascensore mai entrata in funzione. Questa degli impianti di risalita e dei servizi igienici chiusi è una vicenda che vede penalizzati tutti i viaggiatori delle stazioni non presenziare. C’è da aggiungere inoltre che nonostante i soldi spesi per il rifacimento della stazione/fermata di piazza Garibaldi, la stessa è priva di ascensori e servizi igienici previsti all’epoca della presentazione del progetto. Enzo Ciniglio rappresentante pendolari Fb NO AL TAGLIO DEI TRENI DELLA CIRCUMVESUVIANA Salvatore Ferraro rappresentante pendolari Fb CIRCUMVESUVIANA- EAV portavoce dei comitati pendolari vesuviani

Auto cannibalizzate e sversamenti, doppia operazione della Municipale a Marigliano

0
Programma delle prime 48 ore del Comando della polizia locale di Marigliano. Ritorno al controllo del territorio dalle ore 8 alle ore 20 con pattuglie a vista per la lotta alla sosta indiscriminata e presidio appiedato nelle zone centrali nelle ore di punta. Contrasto allo sversamento dei rifiuti nelle zone di Pontecitra mediante l’utilizzo delle telecamere di sorveglianza che sono completamente in grado di catturare i fenomeni di degrado. Controllo delle zone di aggregazione come il Playground di Marigliano per la difesa dali atti vandalici e lotta agli sversamenti criminali nei Regi lagni ed alla cannibalizzazione delle auto. Il comandante Emiliano Nacar dichiara : “la prima preoccupazione con il nucleo di polizia giudiziaria e di edilizia sarà quella di lottare contro la speculazione edilizia e contro il fenomeno criminale delle cannibalizzioni delle auto che vengono sversate nei Regi lagni. Sono indagini partite nel 2023 e che ora siamo in grado di sviluppare avendo nuovi agenti. Contollo mobile del territorio per la sosta indiscriminata ed un piano rigido di rientro dalla illegalità diffusa legata al codice della strada. Presidieremo anche a piedi il centro città ma effettueremo anche i controlli al playground di via Vittorio Emanuele per tutelare gli spazi sociali e di aggregazione giovanile. Il sistema di videosorveglianza ci permetterà di aiutare l’azione repressiva”

Il primo avversario da sconfiggere è la paura

Il Napoli ha consumato il jolly del pareggio contro il Genoa: a 180 minuti dalla fine del campionato l’Inter si è avvicinata a un solo punto di distanza e verosimilmente si arriverà all’ultima giornata. Si può discutere se il risultato sia stato giusto o meno, ma ancora una volta è emerso uno dei limiti di questa stagione, vale a dire la difficoltà nel chiudere le partite. E, se di solito il rimedio è costituito dall’eccezionale solidità difensiva degli azzurri, ieri ciò è venuto a galla in tutta la sua evidenza. In particolare, la causa principale sembra essere la “paura” di sbagliare e vedere vanificato il vantaggio, che porta la squadra ad abbassarsi e a porgere il fianco all’avversario: nel primo tempo, questo è apparso chiaro dopo la traversa di Pinamonti con il Napoli che ha abbassato il baricentro e ha concesso fino al pareggio. In una prospettiva simile si può leggere anche l’ingresso di Billing per Raspadori invece che per lo spento Anguissa; a posteriori, l’uscita dal campo dell’uomo più in palla insieme a McTominay è risultata di difficile comprensione. Conte deve lavorare per evitare che la paura e la pressione mangino la squadra, mentre l’ambiente non deve farsi prendere dalla negatività e ricordarsi che il Napoli ha il destino nelle proprie mani.

Marigliano, Amato: cultura e impegno per la comunità

Marigliano. Riceviamo e pubblichiamo: Andrea Amato: passione educativa, impegno culturale e spirito civico al servizio della comunità. 

Tra i volti nuovi della scena politica locale spicca quello di Andrea Amato, docente di Lettere alla Scuola Secondaria di Primo Grado e candidato come consigliere comunale con il partito politico “Per le persone e la comunità”, una rete civica ispirata ai valori del cattolicesimo democratico, fondata dal dottor Nicola Campanile.

Andrea Amato, quarant’anni, insegna da otto anni presso l’Istituto comprensivo “Giosuè Carducci” di Mariglianella, dove è stimato non solo per la sua solida preparazione nelle discipline umanistiche, ma anche per la sua spiccata empatia con gli studenti. Figura educante, capace di ascolto e dialogo, ha saputo farsi interprete delle esigenze delle nuove generazioni, senza rinunciare alla profondità della tradizione culturale.

Accanto al suo impegno scolastico, il professor Amato si distingue per una instancabile attività di divulgazione culturale e storica legata al territorio. Da circa un decennio cura la pagina Facebook Sillabe di Arte – con epicentro a Marigliano, seguita da centinaia di cittadini e appassionati: un autentico diario virtuale dove ogni giorno racconta storie, monumenti, opere d’arte e curiosità dimenticate del patrimonio locale. Il suo lavoro mira a valorizzare la città di Marigliano non solo come luogo da abitare, ma come bene comune da conoscere, amare e tutelare.

È iscritto, dal 2011, all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti della Regione Campania, ulteriore riconoscimento della sua competenza nella comunicazione e nella promozione culturale e garanzia di un impegno serio, documentato, radicato nel rispetto della verità e dell’approfondimento.

La sua appartenenza alla associazione culturale Oltremarigliano, di cui è membro attivo, testimonia un impegno costante nel promuovere eventi, incontri, iniziative di approfondimento per una cittadinanza più consapevole. La sua visione è chiara: cultura, educazione e partecipazione devono essere il motore della rinascita civile.

Vicino ai valori del mondo cattolico ma profondamente rispettoso della dimensione laica della politica, Andrea Amato ha scelto di candidarsi con Per le persone e la comunità perché convinto che il bene comune nasca dal basso, dall’ascolto, dalla presenza concreta, dalla costruzione di legami autentici.

In un tempo in cui la politica ha bisogno di volti credibili e di voci competenti, Andrea Amato rappresenta un ponte tra la scuola e la città, tra la memoria e il futuro, tra la cultura e la partecipazione. Il suo è un impegno che nasce dal cuore della comunità e che punta a restituire dignità, bellezza e senso al nostro vivere insieme.

Volla, il Pd candida per il Consiglio anche il poeta-pittore

0
Riceviamo e pubblichiamo: A Volla, curiosando tra i candidati consiglieri (del PD) alle elezioni comunali del 25/26 maggio incontriamo un personaggio eclettico, Gennaro Iannuzzi. Gennaro è quasi settantenne, pensionato di Poste Italiane, ex sindacalista, che coltiva con passione e con notevoli apprezzamenti, da molti anni le arti della poesia e della pittura. Molti sono stati i premi e i riconoscimenti che Gennaro ha accumulato negli anni non solo in Campania, ma anche in Italia. Risulta difficile comprendere come un artista a tutto tondo, un animo nobile, caratteristica di tutti gli artisti si occupi, o si voglia occupare, di politica. Ma poi, andando a spulciare nella storia dell’umanità, scopriamo che molti artisti, più o meno gloriosi, nel corso dei secoli l’hanno fatto. Infatti anche la politica è stata inserita tra le Arti nobili (L’arte del possibile). E allora gli abbiamo chiesto quali fossero state le motivazioni, la spinta alla sua partecipazione attiva (Questa non è la prima volta che Gennaro Iannuzzi prende parte ad una contesa elettorale) “In primo luogo per dare il mio contributo alla rielezione a Sindaco di Di Costanzo. Poi, avendo collaborato alla realizzazione di alcune manifestazioni culturali, da esterno, nella precedente esperienza amministrativa, mi sono accorto che, per quanto fosse stata massima la disponibilità dell’Assessore con delega alla Cultura, sentivo di dover dare qualcosa di più e di diverso per saldare meglio qualsiasi genere di iniziativa culturale al nostro territorio, istituire finalmente un legame continuativo che consentisse a tutti i cittadini, ma soprattutto alle nuove generazioni, occasioni culturali fino a quel momento assenti”. Passare da aspettative personali, all’istituzione strutturale di iniziative culturali; da qui la decisione di scendere nel campo dell’agone politico. Quali potrebbero essere le cose da fare per realizzare il suo progetto? “Di luoghi a disposizione dove far nascere iniziative ce ne sono a Volla. Si potrebbero utilizzare a cadenza regolare spazi comunali come le villette, la Casa Comunale, la nuova biblioteca, le scuole, ma soprattutto è necessario tanto impegno per creare sinergie tra amministrazione pubblica, istituzione scolastica, Associazioni, operatori culturali e appassionati. Così come altro filone potrebbe essere quello di destinare a tutti gli artisti presenti sul nostro territorio, occasioni e spazi per la rappresentazione della loro creatività. Quindi pareti non più vuote, spazi arricchiti e fermento culturale continuo. Programmare e creare occasioni culturali anche per generare indotto sul territorio. La cultura è una landa sconfinata in questo momento vuota. Tocca a noi popolarla”. Già in passato a Volla ci sono stati alcuni consiglieri comunali e assessori che avevano acceso la scintilla della cultura, subito spenta da venti contrari, ed oggi Gennaro Iannuzzi scende in campo per apportare il suo contributo nel provare a riaccenderla.

Ottaviano, la festa di San Michele 2025 fa il boom di spettatori

Siamo ormai arrivati ai titoli di coda ad Ottaviano. La festa di San Michele è volta al termine nell’ultima serata di ieri che è stata davvero magica. Dopo la feste delle contrade che è stata annullata per il maltempo, la serata si è invece svolta nella più totale tranquillità. Nella prima parte, infatti, c’è stato un Volo degli Angeli straordinario proprio fuori la chiesa di San Michele, dove la statua del Patrono di Ottaviano è uscita eccezionalmente per un ritorno alle vecchie tradizioni. Era da tempo, infatti, che la statua grande non veniva utilizzata durante la festa, preferendo quella di dimensioni inferiori vista la maggiore praticità; in più il volo fuori la chiesa è stato davvero un momento emozionante per tutti proprio perché inaspettato. Vedere San Michele, proprio fuori la sua chiesa, venir omaggiato da un’intera popolazione ha mostrato quanto le tradizioni siano forti ancora oggi e vadano preservare per mantenere attiva la storia e la cultura di un popolo. Dall’uscita della statua dalla chiesa, fino alla recita ricca di pathos da parte dei piccoli angeli che ancora una volta hanno inebriato i presenti, con le parole di Don Vittorio (il parroco dell’omonima chiesa) che ha ringraziato il Santo Patrono, le emozioni sono state palpabili. Per finire, la serata si è conclusa con il canonico spettacolo pirotecnico avvebuto dopo la partita del Napoli, che è seguito da tantissime persone. Quest’anno per la festa del paese, Ottaviano ha ospitato centinaia di spettatori venuti anche da altri paesi, non sono quelli circostanti. Un vero e proprio boom, dopo anni piuttosto bui per la festa di San Michele, che è sembrato quasi un ritorno al passato, a quegli anni d’oro in cui si faceva fatica persino a camminare per strada. Quella di quest’anno, infatti, è stata una festa spettacolare, che ha attirato grandi e piccoli, con un’organizzazione davvero di alto livello. Ora, con la solita malinconia del giorno dopo, agli ottavianesi non resta altro che tornare alla propria quotidianità, ma quest’anno con il cuore pieno di gioia.

Cani e gatti finalmente in cabina: cambia il modo di volare con gli amici a quattro zampe

Dal 12 maggio 2025, volare con il proprio cane o gatto sarà un’esperienza decisamente diversa per migliaia di viaggiatori italiani. Grazie a una nuova misura approvata dall’ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile), anche gli animali domestici di media o grande taglia potranno viaggiare in cabina, accanto ai propri proprietari, superando finalmente i rigidi limiti di peso che fino ad oggi ne imponevano il trasporto in stiva.    

Un cambiamento atteso da anni

Fino a pochi mesi fa, solo gli animali di piccola taglia (di norma sotto gli 8-10 kg) erano ammessi in cabina. Tutti gli altri erano costretti a viaggiare nella stiva pressurizzata, in condizioni spesso poco confortevoli e potenzialmente stressanti. Con la nuova normativa, il benessere dell’animale viene messo al centro: sarà possibile portare cani e gatti in cabina, a condizione che siano sistemati in trasportini idonei e ben fissati ai sedili. Non esiste più un tetto rigido al peso dell’animale, ma va rispettato il peso massimo previsto per un singolo passeggero con bagaglio a mano, ovvero circa 84 kg complessivi. Questo dettaglio rende ora possibile viaggiare in aereo con cani di taglia media o grande, a patto che siano educati e viaggino in sicurezza.

Reazioni e prospettive

La notizia è stata accolta con entusiasmo da viaggiatori, famiglie e associazioni animaliste, che da anni chiedevano maggiore attenzione per le esigenze degli animali domestici. Anche il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha definito il provvedimento “un passo importante per il rispetto degli animali e dei loro proprietari”. Ora toccherà alle compagnie aeree definire nel dettaglio tariffe, modalità di prenotazione e gestione a bordo. Alcuni vettori, come ITA Airways, avevano già ampliato il limite di peso per gli animali in cabina, mentre molte compagnie low-cost, ad oggi, continuano a non accettare animali, con l’eccezione dei cani guida. (FONTE FOTO: RETE INTERNET)

La processione di San Michele a Ottaviano è anche un “rito” dell’identità civica

0

C’era un gruppo di persone, e si parlava della processione di San Michele. Ho detto che la processione dell’8 maggio a Ottaviano è un rito importante dell’identità civica, e dunque non è cosa semplice modificare quei suoi “caratteri” che, ripetendosi nel tempo, sono diventati tradizione. E le tradizioni vanno rispettate, perché sono un fondamento dello spirito di comunità.

Mentre parlavo, notai che uno dei presenti arricciava il naso e incominciava a stralunare gli occhi. Pensai che fosse uno dei non pochi storici, filosofi, archeologi di cui è ricca oggi Ottaviano: una emozionante fioritura. Non dissi nulla, ma incominciai a prepararmi alla battaglia e a lanciare all’attacco le tesi di Ernesto De Martino e di ‘Emile Durkheim, ma poi decisi di non aprire la tenzone, e di evitare che qualche frase di quel signore scatenasse il cafone che è in me. Ora, con calma, tento di chiarire. In un articolo recente ho ricordato che nel culto di San Michele confluirono contributi culturali cristiani, giudaici, gnostici, e perfino pagani. San Michele venne proclamato Patrono di Ottajano in un’assemblea del 15 aprile 1663, in cui erano presenti i cittadini, il Governatore Lello Barone, gli Eletti Didaco Bifulco, Baldassare de Lugo, Carlo dell’Annunziata e Matteo Finelli: il cancelliere “notar Giuseppe Mazza” scrisse il verbale dell’assemblea, convocata, nel rispetto delle procedure, dal messo Giovanni Battista Menechino. I presenti approvarono all’unanimità la proposta di consacrare l’8 maggio alla festa dell’Arcangelo “che la nostra Università per sua particolare devozione sempre ha tenuto e tiene per suo particulare Protettore”. Su Ottajano già vegliava San Michele “’o gruosso”, che quest’anno è uscito in processione. Nell’assemblea generale del 6 luglio 1664 il sindaco Giuseppe Del Giudice e gli Eletti decisero di investire “nell’indoratura della cona e del baldacchino” del gigantesco Arcangelo i 15 ducati versati “alla nostra Università” da Carlo Mazza che aveva comprato per 30 ducati “due moggia di terreno demaniale al Campitello”. Già alla fine del ‘700 il percorso della processione e il rito dell’“uscita” e del “ritorno” dell’Arcangelo erano diventati “tradizione”: tra gli anni 1830 e 1835 si aggiunse il rito del “volo degli angeli” in quattro piazze. Nel 1864 il sottoprefetto Serpieri vietò il “volo degli angeli” e Michele de’Medici gli scrisse “che muta e squallida è riuscita la festa dell’8 maggio perché mancante del Volo che rende entusiasti questi abitanti e, nel contempo, attira migliaia e migliaia di persone da Napoli e dai paesi circonvicini, che per godersi la festa lasciano non poco danaro nel Comune, e quindi attivandosi il commercio, si dà campo alla gente di vivere la vita”. Il principe di Ottajano propose al Serpieri di autorizzare il “volo” durante la festa del 29 settembre, ma il Sottoprefetto fu irremovibile, giudicando quel “Volo” “un costume contrario ai tempi di progresso e di civiltà” portati dall’Unità nazionale. E nel 1877 Ottajano fu costretta a cancellare, per sempre, la festa di settembre. Nel 1947 il vescovo Camerlengo dispose che la processione non partisse dalla chiesa, se le autorità civili non avessero garantito al parroco di San Michele, don Francesco Saviano, che gli “angeli” non avrebbero volato: ma il sindaco, Aurelio Trusso, pregò i parroci di ritirarsi in sacrestia e invitò gli Ottavianesi a prendere la statua e a partire: i priori delle congreghe presero il posto dei parroci. Gli “angeli” si alzarono in volo in tutte e quattro le piazze. Nel 1953 il vescovo Binni dispose che si tenesse solo il “volo” in piazza Annunziata: ma qui i portatori deposero a terra la statua e dichiararono che lì l’avrebbero lasciata, se non fossero stati autorizzati gli altre tre voli: furono vani i tentativi del sindaco Enrico Iervolino di convincere il vicario foraneo don Pietro Capolongo, parroco di San Giovanni, e il viceprefetto Grassi. Alla fine, gli Ottavianesi tutti si allontanarono e San Michele “’o piccirillo” restò a terra, in piazza Annunziata: furono i carabinieri a riportarlo in chiesa. E mi fermo qui: penso che siano evidenti le ragioni che mi inducono a dire che la processione di San Michele è un rito importante connesso all’identità civica di Ottaviano. Mentre scrivevo l’articolo, mi è venuto il sospetto che quel signore arricciasse il naso pensando che io volessi polemizzare contro qualche innovazione che mi dicono introdotta nella processione di quest’anno. Non voglio far polemica con nessuno: il mese di maggio è il mese della pace. Tra non molto pubblicherò in ebook un libro sul culto ottavianese di San Michele, della Madonna del Carmine e di San Gennaro: saranno citati documenti inediti. Ringrazio il Sindaco, prof. Biagio Simonetti, l’Amministrazione Comunale, l’avv. Marcello Fabbrocini, i membri del Comitato Civico “A. Cifariello”, di cui l’avvocato è presidente, l’avv. Rossana Bifulco, preziosa promotrice di progetti connessi alla formazione professionale, e, ovviamente, Carmela D’Avino, Direttrice di “ilmediano.it”: con il loro sostegno mi hanno consentito di realizzare il progetto.

Alex Perfume lancia la sua nuova linea di profumi a Pomigliano d’Arco

0
L’incontro con il noto influencer nella profumeria Nuur di Pomigliano d’Arco, un’occasione per lanciare la nuova linea.

Sabato 10 maggio, alle 17:30, presso la profumeria Nuur di Pomigliano d’Arco, si è tenuto un incontro con Alex Perfume, uno degli influencer più noti nel mondo della profumeria. È celebre per i suoi video in cui spiega le caratteristiche delle fragranze e come indossarle affinché lascino la cosiddetta scia.

L’evento è stato un vero successo: tantissimi ragazzi hanno partecipato, incuriositi dal suo nuovo brand, presentato proprio in questa occasione. Alex ha raccontato le storie che si celano dietro le fragranze e illustrato le materie prime utilizzate. Inoltre, ha fatto provare i profumi ai presenti, chiedendo le loro impressioni.

Un momento particolarmente apprezzato è stato l’estrazione di uno dei suoi costosi profumi, che ha permesso a un fortunato partecipante di portarlo a casa gratuitamente. A tutti, comunque, è stato regalato un campioncino.

Terra dei Fuochi, migliaia in corteo ad Acerra: “Ora servono bonifiche”

Terra dei Fuochi, migliaia in corteo ad Acerra: “Ora servono bonifiche” Dopo la sentenza della CEDU, cittadini e attivisti chiedono interventi urgenti Acerra. Migliaia di persone sono scese in piazza ieri ad Acerra per chiedere con forza l’avvio immediato delle bonifiche nei territori colpiti dalla crisi ambientale della Terra dei Fuochi. La manifestazione arriva a poche settimane dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha condannato l’Italia per la gestione inadeguata dell’area, riconoscendo un rischio “imminente” per la salute dei cittadini. Il corteo, partito da piazza Duomo, ha visto la partecipazione di numerosi comitati civici e semplici cittadini. “Acerra ha già dato troppo – ha dichiarato Vincenzo Petrella, volontario del Comitato Antiroghi –. Ora chiediamo solo una cosa: che le bonifiche partano subito. Non vogliamo più promesse, ma interventi concreti e strutturali”. Tra i presenti anche Alessandro Cannavacciuolo, attivista locale e primo firmatario della denuncia che ha portato alla storica sentenza della CEDU. “Questa non è una protesta contro le istituzioni – ha spiegato – ma un atto d’amore verso la nostra terra. Vogliamo solo che si agisca in fretta, prima che sia troppo tardi”. L’appello è chiaro: applicare senza indugi quanto stabilito dalla Corte europea e restituire dignità a un territorio martoriato da anni di inquinamento e roghi tossici.