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Stellantis, cassa integrazione a Pomigliano: tornano i timori sul futuro

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Di nuovo preoccupazioni nel settore automobilistico campano investito dalla cig  

Torna la cassa integrazione per contrazione di mercato alla Stellantis di Pomigliano. L’azienda ha comunicato ai sindacati il fermo produttivo della linea TonaleHornet nei giorni dall’8 al 12 aprile a causa di un calo degli ordini. Intanto si parla di un provvedimento simile anche per la settimana prossima: un fermo di almeno due giorni in cig. I lavoratori interessati dal conseguente provvedimento di cassa integrazione ad aprile saranno circa 2mila.

Una situazione particolare. Finora infatti i fermi produttivi che hanno interrotto le linee di montaggio a Pomigliano erano stati causati dalla carenza dei componenti per l’assemblaggio sulle linee delle automobili. Ora però la Stellantis ha ufficializzato anche il calo degli ordini delle vetture appena lanciate sul mercato. Contemporaneamente i dati che confortano Pomigliano restano sempre quelli della Panda. L’utilitaria rimane infatti saldamente in testa alla classifica delle auto più vendute in Italia e ciò dà un certo margine di sicurezza su questo versante, almeno fino al 2027, quando la produzione di questa vettura cesserà. Il problema adesso è costituito dal fatto che proprio modelli lanciati appena l’anno scorso stanno già facendo registrare una riduzione degli ordini.

Territorio preoccupato

A Pomigliano, e non solo a Pomigliano, la situazione di Stellantis sta nel frattempo di nuovo producendo preoccupazioni. Stanno tornando i timori innescati poco più di un mese fa dal ceo Carlos Tavares.

In quell’occasione il timoniere del sesto gruppo automobilistico mondiale ipotizzò la chiusura a breve scadenza degli stabilimenti italiani di Torino e Pomigliano per poi tornare sui suoi passi assicurando addirittura un futuro prossimo fulgido a Pomigliano per ancora tre anni. La crisi congiunturale. Ma c’è chi sottolinea che questa contrazione di mercato per il suv Tonale non sia nient’altro che la prova delle oggettive difficoltà in cui annaspa il gruppo automobilistico, soprattutto in Italia.

C’è però da sottolineare che, sempre in base a quanto ha appena comunicato l’azienda ai sindacati, il fermo produttivo che per una settimana paralizzerà la produzione del Tonale e dell’Hornet dipende per la gran parte dalla riduzione degli ordini per il secondo modello di vettura. In questa fase sarebbe dunque il mercato americano a non rispondere adeguatamente alle aspettative che erano state riposte sul suv compatto a marchio Dodge che non è nient’altro che la versione lievemente modificata dell’Alfa Romeo Tonale destinata ai mercati d’Oltreoceano.

 

Gli investimenti

Sia a Pomigliano, cioè nell’area napoletana, che negli altri impianti Stellantis distribuiti in Italia si lamenta la carenza di investimenti adeguati sul fronte della produzione di auto elettriche in grado di fare fronte alla transizione ecologica che imporrà un brusco cambio produttivo a tutto il settore. Investimenti mancati che avrebbero dovuto fare capolino in Italia già da molto tempo ma che stanno tardando troppo. E proprio questo ritardo fa ipotizzare gravi ripercussioni occupazionali nel medio periodo.

 

 

 

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